A 120 anni dalla nascita di Francis Scott Fitzgerald, Letteratitudini ricorda lo scrittore americano

Cancello ed Arnone (Elisa Cacciapuoti) – In occasione di un viaggio a New York della prof.ssa Marinella Viola, amica della prima ora, del gruppo di Letteratitudini, si è pensato di organizzare l’incontro del mese di Gennaio 2017, previsto per mercoledì 25 gennaio p.v. alle 19,30, accennando proprio a Dicembre a New York.

In effetti il calendario del mese di dicembre è quanto mai propizio per organizzare un viaggio, e  se si è avuto la bella idea di puntare il dito sulla Grande Mela si deve sapere che New York offre il meglio del meglio: anche la frenetica metropoli riesce a presentarsi in un lato inedito, quello magico e fatato che solo Natale porta con se.

Ma oltre ai ricordi di viaggio, dice la coordinatrice del gruppo, Matilde Maisto – obiettivo della serata è affrontare la letteratura statunitense e, quale occasione più propizia, che parlare di Francis Scott Fitzgerald a 120 anni dalla nascita? –

Considerato uno dei più grandi scrittori americani del Novecento, Francis Scott Fitzgerald mette in luce uno dei periodi storici più contraddittori del paese delle “grandi opportunità”. In tutto ciò che scrive si riscontra la sua esistenza, vissuta in modo estremo, negli anni compresi tra la Prima Guerra Mondiale e la Grande Depressione.

La tematica ricorrente nelle sue opere è “Il sogno americano” del successo e dell’evasione da una cruda realtà che lascia presagire l’imminenza del disastro avvenuto pochi anni dopo la fine della guerra. Nella sua spietata e impietosa analisi di quelle classi agiate, sfarzose e insulse, ma di cui subisce il fascino sin da ragazzino, si avverte una malinconica dolcezza, seppur in un’atmosfera stantia, che ipnotizza il lettore sin dalla prima pagina. E attraverso la lettura di quei pochi libri scritti nell’arco della sua breve vita, si riesce a cogliere quel movimento effimero, ma indimenticabile, denominato “Jazz Age”. La musica jazz simboleggia con il suo ritmo sincopato la libertà espressiva artistica di chi rigetta la tradizione e qualsiasi schema precostituito per affermare uno stile di vita ed una creazione letteraria che si lasci trascinare dal sentimento autentico volteggiando sulle note dell’improvvisazione jazzistica.

E da quella cosiddetta “generazione perduta”, vittima di un momento storico complesso e privo di punti di riferimento certi, con un futuro sempre più sfuggente, nascono non solo le opere di Fitzgerald, ma anche quelle di Ernest Hemingway, John Steinbeck, Henry Miller, Thomas Eliot ecc.

Come sempre prevediamo una grande serata e, naturalmente, saremo lieti di ospitare tutte le persone che desiderano partecipare all’incontro culturale di Cancello ed Arnone.

N.B. La foto in evidenza si riferisce all’incontro precedente.

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