Mese Mariano: 21 Maggio 2019

4

 

 

 

 

 

5

 

 

 

 

 

 

 

21. I NOSTRI FRATELLI SEPARATI

«Affidiamo a Maria il proposito di non darci pace fino a che la mèta dell’unione non sia felicemente raggiunta». Giovanni Paolo II

Gesù, morendo, sparse il Sangue non so¬lo per la sua Nazione, ma per riunire intorno a Sé tutti i dispersi figli di Dio, affinché dei redenti si formasse un solo ovile ed un solo Pastore.

«Offro la mia vita – Egli disse – per le mie pecore. E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io debbo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e vi sarà un solo Pastore». Ricordiamo la bellissima preghiera del Cenacolo, dopo la lavanda dei piedi, prima che fosse tradito e consegnato ai carnefici. «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me, perché tutti siano una sola cosa. Come Tu, Padre, sei in me ed io in Te, siano anch’essi in noi una sola cosa».
La finalità della Redenzione è dunque l’unione di tutti i redenti nella Chiesa sgorgata dal Cuore trafitto di Cristo sulla croce. Ben presto però, dopo l’Ascensione di Gesù al cielo, cominciano le scissioni nella Chiesa primitiva, tanto che Paolo si scaglia contro coloro che così laceravano la veste insanguinata di Cristo.
Ogni separazione dipende innanzi tutto dalla scarsa conoscenza del Cristo e dal rifiuto di accogliere ed ascoltare i suoi inviati. Anche la Riforma, che del ruolo di Maria nella Chiesa fece uno dei suoi capisaldi di contrasto, non ebbe origine dal dissenso sul culto alla Madre di Dio, ma per opposizione alla Chiesa gerarchica ed istituzionale, tanto vero che ancor oggi, in non poche branchie del protestantesimo, si venera Colei che fu la prima a credere in Cristo, la prima a pronunciare il si( di un cuore fedele; Colei che ha riflesso in sé la perfezione di Cristo. Maria, nel disegno divino, non avrebbe mai dovuto rappresentare un principio di divisione, ma di unione, perché solo attraverso lei si può pervenire alla vera comprensione del Cristo e della sua Chiesa.
Una Madre, qual è Maria, donataci dall’alto della croce, non potrebbe mai dividere i suoi figli tra di loro, ma solo affratellarli in Cristo. Ma tant’è, anche ai nostri giorni, Maria, come il Cristo, è segno di contraddizione.
Eliminare Maria dalla Chiesa sarebbe come rifiutare una realtà vissuta da secoli, anche dai nostri fratelli separati, sarebbe co¬me isolare il Cristo e rinnegare lo stesso Mistero della Incarnazione.
Una delle ragioni addotte dai fratelli separati è che, esaltando e venerando la Vergine, si toglierebbe al Cristo la funzione di unico Mediatore presso il Padre. La Chiesa Cattolica ha sempre affermato che, se la devozione alla Madonna dovesse menomare in qualche modo le prerogative del Cristo e dello Spirito e dovesse allontanarci da Loro, sarebbe da rigettare come cosa addirittura diabolica.
Nel popolo cristiano si è sempre notata una profonda ed istintiva percezione della persona e del ruolo di Maria, che diventa cuore, porta di salvezza, punto di convergenza della vita dei fedeli. È da ringraziare il Signore che agisce,e si rivela al suo popolo, e particolarmente ai semplici di questo mondo, tramite la sua Madre divina. Questo è stato compreso dalla Chiesa, dai grandi Pastori di anime ed in particolare dalla grande schiera dei Santi in un’epoca dominata dallo spirito critico che, contestando la devozione mariana, proponeva un cristianesimo monco, razionale e severo.
La teologia vive oggi, dopo il Vaticano II, una nuova epoca e tende a costruire l’autenticità della vita con particolare attenzione al significato del Canto della Vergine. Questo canto profetico e carismatico è già un punto di incontro con i teologi di confessione non cattolica perché, nel canto di Maria, Luca canta anche i testimoni e i martiri dei primi tempi della Chiesa. Oggi, dietro la figura di Maria, si può vedere la Chiesa dei grandi apostoli come Francesco d’Assisi e di M. Luther King. Non pochi teologi protestanti affermano che siamo tutti d’accordo, cattolici e non cattolici, nel vedere in Maria la Madre di Dio, nostro modello nella fede, nella sofferenza e nel servizio per i fratelli.
Allora la devozione alla Vergine non dovrebbe dividerci, ma sensibilizzare il movimento ecumenico. La Chiesa nutre fiducia e prega che Ella sia davvero il punto del nostro incontro e non della nostra divisione. Mi sia consentito, senza motivo di scandalo, concludere qui con la preghiera dell’abate calvinista Schutz, che si può pienamente condividere da tutti: «Padre Santo e misericordioso, hai rivelato alla Beata Maria Vergine che, con la venuta del tuo Figlio, i potenti sarebbero stati abbassati e gli umili esaltati; ti preghiamo per gli umiliati che gridano con lei verso di Te. O Cristo, tu che sei nato dalla Vergine Maria, obbediente alla tua parola, accorda anche a noi uno spirito pronto ed ubbidiente. Con lei, la prima di tutto lo stuolo dei testimoni, vorremmo imparare a dirti: “Che sia fatto di me secondo la tua volontà”. O Dio, Tu hai voluto fare della Vergine Maria la figura della Chiesa. Essa ha ricevuto il Cristo e lo ha donato al mondo. Manda tu su di noi il tuo Spirito Santo, perché, ben presto, siamo uniti visibilmente in un solo corpo, e perchè irraggiamo il Cristo presso gli uomini che non possono credere. Riuniscici nell’unità visibile affinché, con la Vergine Maria e tutti i santi testimoni di Cristo, ci rallegriamo in Te, nostro Salvatore, ora e per sempre, nei secoli dei secoli. Amen».
Madre santa, il tuo Figlio Gesù ci ha fatto dono di essere uno con i nostri fratelli, a prezzo della sua crudele passione: aiutaci a superare contese, animosità, dissensi, e guidaci sulle strade della comprensione fraterna piena e duratura.

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *