Agenda teatrale dal 22 al 28 febbraio 2016 in Campania, programmata dal Teatro Pubblico Campano

Teatro Modernissimo di Telese Terme
Info 0824976106
Martedì 23 febbraio, ore 20.45

Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
Info 0823799612
Giovedì 25 febbraio, ore 21.00

Teatro Di Costanzo-Mattiello di Pompei
info 0818577725 – 3337361628
da venerdì 26 a domenica 28 febbraio
(feriali ore 20.30 – festivi ore 18.15)

Consorzio Campano Teatro e Musica
diretto da Nunzio Areni
presenta

Sogno di una notte incantata
di Peppe Barra e Fabrizio Bancale
liberamente tratto da Lu cunto de li cunti di Giambattista Basile

con Peppe Barra

e Teresa Del Vecchio

complesso strumentale
Paolo Del Vecchio – chitarra, mandolino
Luca Urciuolo – pianoforte, fisarmonica
Ivan Lacagnina – tammorre, percussioni
Alessandro De Carolis – flauti

scenografia Luigi Ferrigno, musiche Patrizio Trampetti, costumi Annalisa Giacci

video scenografie Alessandro Papa e Mariano Soria, illustrazioni Irene Servillo

regia Fabrizio Bancale

Un viaggio poetico e visionario a spasso nel cuore di Napoli attraverso i secoli, tra le fiabe di Giambattista Basile e il Pulcinella di Libero Bovio. Peppe Barra si imbatte in alcune tra le pagine più celebri della letteratura classica napoletana per innervarle con la sua dirompente ironia e la sua inconfondibile arte affabulatoria.
Tra canzoni, villanelle e musica colta, all’insegna della napoletanità di ieri…e di oggi. Fa caldo in questa notte d’estate. Fa caldo come sa fare caldo solo in una città del sud del mondo, come Napoli. Peppe Barra sta dormendo, o almeno ci prova. E sogna. Sogna di aggirarsi in costumi seicenteschi all’interno di un mondo fiabesco e fantastico, tra luci accecanti e ombre nere, tra Principi e Orchi, tra fate, crudeli matrigne e animali parlanti.
E’ l’universo barocco de “Lo cunto de li cunti”, noto anche come “Pentamerone”, la raccolta di fiabe di Giambattista Basile, considerata il monumento della cultura e della fantasia di un intero popolo: quello napoletano, naturalmente.
Un’opera che ebbe larga diffusione nella civiltà europea dell’epoca tanto da costituire, nelle varie elaborazioni successive, un patrimonio comune a tutte le culture mondiali (da Charles Perrault, ai fratelli Grimm, fino ad arrivare a Walt Disney, giusto per citarne alcuni).
E nell’universo fiabesco di Basile si canta, si balla, si ride…si sogna. Poi un rumore improvviso nella notte, o forse solo il caldo che non dà più tregua e Peppe Barra si sveglia di soprassalto. Prova a riaddormentarsi per riacciuffare nuovamente quei buffi e poetici personaggi raccontati da Basile, ma i sogni, si sa, sono spesso capricciosi e sfuggenti.
Così Barra si ritrova a indossare il costume di Pulcinella, come raccontato da Libero Bovio. Pulcinella, il simbolo universale della napoletanità di cui incarna l’esuberanza, il virtuosismo mimico e canoro, lo spirito ironico, canagliesco e generoso, la filosofia pratica e disincantata, è morto ed ha ottenuto da san Pietro una breve licenza per poter salutare la moglie Colombina.
Ma la Napoli che Pulcinella ritrova non è la stessa che aveva lasciato pochi anni prima: tutto è cambiato, non ne riconosce le strade, i passanti. Tutti corrono, si affannano e nemmeno lo riconosco. Forse, la Napoli di oggi non ha più bisogno di Pulcinella. Non ha più bisogno di favole e poesia.
Il viaggio poetico e visionario, un vero e proprio Sogno di una notte incantata, inizia con la fiaba de I sette palombelli, che la regia ha deciso di utilizzare come fil rouge dell’intera narrazione.
Pian piano, intorno alla vicenda di Gianna che va alla ricerca dei suoi sette fratelli dai riccioli d’oro, Peppe Barra svela alcune delle più belle favole satiriche della tradizione partenopea: conosciamo l’ingenuo Vardiello, la papera d’oro, l’orco disperatamente innamorato del giovane Carcaverchia e tanti altri personaggi ironici e fatati.
Teresa Del Vecchio veste i panni della piccola e biondissima Gianna, e il simpaticissimo pasticcione Vardiello, regalando momenti di pura allegria.

Teatro Ricciardi di Capua
Info 0823963874
Mercoledì 24 febbraio, ore 21.00

Teatro Diana di Nocera Inferiore
info 3347009811
Giovedì 25 febbraio, ore 20.45

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Sabato 27, ore 20.45, e domenica 28 febbraio, ore 18.00

Arteespettacolo e Prospet Produzione Spettacolo
presentano

Filumena Marturano
di Eduardo De Filippo

con Gloriana (Filumena Marturano) e Nello Mascia (Domenico Soriano)

e con Cloris Brosca (Rosaria Solimene) e Giancarlo Cosentino (Alfredo Amoroso)

e Ferdinando Maddaloni (Avvocato Nocella), Francesca Golia (Diana), Antonio D’Avino (Michele), Antonio Filogamo (Umberto), Gianluca d’Agostino (Riccardo), Rossella Amato (Lucia, cameriera), Valentina Elia (Teresina, sarta), Sergio Caporaso (facchino)

musiche James Senese, scenografia Raffaele Di Florio
costumi Luca Sallustio, disegno luci Lucio Sabatino
aiuto regia Ferdinando Maddaloni

regia Nello Mascia

Filumena Marturano è tra i lavori di Eduardo più conosciuti e apprezzati. E’ stato proprio l’erede del grande maestro, Luca De Filippo, a concedere i diritti di rappresentazione all’attrice Gloriana in scena insieme a Nello Mascia, che ha accettato il doppio ruolo di protagonista maschile (Domenico Soriano) e di regista.
Il 1946 fu un anno fondamentale della Storia d’Italia. Proprio in quell’anno l’Assemblea Costituente dibatteva il tema del diritto-dovere di riconoscimento dei figli illegittimi.
Eduardo scrisse Filumena in pochi giorni, in un impeto creativo folgorante, che lo teneva sveglio anche di notte. L’opera è costruita all’interno di un quadro socio-culturale molto ben definito.
La contrapposizione di due mondi: la Napoli dei “bassi” trasudanti miseria e dignità e la città “bene”, spensierata e inconsapevole che sfrutta ed umilia lo stuolo dei concittadini poveri. Due culture che non hanno possibilità di incontrarsi. Commedia sociale, la definì a giusta ragione Eduardo, ma anche commedia di sentimenti.
L’istinto materno è infatti la sola molla che fa ribellare Filumena dopo anni di silenziosa sottomissione, inducendola all’inganno che è la sola via per assicurare un cognome ai tre figli generati di nascosto da tutti.
Nel teatro eduardiano Filumena è l’unica protagonista femminile. Ed è lei la vessillifera di valori che i maschi sembrano aver dimenticato. Il coraggio, la dignità, il desiderio di riscatto. Medea al rovescio, non sacrifica i suoi figli, ma lotta per assicurare loro stabilità, rispetto un posto non subalterno nella società.
Commedia rivoluzionaria. Filumena non può niente se usa i mezzi della cultura borghese. La legge non è mai stata dalla parte della povera gente, ma potrà avere tutto, usando la forza dei sentimenti. Farà leva sul tema della paternità, e, solo in quel punto, Domenico Soriano cederà. Filumena ha ottenuto quello che desiderava. Ora, finalmente, potrà piangere.

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
info 0823885096 – 3333782429
Mercoledì 24 febbraio, ore 20.45

Claudio Malfi e Francesco Scarano
presentano

Laura Freddi e Lucio Pierri
in

Stresssati… ancora di più
commedia comica in due tempi
scritta da Lello Marangio & Lucio Pierri

con Massimo Carrino e Enzo Catapano

regia Lucio Pierri

assistente alla regia Maranta De Simone, supervisore tecnico Adriano Maria Poliedro
service audio-luci, Top Music Service, assistente di scena Carla Iavarone
hairstylist Gianni Pazzi, trucco Mariarosaria Aversa, foto Fabio Vitiello

Cosa può succedere se uno psicoanalista indebitato fino al collo con il fratello gemello criminale affida le sue residue speranze di “salvezza” nelle mani di una paziente affetta da sessodipendenza e di due malcapitati ossessionati dalle loro ansie?
Questo è il tema della nuova commedia di Lello Marangio e Lucio Pierri, una piece dove le manie, le fobie e le vicissitudini dei protagonisti si incrociano fra loro e man mano s’ intrecciano sempre di più, in una trama fitta, colma di equivoci, gag, mille trovate e battute fulminee che faranno ridere e contemporaneamente riflettere gli spettatori in sala, sottolineando come, troppo spesso nella vita, pur di seguire le proprie ossessioni, non ci si accorge della realtà “reale”.
“Stresssati… ancora di più” è un testo modernamente comico in cui gli autori fondono la comicità di situazione tipicamente inglese e quella della nostra migliore tradizione teatrale, una commedia intrigante dal plot non scontato, ricco di colpi di scena e dal finale completamente inaspettato.
“StresSsati… ancora di più” è uno spettacolo dal ritmo frenetico dove si ride dall’inizio alla fine, un lavoro teatrale impreziosito dai due protagonisti: una sorprendente Laura Freddi, l’ avvenente showgirl notissima al pubblico italiano, al suo debutto assoluto in teatro, attrice di valore, ironica ed elegante; e Lucio Pierri, raffinato talento comico, da anni ormai volto teatrale e televisivo che firma anche la regia dello spettacolo.
A completare il cast Massimo Carrino ed Enzo Catapano, perfettamente calati nei loro ruoli e capaci, con la loro bravura, di arricchire un lavoro corale che riesce ad esaltare le qualità di ogni singolo personaggio.
Invitiamo Lor Signori ad accomodarsi in sala, almeno per 2 ore, abbasseremo il vostro livello di stress. In fondo siamo tutti un po’ StresSsati… ancora di più
Teatro Magic Vision di Casalnuovo
Info 0818030270, 3292180679
Venerdì 26 febbraio, ore 20.45

Teatro Minerva di Boscoreale
info 3664512310
Sabato 27 febbraio, ore 20.45

Teatro Comunale di Airola
Info 0823711844
Domenica 28 febbraio, ore 20.45

Good Mood di Nicola Canonico
presenta

Gianni Ferreri e Nathalie Caldonazzo
in

Una bugia tira l’altra
di Luigi Russo

con
Nicola Canonico, Annalisa Favetti, Cecilia Taddei

regia Luigi Russo

scene Arch. Biagio Barbarisi, Arch. Alessandra De Santis
costumi Ambra Ferretti, Rosanna di Caprio

Chi di noi non ha mai detto una bugia? È ciò che accade ai protagonisti della nostra storia: Giorgio presta volentieri la sua casa al caro amico Roberto ogni mercoledì pomeriggio, per farlo incontrare con l’amante, Jessica, così lui può incontrarsi in segreto e indisturbato con la moglie di Roberto, Elena.
Arriva in anticipo, a rompere le uova nel paniere, la moglie di Giorgio, Barbara, che viaggia continuamente per affari. Inizia così una serie di scuse, bugie ed equivoci esilaranti, che condurranno i nostri personaggi a delle situazioni di vita sempre più complicate da gestire, che montano attimo dopo attimo fino all’inevitabile conclusione. Nella vita solo ciò che non si fa non si saprà mai.
La scena è divisa in due appartamenti, quello di Roberto ed Elena, l’altro di Giorgio e Barbara. L’alternarsi frenetico di quello che succede nelle due case promette una comicità di situazione molto efficace. Farsa moderna dal ritmo serrato e brillante, il cui meccanismo, preciso e sicuro, coinvolge il pubblico in un teatro di puro intrattenimento.
Mi raccomando: Non dite bugie!
Luigi Russo

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
info 0818786165
Venerdì 26 febbraio, ore 21.00

I Ditelo Voi
in

Horror Comedy

La comicità de I Ditelo Voi (Francesco De Fraia, Mimmo Manfredi, Raffaele Ferrante) a teatro con un nuovo esilarante spettacolo.
Una comicità surreale fra sketch e tormentoni che, dopo la camorra, riusciranno a esorcizzare anche il terrore.
Francesco, Lello e Mimmo mettono in scena un pazzo spettacolo che conserva i tratti del cab-teatro come tutta la loro comicità.

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino
info 0825771620
Sabato 27, ore 21.00, e domenica 28 febbraio, ore 18.30

KHORA.teatro e Teatro Stabile d’Abruzzo
presentano

Alessandro Preziosi
in

Don Giovanni
di Molière
traduzione e adattamento Tommaso Mattei

con Nando Paone

e con
Lucrezia Guidone, Roberto Manzi, Maria Celeste Sellitto
Daniele Paoloni, Daniela Vitale, Matteo Guma

scene Fabien Iliou, costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Valerio Tiberi, musiche originali Andrea Farri

supervisione artistica Alessandro Maggi

regia Alessandro Preziosi

Le versioni del mito di Don Giovanni sono ben superiori alle donne sedotte dall’ammaliatore sivigliano e contano oltre 4000 riscritture.
Numerosissime erano state le rappresentazioni teatrali con protagonista questo personaggio, la cui immensa fortuna letteraria era cominciata nel 1630, quando Tirso de Molina, probabilmente ispirandosi a racconti popolari che utilizzavano i padri Gesuiti, negli spettacoli edificanti dei loro piccoli allievi facendone il prototipo dell’eretico blasfemo per definizione, scrisse il suo Burlador de Sevilla.
Venne in seguito ripreso dalla Commedia dell’Arte italiana, che lo incluse nel suo repertorio accentuando gli aspetti più comici della vicenda.
Molière, attinge a queste fonti italiane e le rielabora per ricavarne un suo personale Don Giovanni, ritraendolo come un personaggio raffinato, cinico, dissacrante, in aperta opposizione con le convenzioni sociali, pronto a burlarsi anche della religione.
Nella scelta del Don Giovanni Khora.teatro ha intravisto nella compresenza di toni drammatici e comici, un materiale drammaturgico teso a coniugare l’esaltazione ed il senso tragico del personaggio archetipico, mito dell’individualismo moderno, e le mirabili leve sulle parti comiche, necessarie per meglio andare incontro al gusto del pubblico, il testo ideale nel compimento di una particolarissima trilogia di ambientazione seicentesca,
Amleto, Cyrano, Don Giovanni.
Il Don Giovanni di Moliere non è un banale donnaiolo, collezionista di femmine per sfogo fisiologico o edonistico svago, ma a dominare è una volontà di potenza, di affermazione di sé che nasce da un vuoto esistenziale, da una sorta di noia metafisica, e insieme da un timore di fallimento, un Don Giovanni che ormai, prossimo al termine della sua carriera, sembra quasi svelare la maschera ipocrita della cinica empietà, per smascherare i cattivi pensieri e le ipocrisie della società in cui viviamo.
La scelta artistica prende le mosse non solo dalla straordinaria contemporaneità del classico la cui rilettura si rende necessaria in considerazione del dilagante relativismo dell’attuale società in cui impera l’immagine fine a se stessa e si continua a riscontrare il totale sgretolamento dei valori, ma soprattutto nell’ottica della messa in scena come un omaggio sentito e coraggioso alla scrittura, al fascino dell’immaginazione e soprattutto al Teatro, in tutte le sue forme.
Teatro Verdi di Salerno
info 089662141
Sabato 27, ore 21.00, e domenica 28 febbraio, ore 18.30

Teatro Segreto
presenta

Shakespea Re di Napoli
composto e diretto da Ruggero Cappuccio

con
Claudio Di Palma e Ciro Damiano

musiche Paolo Vivaldi, scene e costumi Carlo Poggioli
luci Giovanna Venzi, aiuto regia Nadia Baldi
Edizione Einaudi

Shakespea Re di Napoli, lo spettacolo che da vent’anni attraversa i palcoscenici dei teatri italiani ed esteri. Il testo di Ruggero Cappuccio, pubblicato nella Collana Classici nella Collana Einaudi è interpretato da Claudio Di Palma e Ciro Damiano.
La messinscena nata al Festival di Sant’Arcangelo nel 1994 ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. Shakespea Re di Napoli continua ad affascinare platee e generazioni diverse costituendo uno dei rarissimi esempi di lunga durata nell’ambito delle piccole produzioni private italiane.
In molti hanno teorizzato intorno all’origine ispirativa dei Sonetti di Shakespea Re di Napoli. Così il misterioso W.H. cui sono dedicati i centocinquantaquattro componimenti del Poeta di Stratford, ha finito per assumere ora le sembianze del conte di Pembroke, ora quelle di Lord Southampton.
Tuttavia, le immagini dei due gentiluomini inglesi hanno ceduto il passo, specie nell’ultimo secolo, a nuove e sempre più approfondite indagini testuali, fino alla capitolazione finale ad opera di analisi incentrate sui riferimenti ermetici e simbolici annidati nei Sonnets.
Da un’attenta lettura dei versi si deduce che il giovane amico “… dai profondi occhi sognanti…” per il quale Shakespeare innalzava il suo canto struggente, doveva essere una persona in grado di rappresentare un fattore vitale per l’evoluzione dell’arte drammaturgica del grande William. W. H. , allora, riaffiora dai penetrali del suo secolare mistero: si tratta dell’attore fanciullo del teatro di Shakespeare: di colui che, come scrive Wilde, fu primo e indimenticabile interprete di Viola, Desdemona, Rosalinda, Giulietta. In Shakespea Re di Napoli il mistero dei Sonnets si addensa in una storia in cui le antiche suggestioni legate a Willie Huges e l’attore fanciullo del teatro Elisabettiano, sfociano in un racconto che nella fantasia e nella forza immaginativa pone radici per una pura intuizione poetica sulla natura dei Sonetti.
Nella messinscena la straordinaria musicalità della lingua di Shakespeare viene assimilata alla grande vocazione lirica della cultura letteraria del barocco napoletano. Il senso del suono diviene quasi suono dei sensi, dell’inesausto intreccio di endecasillabi e settenari. Sullo sfondo, una misteriosa notte di Carnevale, un castello, un vicerè, due storie e l’ombra di Shakespeare. Tutto nel gurgite di passioni incandescenti, agonizzanti silenzi, violente rinascite delle parole, ferita impietosamente nella sfida con l’autore, il genio, la bellezza e la morte, che dal vicino mare limpido e putrescente esala il brivido presago della peste.
Ruggero Cappuccio

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