Agenda settimanale dal 6 al 12 marzo 2017 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli

Info 0974282362, 3383096807

Giovedì 9 marzo, ore 20.45

 

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

info 0818786165

Venerdì 10 marzo, ore 21.00

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Sabato 11 marzo, ore 20.45

 

Teatro Massimo di Benevento

info 082442711

Domenica 12 marzo, ore 18.30

 

Enfi Teatro

presenta
Claudia Gerini

in

 

Storie di Claudia

di Giampiero Solari, Claudia Gerini, Paola Galassi, Michela Andreozzi

 

arrangiamento e direzione musicale Leonardo De Amicis
musicista in scena Davide Pistoni
video scene Giuseppe Ragazzini, coreografie Roberta Mastromichele
costumi Nicoletta Ercole, scene Patrizia Bocconi, luci Gigi Saccomandi

 

regia Giampiero Solari

 

In un vecchio palazzo di Roma vive Claudia, una bambina allegra e curiosa; nello stesso palazzo, al pianterreno, con le finestre che danno sul cortile, abita la signorina Maria, un’anziana ed eccentrica signora, che ama la musica e  colleziona ricordi, ritratti e libri di donne famose che hanno cambiato la storia.

Da sempre la signorina Maria e il suo appartamento sono l’attrazione segreta  per tutti i bambini del cortile, soprattutto per Claudia. Una sera , inaspettata, grazie ad una camomilla calda, Claudia riesce ad entrare nella casa della signorina Maria e finalmente a conoscerla. Da quella sera fra la signorina Maria e Claudia nasce un’amicizia unica e indissolubile; le camomille bevute insieme diventano un appuntamento quotidiano e, grazie  ai racconti e alle storie della signorina Maria, Claudia  conosce donne incredibili, artiste famose e complicate,  cresce e diventa grande. Diventa a sua volta un’artista famosa e una mamma affettuosa, che porta con sé il desiderio di raccontare e trasmettere  l’amore e la passione per la vita e per il mondo dello spettacolo, così come la signorina Maria ha fatto con lei.

Claudia Gerini accompagna delicatamente il pubblico attraverso questo intenso  viaggio di fantasia, passando da momenti  esilaranti e canzoni e balletti inaspettati, ad altri  momenti poetici  e visionari.

Nell’insieme dei racconti la Gerini ci riporta a momenti della sua vita mischiati ad  altri di pura fantasia che, in “Storie di Claudia”, diventano puro spettacolo.  Grazie ai disegni di Giuseppe Ragazzini, alle musiche arrangiate da Leonardo De Amicis,  alle coreografie di Roberta Mastromichele, e alla regia di Giampiero Solari, Claudia Gerini crea uno spettacolo unico e particolare.

 

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Da giovedì 9 a domenica 12 marzo

(feriali ore 21,00 – festivi ore 18,30)

 

Compagnia Mauri Sturno, Fondazione Teatro della Toscana

presentano

 

Glauco Mauri e Roberto Sturno

in

 

Edipo

 Edipo Re – Edipo a Colono

di Sofocle

 

e con

Ivan Alovisio, Elena Arvigo, Laura Garofoli

Mauro Mandolini, Roberto Manzi, Giuliano Scarpinato

 

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

musiche Germano Mazzocchetti

 

regie

Andrea Baracco – Edipo Re

Glauco Mauri – Edipo a Colono

 

A distanza di vent’anni la Compagnia Mauri Sturno ritorna a mettere in scena i due capolavori di Sofocle, per analizzare più compiutamente il mito immortale di Edipo, affidando la regia a due diversi registi: Glauco Mauri, per Edipo a Colono, e Andrea Baracco per Edipo Re. Due registi, due generazioni a confronto, esempio di collaborazione e di continuità, oltre che condizione indispensabile per il futuro del teatro.

 

“Edipo re e Edipo a Colono sono due capolavori fondamentali nella storia dell’uomo, per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità e di poesia che ci donano. La storia di Edipo è la storia dell’UOMO, perché racchiude in sé tutta la storia del suo vivere. Edipo Re e Edipo a Colono sono due opere scritte in epoche diverse della vita di Sofocle ed è nell’accostamento di questi due grandi testi che poeticamente si esprime e compiutamente si racconta la “favola” di Edipo alla ricerca della verità.

Alla fine del suo lungo cammino Edipo comprende se stesso, la luce e le tenebre che sono dentro di lui, ma afferma anche il diritto alla libera responsabilità del suo agire. Edipo è pronto ad accettare tutto quello che deve accadere ed è pronto a essere distrutto purché sia fatta luce. Solo nell’interrogarci comincia la dignità di essere uomini. E’ questo che Sofocle con la sua opera immortale dice a tutti noi.

Convinti che il Teatro sia un’arte che può e deve servire “all’arte del vivere” affrontiamo queste due opere classiche per trovare nelle radici del nostro passato il nutrimento per comprendere il nostro presente, questo è il nostro impegno e il nostro desiderio.”

 

Andrea Baracco, Glauco Mauri

 

 

Teatro Barone di Melito di Napoli

Info 0817113455

Giovedì 9 marzo, ore 20.45

 

Best Live

presenta

 

Francesco Cicchella

in

 

Millevoci

uno spettacolo scritto da Francesco Cicchella, Vincenzo De Honestis e Gennaro Scarpato

 

Millevoci è uno show comico-musicale nel quale Francesco Cicchella mostra le sue doti di comico, cantante ed intrattenitore. Sul palco, oltre allo showman, Vincenzo De Honestis (storica spalla di Cicchella in tutti i suoi spettacoli ed in molte delle sue apparizioni televisive), con il quale dà vita ad esilaranti siparietti comici, ed una band di sei elementi capitanata dal maestro Paco Ruggiero.

Il titolo, che strizza l’occhio al celebre varietà televisivo degli anni ’70, è quanto mai emblematico. Le mille voci a cui fa riferimento sono quelle che Cicchella porta sul palco, facendo vivere una moltitudine di personaggi e giocando continuamente con la sua vocalità anche quando veste i panni di se stesso.

Sul palco, infatti, oltre alle celebri parodie televisive del comico (Massimo Ranieri, Michael Bublé, Gigi D’Alessio etc.), che rientrano tra i momenti più esilaranti dello spettacolo, diversi numeri da vero showman, che proiettano il pubblico in un viaggio assolutamente ironico e giocoso attraverso il mondo della musica, condotto in maniera sorniona da Cicchella il quale si dimostra capace di impressionare e divertire il pubblico, spiazzandolo continuamente con numeri caratterizzati allo stesso tempo da grande spessore musicale ed artistico, ma anche da devastante forza comica.

Il performer fa apprezzare le sue doti canore passando da Stevie Wonder a Pino Daniele, da Michael Jackson ai Maroon 5, da Bruno Mars a Tiziano Ferro, senza mai prendersi troppo sul serio ed offrendo sempre allo spettatore un nuovo punto di vista, originale ed ironico, dal quale partire per giocare con la musica.

Cicchella esamina la musica ed i cantanti attraverso la lente del comico, regalando momenti di puro divertimento oltre che performances musicali di classe, in uno show fresco, leggero, sempre godibile e di pregevole fattura.

 

 

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Da venerdì 10 a domenica 12 febbraio

(feriali ore 20.45, domenica ore 18.00)

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Officine Culturali della Regione Lazio Bon Voyage, Festival Teatrale di Borgio Verezzi e Civit’Arte 2015

presentano

 

Isa Danieli e Lello Arena in

 

Sogno di una notte di mezza estate

di Ruggero Cappuccio

liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare

 

con Fabrizio Vona
e Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese, Antonella Romano

 

costumi Annamaria Morelli, scene Luigi Ferrigno
musiche Massimiliano Sacchi, burattini Selvaggia Filippini

 

regia Claudio Di Palma

 

Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini.

I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani.

Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano.

Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il “Sogno” per cercare ulteriori rifrangenze all’incanto musicale della lingua shakespeariana. La regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande, onirico e vagamente circense carillon.

 

 

 

Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei

Info 0818577725 – 3337361628

Da venerdì 10 a domenica 12 marzo

(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)

 

DG Production e Summarte

presentano

 

Il bello della diretta

di Lucio Pierri e Lello Marangio

 

con

Lucio Pierri, Maria Mazza, Lello Radice, Barbara Petrillo, Massimo Carrino

 

regia Lucio Pierri

 

Quante volte abbiamo sentito dire in televisione “E’ il bello della diretta”, ma a volte ciò che sembra bello, in realtà nasconde ciò che non si vuole vedere.

Tradimenti, sotterfugi, pacchi e contropacchi. Un’emittente locale è lo scenario di accordi segreti e vendette non riuscite, in cui le vite di due belle donne, due goffi uomini, quattro amanti saranno, indissolubilmente, legate a doppio filo.

Questo il tema della commedia scritta da Lucio Pierri e Lello Marangio, che, dopo il successo di “Stresssati…ancora di piu”, ritornano in teatro con una nuova piece, moderna, attualissima, esilarante, dai ritmi frenetici, in un mix di comicità, situazioni e battute.

Mettetevi comodi, la trasmissione sta per iniziare. Scusate, lo spettacolo sta per iniziare, ma a volte si può sbagliare: è “il bello della diretta”.

 

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620

Sabato 11, ore 21.00, e domenica 12 marzo, ore 18.30

 

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana

presentano

 

Laura Morante

in

 

Locandiera B&B

di Edoardo Erba

liberamente ispirato a La locandiera di Carlo Goldoni

 

con (in o.a.)

Giulia Andò, Bruno Armando, Eugenia Costantini

Vincenzo Ferrera, Danilo Nigrelli, Roberto Salemi

 

scene e luci Gianni Carluccio

costumi Alessandro Lai

suono Hubert Westkemper

assistente alla regia Luca Bargagna

 

regia Roberto Ando’

 

In un’antica villa che sta per essere trasformata in albergo, Mira si ritrova coinvolta in una strana cena organizzata dal marito con ambigui uomini d’affari. Il marito non si è presentato e tocca a lei gestire una serata di cui non capisce clima e finalità. Il suo unico punto di riferimento, il contabile della società, a metà della cena se ne va senza spiegazioni lasciandola in balia degli ospiti. Finché arriva uno sconosciuto che le chiede una stanza per riposare. I due sembrano irresistibilmente attratti e Mira si appoggia a lui per affrontare una situazione al limite del lecito, mentre via via si aprono squarci inquietanti sulle attività del marito assente. Col procedere della notte, il gioco si fa sempre più pericoloso e ineluttabile. Ma che parte ha Mira? Davvero è così ingenua e sprovveduta come ci ha lasciato credere?

Humor nero, intrighi, crimini, infatuazioni, la commedia di Edoardo Erba, disegnando il sorprendente profilo di Mira, traccia con surreale leggerezza un inedito ritratto dell’Italia di oggi, un Paese amorale, spinto dal desiderio di liberarsi, una volta per tutte, del proprio passato, ingombrante e ambiguo, e ricominciare daccapo.

A dar vita a Mira, Mirandolina dei giorni nostri, dei nostri tempi di crisi, è una delle attrici italiani più raffinate, ironiche e intelligenti, tra le grandi muse del cinema d’autore italiano e francese, più volte vincitrice di premi prestigiosi come il David di Donatello, il Nastro d’Argento, il Globo d’Oro, il Ciak d’Oro, l’European Film Awards, ma non nuova alle tavole del palcoscenico: dopo gli esordi giovanissima con Carmelo Bene, ha fatto più volte ritorno in teatro, sia quando viveva in Francia che a fine anni Novanta, prima con Monicelli poi con Franceschi, e di nuovo nel 2013 con Roberto Andò.

 

 

 

Teatro delle Arti di Salerno

info 089221807

Sabato 11, ore 21.00, e domenica 12 marzo, ore 18.30

 

Ar.Te.Te.Ca

presenta

 

Peppe Lanzetta e Federico Salvatore

in

 

Pascià

‘A nuttata ancora ha dda passà

opera in prosa e musica di Peppe Lanzetta

scritta con Edoardo Guadagno e Rosario Minervini

 

con

Enzo Romano, Francesca Marini, Massimo Masiello, Annamaria Toffanelli,

Rosario Minervini, Ciro Petrone, Edoardo Guadagno

 

e con

Giusy Freccia, Nunzio Coppola, Marco Palmieri

 

 

e la partecipazione di

Caterina De Santis, Davide Ferri

Ciccio Merolla (live rap and percussion)

 

Il balletto di “Pascià” composto da 8 ballerine

 

musiche e arrangiamenti Antonello Cascone, Leonardo Barbareschi, Federico Salvatore

scene Tonino Di Ronza, costumi Maria Pennacchio, coreografie Ettore Squillace.

disegno luci Mario Esposito, aiuto regia Lella Lepre.

 

regia Gaetano Liguori

 

Lo sguardo su una città ferita, devastata dalla crisi, guardata attraverso gli occhi dei giovani, delle loro intemperanze, le loro inquietudini, il loro malessere.

Inquadrare questi giovani nell’ambito familiare, in un suk di emozioni, aneddoti, malapolitica, eventi, scaramanzie, sogni di supervincite, incontri con la piccola malavita, il desiderio di un futuro, un futuro migliore che però i giovani credono non passi attraverso la legalità, l’onestà, il vivere civile delle due famiglie, Guarracino e Sabatino, protagonisti piccolo piccolo borghesi che cercano di ostentare una appena decente parvenza di dignità.

In una delle due famiglie c’è uno zio anziano, Pasquale (al tempo degli americani chiamato Pascià) che ha partecipato alle 4 giornate di Napoli e quel ricordo gli ha segnato la vita, l’anima e anche la testa, dal momento che racconta a tutti le sue gesta e quelle dei suoi compagni, creando spesso disattenzione e ilarità in chi lo mal sopporta.

Ormai Napoli è cambiata, forse a nessuno importa più delle 4 giornate, la città e il mondo hanno altre amare giornate con cui fare i conti. E sarà proprio Pascià, con la sua storia, che si intersecherà con le vicende di suo nipote Salvatore, a far diventare epica la narrazione.

E ritorna quindi Eduardo De Filippo, invocato ed evocato nel finale allorquando in seguito ad un fatto di sangue, si leva alto il desiderio di non aspettare più che la nottata passi, ma quello di agire e prendere un futuro onesto tra le mani, per potersi ridisegnare una vita, una speranza, un cammino nuovo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 11, ore 21.00, e domenica 12 marzo, ore 18.30

 

Prospet

presenta

 

Oscar Di Maio

in

 

Gennaro Belvedere Testimone cieco

commedia in due atti, scritta da Gaetano di Maio

 

con (in o.a.)

Marzia Di Maio, Armando Iodice, Stefano Sannino, Alessandra Borrelli, Oscar Di Maio, Adele Zeo, Luca Giacometti, Oscarino Di Maio, Aurora Giglio, Anna Iodice,

Antonio Apicella, Giuseppe Migliaccio, Chiara Maretta, Rita Sannino, Angela Magno,

Ciro Scherma

 

scene Max Comune, musiche Francesco Guetta, costumi Antonietta Rodo,

luci Enzo Esposito, fotografie Salvatore Architravo, organizzazione FantateatroPupetta – Marzia di Maio
Nzerillo – Armando Iodice
Tommaso – Stefano Sannino
Carmela – Alessandra Borrelli
Gennaro – Oscar di Maio
Titina – Adele Zeo
Pascale – Luca Giacometti
Orazio – Oscarino di Maio
Rachele – Aurora Giglio
Elisa – Anna Iodice
Sandokan – Antonio Apicella
Rafele – Giuseppe Migliaccio
Lucia – Chiara Maretta
Rituccia – Rita Sannino
Elvira – Angela Magno
Leopoldo – Ciro Scherma

Regia di Oscar di Maio

Scene: Max Comune
Musiche: Francesco Guetta
Costumi: Antonietta Rodo
Luci: Enzo Esposito
Fotografie: Salvatore Architravo
Organizzazione: Fantateatro

 

regia Oscar Di Maio

 

E’ una commedia dal doppio volto. Incentrata infatti sulla comicità classica tipica del genere, presenta risvolti umani e sociali che un pubblico attento ha saputo cogliere sin dagli anni del suo debutto.

La vis comica è notevole e si inscrive nello stile e nel ritmo tipico dei grandi successi di Gaetano Di Maio, autore di tante note commedie interpretate, fra gli altri, da Nino Taranto, Luisa Conte, Ugo D’Alessio, Pietro De Vico, Enzo Cannavale.

Si immagini, ad esempio, uno che si chiami Gennaro Belvedere e che, per giunta, risulti figlio di Lucio e Maria Quattrocchi e che sia nato a Bellavista nel giorno di Santa Lucia. E subito dopo si immagini che costui – per trarre maggior profitto dal suo mestiere di mendicante – debba fingersi cieco.

E si immagini, infine, che una brutta mattina il nostro eroe (o, meglio, antieroe) si trovi ad essere testimone di un delitto: da quel momento, è ovvio, comincerà a vivere nel terrore che l’assassino scopra che lui, in effetti, ci vede benissimo e rappresenta dunque una minaccia, perché può denunciarlo; ne deriverà, si intende, tutta una serie di equivoci irresistibilmente comici ma non per questo avulsi da una umanità anche profonda. Infatti lo spaccato di vita che Di Maio disegna si riferisce, con spiccata naturalità e senza fronzoli moralisti, alla zona sociale di Napoli, minima o infima (ma nell’accezione migliore dei due aggettivi) per la quale lo spostamento di senso a livello del linguaggio diventa metafora di una condizione esistenziale disperatamente ed al tempo stesso aggressivamente connotata dalla instabilità della condizione sociale del protagonista. Commedia dunque che si inscrive nell’antica tradizione del teatro napoletano ed italiano. Oscar Di Maio, debuttante ad 8 anni, alla soglia dei 50 anni di carriera, la riporta in scena, insieme alla figlia Marzia. I Di Maio sono una famiglia teatrale fra le più antiche di Napoli, attive fin dal 1875. Crescenzo Di Maio operava al San Ferdinando di Napoli insieme a Federico Stella fino agli ultimi anni dell’ottocento, e i figli Gaspare ed Oscar sono stati fra i maggiori protagonisti della migliore e aurorale sceneggiata napoletana.

Le figlie di Oscar, Maria ed Olimpia Di Maio, sono state protagoniste della scena per molti anni e di Olimpia si ricorderà sicuramente la collaborazione con Massimo Troisi nel film Scusate il ritardo del 1983.

Gennaro Belvedere raccoglie e sintetizza il meglio di questa tradizione innovandola soprattutto nei ritmi teatrali e naturalmente sul terreno della comprensione dei nuovi fenomeni sociali.

 

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