IL CAMPOSANTO DI AMATRICE E’ ANCORA OGGI UN CIMITERO DI LAPIDI E MISERI LACERTI

IL CAMPOSANTO DI AMATRICE E’ ANCORA OGGI UN CIMITERO DI LAPIDI E MISERI LACERTI

di Camillo Berardi

Ieri, il 30 luglio 2020, sono stato a fare una visita ai miei cari defunti nel cimitero di Amatrice e – alla vigilia del 4° anniversario del sisma che ha raso al suolo il borgo appenninico – ho notato che in molte porzioni del camposanto, sono ancora ammucchiati alla rinfusa frammenti di opere funerarie, lapidi, lastre marmoree spezzate e coacervi di macerie, riportati nel servizio fotografico allegato.

Lo scenario, non è per niente decoroso, sia per i defunti, sia per i loro familiari che in diverse zone del cimitero hanno difficoltà e grandissimi disagi per raggiungere e commemorare i loro cari. Questi morti sono stati seppelliti ancora una volta dai loro monumenti funerari e attendono tuttora una nuova e dignitosa sepoltura.

Anche dopo la morte, la personalità del defunto rimane simbolicamente viva nella memoria dei loro familiari e dei viventi.   

Alcune zone del camposanto di Amatrice sono interdette al pubblico e – come mostra una foto allegata – in alcuni angoli del cimitero, le lapidi sono ammucchiate vicino ai cassonetti…

Queste tristi e miserevoli immagini sono seguite da un video realizzato con foto d’epoca di Amatrice, cullate e accarezzate da una musica dolce e dolente composta da Camillo Berardi con testo di Concetta Persico: “Matrix Pulcherrima” (Amatrice Bellissima).

CLICCARE IL LINK DI SEGUITO RIPORTATO PER VISUALIZZARE IL FILMATO E ASCOLTARE LA MUSICA: https://www.youtube.com/watch?v=-Xxz964m6vU

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