Arriva il sì alla Comunità di Sant’Egidio: Capodrise “Città contro la pena di morte”

Il consiglio comunale ha approvato l'adesione alla campagna abolizionista

COMUNE DI CAPODRISE
Provincia di Caserta

 

CAPODRISE. Il 30 novembre anche Capodrise sarà una “Città per la vita / Città contro la pena di morte”. Il consiglio comunale, nel corso dell’ultima seduta, all’unanimità, ha accolto, infatti, la proposta formulata dal sindaco Angelo Crescente di aderire alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, movimento laicale di ispirazione cristiana cattolica; l’organizzazione presieduta da Marco Impagliazzo è fondatrice di una rete di municipalità accomunate dalla volontà di accelerare la definitiva scomparsa della pena capitale dal panorama giuridico e penale degli Stati. «Sono convinto – dichiara Crescente – che tra i doveri di ogni amministratore pubblico ci debba essere anche quello di concorrere alla diffusione e all’accrescimento del rispetto e del valore della vita, nonché della dignità della persona. Come uomo, come cittadino e come padre – aggiunge – rimango allibito quando leggo come nel mondo si continui nella pratica disumana della pena capitale. Per questo, insieme alla giunta e a tutta l’assemblea, ho accolto la sollecitazione pervenutami dalla Comunità di Sant’Egidio, che arriva, tra l’altro, mentre la nostra comunità sta festeggiando l’Anno del buono». Anche il nome di Capodrise, dunque, insieme a quello di tante altre città, figurerà tra i tanti Comuni di un lungo elenco che arriverà sul tavolo delle Nazioni Unite prima del voto che, a dicembre, potrebbe sancire una nuova moratoria universale delle esecuzioni. La XIII edizione della Giornata internazionale “Città per la vita / città contro la pena di morte” è un’iniziativa che, quest’anno, rientra tra gli obiettivi proposti dalla Presidenza del consiglio dei ministri nel semestre di Presidenza del consiglio dell’Unione Europea; si terrà il 30 novembre, in ricordo della prima abolizione della pena capitale nel Granducato di Toscana, avvenuta, per l’appunto, il 30 novembre 1786. «Questa giornata – spiega Crescente – ha l’obiettivo di far risaltare il ruolo che nel processo abolizionista possono giocare anche le singole comunità, elementi catalizzatori di energie e di risorse delle società civili che rappresentano, che possono incoraggiare la diffusione di iniziative educative e culturali che mantengano viva l’attenzione su questo tema cruciale, connesso, purtroppo, al fenomeno della violenza diffusa in tanti contesti urbani».

Capodrise, 7 ottobre 2014

La segreteria del sindaco

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