Al Centro Hecate, presentazione del libro “Sazia di luce” di Adriana Pedicini

Il 15 maggio alle ore 18.00 per la rassegna “Il giardino delle letture” presso il Centro Hecate a Casagiove (CE) sarà presentato il libro di Adriana Pedicini “Sazia di luce” edizione Orizzonti,sarà presente l’autrice e relazioneranno Giovanna Reveruzzi e la giornalista Elide Apice. Adriana Pedicini, vive a Benevento, già docente di lettere classiche nei Licei, e referente di teatro classico, scrive da tempo, ma solo con la pensione ha iniziato a dare concretamente visibilità alla sua scrittura. Giovanna Reveruzzi già docente di materie letterarie e storia e filosofia, è molto attiva nell’associazione FIDAPA sezione di Benevento. Il critico Renzo Montagnoli dice come recensione del libro “Sazia di luce”:
“Ci sono momenti nella vita in cui una malattia particolarmente seria non solo ha ripercussioni sul fisico, ma inevitabilmente presenta riflessi sulla psiche. Il timore di non guarire, la paura che la stessa esistenza possa venire meno finisce con il condizionare inesorabilmente il nostro modo di essere, e ciò indipendentemente dal fatto che si combatta e che non subentri una sofferta rassegnazione. Questa esperienza è stata provata anche da Adriana Pedicini che, amante della poesia, di cui è anche eccellente autrice, ha inteso tradurla in versi. Sono liriche, quelle della prima parte, che esprimono in modo perfetto questo stato d’animo. Se la prima parte ha questo fine, che fra l’altro può indurre a un pathos non indifferente, la seconda potrei definirla di resurrezione, come quella di una vicenda iniziata con le peggiori prospettive, ma che si conclude felicemente. E non a caso la linea di demarcazione è portata da una poesia che si intitola Profumo di Natale Più che di una natività si tratta di una rinascita per chi vede innanzi a sé la via della guarigione. L’ispirazione cambia, al grigio brumoso si sostituiscono altri colori, un richiamo alla vita, e allora al Profumo di Natale segue quello della primavera e perfino la pioggia diventa amica. Tutto appare diverso, in una luce nuova e si ritrova il piacere di osservare la natura con il cuore ora traboccante di gioia. Ben strutturata, per nulla enfatica, questa silloge è di facile lettura e invita non poco a meditare sul significato della vita, sul valore di certi aspetti che spesso consideriamo insignificanti, ma che nell’arco di un’esistenza assurgono a beni primari, come può essere quello di osservare un fiore, consapevoli di poterlo ancora fare nei giorni a venire, senza che una spada di Damocle incombente ci assilli, togliendoci la gioia di riscoprire il valore di tante piccole grandi cose. “

Adele Grassito

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