‘ARTE NEL TEMPO’

mercoledì
Dic 5,2007

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA – Si chiamavano Luigia Cannalonga, Maria Rosa Marinelli, Maria Capitanio, Gioconda Marini, Mariannina Corfù, Chiara Nardi, Filomena Pennacchio, Arcangela Cotugno, Elisabetta Blasucci, Teresa Ciminelli, Filomena Pennarulo, Luigina Vitale, Giovanna Tito, Maria Lucia Nella, Maria Consiglio, Filomena di Pote, Maria Orsola D’Acquisto, Carolina Casale, Maria Pelosi, Rosa Giuliani, Michelina De Cesare. Erano le brigantesse, fiere di combattere per se stesse, per la propria terra e per l’indipendenza del Sud.

Una mostra, dal titolo “Per forza e per amore”, che si potrà visitare fino al prossimo 30 dicembre nelle sale dell’Ipogeo della “Real Casa Santa dell’Annunziata” (ospedale dell’Annunziata a Napoli, Corso Umberto I°), ne ricorda e ne approfondisce ruoli e figure nell’Italia postunitaria. Anche i Neoborbonici di Terra di Lavoro, con sede in Piazza Parrocchia a San Nicola La Strada e tutti i simpatizzanti del casato dei Borboni, hanno visitato la mostra fotografica.

L’allestimento si articola in tre sezioni. La prima “Volti e vite di brigantesse” presenta le foto di 35 brigantesse eseguite dai fotografi dell’esercito italiano dopo la cattura. I brevi profili biografici che le accompagnano restituiscono a questi volti alcuni tratti della loro avventura e della loro storia.

La seconda sezione, “La vita alla macchia”, attraverso documenti etnografici e storici illustra scene della vita delle brigantesse, mostrando il vissuto quotidiano, la funzione e il ruolo nella banda, i rapporti con i briganti, la vita familiare e affettiva ed il comportamento nelle azioni di guerriglia, nei processi e durante la prigionia.

La terza sezione, “Rappresentazioni”, mostra l’immagine delle brigantesse elaborata dall’arte e dalla letteratura, attraverso figure che diventano presto stereotipi o demonizzate o sublimate nell’immaginario del tempo tramandato fino a noi.

martedì
Nov 20,2007

 E’ un evento cultutale da non perdere la mostra di pittura promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le Province di Caserta e Benevento, che propone le opere di JAKOB PHILIPP HACHERT, (1737 – 1807), la linea analitica della pittura di paesaggio in Europa.La mostra avrà luogo a Caserta presso il Palazzo Reale a partire dal 14 dicembre 2007 e durerà sino al 13 Aprile 2008. Per eventuali informazioni si potà telefonare al n. 0823 277358 oppure inviare un fax al n. 0823 354516 o scrivere una e-mail: sop.reggiacaserta@arti.benicultali.it

Per una maggiore informazione, ci fa piacere precisare che Jakob Philipp Hackert (1737 – 1807) è tra i grandi protagonisti della pittura di paesaggio in Europa della seconda metà del Settecento. La mostra, a ducento anni dalla morte, intende proporre l’intera opera del pittore prussiano: dagli esordi berlinesi, al soggiorno a Parigi e in Francia, fino all’arrivo in Italia. La sua permanenza a Roma è un momento decisivo che lo mette a contatto con la contemporanea pittura di paesaggio italiana e straniera. Il suo trasferimento a Napoli come pittore di Corte di re Ferdinando IV di Borbone lo pone in una posizione di grande privilegio rispetto a tutti i contemporanei. La sua produzione continua nell’eremo di San Pietro di Careggi in Toscana, dove si rifugia, dopo la rivoluzione napoletana e la fuga del re da Napoli.

L’ultima mostra su Hachert si è tenuta circa dieci anni fa, ma limitata solo all’attività italiana. Ora l’esposizione vuole presentare una vasta selezione dell’intera opera articolata in diverse sezioni: gli esordi a Berlino 1760-1764; l’attività a Parigi e l’incontro con Joseph Vernet 1765-1768; la discesa in Italia e la residenza a Roma 1769-1786; pittore di Corte a Napoli 1786-1799; la fuga da Napoli e l’attività Toscana 1800-1807.

La mostra è molto importante e, prevede, oltre al cospicuo fondo della Reggia di Caserta, dipinti provenienti da collezioni italiane e straniere, pubbliche e private.

TERRE DI LAVORO – QUADRI SOCIALI DELL’ESCLUSIONE

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martedì
Nov 6,2007

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Dal portale della rete civica unitaria della Provincia di Caserta apprendiamo che essa promuove il progetto “Terre di lavoro. Quadri sociali dell’esclusione” ciclo di eventi sui temi del lavoro. Un tema sociale analizzato con il linguaggio della comunicazione attraverso la fotografia di Sebastia.o Salgado e la pittura di Gino Covili. La mostra è stata allestita presso il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio; è iniziata il 3 Novembre 2007 e terminerà il 6 gennaio 2008. La manifestazione è patrocinata dalla Camera dei Deputati e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

“Escluso. Esclusa. Esclusi. Nomi di facce sparute/sparite, etichette o brandelli di identità vissute senza continuità. …Nè Maria, nè Giorgio, nè Salvatore. Solo l’Escluso un fuoriuscito della storia, con la benevolenza di una possibile desinenza o-a-i, per un genere mai esperito, per una appartenenza mai rassicurata, per un’esistenza trascinata, nascosta, negata”.

Un progetto singolare che intende sperimentre un programma innovativo di comunicazione e sensibilizzazione sulla problematica del lavoro, cardine oggi di meccanismi di inclusione nella comunità e chiave di ogni politica diretta a contrastare l’esclusione sociale.

Promuovere le nuove politiche del lavoro in una Provincia che conosce pochi esempi di qualità del lavoro e forti fenomeni di insicurzza del lavoro e sul lavoro.

Il programma, incentrato sulla comunicazione, si articola attraverso una serie di iniziative artistico-culturali differenti, quali motre, spettacoli teatrali e musicali e più cicli di incontri dedicati alla sicurezza e al mercato del lavoro. La comunicazione derivata dall’immagine, medium che può raggiungere un pubblico ampio e diversificato è affidata a due importanti rassegne: “In cammino” esposizione fotografica di Sebastiao Salgado e il ciclo pittorico “Gli esclusi” di Gino Covili.

Salgado e Covili, sono due personaggi diversi e distanti tra loro, il primo brasiliano nato nel 1944, il secondo classe 1918 nato e cresciuto a Pavullo sull’Appennino modenese, ma entrambi hanno scandagliato il problema dell’emarginazione, attraverso le proprie conoscenze, l’obiettivo della macchina fotografica e la tavolozza con i pennelli.

L’esposizione di Salgado è suddivisa in 5 sezioni ed è la testimonianza visiva della mobilità forzata, “in cammino”, a cui è sempre costretta, dai conflitti e dalla divisione internazionale del lavoro, una alta percentuale della popolazione mondiale.

Il ciclo “Gli esclusi” di Covili raffigura la condizione umana detrminata dall’intrnamento in manicomio. In questa occasione, nel trentesimo anno della sua composizione, il ciclo fu realizzato tra il 1973 ed il 1977, viene esposto e pubblicato per la prima volta integralmente.

Per informazioni rivolgersi a: tel. 0823 323311 / gruppoufficistampa@virgilio.it

domenica
Nov 4,2007

 Il FAI è la principale fondazione italiana no profit per la tutela, la salvaguardia e la cura del patrimonio artistico e naturalistico ed è la terza in Europa dopo il National Trust inglese (il modello italiano) e il National Trust scozzese.Il Fondo per l’Ambiente italiano nasce il 28 aprile del 1975 per volontà di Giulia Maria Mozoni Crespi, Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli che consapevoli dell’immensa vastità del patrimonio italiano e dell’impossibilità che la sua tutela potesse gravare su un solo governo o su un ristretto gruppo di persone, decisero di fondre il FAI ispirandosi al National Trust inglese. Pare che non sia stata un’impresa facile ma, grazie alla grande passione e alla totale dedizione dei fondatori, a distanza di trent’anni si possono vantare: oltre 75.000 aderenti; 36 beni sotto la tutela del Fai.

Il fatto che il Fai possieda e gestisca Beni di grandissimo valore, fa sì che venga spesso considerato una fondazione ricca: niente di più sbagliato! Basta pensare a quanto costa mantenere un casa per immaginare quali debbano essere i costi di restauro e mantenimento di un castello medievale. Ogni singola adesione, ogni singola donazione che si riceve e ogni singolo volontario che sceglie di regalare il proprio tempo al Fai è determinante per la crecita della Fondazione. Il Fai ha Beni splendidi, è vero, ma sono di tutti; si lavora affinchè tutti gli italiani ne possano godere ed ammirare le bellezze.

Sulla scia del successo del censimento “I luoghi del Cuore” organizzato dal FAI, è partito il concorso “Le Ragioni del Cuore” che invita gli studenti delle classi III, IV e V della scuola primaria e quelle della scuola secondaria a esplorare e studiare il territorio circostante per scegliere il propio luogo del cuore di arte o di natura. Il progetto è realizzato dalla Fondazione in partnership con Intesa-Sanpaolo.

Si tratta di guidare gli studenti alla consapevolezza dell’ambiente come luogo di un dialogo vivo tra l’uomo ed il territorio, attraverso un percorso di conoscenza studio che coniuga educazione, sensibilità ai valori ambientali e promozione della crescita socio-affettiva. Questi i punti cardine di “Le Ragioni del Cuore”, il Concorso organizzato dal FAI in partnership con intesa Sanpaolo che invita gli studenti delle classi III, IV e V della scuola primaria e quelle della scuola secondaria a esplorare e studiare il territorio circostante per scegliere il proprio luogo del cuore di arte o di natura.

Il concorso rappresenta un’occaione unica per i giovani per aprirsi al territorio e trovare quei luoghi speciali in grado di parlarci in modo unico, di accoglieci, di suscitare echi o ricordi, di risvegliare un dialogo. Luoghi capaci di comunicare direttamente ai notri cuori.

Dopo aver individuato il proprio luogo del cuore, gli studenti sono chiamati a illustrare le proprie “ragioni del cuore” in un Libro o una presentazione in Power Point. I lavori saranno poi valutati da una giuria nominata dal FAI, che selezionerà 1 primo premio, 2 secondi preni e 30 terzi premi per le due categorie scuola primaria e scuola secondaria di I grado.

Inviando il modulo di partecipazione, la classe riceverà il Kit “Le ragioni del cuore” utile alla programmazione e allo svolgimento del progetto, che contiene un manuale-guida per l’insegnante ricco di attività, appofondimenti e schede di lavoro, e un poster per la classe che illustra in modo chiaro e accattivante il percorso operativo.

Cliccare qui sotto per:

Scarica i moduli.

Per ogni ulteriore informazione contattateci su: redazione@cancelloedarnonenews.com

Tilde Maisto

OMAGGIO A CAPODIMONTE: DA CARAVAGGIO A PICASSO

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mercoledì
Ott 24,2007

 Per tutti gli amanti dell’Arte ci fa piacere riportare la notizia che dal 24 ottobre al 20 gennaio, in occasione del cinquantenario dall’apertura al pubblico del Museo di Capodimonte, la Soprintendenza per il Polo Museale Napoletano ha voluto promuovere un’iniziativa di carattere particolare.

Più che una mostra tematica o monografica, impostata con criteri tradizionali, si tratta di una “festa di compleanno” del Museo di Capodimonte, alla quale sono stati invitati, in qualità di ‘graditi’ ospiti, opere di artisti, dal Seicento al Novecento, appartenenti a musei, fondazioni e raccolte private, sia italiani che stranieri, con i quali Capodimonte ha collaborato in tutti questi anni, attraverso l’organizzazione di mostre in comune o prestiti reciproci.

Opere di pittori assenti dalla collezione permanente di Capodimonte, ma che hanno avuto, nel corso della loro attività, un ruolo significativo per la cultura europea e in area mediterranea.

Un omaggio, quindi, non solo agli artisti e alle loro testimonianze, ma anche al lavoro costante e tenace che il museo stesso ha portato avanti, dal lontano 1957, attraverso importanti relazioni culturali e rapporti di scambio vitali con le maggiori istituzioni museali italiane e internazionali; è in qualche modo un omaggio che Capodimonte riceve e, allo stesso tempo, offre alla città di Napoli, alla Campania e all’intero Paese, frutto di una collaborazione davvero intensa, sviluppatasi nel corso di questi cinquanta anni, con i più prestigiosi musei e collezioni d’arte internazionali, attraverso la realizzazione di iniziative espositive congiunte – in Italia come in Europa e negli Stati Uniti.

Un evento, con oltre cinquanta opere, presenta al pubblico artisti come Caravaggio, Rubens, Velàzquez, Tiepolo, Goya, Turner, Ingres, Monet, Degas, van Gogh, Toulouse-Lautrec, de Chirico, Picasso, Boccioni, Balla, Pascali e Basquiat, con tanti altri grandi maestri dal ‘600 al ‘900, e sarà allestita lungo il percorso espositivo del museo, a sottolineare proprio il nesso profondo con le collezioni permanenti, secondo una scelta che ha riscontrato sempre gran successo anche in occasione di mostre più recenti allestite a Capodimonte.

Molti dei più importanti musei internazionali hanno risposto all’appello, con la propria adesione al progetto attraverso il prestito di ‘capolavori’, dal Metropolitan Museum di New York, alla National Gallery di Londra, al Louvre, al Prado e al Kunsthistorisches Museum di Vienna, così come dalla Pinacoteca di Brera, dalla Galleria Borghese di Roma, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e da altri ancora.

Il progetto è a cura di Nicola Spinosa.

La manifestazione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Regione Campania, patrocinata dalla Provincia e dal Comune di Napoli, ideata e organizzata dalla Soprintendenza per il Polo Museale Napoletano con la collaborazione di Civita; si avvale del sostegno della Compagnia di San Paolo, del contributo dell’Associazione Amici di Capodimonte, di vari altri enti e aziende sia locali che nazionali, nonchè del contributo di singoli privati.

A tutti coloro che amano veramente l’ Arte consigliamo di non mancare a questa mostra che ha tutti i presupposti per essere un grande evento artistico.

Tilde Maisto

AL VIA LA COLLETTIVA D’ARTE “SEGNI DI PACE”

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giovedì
Feb 14,2008

di Nunzio De Pinto
SAN NICOLA LA STRADA – Il sindaco Angelo Pascariello e l’assessore alla Cultura Lorenzo Magnifico ricordano che oggi, 15 febbraio 2008, alle ore 18.30, presso il Salone delle Conferenze del Real Convitto Borbonico “Madonna delle Grazie”, in Piazza Municipio 14 sarà inaugurata la Collettiva d’Arte “Segni di Pace” curata dalla professoressa e giornalista Nadia Verdile, autrice anche dei testi.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 22 febbraio 2008. Una settimana in cui saranno esposti i lavori degli artisti Francesco Capasso, Tommaso Cominale, Mimmo Di Dio, Maria Rosaria Di Marco, Umberto Fabrocile, Rosaria Gentile, Vincenzo Guadagno, Agnieszka Kiersztan, Silvana Maglione, Massimiliano Mirabella, Titti Russo, Enzo Toscano.

UNA SCOPERTA DI DONATO MUSONE

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giovedì
Feb 14,2008

STORIA DELL’ARTE <<I pittori del ‘700 Napoletano, i primi seguaci di Francesco Solimena: Ludovico de Majo è un pittore di Marcianise fratello maggiore di Paolo>>

MARCIANISE – E’ stata diffusa il giorno 13 novembre 2007 a Marcianise, nr.100 esemplari firmati da DONATO MUSONE, autore della Promozione Culturale nr.04 della Collana di Risvegli Culturali dal titolo Nuovi Documenti << Brevi cenni biografici su LUDOVICO de MAJO: un pittore del ‘700 napoletano di Marcianise >>.

Tale scoperta ha riscosso apprezzamenti da parte di studiosi e critici dell’arte di Marcianise, Abruzzo, Basilicata e Napoli, in particolare dall’Arch.Salvatore Costanzo, dal Preside prof. Salvatore delli Paoli, dal prof.Pio Iannitti e dal prof.Camillo Gasparri della città di Chieti. Le scoperte di Donato Musone, oltre ad arricchire il patrimonio storico e culturale di Marcianise, sono elementi interessanti per la storia dell’Arte, Scuola e cultura.

Ludovico nasce nella <<Terra di Marcianisi>> il 12 ottobre 1695 da Giovanni Pietro de Majo e da Ovidia de Izzo viene battezzato nella parrocchia di S. Michele Arcangelo di Marcianise. Finalmente, grazie a Donato Musone il pittore Ludovico de Majo ha una sua biografia ed ha ritrovato la sua patria; “da parente” invece è il fratello maggiore di Paolo, fu uno dei primi allievi della Scuola di Francesco Solimena, una delle sue tele datata 1720 si trova nella Monumentale Chiesa della SS.Annunziata di Marcianise, altre opere si trovano in varie città della Campania, molte in Abruzzo e Basilicata, oggi, la “pittura demajesca” rappresentata da Paolo de Majo nel Settecento Napoletano”, si arrichisce, anche, delle “opere pittoriche” del fratello Ludovico.

I nuovi itinerari artistici della “Pittura demajesca” diffusa in Italia, forniscono una rivisitazione della critica dell’arte circa i profili pittorici dei fratelli de Majo. E’ stato compilato, un itineraro artistico “provvisorio” di Ludovico de Majo che ha operato a Marcianise(CE) Chiesa Monumentale della SS. Annunziata quadro della SS.Trinità datato 1720; Bomba (Chieti), Chieti: Cattedrale; Miglionico (Matera),Tursi, Villamagna (Chieti), Napoli, Chiesa di S.Aspreno: S.Camillo de Lellis e Chiesa di S. Ciro ai Tribunali la “Pietà”l’opera porta la firma Ludovico di Maj..LA CITTA’ DI MARCIANISE E’ LA PATRIA DELLA PITTURA DEMAJESCA.(per informazioni: email:donatomusone@alice.it)

Monumentale Chiesa della SS.Annunziata di Marcianise
Ludovico de Maio la SS.Trinità datata 1720

L’ELEGANZA SALE IN PASSERELLA A MILANO

martedì
Feb 12,2008

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Una settimana di sfilate, ma anche concorsi, mostre fotografiche, golosità
Il Comune vara uno slogan, «Milano è moda» e tante iniziative per la Fashion Week che
 dal 16 al 23 febbraio animerà la città. Torna il concorso fotografico che premia lo «stile» dei milanesi.

Iniziativa della rivista di moda on-line Fashion Times 
«Puntini» dello schermo in vendita per sostenere Mondosole, associazione per la cura dell’anoressia. Testimonial Elio Fiorucci

MILANO – Anche «un Pixel contro l’anoressia», magari sommato a tanti altri, può aiutare i giovani a uscire dal tunnel della malattia: ne è convinta la rivista di moda on-line Fashion Times che ha lanciato l’iniziativa per sostenere Mondosole, l’associazione per la prevenzione e la cura dei disturbi alimentari, fondata a Rimini da Chiara Ciavatta e da suo marito, Matteo Mugnani. Con Elio Fiorucci come testimonial, il nuovo progetto è stato presentato insieme con le iniziative del Comune di Milano per la settimana della moda: acquistando i «puntini» dello schermo del computer per inserire le proprie immagini, aziende e privati sosterranno la battaglia di Mondosole.

Vendere pixel e spazi pubblicitari per sostenere la lotta all’anoressia è un’idea venuta in mente a Fulvio Aniello ed Elise Lefort di Fashion Times, che si sono ispirati al giovane americano famoso per aver lanciato un’analoga campagna di autosostegno partita con lo scopo di pagarsi l’università. Mondosole è una associazione nata dall’esperienza personale di Chiara Ciavatta, 33 anni, oggi bellissima donna che è guarita dopo 14 anni di sofferenze tra anoressia, binge (la sindrome delle «abbuffate» incontrollate) e bulimia. «Il mio peso oscillava tra i 36 e gli 80 chili» racconta Chiara che ha voluto mettere la sua esperienza al servizio degli altri. MondoSole è un centro diurno di cura, riabilitazione e reinserimento sociale, perchè Chiara, che sulla sua storia ha anche scritto un libro, sa che questa è la via d’uscita per una patologia molto insidiosa, che va combattuta con cure mediche e psicologiche, con le attività quotidiane, dai pasti consumati insieme alle terapie familiari e a quelle affettivo-sessuali.
12 febbraio 2008

MARIA D’ANDREA A CAPOLAVORANDO

lunedì
Feb 11,2008

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Anteprima della Biennale delle Arti dell’Unità d’Italia 

di Nunzio De Pinto 


SAN NICOLA LA STRADA
 – Si è tenuta sabato 9 febbraio scorso la rassegna d’arte “Capolavorando”, un’anteprima della Biennale delle Arti dell’Unità d’Italia organizzata dal MAUI di Teano, Museo delle Arti dell’Unità d’Italia, in collaborazione con il Comune di Teano, la Camera di Commercio provinciale e le città di Caserta e Nola.

La presentazione dell’anteprima si è tenuta presso il Museo Archeologico di Teano mentre l’esposizione delle opere d’arte è avvenuta nella Chiesa dell’Annunziata che dopo 30 anni di ristrutturazione è stata restituita al pubblico per l’occasione. Il comitato scientifico è stato presieduto da Angelo Calabrese, critico d’arte di grande rilievo, il quale ha esposto gli intenti della Biennale: “coniugare arte e sociale, rendere l’arte un prodotto tipico da esportare”.

L’esposizione era divisa in due percorsi, uno dedicato agli artisti già noti e un altro dedicato agli emergenti. Tra gli artisti emergenti sicuramente degni di nota Sabrina Frangella, Maria D’Andrea (Autoritratto), Fabio Mariani, l’ironico Raffaele Candro, Gerardo Rodriguez Val (Colomba) nonchè l’innovativo Biagio Castiletti.

“La mia arte” – ha affermato Maria D’Andrea, sannicolese doc che ama anche recitare in teatro, l’ultima sua fatica teatrale avvenne l’anno scorso a Capua e Caserta nella peace teatrale “Arrestate il morto” – “si sviluppa in diversi stili e su diversi livelli. Per questo motivo, oltre a dipingere, lavoro sul linguaggio poetico scrivendo poesie.

Sono curiosa di tutto, del mondo, delle persone, dell’amore, della natura, di tutti quelli che prima di me hanno scritto, dipinto, raccontato, vissuto. Eclettica? Forse sì, e in questa chiave sto lavorando a un progetto per la realizzazione parallela di opere pittoriche e poetiche, nel tentativo di proporre a chi avrà la voglia di seguirmi un percorso interiore e artistico attraverso la vita vista con i miei occhi”.

Tra i quadri (oli su tela, china, cartoni telati, ecc.) che i visitatori possono ammirare fino al prossimo 3 giugno (dal martedì al sabato dalle 20 alle 23) da segnalare “Gioco”, “Il dono”, “Prova tecnica”, “Adspectus”, “Bacco bambino”, “Grossesse”, “Autoritratto” presentato a Teano: tutti autentici capolavori di sperimentazione delle tecniche più varie e ricercate, che, attraverso una intuitiva ed originale spettacolarità di temi e colori, fanno della passionale Maria D’Andrea una ineguagliabile comunicatrice di emozioni incentrate sugli aspetti interiori più profondi della sensibilità umana.

giovedì
Feb 7,2008

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SAN VALENTINO “INNAMORATI DELL’ARTE”

Anche quest’anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali festeggia San Valentino, aprendo le porte dei luoghi d’arte statali a tutti gli innamorati dell’arte.

Infatti, il 14 febbraio, in tutti i musei, monumenti e siti archeologici statali, basterà presentarsi in due per accedere pagando un solo ingresso.

Per l’occasione saranno anche organizzati mostre, concerti ed eventi speciali incentrati sul tema dell’Amore.
L’iniziativa rientra nell’ambito delle iniziative volte ad avvicinare sempre più i cittadini all’immenso Patrimonio culturale di cui il nostro Paese è custode.
E per dare un tocco di dolcezza alla Festa, il MiBAC, in accordo con Buonitalia S.p.A., offrirà una golosa sorpresa ai visitatori del Palazzo Reale a Torino, delle Gallerie dell’Accademia a Venezia, della Pinacoteca Nazionale e della Galleria degli Uffizi a Firenze, del Museo Nazionale di Villa Giulia, della Galleria Borghese, del Museo Nazionale di Castel S. Angelo e della Calcografia a Roma, del Museo di Capodimonte, del Museo di San Martino e della Certosa di San Martino a Napoli, del Museo e dell’Area Archeologica di Paestum, della Reggia di Caserta.

Numero Verde: 800 99 11 99

Per comunicazioni e informazioni è attivo l’indirizzo: sanvalentino@beniculturali.it

UNO SGUARDO DA CAPODIMONTE

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lunedì
Gen 28,2008

 NAPOLI – In occasione delle celebrazioni del cinquantenario dell’apertura al pubblico del Museo di Capodimonte, la Soprintendenza per il Polo Museale Napoletano è stata, per la prima volta, committente di tre grandi artisti internazionali.Tre grandi fotografi hanno lavorato al progetto “Site Specific” e, con modalità diverse di racconto e linguaggio, interpretano il rapporto della città con il Museo, il modo in cui viene percepito e vissuto, la consapevolezza di essere una delle strutture museali più importanti in Europa.

Un punto di osservazione del mondo ma anche un punto che il mondo osserva: un luogo in movimento, il crocevia di scambio e di dialogo con il mondo artistico e collezionistico internazionale, come è testimoniato dalla mostra “Omaggio a Capodimonte. Da Caravaggio a Picasso”, che si è conclusa il 20 gennaio, due giorni dopo l’apertura della prima delle tre esposizioni, realizzata da Olivo Barbieri, alla quale seguiranno, a marzo e a maggio, le mostre di Craigie Horsfield Mimmo Iodice.

Il progetto di Olivo Barbieri ha un titolo molto particolare, TWIY (The World is Yours), che solo in mostra svela la ricchezza di un lavoro svolto su un doppio confine: quello dell’archivio fotografico del museo, della sua memoria che riconduce direttamente agli anni 50 e quello del contesto che sta intorno ad esso. Il dentro/fuori nelle 12 immagini di grande formato e nel video che Olivo Barbieri presenta in mostra è un lavoro con forte connotazione pittorica: da Capodimonte racconta l’emozione di entrare all’interno del Museo e nel profondo del paesaggio e del territorio.

Ulteriori Informazioni

Museo di Capodimonte – Via Miano n. 2 – 80121 Napoli
tel. 081 7499111 – fax 081 2294498
www.museo-capodimonte.it

THOMAS STRUTH – MOSTRA FOTOGRAFICA

sabato
Gen 26,2008

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NAPOLI – Thomas Struth è uno dei massimi esponenti della fotografia contemporanea, a cui il Madre dedica la sua prima personale in un’istituzione museale italiana.La mostra ripercorre le tappe principali della sua straordinaria carriera con cui esordisce alla fine degli anni Settanta presentando vedute in bianco e nero che ritraggono il paesaggio urbano.

Attraverso la meticolosa e sobria tecnica fotografica Struth racconta la storia delle città ed i valori dei suoi abitanti rintracciabili all’interno delle diverse forme architettoniche.

In occasione della grande mostra al Madre verranno presentati circa 60 lavori, fotografie di piccole, medie e grandi dimensioni, alcune appartenenti alla serie Museum Photografs, altri che ritraggono gruppi familiari e paesaggi urbani. In occasione dell’esposizione saranno esposti anche “I Paradisi”, scatti fotografici che ritraggono luoghi dove l’uomo non ha mai o raramente messo piede.

Per la mostra verrà realizzato un catalogo in italiano ed uno inglese editi da Electa. Il catalogo sarà corredato da saggi del curatore della mostra Mario Codognato, curatore generale del Museo Madre, e del prof. Ulrich Baer, ordinario di Storia e Letteratura tedesca della New York University.

Thomas Struth è nato a Geldern in Germania nel 1954. Studia alla Kunstakademie Dusseldorf con Peter Kleemann, Gerhard Richter e Bernd Becher. Dal 1993 al 1996 è docente di fotografia allo Staatliche Hochschule fur Gestaltung di Karlsruhe. Nel 1997 riceve il Premio Internazionale per la fotografia “Spectrum” – Stiftung Niedersachsen.

Già dalla fine degli anni Ottanta le opere di Thomas Struth sono state esposte in importanti spazi pubblici e privati.

Museo Madre – Thomas Struth, mostra fotografica
Via Settembrini, 79

Informazioni e prenotazioni: telefono 081/19313016

Sito internet www.museomadre.it

Orario dal lunedì a venerdì ore 10,00 – 21,00 sabato e domenica ore 10,o – 24,00

Gioprno di chiusura: martedì

Biglietti intero: euro 7,00 ridotto: euro 3,50

Audioguide euro 4,00 in italiano ed inglese.

LA CINA E’ VICINA

venerdì
Gen 25,2008

 NAPOLI – Arte e cultura in Cina prima dell’anno Mille, e Marco Polo, una mostra con opere provenienti dalle collezioni di Ernesto e Claudio Esposito e Primo Marella. Essa si configura come un’imperdibile occasione per osservare, capire e farsi coinvolgere da un ambito culturale sociale “altro”, sostanzialmente estraneo, ma entrato nello stesso tempo a far parte prepotentemente dell’immaginario comune. Il percorso espositivo, attraverso 70 opere dei più importanti artisti cinesi, intende proporre un mosaico delle esperienze e delle emozioni attraverso cui i protagonisti sono passati nell’affrontare, nella loro realtà quotidiana, le profonde e stressanti trasformazioni dell’evoluzione dinamica cinese. Il luogo della Mostra è il PAN – Palazzo delle Arti Napoli, in via dei mille 60, Napoli – tel.081 7958605/fax 081 7958608 – info@palazzoartinapoli.net – www.palazzoartinapoli.net –

Con l’occasione riportiamo brevemente la storia di Marco Polo:

Marco Polo nacque a Venezia nel 1254. Era figlio di Niccolò Polo, appartenente a una famiglia di Patrizi originari di Sebenico in Dalmazia. I Polo avevano una compagnia commerciale a Costantinopoli, con una succursale a Soldaia, sulla costa sud-orientale della Crimea, allora centro importante di traffici e scalo marittimo molto frequentato.

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Nel 1260 Niccolò e il fratello minore Matteo partirono per una spedizione diretta verso l’Oriente, spedizione che costituisce il precedente e la premessa del viaggio fatto in seguito da Marco, e che Marco stesso racconterà nella pagine del “Milione”.

I fratelli Polo partirono da Costantinopoli per un viaggio che li avrebbe portati nelle terre lungo il basso Volga, là dove si stendeva lo stato mongolico dell’Orda d’Oro: avevano con sè un assortimento di pietre preziose lavorate in Europa, destinate ai ricchi signori asiatici.

I due fratelli si fermarono a Sarai, non lontano dall’attuale Astrachan, poi a Bolgara, capitale dell’Orda d’Oro; poi, attraverso le steppe chirghise, si spinsero fino a Buchara, ove si trattennero tre anni.

Da qui, giunsero, con un viaggio attraverso l’Asia Centrale, fino al Catai, cioè la Cina Settentrionale, e a Cambuc (l’odierna Pechino) furono ammessi alla presenza di Kublai Kan, signore dei Tartari e imperatore della Cina.

A Niccolò e Matteo Polo, Kublai consegnò, per affrentare il viaggio di ritorno, le “tavole di comandamento”, le piastre d’oro che li rendevano inviolabili in tutte le terre dell’impero mongolo; inoltre affidò ai due veneziani delle lettere per il papa, al quale chiedeva di inviargli cento ecclesiastici per l’evangelizzazione dei suoi sudditi.

Infine chiese che gli fosse portata, al ritorno dei Polo in Cina, qualche goccia dell’olio della lampada che ardeva sul sepolcro di Cristo a Gerusalemme. Il viaggio di ritorno dei fratelli Polo durò tre anni, e nel 1269 approdarono di nuovo nella loro città, dopo un viaggio durato in tutto nove anni.

In quell’anno Marco aveva quindici anni, non aveva mai visto il padre Niccolò, era orfano di madre. Quando Niccolò e Matteo ripartirono da Venezia, dopo una sosta di due anni, trascorsi in un’inutile attesa dell’elezione del papa, Marco aveva diciassette anni, aveva preso familiarità con il padre e lo zio, aveva ascoltato i loro racconti, era pieno di curiosità per i luoghi che si accingeva a percorrere.

A viaggio già cominciato, la notizia dell’elezione di papa Gregorio X raggiunse i Polo e li costrinse a tornare ad Acri, per avere altre direttive: qui furono affiancati da due frati carmelitani, Niccolò da Vicenza e Guglielmo da Tripoli, che poi, alla notizia di un assalto musulmano, abbandonarono i Polo e la spedizione.

Dopo questo incidente un lungo viaggio li porterà ad attraversare l’Armenia, l’Altopiano Iranico, il deserto di Gobi, fino a Ciandu, l’odierna Shang-tu, residenza estiva del Kan.

Con un viaggio durato circa quattro ani, Marco e i suoi parenti giunsero infine al cospetto di Kublai Kan, che li accolse con “onore, lieta e festosa accoglienza”. Quando Kublai notò il giovane Marco domandò chi fosse quel ragazzo, Niccolò rispose: “Signore, è mio figlio e vostro servitore”.

Si può dire che cominci da quel momento, dall’incontro tra il giovane veneziano e l’imperatore, l’esperienza centrale della vita di Marco, che entra in contatto con un mondo nuovo, una nuova lingua ed una nuova cultura, e riesce a diventare uomo di fiducia di Kublai.

Partito come ragazzo inesperto, Marco divenne così funzionario alla corte del Kan, viaggiando nelle più lontane province dell’Impero e svolgendo ambascerie e missioni.

marcopolo21.jpg

I Polo, partiti come mercanti, trasformarono un’iniziativa commerciale in un’ambasceria tra il Gran Kahn e il papa, stabilendo un ulteriore collegamento tra il mondo orientale e quello occidentale. Rimasero al servizio di Kublai, “che per nulla al mondo li avrebbe lasciati partire”, quasi diciassette anni, ma evidentemente era ancora forte in loro il richiamo della patria se, dopo tanto tempo, ottennero di potersi rimettere in viaggio, approfittando dell’occasione di fare da accompagnatori alla principessa Cocacin, chiesta in sposa da Argon, re di Persia.

Nel 1291 cominciò dunque il viaggio di ritorno, tre anni di avventure (delle siecento persone partite solo diciotto arrivarono in Persia) che daranno modo a Marco di dscrivere cose viste o sentite raccontare.

Quando approdò a Venezia, Marco aveva quarantun anni, e poco dopo venne fatto prigioniero, forse in uno scontro con navi mercantili genovesi. Nelle carceri di Palazzo S. Giorgio a Genova, l’esploratore veneziano detterà al suo compagno di prigionia, lo scrittore Rustichello da Pisa, le memorie dei suoi viaggi, che daranno vita all’opera il “Milione”.

Nel 1299 Marco viene liberato e torna a Venezia, dove continua a dedicarsi al commercio; si sposerà ed avrà tre figlie: Fantina, Bellela e Moreta. Morirà nel 1324 a settant’anni. Di lui ci rimane un libro in cui non sono solo descritte, con lucida oggettività, le “merveilles du monde”; dopo ventiquattro anni passati in Asia, Marco è ancora, al suo ritorno in Patria, un veneziano di formazione occidentale cristiana, ma è soprattutto un uomo che ha imparato a guardare un mondo nuovo e diverso senza pregiudizi.

Consapevole dell’eccezionalità dell’esperienza vissuta, Marco ha affidato ai posteri, attraverso il “Milione”, un messaggio di tolleranza, di ottimismo, di fiducia nell’uomo, messaggio che dopo sette secoli conserva intatto il suo valore e la sua attualità.

250px-marco_polo_il_milione_chapter_cxxiii_and_cxxiv.jpg Una pagina del “Milione”

LA PITTURA DI EDGAR DEGAS

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mercoledì
Gen 16,2008

degas001.jpgdegas_petits_rats.jpgOPERE di DEGAS

Edgar Hilaire Germaine Degas (Parigi 1834/1917)
Pittore e scultore francese

La maggior parte delle opere di Degas possono essere ascritte al grande movimento dell’Impressionismo, nato in Francia verso la fine del diciannovesimo secolo in reazione alla pittura accademica dell’epoca. Gli artisti che ne facevano parte come Claude Monet, Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir, stanchi di essere regolarmente rifiutati al Salone Ufficiale si erano riuniti in una società anonima per mostrare la loro arte al pubblico.

In genere le caratteristiche principali dell’arte impressionistica sono il nuovo uso della luce e i soggetti all’aria aperta. Ma queste caratteristiche non sono sempre applicabili a Degas: anche se lui fu uno dei principali animatori delle mostre impressionistiche, non trova un giusto posto nel movimento che asseriva la libertà di dipingere.

Nel 1862 realizzò il suo primo quadro che lo rese famoso. “La famiglia Bellelli”. In esso raffigura la famiglia della sorella sposata ad un fiorentino di nome Bellelli. Nel quadro compaiono il marito, la moglie e due figlie. L’inedito taglio compositivo, insieme ad una precisa introspezione psicologica dei personaggi, ne fanno un’opera di un realismo e di una modernità che addirittura anticipa alcune delle successive conquiste di Manet.

Negli anni successivi iniziò ad uscire dal suo ambiente borghese per frequentare il Cafè Guerbois dove strinse amicizia con Manet e gli altri pittori che avrebbero formato il gruppo degli impressionisti. Fu tra i fondatori del gruppo e fu proprio lui ad organizzare la mostra presso il fotografo Nadar. E partecipò a tutte le otto successive mostre impressioniste, tranne quella del 1882.

Tra i suoi soggetti preferiti ci sono le ballerine, (che costituiscono un tema del tutto personale), e le scene di teatro. Anche in questo, Degas coincide con l’impressionismo: la scelta poetica di dar immagine alla vita urbana, con i suoi riti e i suoi miti, a volte borghesi, a volte bohemiène.

XXII MOSTRA DI ARTE PRESEPIALE

domenica
Dic 16,2007

di Tilde Maisto

NAPOLI – E’ stata inaugurata mercoledì 5 dicembre 2007, presso il Museo Civico Comunale di San Severo al Pendino in via Duomo a Napoli, la XXII Mostra di arte Presepiale.

Nella Mostra a cura dell’Associazione Italiana Amici del Presepio della Sezione di Napoli, sono state esposte 63 opere di Maestri Presepisti e la stessa resterà aperta fino all’8 gennaio 2008.

Tra i vari Maestri Presepiali ci fa piacere annoverare la dottoressa Paola Paesano, che lavorando da molti anni nel nostro territorio è diventata un’artista a noi ben nota.

L’anno scorso ci è stato possibile ammirare la realizzazione delle sue opere “A’ ùfara dinto o’ caramone” “oche nello stagno”; la dottoressa Paesano, emerita veterinaria, non si limita a dimostrare la sua conoscenza e competenza professionale, perchè lei vuole ed ottiene di più. Bufali, animali quasi acquatici, immrsi nel loro elemento “naturale”, nel “caramone”, la pozzanghera tipica della terra dei Mazzoni, ante borbonica bonifica. Il risultato è davvero stupefacente. Molto belle anche le oche nello stagno. Per quest’anno la dottoressa Paesano ci ha anticipato che ha voluto sorprenderci con altre opere ancora più belle, per cui non possiamo mancare all’invito che ci ha fatto, gentilmente, pervenire.

“Tenendo fede alla consolidata tradizione che vuole la Sezione di Napoli dell’Associazione Italiana Amici del Presepio impegnata nella cura della rassegna di arte presepiale, generosamente realizzata dai propri Soci, anche quest’anno abbiamo dato l’avvio alla XXII edizione della Mostra”, dice il dirigente dell’Associazione Enrico Fariello. E poi continua – “Gran parte del nostro patrimonio culturale e artistico è indissolubilmente legato alla tradizione natalizia, all’arte presepiale: riti, scene, luoghi, strade, feste, mestieri e mestieranti, cibi ecc.

Ormai da anni i corsi di arte presepiale sono stabilmente attivi negli Istituti Penitenziari napoletani di Poggioreale e di Secondigliano, nonchè nella più importante Comunità Terapeutica per gli ex tossicoipendenti della Campania che ha avviato un corso di orientamento al lavoro sull’arte presepiale.

La realizzazione di pastori e di presepi è una fonte di reddito per alcune famiglie napoletane i cui membri hanno ricevuto, dall’Associazione una formazione professionale tale da farli divenire artigiani professionisti e non più delinquenti professionisti.

Consigliamo, quindi, a tutti di visitare questa mostra che oltre ad essere molto bella ed istruttiva, ha anche un scopo altamente sociale.

MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA

mercoledì
Mag 14,2008

Un decennio di immagini e memorie (1998-2008) recuperate dai materiali dell’Evento franoso di Sarno, Bracigliano, Siano e Quindici – Salone di Rappresentanza della Provincia di Salerno
Artista Architetto GIOVANNI BASILE

Con la presenza del M. LUCIO OLIMPIO e le sue artistiche creazioni lignee.

Occorre “tout-court” asserire che GIOVANNI BASILE, fine e sensibile operatore di arti visive, già ricco di esperienza negli anni passati nel campo della scenografia a Milano, e con la frequentazione di artisti quali Salvatore Fiume e Arnaldo Pomodoro, ha saputo magistralmente trasfigurare, con una tecnica originale ed inusitata, elementi statici ed amorfi, ma caratterizzati da chissà quanti ricordi di vita familiare – recuperati dalla tragedia del 5 maggio 1998 – in arte viva, palpitante ed intrisa di ricordi perenni perché indelebili. Il maestro Giovanni Basile, rifuggendo intenzionalmente da immagini angoscianti, ha saputo far ri-vivere e ri-nascere i nostri amici, parenti, compaesani creando attraverso queste opere una trasfigurazione artistica con l’elevata intuizione di saper servirsi di ciò che ha cercato e trovato nelle macerie: sono frammenti di coperte, garze, camicie, tende, ombrelli, e li ha saputo trasporre, egregiamente, in ambito pittorico. Si tratta di un atto di amore, vis amoris ma non disgiunto dalla compartecipazione emotiva, che gli consente di “urlare” e “contestare” la morte attraverso la vita,
attraverso quegli oggetti umili, lembi di vita già appartenuti a coloro che ci hanno lasciato in modo così drammatico e repentino. Niente Basile lascia al caso perché anche i telai delle sue rappresentazioni pittoriche sono ricavati da pezzi di legno raccolti amorevolmente all’indomani della tragedia del 5 maggio e sottratti così all’azione devastatrice del tempo. Si tratta di pezzi di banconi da bar, tavoli, stipiti, finestre, portoni, librerie, tronchi d’albero, cassapanche, tompagni di botti sottratti alla distruzione perenne e ineluttabile.
E come non restare estasiati dinanzi ai calchi realizzati direttamente sul fango a futura
memoria : quelle impronte di fango – ‘a lóta (latino. Lutum fango come si dice nelle nostre
zone), raggrumito che all’artista hanno offerto tutto il pathos e la sintesi di una notte tragica. Quei pezzi di fango con le loro volute, le loro grinze il loro cupo colore, hanno fatto rimembrare al Basile una forte sofferenza ancora in essere che non poteva non essere fermata, (anzi doveva essere fermata quasi a mo’ di imperativo categorico) che da una palingenesi artistica nel gesso o nel bronzo e nel legno. Siamo di fronte ad un lavoro assiduo e ad un continuum che ha richiesto un arco temporale di ben due lustri e che ha visto l’incipit del tutto.Appena dopo la morte del padre di Basile, quando i diretti familiari cercavano di conservare qualche piccolo oggetto paterno, per avere per sé qualcosa che potesse ricordare la persona cara. Ed è per questo che il Basile ha avuto l’intuizione di procedere ad un’azione di recupero della memoria, per sottrarre all’oblio del tempo, quegli elementi di vita vissuta dei circa 150 morti, nonché dei sopravvissuti senza più i propri cari ed una casa, e saper ricomporre nelle sue opere frammenti occasionali provenienti dalle zone disastrate con una coesione ed un’armonia ineccepibile ed impareggiabile. Ma la violenza devastatrice e vorticosa dei flutti è stata ben resa, perché nelle immagini di questa personale s’intravede con chiarezza un grande dinamismo, pare proprio di
avere davanti ai nostri occhi la massa d’acqua che incombe. Qui non a caso l’artista non si è
servito del classico pennello, o spatole, insomma degli strumenti tipici di un pittore, bensì ha fatto ricorso all’aerografo per far “esplodere” il colore in maniera tale che in molti dipinti si può vedere un punto centrale da cui si dipanano tanti rivoli di colori che fanno riandare con la mente ad una sorta di BIG BANG ovvero ad una vita che rinasce. E poi l’uso dei colori è quanto mai appropriato perché essi sono forti, caldi, vitali in quanto danno la netta sensazione di una scelta consapevole da parte di chi intende contestare l’azione deleteria della natura. Ed allora se vogliamo intendere dovutamente la bellezza di queste opere d’arte, dovremo porre l’accento soprattutto sul “modo” con cui il Basile ha trasfigurato il tema della morte, e vale a dire, del rapporto che da sempre intercorre tra realtà quotidiana, nei suoi diversi momenti belli o tristi, e l’opera d’arte.Noi qui dobbiamo sottolineare quei “valori espressivi” che l’artista ha saputo imprimere nelle sue opere partendo da un soggetto del quale ha superato dati pratici, meramente
descrittivi e documentari. per esaltarne, attraverso la sua arte, gli elementi connaturati al
suo sentimento e al suo linguaggio. Di qui si deduce che il Basile ha realizzato una sorta di
trasfigurazione poetica della realtà che, quando siamo in presenza della vera arte, come qui, riesce persino a sostituirsi alla realtà documentaria in modo da sembrarci “più vera del vero”.
Da tutta questa mostra personale e, dal colloquio che abbiamo avuto con l’artista, abbiamo subito intuito l’autentica compartecipazione emotiva, che ha “segnato” il Basile nella realizzazione di queste opere, che rappresentano una reazione forte ai tragici accadimenti del maggio1998. Qui traspare l’amore per la vita, per il prossimo, soprattutto quando esso è costituito da amici, parenti e compaesani con cui si avevano ricordi comuni, strappatici in maniera repentina e tragica.
Allora come non ricordare per analogia Giuseppe Ungaretti e la sua lirica “Veglia” in cui l’autore, dopo aver trascorso un’intera nottata vicino ad un compagno massacrato, avverte in maniera prepotente il sentimento dell’amore e dell’attaccamento alla vita tanto da fargli esclamare:
“Ho scritto lettere piene d’amore. Non sono mai stato tanto attaccato alla vita”
In questa personale il maestro Basile presenta ben 71 opere pittoriche di cui 8 sculture. Le
realizzazioni pittoriche vanno dal formato 30×40 a 120×120 e il tutto in rapporto al tipo e
grandezza del materiale rinvenuto. Per chiudere va ricordato come tutti i dipinti presentano delle cornici sobrie ed essenziali di modo che costituiscono un elemento non determinante allo scopo artistico; ed è solo così che la scena artistica poteva essere pienamente valorizzata.
Parlando poi del maestro Lucio Olimpio, presente anch’egli in questa mostra, occorre
sottolineare come anch’egli ha compiuto lo stesso iter nella realizzazione dei suoi manufatti
artistici, perché ha utilizzato magistralmente legni tra i più diversificati, trovati per caso tra le macerie. Egli ha creato un “tavolo ottagonale”, in legno e marmo bianco, una “cristalliera”, in legno e vetro ed altri oggetti. In queste opere non si può affatto parlare di artigianato perché sarebbe qualcosa di estremamente riduttivo, sia per il tipo di realizzazione, che per i colori naturali e palpitanti che ne vengono fuori, i colori naturali del legno polito. Lucio Olimpio appare qui un artista- maestro che pur con materiali rovinati dal cataclisma ha saputo raggiungere vertici estetici in campo artistico mostrando come un’operazione compiuta dal Basile in campo pittorico e scultoreo poteva essere ben realizzata anche nel suo settore ligneo.

Dr. Prof. Alberto Mirabella – saggista e critico d’arte

AL BELVEDERE DI SAN LEUCIO, LA BIENNALE DELLE ARTI

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domenica
Mag 4,2008

di Rosa Tigozzi

CASERTA Al Belvedere di San Leucio ci sarà fino all’11 maggio 2008, la biennale delle Arti promossa dal MAUI di Teano
Alla mostra vi è una sezione riservata ad alcune opere di Pablo Picasso , circa 26 tavole tra queste “ La Tauromaquia “ e “ La Plaza del Toros” . Alla mostra ci sono anche opere di oltre 300 artisti . La MAUI propone le sue Biennali in collaborazione con il Polo delle Qualità che mira a focalarizzare l’attenzione sulle tendenze artistiche piu’ significative dell’ultimo secolo nazionali ed internazionali . Il Primo maggio l’artista Pasquale Gatta ha presentato un suo lavoro che era anche una denuncia contro le morti bianche : “ Black Work White Death “ .

LA QUADRIGA – I QUATTRO CAVALLI IN BRONZO DORATO SULLA LOGGIA DELLA BASILICA DI SAN MARCO A VENEZIA

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giovedì
Mar 13,2008

cavalli-di-san-marco.jpg

di Tilde Maisto

Ricordo con nostalgia e con orgoglio quella volta che anch’io collaborai all’allestimento della mostra “I cavalli di San Marco”; correva l’anno 1977…
La mostra sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica, il compianto Alessandro Pertini, catalogo dell’Electa Editrice, fu allestita a Milano nel Palazzo Reale.
Giunti sino a noi dall’antichità, i quattro cavalli di San Marco conservano intatto l’enigma delle loro origini. Anche per questo, il tema della grande mostra allestita a Palazzo Reale fu molto affascinante. E ad esso la rassegna offrì sviluppi che presentarono un eccezionale interesse, grazie alla ricca varietà degli apporti messi a disposizione da musei e collezioni di molte città italiane e di vari paesi d’Europa e d’America. A tal proposito si ricordano il complesso dei capolavori di Leonardo, Pisanello, Paolo Uccello, Bellini, Carpaccio (Per citare solo alcuni nomi illustri) che fecero da incomparabile contorno alla quadriga bronzea e offrirono al pubblico una carrellata storica senza precedenti dell’arte equestre.
Non c’è dubbio che tra le opere d’arte provenienti da Costantinopoli, la più celebre è rappresentata dai famosi cavalli di bronzo dorato e argentato, di incerta origine, che furono presi dai Veneziani dall’Ippodromo della capitale dell’Impero Romano d’Oriente e posti sopra il portale centrale della basilica di San Marco a Venezia.
Delle molte quadrighe che ornavano gli archi trionfali dell’antichità, questa è l’unico esemplare al mondo rimasto. Dopo un lungo restauro, i cavalli di San Marco fecero un lungo giro intorno al mondo, e con la sua tappa milanese la mostra , organizzata e presentata dalla Società Olivetti, arrivò al suo momento conclusivo, un ultimo incontro con il pubblico italiano, prima che le opere ritornassero alle loro destinazioni (sono conservati oggi nel Museo di San Marco all’interno della basilica, sostituiti sulla basilica da copie in ferro).
La mostra itinerante, dunque, ebbe la sua prima tappa, durante il lungo viaggio transoceanico, nelle sale della Royal Academy, dove la mostra si arricchì con opere della collezione della Regina d’Inghilterra, dai disegni di Leonardo al “Capriccio” del Cataletto, del British Museum e del Victoria and Albert Museum.
Nella successiva tappa di New York, presso il Metropolitan Museum, altre opere si aggiunsero, appartenenti alle ricchissime collezioni di quella istituzione. Vi fu poi il trasferimento a Città del Messico, dove la mostra collocata in prossimità del Museo Nazionale di Antropologia, una delle istituzioni più straordinarie e suggestive di arte precolombiana, costituì un vero avvenimento: la perfezione formale, la nobiltà, la potenza dell’arte classica posta non a confronto, ma accanto ai manufatti artistici del Centro America, dove per di più fino all’arrivo dei coloni spagnoli il cavallo era sconosciuto e non ve ne è quindi rappresentazione, suscitò un grandissimo interesse. La penultima tappa fu quella del Grand Palais a Parigi, dove la Direzione dei Musei di Francia mise a disposizione un numero rilevante di tesori d’arte, a cominciare dai prestiti del Louvre, per fare degna corona alle opere provenienti dall’Italia.

Ovunque la mostra ebbe un grandissimo successo di pubblico e unanimi consensi. Per cui quando arrivò a Milano (ultima tappa) aveva già il prestigio di un incontestabile successo; inoltre per la prima volta non venne presentato uno solo dei cavalli della quadriga di San Marco, ma l’intero gruppo dei quattro cavalli che troneggiavano nella sala del trono del Palazzo Reale di Milano e toglievano il respiro al visitatore che se li trovava dinanzi quasi all’improvviso.
Ricordo…..bellissimo!

PER LA SETTIMANA DELLA CULTURA 2008, PASCARIELLO ORGANIZZA WORKSHOP DI PITTURA

lunedì
Mar 10,2008

di Nunzio De Pinto 

SAN NICOLA LA STRADA
 – L’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Angelo Antonio Pascariello, nell’ambito delle manifestazioni organizzate per la settimana della cultura 2008, indetta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, promuove un workshop di pittura aperto ad un massimo di 20 giovani, studenti iscritti all’ultimo anno degli Istituti d’Arte, alle accademie di belle arti e a giovani artisti diplomati o operanti nell’arte contemporanea di età non superiore ai 25 anni, purché residenti nel territorio sannicolese. Il tema sarà “Cultura nella tradizione, tradizione della cultura, la pittura come modalità di trasmissione della cultura attuale”. Principio di base del workshop sarà il compimento di una esperienza intensiva di lavoro per ragazzi e ragazze che hanno intrapreso il percorso dell’arte. La trasmissione di una esperienza di libertà attraverso l’arte non intende essere trasferimento dei linguaggi dell’artista docente all’allievo ma passa per il confronto e lo scontro, presuppone la messa in crisi di una educazione, anche se “modernamente”, accademica. Si realizza inoltre attraverso l’attivazione di un nuovo pensiero libero da schemi e barriere, sostenuto da un coraggio totale di aprirsi alle proprie potenzialità interiori. Il concreto lavoro di atelier, come esperienza quotidiana teorico-pratica, sarà integrato e ulteriormente potenziato dall’apporto di conclamati critici d’arte e artisti. La seduta di workshop si svolgerà nella giornata di giovedì 27 marzo p.v. ed avrà una durata di cinque ore a partire dalle 15.00, presso i locali del Museo della Civiltà Contadina in Piazza Municipio, 14 . Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Le finalità del workshop sono riassunte nei seguenti punti: a) Valorizzare le risorse creative dei giovani artisti, stimolarne la produzione critica ed artistica a livello individuale e collettivo e incentivare nuove relazioni. b) Presentare, al termine del workshop, il lavoro svolto con una mostra in adeguata sede e, nel caso se ne riscontrasse l’opportunità data dai risultati raggiunti, promuovere una mostra itinerante presso strutture appropriate nell’ambito del territorio provinciale. c) Instaurare un tessuto culturale cercando continuità produttiva, critica, organizzativa. La partecipazione al workshop è gratuita. La Domanda di partecipazione compilata in ogni sua parte dovrà essere consegnata a mano o a mezzo posta entro le ore 17.30 di giovedì 20 marzo 2008 presso il protocollo generale del Comune di San Nicola la Strada, in Piazza Municipio,

PRESENTAZIONE DELLA MONOGRAFIA SULL’ARTISTA AFGANA LIDA ABDUL

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giovedì
Feb 28,2008

Cancello ed Arnone News è lieta di segnalare d’aver ricevuto un invito dalla Gentilissima Signora Alfonsina De Felice, Assessore presso la Regione Campania alle Politiche Sociali – Politiche giovanili – Pari opportunità – Immigrazione ed Emigrzione – Demaio e Patrimonio, per partecipare all’evento “Civiltà delle Donne 2008”.

“Civiltà delle donne 2008”, alla sua quarta edizione, inaugura un primo appuntamento dedicato al dialogo e al confronto con “civiltà” di paesi e culture lontane devastate da guerre e conflitti.
Sabato 1 Marzo alle ore 11.00 al Museo Madre, verrà presentata la pubblicazione della prima monografia dell’artista afgana Lida Abdul.

Lida Abdul ha rappresentato per la prima volta l’Afghanistan alla Biennale di Venezia del 2005 con la video-proiezione “White House” ricevendo vari premi internazionali. E’ nata a Kabul nel 1973, a soli 6 anni è stata costretta a lasciare il suo paese a causa dell’occupazione russa e a trasferirsi a Nuova Delhi con lo status di profuga. Da allora la sua vita è stata segnata da un continuo nomadismo che ne ha caratterizzato il lavoro d’artista improntato a lirismo e realismo insieme.

Lida Abdul si esprime attraverso opere fotografiche e video, mezzi che rafforzano la denuncia sullo stato attuale dell’Afghanistan, paese di antica civiltà che ha visto mutare, attraverso anni di occupazioni straniere e di guerre, anche la configurazione orografica del proprio paesaggio in maniera significativa e violenta.

Il volume è stato patrocinato dall’Assessorato alle Politiche Sociali, Politiche Giovanili, Pari Opportunità, Immigrazione ed Emigrazione, Demanio e Patrimonio della Regione Campania, in collaborazione con la Fondazione olandese “Prince Claus Fund for Culture and Development, una istituzione europea impegnata nel sostegno di scambi e attività con paesi in stato di guerra e disagio.

La monografia di Lida Abdul, primo catalogo di una serie, si propone di presentare sguardi e voci di artiste che affondano le loro radici in aree che vivono ed hanno vissuto atti di violenza, guerre, privazioni della libertà ed esilio, e che lavorano su temi connessi all’impossibile normalità del quotidiano”.

Editore della monografia di Lida Abdul è Hopefulmonster di Beatrice Merz di Torino.
La pubblicazione a cura di Renata Caragliano e Stella Cervasio, contiene testi della direttrice del Prince Clause, Els van der Plas, di Virginia Peréz-Ratton, curatrice indipendente in Costa Ricca, e Nicos Papastergiadis, docente di storia dell’arte all’Università di Melbourne (Australia).

Il giorno della presentazione, sabato 1 marzo alle ore 11.00, saranno presenti con l’artista Lida Abdul, l’Assessore regionale Lilli De Felice, la direttrice del Prince Claus Els van der Plas, il direttore del museo Madre Eduardo Cicelyn e le due curatrici della pubblicazione Renata Caragliano e Stella Cervasio.

L’ARTE TI INVITA A CASA SUA!. INGRESSO GRATUITO A TUTTI I PRINCIPALI MUSEI DI NAPOLI

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giovedì
Feb 28,2008

NAPOLI – Campania>Artecard, il biglietto integrato per l’accesso gratuito ai principali Musei e siti della Campania e al trasporto regionale, per festeggiare il successo del suo sesto anno di vita, inaugura un weekend di manifestazioni culturali e apertura gratuita di tutti i principali Musei e Siti Archeologici del circuito.

In occasione della Festa dell’Arte e sulla scia dei successi ottenuti nelle trascorse edizioni, Campania>Artecard offrirà l’apertura gratuita dei Musei e dei siti del circuito ed in più…percorsi d’arte per i giovani di tutte le età.

Sesta edizione, dunque, sabato 1 e domenica 2 marzo, della Festa dell’Arte,occasione per festeggiare il sesto compleanno di Campania>Artecard, il biglietto integrato che permette di accedere ai principali musei e siti archeologici della regione, di viaggiare sui trasporti pubblici e di usufruire di sconti e vantaggi. In occasione della Festa dell’Arte e sulla scia dei successi ottenuti nelle trascorse edizioni, Campania>Artecard offrirà l’apertura gratuita dei Musei e dei siti del circuito ed in più ….percorsi d’arte per giovani di tutte le età. Infine sabato alle ore 18.30 ci sarà l’apertura straordinaria della Fontana dell’Esedra presso La Mostra d’Oltremare con lo spettacolo “La Regina della Notte”.

Campania Artecard è promossa dalla Regione Campania – Assessorato regionale al Turismo e Beni culturali e coordinata dalla Scabec – Società Campana Beni Culturali.
L’ingresso ai siti è libero negli orari abituali di apertura.

La partecipazione ai percorsi d’arte è a numero chiuso: prenotazione obbligatorianumero verde 800600601 – da cellulari 06/39967650.
La prenotazione è valida fino a 10 minuti prima dell’evento.

PERCORSI D’ARTE

Napoli, palazzo reale
sabato e domenica 9.00 – 19.00
“Le macchine di Leonardo”
percorso didattico
sala Dorica
sabato ore 16.00
domenica ore 11.00 – per tutti

“certi sogni possono appartenere a tutti”
Spettacolo teatrale
sala Dorica
sabato ore 11.00 domenica 16.30

“Ballo a corte”
Visita spettacolo
Appartamento Reale
domenica 15.00, 17.00 – età Consigliata 3-8 anni

Napoli, museo archeologico nazionale
sabato e domenica 9.00 – 19.00
la scultura – Laboratorio
sabato e domenica con prenotazione 9.30, 11.30
senza prenotazione dalle 14.00 alle 17.00 – età Consigliata 6-10 anni

nessuna paura del foglio bianco – incontro con Chito
sabato 10.00 – 16.00 domenica 11.00 – Età Consigliata 6-10 anni.

Le raccolte pompeiane – Percorso didattico 
sabato e domenica 10.30-Età Consigliata 9-13 anni
leggere le immagini sui vasi greci -incontro
domenica ore 11.30 – per tutti

la collezione egizia – percorso didattico 
sabato e domenica ore 12.30 – età Consigliata 9-13 anni
Ritorno a Pompei – incontro
sabato 17.00 – consigliato a tutti.

Napoli, museo civico di castelnuovo
sabato 9.00-19.00 domenica 9.00-14.00
Bellissima. luchino Visconti (e) il contemporanea -Visita alla mostra
sabato e domenica ore 11.00 – Consigliato a tutti.

Napoli, città della scienza
sabato 9.00-17.00 – domenica 10.00-19.00
Le quattro R: progetto riciclo -laboratorio
sabato e domenica senza prenotazione dalle 14.00 alle 17.00
sabato con prenotazione 9.15, 10.40
domenica con prenotazione 10.40, 12.00 – età Consigliata 5-10 anni

Nuvola d’aria e d’acqua – Percorso scientifico
sabato e domenica 11.30 – 12.00 – 15.30 – 16.00 – età Consigliata 6-10 anni
Napoli, museo di capodimonte
sabato e domenica 8.30 – 19.00

Annurka – Visita spettacolo
Sala Burri
sabato e domenica 10.00, 12.00 – età Consigliata 5-10 anni

Flash -brevi incontri con i capolavori del museo
sabato e domenica ogni ora senza prenotazione – Consigliato a tutti.

il ritratto – Laboratorio
Area didattica
sabato e domenica 9.30, 11.00, 15.00, 16.30 – età Consigliata 9-13 anni

napoli,museo duca di martina
sabato e domenica 8.30 – 14.00
la dimensione europea della pittura napoletana: bozzetti settecenteschi alla Villa Floridiana – incontro 
sabato 11.00 – Consigliato a tutti.

napoli, museo madre
sabato e domenica 10.00 – 24.00
forma e colore- laboratorio
sabato e domenica 10.00 – 12.00 – 15.00 – 17.00 – età Consigliata 6-10 anni.

napoli, castel s.elmo
sabato e domenica 8.30 – 19.00
il Baciamano – spettacolo teatrale 
sabato 9.30, 11.30 domenica 10.30, 15.00 – Consigliato a tutti.

Napoli,certosa di san martino
sabato e domenica 8.30 – 19.00
Un giorno da certosino – Visita a tema
sabato e domenica 11.00, 15.00 – Età Consigliata 9-13 anni

napoli,museo pan
sabato 9.30 – 19.30 – domenica 9.30 – 14.30
la Cina è vicina – visita alla mostra
sabato e domenica 11.00 – Consigliato a tutti.

tracce nel futuro – visita alla mostra 
sabato e domenica 12.00 Consigliato a tutti.

Napoli,fondazione mondragone
sabato dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 17.00
domenica dalle 9.30 alle 13.00

visita al Museo del Tessile e dell’Abbigliamento Elena Aldobrandini
Percorso didattico
sabato 10.00 – 11.00 – 12.00 – 15.00 – 16.00 domenica 10.00 – 11.00 – 12.00 – Consigliato a tutti.

Napoli, galleria di palazzo zevallos
sabato e domenica 10.0 – 18.00
visita al Palazzo e alle sue collezioni – percorso didattico 

sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 17.30 visite ogni venti minuti.
Consigliato a tutti.

napoli, museo di scienze naturali
sabato e domenica 9.00 – 13.00

napoli, teatro san carlo
il Castello di Barbablù – prove aperte

sabato 14.00

napoli, mostra d’oltremare
sabato 1 marzo Ore 18.30

Apertura straordinaria della Fontana dell’Esedra
la regina della notte

Spettacolo di giochi sincronizzati di acqua, luci e suoni.
pozzuoli, rione terra

sabato e domenica 9.00 – 19.00

storie di terra – visita spettacolo 
sabato e domenica 10.30, 12.00 – Consigliato a tutti

baia, museo archeologico dei campi flegrei
sabato 9.00-1 ora prima del tramonto
domenica 9.00-19.00

Il segno dei cesari – Itinerario a tema
sabato e domenica 10.30 Consigliato a tutti.

scavi, cuma
sabato e domenica 9.00-1 ora prima del tramonto

i luoghi del mito – Itinerario a tema 
sabato e domenica 10.30 Consigliato a tutti.

pozzuoli, anfiteatro flavio
Sabato e domenica 9.00

incontrarsi a puteoli – Itinerario a tema 
sabato e domenica 10.30 Consigliato a tutti

padula, certosa di san lorenzo
sabato e domenica 9.00-19.30
visita alla mostra:le opere e i giorni – Percorso didattico 

sabato e domenica 11.00, 16.00 Consigliato a tutti.

pertosa, grotte dell’angelo
sabato e domenica 9.00-19.00
Le meraviglie nascoste – Percorso didattico 
sabato e domenica 11.00 Consigliato a tutti.

paestum, scavi 
sabato e domenica 9.00-1 ora prima del tramonto
Dei, eroi a Poseidonia – Percorso didattico
sabato e domenica 11.00 Consigliato a tutti.

pompei, scavi
sabato e domenica 8.30-17.00

il mondo di Caius – visita gioco
sabato e domenica 10.00, 12.00 età consigliata 9-13 anni

scavi, ercolano
sabato e domenica 8.30-17.00

Abito…quindi sono – Visita gioco 
sabato e domenica 10.00, 12.00 età consigliata 6-10 anni

caserta, reggia
sabato e domenica 8.30-17.00

Significati esoterici del giardino inglese – Percorso didattico
sabato e domenica 11.00 Consigliato a tutti.

La vita a corte – Percorso didattico
sabato e domenica 15.00 Consigliato a tutti.

santa maria capua vetere, anfitetaro campano
sabato e domenica 9.00-16.00

sangue e arena – visita spettacolo
sabato e domenica 10.00, 12.00 età consigliata 9-13 anni

napoli, mostra d’oltremare:
Sabato 1 marzo, ore 18.30
apertura straordinaria della fontana dell’esedra
La regina della notte
Spettacolo di giochi sincronizzati di acqua, luci e suoni. 
Ideazione artistica di Marisa Zuccaro – L’ingresso gratuito è da Piazzale Tecchio.

SUCCESSO DELLA COLLETTIVA DI PITTURA ORGANIZZATA DA NADIA VERDILE

  • Filed under: Arte

martedì
Feb 19,2008

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA
 – Prosegue con grande successo di pubblico la collettiva d’arte organizzata dalla professoressa e giornalista, Nadia Verdile. L’iniziativa, che ha preso il via venerdì scorso presso il Salone della Conferenze del Real Convitto Borbonico “Santa Maria delle Grazie”, si concluderà il prossimo 22 febbraio. La rassegna d’arte denominata “Segni di Pace”, organizzata da Nadia Verdile, ha visto la partecipazione del primo cittadino, l’avvocato Angelo Antonio Pascariello e dell’assessore alla Cultura, l’architetto Lorenzo Magnifico di Alleanza Nazionale, sempre disponibili ed aperti a tutte le varie forme di arte e cultura. Nadia Verdile ha anche curato i testi che accompagnano la collettiva, che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 22 febbraio. Una settimana durante la quale il pubblico potrà apprezzare i lavori di artisti del calibro di Francesco Capasso, Tommaso Cominale, Mimmo Di Dio, Maria Rosaria Di Marco, Umberto Fabrocile, Rosaria Gentile, Vincenzo Guadagno, Agnieszka Kiersztan, Silvana Maglione, Massimiliano Mirabella, Titti Russo, Enzo Toscano.

SUCCESSO DELLA COLLETIVA DI PITTURA ORGANIZZATA DA NADIA VERDILE

  • Filed under: Arte

sabato
Feb 16,2008

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA
 – C’era il pubblico delle grandi occasioni venerdì sera presso il Salone della Conferenze del Real Convitto Borbonico “Santa Maria delle Grazie” che ha ospitato la Collettiva d’Arte denominata “Segni di Pace”, organizzata dalla professoressa e giornalista Nadia Verdile. Alla inaugurazione ha preso parte il sindaco Angelo Antonio Pascariello e l’assessore alla Cultura Lorenzo Magnifico, sempre disponibili ed aperti a tutte le varie forme di arte e cultura. Nadia Verdile ha anche curato i testi che accompagnano la collettiva, che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 22 febbraio. Una settimana durante la quale il pubblico potrà apprezzare i lavori di artisti del calibro di Francesco Capasso, Tommaso Cominale, Mimmo Di Dio, Maria Rosaria Di Marco, Umberto Fabrocile, Rosaria Gentile, Vincenzo Guadagno, Agnieszka Kiersztan, Silvana Maglione, Massimiliano Mirabella, Titti Russo, Enzo Toscano.

SOSPIRI D’ARTE

  • Author: Tilde Maisto
  • Filed under: Arte

sabato
Feb 16,2008

Riceviamo e pubblichiamo da Teleradio News di Gianni Gosta

CASERTA – Venerdì 22 Febbraio Sospiri d’arte sarannno tangibili a Caserta. Underground Music Hall sarà avvolto dalla musica degli Psychopthic Romantics, che a loro volta si lasceranno accerchiare da distratte ed appassionate forme d’arte accumunate dalla vanità di un’unica istallazione mobile. Gli Psychopathic Romantics riproporranno brani del loro ultimo album (Altered Education) ed inediti in lavorazione per il prossimo lavoro. La poesia psichedelica dei cinque non sarà di sfondo, ma neanche gelosa verso gli altri granelli di tecniche ed emozioni impresse su tele e su foto. Infatti l’esibizione vedrà l’intreccio di due mostre fotografiche e due pittoriche. L’immagine visiva si svelerà anche nella proiezione del cortometraggio “Si notava tra sette” di Lorenzo Giroffi con protagonisti Piero Grant e Peppe Romano, la colonna sonora della pellicola è firmata dagli stessi Psychopathic Romantics. Questo sarà la rappresentazione di un viaggio surreale tra disparate sensazioni umane che allegoricamente proietteranno verso l’amore viscerale di colei che si notava e si noterà tra sette. In anteprima si potrà assistere anche alla visione del primo video clip degli Psychopathic Romantics, per l’appunto del brano Wait. Il video clip scritto e diretto da Lorenzo Giroffi è sempre frutto del movimento artistico Khamsin art (movimento che coinvolge giovani attori, grafici, fotografi, scenografi) e della collaborazione di Mea Service. Le mostre fotografiche sono curate da Daniele De Gregorio ed Aurelio Cicalese entrambi fotografi del movimento Khamsin art mentre la mostra pittorica sprigiona le linee ed i colori di Gianni Zagaria (scenografo e truccatore di tutti i lavori Khamsin art) e di Giuseppe Giroffi. Una serata che di certo lascerà lo spazio ad ogni esigenza di rilassamento collaterale. (Ufficio Stampa Psychopathic Romantics)

ARTE LOCALE ALLA FIERA ROMANA

  • Author: Tilde Maisto

venerdì
Feb 15,2008

Riceviamo e pubblichiamo da Teleradio News di Gianni Gosta

CASAGIOVE – Metrò, venerdì anteprima dello stand alla fiera d’arte di Roma. Venerdì 15 febbraio alle ore 19.30 presso Metrò SpazioArte “Le Quattro Fontane” inaugurazione dell’anteprima della partecipazione del centro espositivo di Casagiove, a due passi dalla Reggia di Caserta, alla fiera di Arte contemporanea e moderna di Roma, che sarà allestita nel prestigioso Palazzo dei Congressi dell’Eur dal 29 febbraio al 2 marzo. Saranno i critici d’arte Enzo Battarra e Massimo Sgroi a illustrare il significato e la valenza di tale prestigiosa presenza di Metrò nell’élite dell’arte nazionale, al cospetto “in anteprima” delle opere che saranno proposte nella Fiera e che costituiscono uno spaccato della ricerca artistica in Terra di Lavoro. In esposizione ci saranno i lavori di Joko, Mafonso, Damiano Errico, Luigi Spina e Lucilla Ragni. Così scrive Battarra nel suo testo di presentazione “Si va a Roma portando con sé i segni di un territorio magico e vitale, di un’area geografica che è soprattutto una regione mentale, dove creatività e produzione artistica esprimono punte di eccellenza ma soprattutto un diffuso sentire comune, una sensibilità straordinaria alla materia arte. In questo viaggio da Caserta a Roma, partendo dall’imponente monumento vanvitelliano per giungere all’opera dell’architetto razionalista Adalberto Libera, Metrò SpazioArte espone nel suo stand le conferme e le novità della produzione artistica del proprio territorio. Ed è certamente una conferma l’approdo cui giunge oggi Joko con le sue “architetture”, lavori che nascono dalla sua esperienza progettuale e approdano legittimamente nel campo della pittura. Sono le forme ma è anche la tecnica a connotare queste opere. Le strutture architettoniche, dal “cupolone” alla “fabbrica dei sogni”, si identificano per la loro essenzialità affascinante, ma si impongono anche per quella brillantezza che solo la graniglia di vetro utilizzata può e sa dare. C’è luce nell’architettura e c’è luce sulla superficie del quadro. Altra conferma è quella di Mafonso, artista di cui vengono presentati in questa occasione alcuni lavori degli anni Ottanta, quelli più intimisti, più lirici. La figure sono essenziali, solitarie, intorno a loro un’atmosfera rarefatta si fa colore, sogno, neve di primavera. Novità è Damiano Errico, per la sua carica creativa, per la sua forza pittorica. I lunghi, flessuosi, estremamente mobili spermatozoi assediano le superfici alla ricerca di un uovo nascosto anche nella più impenetrabile delle rocce. Altra novità di assoluto rilievo è il fotografo Luigi Spina. Nei suoi scatti irrompe il paesaggio della vita, dove tutto è equilibrio, armonia, fascino. Infine, in questa testimonianza tutta di Terra di Lavoro non poteva mancare l’ospite di lusso. È Lucilla Ragni, artista umbra. Nelle pieghe delle sue opere le dinamiche dei nostri tempi”. (L’ufficio stampa: Maria Beatrice Crisci)

ARTE E CULTURA SOTTO LE STELLE, IN SCENA IL MUSICAL “MASANIELLO”

giovedì
Lug 10,2008

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA – Per l’ottavo anno consecutivo il sindaco Angelo Antonio Pascariello ha dato vita alla rassegna estiva di arte, musica, teatro, intitolata “Arte e Cultura sotto …. Le stelle”. Un mix di commedie napoletane e di musical. Proprionell’ambito dei musicale, genere molto impegnativo in quanto gli attori e le attrici debbono, necessariamente, conoscere la musica e saper cantare e ballare, mentre per recitare non è importante se un attore ha una voce cavernosa e penetrante o è stonato. Sabato 12 luglio, con inizio alle ore 21.00, presso l’arena comunale che si trova all’interno del Real sito Borbonico in piazza Municipio, nell’ambito dell’8” rassegna estiva 2008, l’Associazione culturale “Actoryart” mette in scena un’opera teatrale musicale dal titolo “MASANIELLO” per la regia di Vittoria SINAGOGA. La compagnia teatrale “Actoryart”, nata da un’idea di Vittoria Sinagoga, si è formata alcuni anni fa fra giovani pieni di entusiasmo. L’Associazione è alla terza partecipazione di “Arte e Cultura sotto le ….stelle”. Nel 2006 si presentò con la commedia “I BORBONI DI NAPOLI, MEMORIA DI UN SERVO”, diretti sempre da Vittoria Sinagoga e ebbero un grosso successo, considerando che la compagnia era al suo debutto. Nel corso di questi 3 anni ha messo in scena varie commedie partecipando ad altre rassegne in ambito provinciale e regionale. L’associazione ha mantenuto e rafforzato le motivazioni che fin dal principio hanno spinto la compagnia a fare teatro per coltivare l’amicizia reciproca realizzando qualcosa di piacevole e per divertimento. Ha raccolto attorno al gruppo iniziale una serie di preziosi collaboratori riscuotendo numerosi consensi nei teatri di terra di lavoro. “Noi attori” – ci ha confidato uno dei componenti della compagnia, Salvatore IENGO di San Nicola La Strada – “siamo un gruppo di ragazzi ed amici che si divertono incontrandosi due volte a settimana e recitando in allegria. Tutto questo è stato reso possibile grazie all’Associazione teatrale “Actoryart” diretta con professionalità e tanta passione da Vittoria Sinagoga”. I componenti del cast del musical “Masaniello” sono: Michele TARALLO, Fulvia CASTELLANO, Pasquale MARCELLO, Fausto BELLONE, Maurizio RACIOPPOLI, Sergio GARBARINO, Mauro MIRTO, Teresa PERRETTA, Ferdinando MENDITTO, Ugo COLASANTI, Domenico RICCIARDI, Valeria CHIANESE, Salvatore IENGO, Brunella SPINA. Le coreografie sono di Natasha D’ANDREA; il corpo di ballo è composto da Rossella ed Ilaria TOMEO, Stefania PUGLIESE e Francesco MARINO. Gli arrangiamenti musicali sono del Maestro Paolo MAURIELLO, alla chitarra Gaetano D’AGOSTINO, alle percussioni Luigi PAPALE, le voci soliste sono di Tina CIMMINO, Massimo D’ARGENZIO, Erminia MARCELLO, l’organizzazione è affidata a Lella CICCOTELLI ed Anna SINAGOGA. La regia è di Vittoria SINAGOGA.

MOSTRA DI VINCENZO LO SASSO “IL SEGNO E IL SOGNO”

  • Filed under: Arte

mercoledì
Lug 9,2008

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(IL SOLE)

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(IL SOGNO)

SOPRINTENDENZA BAPPSAE
di Caserta e Benevento

COMUNICATO STAMPA

PALAZZO REALE DI CASERTA
APPARTAMENTI STORIA

IL SEGNO E IL SOGNO
inaugurazione venerdì 11 luglio ore 18,30

Negli Appartamenti storici del Palazzo Reale di Caserta venerdì 11 luglio viene inaugurata la mostra “Il segno e il sogno”, dell’artista milanese Vincenzo Lo Sasso. La personale è curata da Luciano Caprile.

La mostra è organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico delle Province di Caserta e Benevento e da Arethusa.

L’allestimento si sviluppa attraverso una trentina opere, di grandi (circa 8 m x 2 m, il lavoro dal titolo “Caleidoscopio”) e medie dimensioni, che rappresentano la più recente produzione dell’artista. Un inedito percorso, in cinque delle otto sale che costituiscono la Pinacoteca del Palazzo Reale, tra le suggestioni barocche degli Appartamenti del Settecento e le dirompenti opere “metallo su metallo” realizzate da Vincenzo Lo Sasso.
Celebre fotografo di moda, Lo Sasso ha girato il mondo raccontando con le immagini l’haute couture e la bellezza femminile. Negli Stati Uniti ha lavorato per grandi testate e aziende di moda. Rapito dalle possibilità che il metallo offre come elemento pittorico, l’artista negli ultimi anni ha inaugurato una tecnica nuovissima. I lavori in mostra nascono dall’uso di una formula assolutamente originale: un’ardita ricerca che prevede le solidificazioni di colori metallici sulla base di alluminio. Ne derivano immagini accompagnate da cromatismi informali.
Autore di una fotografia manipolata “pittoricamente” Lo Sasso sperimenta inoltre, su supporti e nuovi media per basi-colore, una particolare formula nata dall’ambiguità visiva di due tecniche utilizzate contemporaneamente: il segno e la messa a fuoco fotografica di inquadrature in bianco e nero e colore che conducono al dialogo uomo/ donna.
Scrive il critico Luciano Caprile: “Per l’esposizione alla Reggia di Caserta Vincenzo Lo Sasso ha realizzato alcune grandi opere su lamiera rivisitando il personale passato di raffinato fotografo. Nella circostanza i possenti nudi maschili e le evanescenti figure femminili si alternano e in qualche misura si confrontano su queste basi elaborate dal punto di vista tecnico e pittorico per ottenere effetti cromatici e timbrici di particolare valenza seduttiva.”.

Nota biografica
Lo Sasso nasce a Taranto nel 1954. Dopo aver frequentato la facoltà di Architettura inizia il percorso artistico giovanissimo con un’intensa attività pittorica utilizzando medium e supporti tradizionali. A ventitre anni scopre la fotografia, ed inizia una lunga e fruttuosa collaborazione con testate come Vogue Italia, Vogue Bellezza, Uomo Mare, Vogue travel, Linea Italiana. L’attività professionale si allarga al Teatro lavorando per il Balletto d’arte contemporanea di SanPietroburgo e per il Teatro Stabile Ancona. Prosegue anche nel mondo dello spettacolo dove lavora per Eros Ramazzotti, Gianni Morandi, Anna Oxa, Spagna. La sua carriera prosegue e si concretizza anche in campo pubblicitario. Realizza lavori professionali per Oreal, Wella, Schwarzkopf e note aziende di moda, spostandosi prevalentemente tra New York e Milano.
Nel Febbraio 2007 partecipa alla Fiera Luxory and Yachts di Verona nella sezione allestimenti gallerie con un opera di 8 m x 3m x 3m. Nell’aprile 2007 inaugura, con il patrocinio del Comune di Genova e dell’Ordine degli Architetti di Genova, una personale dal titolo “Ghiaccio Bollente”, presso il Chiostro di S. Matteo di Genova (catalogo curato dal critico d’arte Maurizio Sciaccaluga. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Scheda Tecnica
Sede: Palazzo Reale di Caserta, Appartamenti reali
Data: dal 12 luglio al 10 agosto 2008
Orari: 8.30/19.30 ultimo ingresso h. 19.00 (chiusura martedì)
Ingresso: 6,20 euro, intero; 4,10 euro dai 18 ai 24 anni; Gratuito sotto i 18 anni e sopra i 65 anni; (il biglietto comprende visita agli appartamenti reali del ’700 e ’800)
Inaugurazione: venerdì 11 luglio ore 18,30
Per info: tel. 0823.448084 – e-mail caserta@arethusa.net

Ufficio Stampa IDéE
Via Pisa 24, 16146 Genova – Tel e Fax + 39 010 8602728
Patrizia Baldizzone Mob +39 338 122 73 56 – e-mail: pa.baldi@fastwebnet.it
Gioconda Pomella Mob +39 338 70 60 267 – e-mail: soprattutto@split.it

ufficiostampacaserta@gmail.com

IO MARCO MELE SONO PITTORE di Angela Sorrentino

martedì
Lug 8,2008

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Del pittore Marco Mele si sapeva poco… o quasi niente! Dobbiamo ammetterlo e con
molta umiltà: in tanti anni di ricerche trascorse fra archivi pubblici e privati, biblioteche, chiese, comuni all’interno del vasto territorio che circonda il vulcano più famoso del mondo, mai avevamo riscontrato la presenza dell’artista cinquecentesco!

Eppure di opere d’arte è impregnata la Valle del Sarno, l’agro nolano, quello lauretano, ebbene in questi ann l’Artista continuava a rimanere nascosto al nostro sguardo, in un’attesa premonitrice di un’alba radiosa… che alla fine è giunta!

Già da alcuni anni la dott.ssa Angela Sorrentino programmava di intraprendere uno studio sistematico sul Mele e l’incipit le è sopraggiunto dal dottor Alfonso Mele, diretto discendente dell’artista carbonarese. Con la collaborazione attenta e precisa dello storico Pietro Damiano, la dott.ssa Sorrentino si è così “buttata” animo e corpo alla riscoperta dell’affascinante mondo artistico di Marco Mele, “rovistando” tra documenti ingialliti di vecchi archivi ed esaminando una miriade di opere d’arte nei luoghi di culto del vesuviano e di altre regioni italiane.

Il paziente e certosino lavoro di ricerca effettuato dalla Sorrentino è così sfociato in una pregevole pubblicazione dal titolo “Io Marco Mele sono pittore”, edita dall’editore Loffredo nell’ambito dei festeggiamenti del “Bicentenario dell’istituzione del Comune di Carbonara di Nola” (1809-2009) e presentata nel teatro parrocchiale l’8 giugno u. s. alla presenza di un numeroso pubblico.Dopo l’intervento del Sindaco dott. Antonio Iannicelli che ha portato i saluti dell’Amministrazione Comunale e ha avuto parole di ammirazione nei confronti di Angela Sorrentino per l’ottimo lavoro svolto, ha preso la parola il prof. Pasquale Gerardo Santella, uno dei membri della Commissione per il Bicentenario di autonomia del Comune di Carbonara di Nola da Palma Campania. La dott.ssa Antonia Solpietro, Responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Nola, nonché dell’Archivio Storico della medesima, ha rivolto parole di apprezzamento nei confronti della dott.ssa Sorrentino, ricercatrice attenta e scrupolosa e da alcuni mesi sua collaboratrice presso l’Archivio Storico Diocesano di Nola.
Il dott. Alfonso Mele, diretto discendente dell’artista carbonarese si è detto lusingato per l’attenzione e l’amore con le quali Angela Sorrentino si è avvicinata all’opera del suo illustre antenato e l’ha ringraziata pubblicamente per tutto quanto la stessa ha prodotto per una maggiore popolarità e conoscenza di Marco Mele.A parlare del libro ci ha pensato la stessa autrice che si è avvalsa dell’ausilio di diapositive, naturalmente presentatasi al pubblico molto emozionata, ma soddisfatta dell’ottimo lavoro svolto sul Carbonarese Marco Mele, nato nel piccolo borgo collinare nel 1560 circa e trasferitosi a Napoli nel 1585, ove la sua presenza è documentata nella bottega del maestro Fabrizio Santafede dal 1592 al 1601. Nelle opere giovanili il Mele subì il fascino della pittura di un protagonista del tardo Cinquecento: Scipione Pulzone da Gaeta “ritrattista, accademico, interprete di Una pittura senza errori per la quale Fedrico Zeri coniò la definizione di –arte senza tempo-“.
Alcune opere del Mele sono conservate a Carbonara di Nola, a Palma Campania, a
Minturno, a Napoli ed in altre città.Moderatrice della manifestazione è stata la giornalista dott.ssa Floriana Nappi, che con garbo e competenza ha condotto la splendida serata. Una mostra dei disegni del Mele, tratti dal taccuino del pittore è stata allestita all’interno della sala parrocchiale ed ha visto gli occhi dei numerosi intervenuti puntati soprattutto sul libretto d’appunti dell’artista… per la prima volta mostrato al pubblico! Il taccuino misura cm 11 x 15 ed è “un esemplare di quarantadue fogli, in gran parte sciolti. Vi sono anche alcuni frammenti di non facile collocazione e lettura. La coperta è una pergamena rafforzata da due nervature, di cui una più consumata dell’altra.
I fogli di carta sono fragili ed ingialliti; dato il piccolo formato del libricino, questi
fogli, dai margini frastagliati, erano originariamente più grandi e poi furono piegati in modo da formare i fascicoli da sfogliare”. Alcuni disegni riprodotti nel taccuino servirono al pittore per la realizzazione di taluni dipinti e la testimonianza più “certa” che quel libretto d’appunti fosse appartenuto all’artista carbonarese è data dalla presenza in esso del suo monogramma e dalla frase “Io Marco Mele sono pittore”.

Tra gli intervenuti abbiamo notato la presenza di alcuni nostri amici: l’ing. Gino Sorrentino e la sua signora prof.ssa Maddalena Nappi, studiosi del Piano di Palma, il Sindaco di Palma Campania dott. Vincenzo Carbone, sempre sensibile a tale genere di manifestazioni, accompagnato dalla gentile signora, l’ing. Claudio Testera, di origini pavesi, il prof. Aniello Giugliano, Assessore del Comune di San Gennaro Vesuviano, il rag. Antonio Ferrara, autore di un pregevole lavoro storico su Striano e altri.

Felice Marciano

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Angela Sorrentino – Io Marco Mele sono pittore – Loffredo Editore – pp. 112 – Casoria (NA), ‘08
Presentazione di A. Solpiero

AL VIA “VIVI PIEDIMONTE”, RASSEGNA ESTIVA DI ARTE, CULTURA, SPETTACOLI

venerdì
Lug 4,2008

di Nunzio De Pinto

PIEDIMONTE MATESE 
– Ha preso il via lo scorso 28 giugno la rassegna di spettacoli, arte, cultura, sport e tradizioni religiose, “Vivi Piedimonte”, che accompagnerà i cittadini del circondario matesino sino al prossimo 3 agosto. L’iniziativa è stata resa possibile grazie all’impegno dell’amministrazione comunale di Piedimonte, con il sindaco Vincenzo CAPPELLO e l’assessore all’Associazionismo, Fernando CATARCIO, ed alle innumerevoli associazioni e Pro Loco che hanno offerto il loro insostituibile contributo affinché la cittadinanza possa trascorrere queste serate calde ed afose in allegria. La partecipazione, l’entusiasmo, la passione dimostrata dai cittadini durante questi primi giorni della rassegna, rappresentano le condizioni privilegiate per continuare anche nel futuro prossimo il percorso intrapreso dall’amministrazione comunale e dal mondo dell’associazionismo nell’organizzare momenti aggreganti di teatro, musica, arte, sport. “L’associazionismo” – ha affermato il sindaco Cappello – “operando in vari settori (Culturale, sanitario, sociale e sportivo) è l’esempio più alto di cittadinanza attiva; strumento di crescita sociale ed elemento fondante per il bene non solo di ogni comunità locale, ma anche per tutto il Paese”. L’assessore Catorcio ha espresso tutta la sua soddisfazione per il successo che “Vivi Piedimonte” sta riscuotendo. “Vivi Piedimonte” – ha, infatti, dichiarato – “è un titolo esplicito ma significativo, oserei dire programmatico di ciò che l’assessorato all’Associazionismo sta attuando ed ha intenzione di attuare”. Questa sera due spettacoli: il primo alle ore 20.00, presso il teatro dell’oratorio San Domenico, dove il Centro Musicale Pro Arte porterà in scena “Concerti studio”. L’altro momento clou della serata si terrà alle ore 21.00 in Largo San Sebastiano. Qui, il Centro Studi e Iniziative Musicali “Aurora Sanseverino” presenterà il concerto della Corale “Ad Torani Aquas” dal titolo “Cera una volta il cinema in America: polifonie e cinema d’autore”. Lo spettacolo sarà diretto da Felice CAVALIERE e vedrà la partecipazione del “Movie Trio”. Alla kermesse “Vivi Piedimonte” saranno presenti diversi artisti, anche di fama nazionale, che saranno i protagonisti impegnati a rendere più gradevoli le serate estive. La rassegna estiva si propone quale importante occasione di intrattenimento, rivolta a diverse fasce di pubblico, e di coinvolgimento di tutta la città. Quest’anno gli spettacoli in cartellone sono stati selezionati per offrire a tutti i cittadini ed al pubblico che arriverà a Piedimonte Matese, l’opportunità di trascorrere serate piacevoli fatte di musica e colori. Per l’Amministrazione Comunale è motivo di orgoglio e di soddisfazione costatare come, attraverso la rassegna estiva, riesce a dare vita ad un appuntamento molto atteso, continuando ad investire in cultura di qualità, che non significa fare solo spettacoli, con la certezza e la consapevolezza di essere seguiti dai cittadini che evidentemente gradiscono l’offerta.

COLORI NELL’ARIA

  • Filed under: Arte

martedì
Lug 1,2008

È il nuovo concorso indetto dall’Associazione Culturale Impulsesart, ed è collegato
alla manifestazione internazionale, dedicata alle mongolfiere Ferrara Balloons
Festival, dal 19 al 28 settembre 2008 – Parco Urbano “Giorgio Bassani”.
Inoltre,con soli 20 €, avrai la possibilità di vincere un pernottamento per due persone ed
un entusiasmante viaggio panoramico su Ferrara, a bordo di una mongolfiera, offerto
dall’organizzazione del Festival Internazionale dei Balloons.

Per informazioni: www,impulsesart.it

 

AL VIA L’OTTAVA EDIZIONE DELLA RASSEGNA ESTIVA

lunedì
Giu 30,2008

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA
 – Ha avuto inizio ieri sera, alle ore 21.00, con ingresso gratuito, l’ottava edizione della rassegna estiva “Arte e Cultura sotto le…stelle”, che si svolgerà nel Real Sito Borbonico “Madonna delle Grazie”, l’Arena Comunale “Ferdinando II”, il Cortile Borbonico, la Chiesa Santa Maria delle Grazie”. A tagliare il nastro di partenza sarà, anche quest’anno, il maestro Espedito De Marino, accompagnato dall’Aglaia Orchestra Concert, che per il quinto anno consecutivo sarà ospite della Città di San Nicola la Strada con la sua magica chitarra. Lo spettacolo di Espedito De Marino, dal titolo “Folk to Folk – da musica a musica, da terra a terra, da gente a gente”, rappresenta un’anteprima nazionale del tour live 2008 ed è un concerto di canti, musiche e suoni, tratto dalla sua esperienza artistico/musicale ormai ventennale. Il repertorio è il frutto del compendio di un’esperienza umana, artistica e sociale che ha visto Espedito De Marino al fianco dei più variegati artisti nei segmenti della musica leggera italiana a quella rock internazionale, da quella napoletana a quella lirica, dal teatro alle grandi piazze. Lo spettacolo si articola con slanci ritmici ed armonici moderni, dall’epoca d’oro della canzone napoletana alla canzone di oggi, un “ping – pong”, come lo ha definito De Marino, fra celebri motivi italiani e melodie partenopee costeggiate da famosi e suggestivi brani per sola chitarra. E’ un arpeggio romantico dalle “atmosfere andaluse”, è un richiamo avvenente di “sensazioni struggenti”, è un “coro veemente” di “ricordi italiani”. Espedito De Marino sarà accompagnato dalla voce femminile di Nunzia D’Alessio, dai flauti di Giuseppe Coppa, dal mandolino di Enzo Marcellini, dal basso elettrico di Francesco Cimmino, dalla chitarra classica di Eugenio Giordano, dalla chitarra elettrica di Lello Iovino e dalla batteria e dalle percussioni di Giovanni Marra. Per chi ancora non lo conosce, ricordiamo che Espedito De Marino si è diplomato con il massimo dei voti in chitarra al Conservatorio di Musica di Avellino sotto la guida del M° Eduardo Caliendo ed ha frequentato il corso di composizione nella classe del M° Francesco Vizioli. Ha vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali per chitarra ed è direttore artistico di enti privati e statali. Due incontri, in particolare, hanno caratterizzato la sua preminente attività artistica: Roberto Murolo, per la grande canzone napoletana, Mitslav Rostropovich, per la grande musica classica. Ha al suo attivo numerose esibizioni all’estero ed è autore di pregiati brani vocali e strumentali, e creatore di particolari eventi.

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA RASSEGNA ARTE E CULTURA SOTTO LE STELLE

mercoledì
Giu 18,2008

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA – Si è svolta ieri pomeriggio, con inizio alle ore 16.30, nell’aula consiliare, la conferenza stampa di presentazione della rassegna estiva “Arte e cultura sotto le…stelle 2008”, organizzata dal Sindaco Angelo Antonio Pascariello. La rassegna presenta, anche quest’anno, un ricco cartellone di opere teatrali, cinematografiche, musicali e di danza, utilizzando, a tale scopo, la splendida cornice architettonica del monumentale complesso borbonico “Madonna delle Grazie” con annessi i giardini e l’Arena Comunale intitolata a “Ferdinando II^”. L’ottava edizione della rassegna estiva “Arte e Cultura sotto le…. Stelle 2008”, ha ottenuto il patrocinio morale dell’ente di Piazza Municipio. La kermesse culturale ha come scopo quello di promuovere e valorizzare il patrimonio architettonico, storico, artistico e culturale della Città di San Nicola la Strada, per tale motivo anche la Provincia di Caserta, ritenendo di favorire ed incoraggiare questa valida iniziativa, ha ritenuto opportuno concedere il proprio patrocinio. Alla conferenza stampa ha preso parte tutto lo staff organizzativo della rassegna “Arte e cultura sotto le stelle”, oltre a diversi protagonisti della rassegna tra cui il noto artista Espedito De Marino, che ha avuto la fortuna, come molti sanno, d’esser stato al fianco del maestro Roberto Murolo ben 17 anni (dal 1987 al 2003), e che inaugurerà, con un concerto inedito, l’ottava edizione di “Arte e cultura sotto le stelle”. Presente anche il Quintetto dell’Agro, che inaugurerà la rassegna sabato 28 giugno, con lo spettacolo “Folk to folk”, organizzato in collaborazione con l’Associazione ex Allievi del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli. Altre date importanti quella del 4 luglio con l’Associazione Culturale “Kaosteatro” che presenta “Io mi ricordo di tutto”, dramma di vita e malavita scritto, diretto e interpretato da Angelo Callipo, quella del 18 luglio con l’Associazione Culturale “I Platani” con la commedia brillante in due atti “Questione di sfumature”, scritta e diretta da Vincenzo Mozzarella. Segnaliamo ancora la data di domenica 31 agosto con l’Associazione Culturale “Teatromania” che presenta “Tutto per colpa di Valentina”, spettacolo comico scritto e diretto da Ernesto Cunto. La chiusura dell’ottava edizione della rassegna estiva “Arte e Cultura sotto le…stelle” è prevista per sabato 13 settembre con il concerto – spettacolo “Core furastiero”, prodotto dall’Amministrazione Comunale, soluzione e direzione musicale del M° Franco Damiano, ideazione e regia di Tonino Daniele. Da ricordare che parallelamente si svolgerà nel Cortile Borbonico la rassegna “Cinema sotto le stelle” curata anche per questa edizione da Claudio Desiato che porterà a San Nicola la Strada interessanti pellicole rigorosamente di prima visione. “La rassegna estiva “Arte e Cultura sotto le stelle”, giunta all’ottava edizione” – ha sottolineato il sindaco Pascariello – “si propone, come da consolidata tradizione, quale importante occasione di intrattenimento, rivolta a diverse fasce di pubblico, e di coinvolgimento di tutta la città. Anche quest’anno, come già accaduto in passato, gli spettacoli in cartellone sono stati selezionati per offrire a tutti i sannicolesi e al pubblico che arriverà nella nostra Città, l’opportunità di trascorrere serate piacevoli fatte di musica e colori. Per l’Amministrazione Comunale è motivo di orgoglio e di soddisfazione costatare come, attraverso la nostra rassegna estiva riusciamo a dare vita ad un appuntamento molto atteso, continuiamo ad investire in cultura di qualità, che non significa fare solo spettacoli, con la certezza e la consapevolezza di essere seguiti dai cittadini che evidentemente gradiscono la nostra offerta. La cultura, quindi, rappresenta per questa Amministrazione, da sempre, uno dei tasselli principali per il processo di crescita della Città di San Nicola la Strada. Investire in cultura assume una valenza preminente perché l’investimento prodotto trova pronto riscontro nei cittadini con presenze significative ad ogni spettacolo, a conferma della piena sintonia che esiste con loro”.

COLORI NELL’ARIA

  • Filed under: Arte

sabato
Giu 14,2008

E’ il titolo del nuovo concorso indetto da Impulsesart, Associazione Culturale a cui
fa capo il sito web www.impulsesart.it, ed è ispirato e collegato alla manifestazione
internazionale, dedicata alle mongolfiere Ferrara Balloons Festival:19 – 28 settembre
2008 – Parco Urbano “Giorgio Bassani”.Ciò a cui l’uomo ha aspirato, da sempre, è
stata la possibilità di carpire, agli uccelli, l’emozionante segreto del volo. Dai tentativi di
Icaro ai giorni nostri la sperimentazione e la tecnologia, sempre più sofisticata, hanno
creato mezzi grazie ai quali l’uomo può spostarsi rapidamente da un continente all’altro.
Il fascino del silenzioso e rilassante itinerare, tra l’azzurro del cielo ed il bianco candido
delle nuvole, è però possibile riscoprirlo grazie ai variopinti palloni. Da qui il titolo:“Colori
nell’aria”, un tema che dovrebbe stimolare non solamente il lato estetico-visivo
dell’artista, ma anche la creatività, che scaturisce dal bisogno di una ricerca spirituale.
Amici artisti, chiudete gli occhi e, immaginando di essere trasportati dal vento, lasciate
che, paradossalmente, siano la fantasia e le emozioni a guidare la vostra mano nel colorare
il cielo.I premi in palio sono:
1° classificato “Un soggiorno per due persone (1 notte in hotel 3 stelle + prima
colazione), un volo in mongolfiera per il vincitore, sulla città di Ferrara ed il Trofeo
IMPULSESART.
2° classificato “200 € di materiale artistico a scelta (tele, colori, pennelli ecc.) più una
targa nominativa a ricordo dell’evento.
3° classificato “150 € di materiale artistico a scelta (tele, colori, pennelli ecc.) più una
targa nominativa a ricordo dell’evento.
Artista segnalato “100 € di materiale artistico a scelta (tele, colori, pennelli ecc.) più
una targa nominativa a ricordo dell’evento. INFO: marsandino@impulsesart.it

MOSTRA: IL PUDORE DELLA FELICITA’

sabato
Mag 24,2008

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(Istituto dei ciechi-Milano)

A cura di Giacomo Maria Prati e Chiara Canali
opere di Anna Madia e Alessandra Rosini
Istituto dei Ciechi, Sala Barozzi
Via del Vivaio, 7 Milano
dal 18 giugno al 4 luglio 2008
tutti i giorni dalle ore 14.00 alle ore 20.00
inaugurazione: 18 giugno 2008 dalle ore 18.00 alle ore 23.00
www.ilpudoredellafelicita.org

La prima personale milanese di due giovani pittrici di rilievo nazionale con il fine sociale di sostenere le attività dell’Istituto dei Ciechi di Milano tramite l’acquisto delle opere prenotandole online o direttamente durante la visita all’evento

per informazioni: Avv. G. M. Prati 335 64 53 998

Cordiali saluti.

I
vana Sanna

Pigreco s.r.l.
via A.Manzoni, 120
80123 Napoli
tel. e fax 081 7147521
sanna@pigrecoeventi.it
www.pigrecoeventi.it
Anna Madia – Alessandra Rosini
a cura di Giacomo Maria Prati e Chiara Canali

Nel suggestivo palazzo dell’Istituto dei Ciechi di Milano, uno degli edifici neoclassici più
prestigiosi della città, la mostra delle artiste Anna Madia e Alessandra Rosini “Il pudore
della felicità” crea un dialogo di forte impatto sul tema delle emozioni, della famiglia, del
disagio e della psicologia del volto e del ritratto.

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I ritratti di Anna Madia (Torino, 1976) nella sezione Theoria Humanitatis ci consegnano un tempo della memoria del tutto interiore, ciclico e dilatato, bloccato nella fissità di uno sguardo, di una posa, di un gesto. Sono inquadrature intime e sospese, attraversate da un velo di malinconia e tristezza che trapassa dall’azzurro liquido degli occhi dei protagonisti. Una fitta trama di pennellate, giostrate sui toni caldi del rosa e del magenta, restituisce alla scena il turbinio di rossori e tremori infantili, di emozioni e passioni adolescenziali, in direzione di una sempre più accentuata compenetrazione tra figura e ambiente.

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Le opere di Alessandra Rosini (Roma, 1979) nella sezione Camera Picta esprimono una ricerca di equilibri sottili e di comunicazioni impercettibili. “Tactile Paintings” sono
lavori in rilievo, realizzati con l’aiuto di estroflessioni per non vedenti, che svelano una
rete di codici segreti in grado di veicolare l’osservatore verso una bellezza estetica tattile.
Lo spettatore diventa come un non vedente che si avvicina al dipinto solo con la necessità di toccarlo diventando parte fondamentale dell’opera che si confessa lasciandosi accarezzare e conoscere. Si instaura un legame tra lo spettatore e il dipinto, un’emozione che lega i due sensi, tatto e vista.
Una doppia personale di due giovani pittrici di rilievo nazionale e di grande impatto cromatico, stilistico e coinvolgente. Un evento doppio, quasi ternario con il tema di sintesi
del titolo comune. Artiste estremamente differenti, quasi complementari, ma entrambe
sintetizzanti un complesso equilibrio fra ricchezza immaginativa e ideativa, istinto espressivo e lucido controllo della composizione.
L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo a colori, edizioni Galleria 196, a cura di
Giacomo Maria Prati e Chiara Canali, con testo di presentazione del Presidente dell’Istituto dei Ciechi di Milano e un breve racconto di Marco Candida.
In occasione dell’inaugurazione verrà realizzata un’asta benefica e il ricavato delle opere
pittoriche acquistate sarà devoluto all’Istituto dei Ciechi di Milano per l’acquisto di
computer per non-vedenti. Info: astabenefica@ilpudoredellafelicita.org
La mostra, patrocinata dall’Istituto dei cechi di Milano, dal Ministero per i beni e le attività
culturali e dal Comune di Milano, è realizzata in collaborazione con l’Associazione
Culturale Art Company, l’Associazione Culturale Il leone e la rosa, la Galleria 196 di Roma
e lo Studio Vivo di Cremona, e la partnership media di TMC pubblicità, Pigreco Eventi e
Aspesi.

RIEPILOGANDO:
Il pudore della felicità
Anna Madia – Alessandra Rosini
a cura di Giacomo Maria Prati e Chiara Canali
Inaugurazione mercoledì 18 giugno 2008 dalle ore 18.00 alle 24.00
Dal 18 giugno al 4 luglio 2008
Tutti i giorni dalle 14.00 alle 20.00
Ingresso libero
Info: www.ilpudoredellafelicità.org
astabenefica@ilpudoredellafelicità.org
artcompany@libero.it
ISTITUTO DEI CIECHI, Sala Barozzi
Via Vivaio 7, Milano
M1: S. Babila, P.ta Venezia
Con il patrocinio di:
In collaborazione con:
StudioVivo CREMONA
Media Sponsor:

OTTAVA EDIZIONE DELLA RASSEGNA “ARTE E CULTURA…SOTTO LE STELLE”

venerdì
Mag 23,2008

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA
 – Il sindaco Angelo Pascariello comunica che è stato definito il cartellone dell’ottava edizione della rassegna estiva “Arte e Cultura sotto le…stelle”, diretta da Tonino Daniele. Alla kermesse saranno presenti diversi artisti, anche di fama nazionale, che saranno i protagonisti impegnati a rendere più gradevoli le nostre serate estive, tra questi citiamo Espedito De Marino e il Quintetto dell’Agro, che inaugurerà la rassegna sabato 28 giugno, con lo spettacolo “Folk to folk”, organizzato in collaborazione con l’Associazione ex Allievi del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli. Altre date importanti quella del 4 luglio con l’Associazione Culturale “Kaosteatro” che presenta “Io mi ricordo di tutto”, dramma di vita e malavita scritto, diretto e interpretato da Angelo Callipo, quella del 18 luglio con l’Associazione Culturale “I Platani” con la commedia brillante in due atti “Questione di sfumature”, scritta e diretta da Vincenzo Mozzarella. Segnaliamo ancora la data di domenica 31 agosto con l’Associazione Culturale “Teatromania” che presenta “Tutto per colpa di Valentina”, spettacolo comico scritto e diretto da Ernesto Cunto. La chiusura dell’ottava edizione della rassegna estiva “Arte e Cultura sotto le…stelle” è prevista per sabato 13 settembre con il concerto – spettacolo “Core furastiero”. Gli spettacoli si alterneranno nei luoghi più suggestivi del Real Sito Borbonico “Madonna delle Grazie”, che per l’occasione si trasformeranno in un singolare palcoscenico all’aperto per ospitare i tantissimi spettacoli in programma. Da ricordare che parallelamente si svolgerà nel Cortile Borbonico la rassegna “Cinema sotto le stelle” curata anche per questa edizione da Claudio Desiato che porterà a San Nicola la Strada interessanti pellicole. “La rassegna estiva “Arte e Cultura sotto le stelle”, giunta all’ottava edizione” – ha tenuto a sottolineare il sindaco Pascariello – “si propone quale importante occasione di intrattenimento, rivolta a diverse fasce di pubblico, e di coinvolgimento di tutta la città. Anche quest’anno gli spettacoli in cartellone sono stati selezionati per offrire a tutti i sannicolesi ed al pubblico che arriverà nella nostra città, l’opportunità di trascorrere serate piacevoli fatte di musica e colori. Per l’Amministrazione Comunale” – ha aggiunto Pascariello – “è motivo di orgoglio e di soddisfazione constatare come, attraverso la nostra rassegna estiva, continuiamo ad investire in cultura di qualità, che non significa fare solo spettacoli, con la certezza e la consapevolezza di essere seguiti dai cittadini che evidentemente gradiscono la nostra offerta”.

GRANDE SUCCESSO DELLA PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO FILIPPO GAGLIARDI

  • Author: Tilde Maisto

venerdì
Ago 15,2008

(Sindaco Sivia Bianculli)

Le due serate , organizzate con il patrocinio del comune di Montesano e la provincia di Salerno, hanno dato nuovo impulso, alla riscoperta di un personaggio mitico ed affascinante.

“Sono quaranta anni che “don Filipe se ne andato. Sono 50 anni che questa bellissima chiesa, che è alla mie spalle, è divenuta il simbolo di Montesano…”
Con queste parole recitate , magistralmente dall’attore Francesco Mastrandrea è cominciata la prima serata delle de dedicate al premio Filippo Gagliardi.
Il premio è una delle iniziative che si inserisce nei progetti della nascente, fondazione a lui dedicata, fortemente voluta, sia dalla famiglia che dalla amministrazione comunale di Montesano in persona del sindaco Antonio Manilia .e la provincia di Salerno
Ogni anno verranno assegnati , premi a chi si è distinto in vari capi della cultura , dell’arte della imprenditoria .
Questo anno si è pensato che per ricordare una figura così speciale , fosse simpatico ospitare uno dei più prestigiosi concorsi di bellezza del mondo “miss Universo” Quindi si è avuto un ottimo mix tra bellezza cultura ed arte.
La serata è stata condotta dalla bellissima Barbara Chiappini , l’istrionica Silvia Binculli e Giuseppe Maria Galliano, quale coordinatore del premio.

I premi di questa prima edizione sono andati sono andati a:

Premio per l’intuizione imprenditoriale a Fabio Pesce con la seguente motivazione.
“Operando sempre con grande intuito e cogliendo in anticipo le possibili trasformazioni della evoluzione del mercato e del gusto, ha conquistato una posizione di rilievo nel mondo industriale e commerciale contemporaneo.”
Premio alla carriera a Benedetto Gravagnuolo con al seguente motivazione:
“Dare, alla propria esistenza, un senso forte e deciso, nella ricerca di sempre più nuovi ed esaltanti traguardi nell’arte e nella scienza, inseguendo le forme nello spazio è stato un impegno costante, ed una affascinante, quanto, vittoriosa sfida, resa scintillante dai bagliori di una intelligenza mai doma.”
Premio per le attività meritorie a Francesco Calvanese con la seguente motivazione:
“Esempio concreto, di cultura e scienza, si è sempre adoperato con impegno e sacrificio ,allo studio dei fenomeni delle migrazioni, mirando alla conservazione delle identità e dei patrimoni di conoscenza dei popoli “
Premio per l’editoria a Tullio Pironti con la seguente motivazione:
Per aver sempre diffuso, con decisione e passione, e con riconosciuta pregiata professionalità, l’alto valore culturale e sociale del ruolo della letteratura.
Premio per gli scambi culturali ad Alessandro Senatore, con al seguente motivazione:
“Per il suo solerte ed instancabile impegno volto alla ricerca del dialogo e della creazione di relazioni e scambi culturali, attraverso la consapevolezza dei reciproci valori di appartenenza.
Premio alla diffusione dei prodotti italiani nel mondo alla Antonio Amato SpA (ritira il premio Avv. Giovanni Falci) con la seguente motivazione.
“Per aver, con la sua politica di marketing internazionale, dato lustro all’ Italia identificando il marchio con eventi di respiro mondiale.”
Premio per l’impegno sociale nel cinema:
Al regista Francesco Felli Per il modo, colto e raffinato, con cui ha saputo narrare le problematiche relative all’ alzheimer con il suo cortometraggio “Ogni Giorno” interpretato da Carlo delle Piane e Stefania Sandrelli.
Sono poi stati assegnati vari riconoscimenti per tutti coloro che a varia titolo hanno collaborato per la riuscita dell’evento:
Anna Chiara Gravagnuolo (autrice Rai e giornalista) Angela Creta (consulente in comunicazione) Ilaria Sollazzo ( giornalista e conduttrice televisiva).Preoff. Ezio Ghedini
I premi sono sati realizzati dal maestro Biagio Landi che ha appositamente creato una serie di bassorilievi , rappresentanti la cattedrale di Montesano realizzata da Filippo Gagliardi in onore della Mamma.
L’evento organizzato dalla Strive di Benevento, in collaborazione con il Centro studi Diapason, ha la firma di: Antonio Bruno , Francesca Cammerlengo ,Geremia Forlenza.
Un particolare riconoscimento è andato a Felice De Martino promotore della manifestazione ed autore della “Repubblica dei gigli bianchi” racconto edito da Pironti , ispirato alla vita di Filippo Gagliardi.
La seconda serata del premio ha visto la messa in scena: di: “Una Favola Vera” di cui è autrice Dina del Gaiso e Regista Arturo Murante.
Il lavoro è consistito in una ettura ,con immagini, suoni del testo teatrale, ispirato alla vita di Filippo Gagliardi, liberamente tratto dal romanzo “La Repubblica dei Gigli Bianchi” .
Veramente lodevole l’interpretazione dell’attore che Lello Conte che ha saputo reggere un monologo di più di 90 minuti appassionando e commuovendo gli spettatori.
Un plauso va anche alla giovanissima Mascolini , bravissima nella sua parte.
Durante il periodo del premio si è anche tenuto la mostra “La dimensione della materia”
Esposizione di sculture, bassorilievi e oggetti d’arredamento del Maestro Biagio Landi.
Entrambi le manifestazioni sono state videoriprese ed andranno in onda sia su Sky che su varie emittenti terrestri.
L’intero evento sarà mandato integralmente nella prossima settimana su “Rete 105”

http://notizieinrete.blogspot.com/2008/08/grande-successo-della-prima-edizione.html

PERSONALE DI ARTURO IANNIELLO A TEGGIANO DAL 16 AGOSTO AL 2 SETTEMBRE

  • Author: Tilde Maisto
  • Filed under: Arte

venerdì
Ago 15,2008

La mostra di scultura, si terrà nel chiostro di San Francesco

Arturo Ianniello è un giovane scultore originario di Teggiano (centro in provincia di Salerno). Solitamente vive e lavora a Teggiano, ma per certi periodi risiede a Napoli, dove, sta ultimando, gli studi all’Accademia di Belle Arti, presso la cattedra di Scultura del prof. Ciriaco Campus.
Le sue opere hanno un profondo valore esistenziale. Narrano di graffi sull’anima e di solitudini non espresse. Di rabbia incontenibile e di torsioni emozionali.
La sua tecnica, ineccepibile, permette di forgiare la materia in modo nuovo ed originale. I materiali che adopera sono : metalli stoffe, plastiche , sacchi e corde.
Visitare la sua mostra è una emozione da non perdere.
Ma quello che consiglio vivamente è di soffermarsi a parlare con l’autore.
Si rimarrà meravigliati della sua anima e della sua innata modestia e sensibilità, che in contrasto con il suo aspetto dark, daranno la dimensione della sua caratura artistica.
Sono convinto che nonostante al sua giovane età sentiremo molto parlare di lui.

Per contattare l’artista:
arturoianniello@hotmail.it

Giuseppe Maria Galliano

L’ARTE DEL DIPINGERE COL DOPPIO SENSO DEI SEGNI

  • Filed under: Arte

mercoledì
Ago 13,2008

Di Gaetano Barbella

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(Raffaello Sanzio. Particolare “Sposalizio della Vergine” – Pinacoteca Brera – Milano)

UN TEMPIETTO CHE LASCIA PERPLESSI

La domanda che pongo all’osservatore, è di concentrare l’attenzione su questo tempietto che secondo l’opinione generale dei critici d’arte, Raffaello, nel dipingerlo con queste proporzioni, si è ispirato al tempietto di S. Pietro in Montorio a Roma (1502-3) progettato da Donato Bramante. Infatti così sembra ma fino ad un certo punto perché si ingenerano diverse visibili artefazioni.
Se il tempietto in osservazione fosse realmente proporzionato come quello suddetto del Bramante che è di 16 colonne, non dovrebbero presentarsi ai due lati i pilastri sul retro. Si sa che in un esadecagono la parte anteriore degli otto spigoli è simmetrica a quella posteriore dei restanti otto spigoli, mentre, a quanto pare non è nel caso in questione.
Non solo, ma in qualsiasi poligono regolare, disposto anteriormente come nella figura in osservazione, il lato di centro frontale è maggiore della proiezione dei due lati accanto, mentre nel tempietto di Sposalizio della Vergine questo lato è appena appena maggiore, ma di pochissimo, di quelli laterali, e questo non basta.
Quindi se non è un poligono di sedici lati la base della pilastratura del tempietto, a ragione dei pilastri laterali del retro che si vedono, dovremo considerare che il poligono è di quindici lati, facendo finta che i pilastri frontali siano disposti in modo conforme. Però resta un serio ostacolo a quest’altra ipotesi, il fatto che il supposto pilastro centrale posteriore si dovrebbe intravedere attraverso la porta centrale illuminata (che lascia intendere la presenza di un’altra nella parte opposta, infatti così è per il tempietto di paragone di S. Pietro in Montorio di Roma)…

IL DOPPIO SENSO DEI SEGNI

Nel post “Esiste una strada per volgarizzare l’arte?” ho accennato alle artefazioni cui ricorreva Leonardo da Vinci nel produrre le sue celebri opere pittoriche. Con quest’altro post mi dispongo ad ampliare questo argomento che, in tanti casi di pittorica del Rinascimento, ha fatto la sua parte per congegnare le opere all’insegna di una incerta visione ottica tale da spostare il piano delle osservazioni al di fuori della realtà soggettiva. Prova ne è il famoso dipinto di Raffaello Sanzio, “Sposalizio della Vergine” del quale, con l’introduzione di questo articolo, ho mostrato delle artefazioni che sono di un’evidenza estrema. Mi meraviglia però che solo io abbia rilevato una simile incongruenza tutta da spiegare, non avendo riscontrato critici che ne hanno mai parlato fino ad oggi. Mi domando come mai?
Indubbiamente Raffaello ha dovuto introdurre i suoi messaggi esoterici nel dipinto in questione e si è servito dell’illusione, proporzionando ad arte l’orditura delle colonne del tempietto del caso di “Sposalizio della Vergine”. Non c’è altra spiegazione salvo a disporsi a decodificare l’arcano ivi riposto.
Questo è solo un piccolo esempio dell’arte dell’illusione ad adombrare le arti figurative e perciò nel mondo della pittura capita di riscontrare esempi di immagini ambigue, ingannatrici, nelle quali non tutto è solo come appare. Nel senso che l’artista, pur non contravvenendo alla corretta rappresentazione scenica – mettiamo – del del soggetto apparente, si dispone in modo velato a concepire immagini che si prestano a doppi significati, abbastanza percepibili alcuni, altri meno.
Naturalmente qui si sta parlando dell’arte del Rinascimento che ha dato luogo ad una “fioritura” di opere disposte a simili concezioni. L’artista del Rinascimento sentiva fortemente in sé la necessità di velare ad arte concezioni occulte ereditate dal passato Medio Evo, assai diffuse nel suo tempo e che era “spinto” a far “transfugare” nel mistero. Occorre dire che era un’epoca in cui la severa vigilanza del clero cristiano cattolico del Vaticano non tollerava cose del genere, ragion per cui il ricorso ai doppi sensi dei segni era inevitabile.

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(Albrecht Durer. “Melencolia I”

Albrecht Dürer (1471-1528) è un esemplare artista di quelli dei quali si sta parlando. Lo vediamo all’opera, per esempio, in “Melencolia I”, una sua incisione fatta al bulino nel 1514. Qui «… vediamo una figura alata che ha un atteggiamento meditativo, è “scura” in volto, tiene nella mano destra un compasso e intorno a lei vi sono molti oggetti e strumenti; ogni dettaglio della scena rappresenta un simbolismo ben preciso.
Sul numero I sono state avanzate parecchie ipotesi ma la più accreditata pare voglia indicare una condizione primitiva, come il primo gradino della conoscenza da salire, come la prima opera degli alchimisti, come lo stato d’animo di malinconia, di angoscia e travaglio interiore, assimilabile alla notte, alla nigredo, all’elemento terra. La donna, infatti, è scura in volto e la scritta sul nastro sorretto dal pipistrello sembra indicare proprio questa condizione di “melanosi”, di nigredo, paragonabile ad uno stato d’animo di tristezza, pensosità.
Con un’altra sua opera, il suo autoritratto, che egli realizzò nel 1500 (conservato oggi presso l’Alte Pinakothek di Monaco), sembra rifarsi all’iconografia che tradizionalmente alludeva al Cristo. Con questo lavoro, Dürer sembra voler sottolineare come l’Artista “ricalchi”, ”imiti” il virtuoso cammino di Gesù, l’uomo-divinizzato, la pietra filosofale.
L’Artista, in un certo senso, non faceva che trasmutare la materia inerte in “forma”, in una “opera vivente”, l’opera d’arte, dopo un percorso anche sofferto nel proprio interno, travagliato e che portava all’ascesi, verso la luce e la bellezza Suprema (per poi ricadere al travaglio iniziale).

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(Albrecht Durer – autoritratto)
L’Artista rinascimentale sembra ergersi quale “Redentore” di una società che deve recuperare il “senso” del simbolo perduto. È questo significato che è stato travisato, infatti l’arte del Rinascimento è stata intesa riduttivamente alla semplice “imitazione” delle apparenze esterne, mentre andrebbe indagata in modo più profondo, vedendo in essa l’emulazione dei processi creativi della Natura (in un chiaro parallelismo con l’Alchimia)… ».
E poi, in materia delle artefazioni in questione, come già accennato, vale l’esempio classico di Leonardo da Vinci. Egli si dimostra un acuto conoscitore dei fenomeni ottici, tant’è che avrebbe inserito nei suoi dipinti immagini nascoste negli sfondi o nei drappeggi. Ma è una cosa che egli stesso ce lo fa intendere attraverso il suo “Trattato della pittura” del quale riporto di seguito alcune sue raccomandazioni.

Dal “Trattato della pittura” di Leonardo da Vinci:
Precetti del pittore
«Quello non sarà universale che non ama egualmente tutte le cose che si contengono nella pittura; come se uno non gli piace i paesi, esso stima quelli esser cosa di breve e semplice investigazione, come disse il nostro Botticella, che tale studio era vano, perché col solo gettare di una spugna piena di diversi colori in un muro, essa lascia in esso muro una macchia, dove si vede un bel paese. Egli è ben vero che in tale macchia si vedono varie invenzioni di ciò che l’uomo vuole cercare in quella, cioè teste d’uomini, diversi animali, battaglie, scogli, mari, nuvoli e boschi ed altre simili cose; e fa come il suono delle campane, nelle quali si può intendere quel dire quel che a te pare. Ma ancora ch’esse macchie ti dieno invenzione, esse non t’insegnano finire nessun particolare. E questo tal pittore fece tristissimi paesi. …».

Modo d’aumentare e destare l’ingegno a varie invenzioni

«Non resterò di mettere fra questi precetti una nuova invenzione di speculazione, la quale, benché paia piccola e quasi degna di riso, nondimeno è di grande utilità a destare l’ingegno a varie invenzioni. E questa è se tu riguarderai in alcuni muri imbrattati di varie macchie o in pietre di vari misti. Se avrai a invenzionare qualche sito, potrai lì vedere similitudini di diversi paesi, ornati di montagne, fiumi, sassi, alberi, pianure grandi, valli e colli in diversi modi; ancora vi potrai vedere diverso battaglie ed atti pronti di figure strane, arie di volti ed abiti ed infinite cose, le quali tu potrai ridurre in integra e buona forma; che interviene in simili muri e misti, come del suono delle campane, che ne’ loro tocchi vi troverai ogni nome e vocabolo che tu t’immaginerai.
Non isprezzare questo mio parere, nel quale ti si ricorda che non ti sia grave il fermarti alcuna volta a vedere nelle macchie, de’ muri, o nella cenere del fuoco, o nuvoli o fanghi, od altri simili luoghi, ne’ quali, se ben saranno da te considerati, tu troverai invenzioni mirabilissime, che destano l’ingegno del
pittore a nuove invenzioni sì di componimenti di battaglie [2], d’animali [3] e d’uomini [4], come di vari componimenti di paesi e di cose mostruose, come di diavoli e simili cose [5], perché saranno causa di farti onore; perché nelle cose confuse l’ingegno si desta a nuove invenzioni. Ma fa prima di sapere ben fare tutto le membra di quelle cose che vuoi figurare, così le membra degli animali come le membra de’ paesi, cioè sassi, piante e simili …».

GRANDE SUCCESSO NEL COMPLESSO DELL’ANNUNZIATA DELLA PERSONALE DELL’ARTISTA MATIO RONCA

  • Filed under: Arte

sabato
Ago 9,2008

di Nunzio De Pinto

TEANO – Si conclude questa sera, presso il complesso monumentale della ex chiesa dell’Annunziata la mostra di pittura dell’artista sidicino Mario RONCA. La mostra, che è iniziata lo scorso 3 agosto, ha ottenuto un notevole successo sia di pubblico, accorso numeroso, sia di esperti e critici che hanno avuto lusinghieri commenti nei confronti delle opere dell’artista. Mario RONCA, apprezzato pittore nazionale, da oltre quarant’anni presente sulla scienza nazionale, ha esposto a Teano una mostra significativa dei suoi numerosi quadri con i suoi paesaggi neo-impressionisti. Il Vernissage dello scorso 3 agosto vide la partecipazione dell’ingegnere Raffaele PICIERNO, sindaco della città sidicina, del dottor Piergiorgio BAROLDI, presidente di “Art&fortE e di Giuseppe GAETA, docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Mario Ronca, nato a Capua nel 1939, vive ed opera a Teano. È diplomato presso l’istituto di Belle Arti di Napoli ed ha insegnato disegno e storia dell’arte in quasi tutti gli istituti superiori della Ciociaria. Della sua numerosa produzione, diverse opere figurano nella galleria d’arte “La Boheme” di Aversa e presso collezioni private di tante città italiane ed estere (Svizzera, Russia, Stati Uniti d’America. Anche i figli Roberto ed Emma hanno seguito le orme paterne e sono affermati artisti. Quest’ultima, oltre che pittrice, è anche una scultrice di successo che è approdata anche negli Stati Uniti. A Mario Ronca piace molto ritrarre la natura che rappresenta il luogo della memoria, storica ed individuale. Egli dipinge con pennellate delicate e forti allo stesso tempo, con il suo tocco pittorico prende tela e colori e li trasforma in una immagine magica e poetica. È il dono di un uomo che della sua arte ha fatto la sua vita.

ESISTE UNA STRADA PER VOLGARIZZARE L’ARTE?

  • Author: Tilde Maisto

lunedì
Ago 4,2008

A cura di Gaetano Barbella

L’Arte che la tradizione ci presenta si potrebbe paragonare in tanti modi, ma trovo mirabile intravederne i contorni attraverso la figura di Teano la sposa di Pitagora, riconosciuta come emblema della sapienza, essendo in ballo nelle espressioni dell’arte la trasmissione della verità.
Per meglio far luce sulla questione suddetta credo sia utile conoscere la descrizione storica di Teano, che fu quella di una esemplare madre, sposa e amante della scienza dell’antichità.

Da la «Vita di Pitagora» di Enrico Narducci (datata: Addì 3 Giugno 1588 – Forni Editore – Bologna 1887) è detto che:

«Hebbe moglie Pitagora, e questa fu Cretese, figliuola d’un Pitonatte e chiamossi Teano; di professione Philosofa (sic).».
Ma sembra che altre donne siano comprese nel novero di mogli ed anche amiche, da considerare, però, che «molti (storici) hanno preso l’una per l’altra, o stimato che due fossero una sola.».
«Che fieramente Pitagora amasse Teano, leggesi ne’ Dinnosofisti d’Ateo.».

E poi le notizia che più interessano ai fini del tema di questo scritto, le seguenti:

«Di Teano, moglie di Pitagora, si raccontano alcuni detti arguti, fra’ quali u’è questo, che nota Plutarco, ne l’operetta de’ Precetti Connubiali.
Una uolta, hauendosi costei cauato un guanto, ouero tiratosi la manica uerso il cubito, scoperse o la mano o il braccio; onde fu un certo, che disse: o bella mano; ed essa: ma non per la plebe o per il uolgo. Addimandata parimenti, quando la donna sia monda da l’huomo, rispose: sempre dal suo, da l’altrui non mai. Soleva dire a le mogli, che ne l’entrare a’ mariti deponessero la vergogna con la ueste, ma ne l’uscire, con la ueste la ripigliassero. Addimandata che vergogna fosse quella di ch’ella intendeva: quella, disse, che ch’io mi chiami donna.»

Nota personale: In questo “riprendere la veste” di Teano, da stimarsi, per i pitagorici, la sacerdossa quasi da venerare, io intravedo il modo suo specifico di donna, emblematizzata con la “vergogna” in discussione, in perfetta aderenza all’osservanza del “silenzio”.

Fondamentale per Pitagora era l’osservanza del «silentio, ch’egli chiamava “echemitia”, cioè ritenimento di parlare, leggesi questo anco ne l’istesso Florilegio, fatto da Pallada:

E’ gran dottrina à gli huomini il silentio:
Fede ne fa Pitagora sì saggio,
Che, dotto in dir, silentio insegnò altrui,
Gran rimedio il tacer trouato hauendo.

La cagione per la quale Pitagora imponeva il silentio a’ suoi discepoli era il non uolere che le cose insegnate da lui fossero aulite, col farle palesi a’ la feccia del uolgo… Né solamente commandaua Pitagora il silentio a’ suoi discepoli, ma egli ancora amaua la brevità sopra tutte l’altre cose; …».

Ecco questa è l’Arte che intendeva l’antica sapienza, quasi a disporla sacralmente nelle mani di sacerdoti per un’Arte Regia, disciplinati iniziati, artefici di tanti “Templi” che molti sanno.
Sembrerebbe che anche Gesù, dal canto suo, raccomandi ai suoi discepoli di fare come Teano che non riteneva di dover concedere la sua «bella mano» alla «plebe o per il uolgo». Infatti egli dice: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci…» (Matteo 7,6a); cioè non sprecate con gli stranieri che non li accettano e vi irridono i vostri tesori, infatti, cani e porci erano normali epiteti per quelli.
Ma l’evoluzione umana fa la sua parte nel tempo e la «plebe» e «uolgo» non sono più tali al punto di confondersi con i i tradizionali depositari dell’Arte antica che non manca degenerare con un vero e proprio scontro tra anime, la guerra occulta tra le forze della Tradizione e quelle della Sovversione. Tuttavia la Tradizione, e con essa l’Arte, per vie occulte resta illesa da possibili oltraggi di profanatori che potrebbero “volgarizzarla” attraverso una falsa laicità in cui l’uomo laico non è colui che esprime un libero pensiero, bensì colui che ne volgarizza uno già esistente, rendendolo pubblico.
Quali le vie occulte a salvaguardia del Tempio dell’Arte?
«Natura natura gaudet, et natura naturam vincit, et naturam retinet», la natura gioisce della natura, la natura vince la natura, la natura domina la natura. Questo «aforisma ermetico» enuncia la legge delle simpatie (ed antipatie) universali: ogni oggetto fisico ha corrispondenze occulte con altre nature in virtù di un’attrazione reciproca tra le essenze. Anticamente i «chimici» aggiungevano al proposito: «Sia ringraziato Iddio che dalla cosa più vile del mondo permette di ottenerne una tanto preziosa» [1].

Ecco spiegato in un altro modo l’arcano della «mosca sul cartiglio a scompigliar l’assoluta completezza del saper saccente», una mosca «la cosa più vile del mondo», appunto, disposta ad arte nel famoso ritratto (o autoritratto non si sa) di frate Luca Pacioli del post ENIGMI DEL RITRATTO DI LUCA PACIOLI del 2 agosto u.s..
«Il sapere è una bella cosa ma porta a far scegliere all’uomo che se ne nutre a sazietà, quasi sempre la strada del benessere, che non è quella del giusto bene. Ecco che ora si capisce il mistero riposto nella mosca che è, molto spesso, portatrice di infezioni a volte inguaribili!», ed il ricorso occulto alla necessità del percorso della strada della “volgarizzazione”.
Tant’è che Raffaello Sanzio dice a riguardo questa frase: «il pittore ha l’obbligo di fare le cose non come le fa la natura, ma come ella le dovrebbe fare».
Senza contare che l’illusione, spesso, non manca di adombrare le arti figurative, specie quelle del Rinascimento, e perciò nel mondo della pittura capita di riscontrare esempi di immagini ambigue, ingannatrici, nelle quali non tutto è solo come appare. Nel senso che l’artista, pur non contravvenendo alla corretta rappresentazione scenica – mettiamo – del reale, si dispone in modo velato a concepire immagini che si prestano a doppi significati, abbastanza percepibili alcuni, altri meno.
E poi, in materia delle artefazioni in questione, vale l’esempio classico di Leonardo da Vinci. Egli si dimostra un acuto conoscitore dei fenomeni ottici, tant’è che avrebbe inserito nei suoi dipinti immagini nascoste negli sfondi o nei drappeggi. Ma è una cosa che egli stesso ce lo fa intendere attraverso il suo “Trattato della pittura” .

[1] È l’introduzione di uno scritto di un «padre dell’alchìmia», Bolos di Mendes, città del delta del Nilo, che operò successivamente (attorno al 250 a. C.

 

ENIGMI DEL RITRATTO DI LUCA PACIOLI

sabato
Ago 2,2008

“ IACO. BAR. VIGENNIS P.1495 ”

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LA QUESTIONE
 posta dal sito http://www.ritrattopacioli.it/

CARTIGLIO SEGNATURA E MOSCA  

E’ solo per la carenza di reperti documentali, di testimonianze ed attestazioni storiche, se resta tuttora irrisolta la questione attributiva dell’enigmatico “Ritratto di Luca Pacioli”, conservato nella Pinacoteca del Museo di Capodimonte di Napoli e raffigurante il frate matematico autore della “Summa de Arithmetica” e del “De Divina Proportione”?
La scarsità di documentazione disponibile non fornisce notizie in ordine alla esecuzione e originaria destinazione del dipinto.
Le prime notizie documentali sono posteriori di oltre un secolo alla presumibile formazione del ritratto e risalgono ad un inventario del 1631, senza informazioni sulla data e modalità di acquisizione, sulla collocazione e conservazione nel palazzo Ducale di Urbino.
Incluso in un elenco di beni del Guardaroba dei Della Rovere, la prima inventariazione reca solo mere ipotesi sull’autore ed anche i successivi documenti non soccorrono, riguardando soltanto il trasferimento del dipinto, a metà del XVII secolo, da Urbino a Firenze e dalla dinastia urbinate a quella medicea fiorentina, tramite Vittoria della Rovere-Medici.
Le tracce del dipinto ricompaiono secoli dopo a Napoli, sempre nel possesso della discendenza dei Medici, nel ramo cadetto di Ottaviano, per giungere alla attuale destinazione museale a seguito di esercizio della prelazione statale sulla vendita destinata all’estero.
Se la tradizione storica tace, l’attribuzione attuale è generica e residuale, solo presuntivamente autografa, essendo riferita ad incerte interpretazioni delle indicazioni siglate rilevabili sull’anomalo “cartiglio” raffigurato nel dipinto.
La ricerca storiografica e quella critica non hanno tratto stimolo e tantomeno fatto progressi neppure a seguito della revoca critica delle originarie ipotesi formulate.
Dopo un iniziale sollecito agli studi dovuto alla acquisizione ed esposizione nel museo della Reggia di Capodimonte, nonostante periodici riesami in diversa cadenza, più o meno rarefatta, non si è pervenuti a sostanziali apporti documentali o critici risolutivi, quantomeno di indicazione di elementi di novità per l’apertura di ulteriori percorsi di indagine e, con l’esaurimento progressivo nel tempo delle possibili interpretazioni rilevabili dalle indicazioni stesse del dipinto, si è verificata una protratta stasi della ricerca attributiva.
Considerata la elevata qualità pittorica ed artistica dell’opera, l’intensificazione espositiva in mostre, l’adozione dell’immagine a simbolo di un ordine professionale, la più intensa divulgazione dell’immagine in riproduzioni fotografiche, anche per illustrazione di copertina di opere editoriali, l’assenza di studi recenti assume significato e carattere di vera e propria implicita desistenza e rinuncia all’indagine.
Sugli esiti delle ricerche si è frapposto l’ostacolo fuorviante della iscrizione “IACO.BAR. VIGENNIS. P. 1495”, apparente abbreviata segnatura ed ineludibile ed irrisolta crittografia, resa ancor più ambigua dalla sovrapposta raffigurazione di una mosca.
L’interpretazione del malinteso cartiglio e delle sue iscrizioni e abbreviazioni ha condizionato l’indagine sin dall’origine, sviando da prospettive e direzione storiche per l’individuazione dell’autore.
Ma anche l’omissione di una approfondita ermeneutica del dipinto e la preferenza data alle sole metodiche di analisi stilisticopittorica, ha ristretto il campo della ricerca trascurando altri ambiti di necessaria indagine critica.
Si è in tal modo rimesso al fortuito ed al caso la soluzione della questione, alla mera eventualità di un rinvenimento archivistico risolutivo che non è ancora sortito.
Su tale anomalia ha inciso, oltre all’assenza di tradizione e citazioni storiche, l’effetto riduttivo indotto dall’anonima e riservata conservazione presso la Corte Urbinate e successivi possessori.
Si è implicitamente attribuito al dipinto un valore prevalentemente documentario, nella limitativa valutazione di pregevole ritratto di rilevanza storica piuttosto che artistica, giudizio certamente non adeguato ai contenuti ed ai pregi estetici che vi sono espressi.
L’opera, rimasta prima incognita e poi sostanzialmente non compresa, si è tuttavia imposta e diffusa per le sole intrinseche qualità estetiche, per vigore e suggestione di immagine, pur in difetto del richiamo e clamore di una prestigiosa paternità d’autore.

COMMENTO E CONTRIBUTI ALLA QUESTIONE

Si cerca la verità, ma non la si trova mai, sapete perché? Perché è come quel tenue filo che tiene sospeso il rombicubottaedro dell’enigmatico «Ritratto di Luca Pacioli» esposto nella Pinacoteca di del Museo di Capodimonte di Napoli. Tutti si chiedono spiegazioni su quest’opera d’arte della quale non si hanno nemmeno cognizioni certe sul suo autore. Certezze essi cercano in ogni dove di questa sorta di esposizione allegorica.
Solide certezze sapienziali, innanzitutto, come sembra indicare quel solido poliedrico, un piccolo dodecaedro al lato opposto dell’evanescente rombicubottaedro. Esso è poggiato infatti su un grosso volume dalle tante pagine ben serrate, per significare con l’immobilità il potere incisivo del sapere del libro chiuso, però. E le dodici facce poligonali del poliedro sono quelle dell’uomo esposto al variare periodico del tempo che muta continuamente dodici volte l’anno, appunto.
Ci sono due rovesci di questa sorta di medaglia del sapere del certo: il primo è la fissità di ogni cosa, sinonimo di condizione di morte che, se non altro, con il placar dei sensi essa par che si ben disponga; il secondo, non migliore del primo, è quella mosca sul cartiglio a scompigliar l’assoluta completezza del saper saccente.
È qui il “tenue” filo opposto a quella sorta di cristallo, che par che viva, in alto sospeso a sinistra, attrattivo e assai amabile, che sembra però irraggiungibile. E c’è anche discordia sull’interpretazione del cartiglio, a causa dell’iscrizione parzialmente occultata dal noioso insetto.
Che vuol dire tutto ciò, oltre a capire che le decisioni finali dei fatti della vita, spettano, comunque, alla sorte? Che è in questa sede “ombrata” provvidenzialmente messa a bella posta, che si adopera «sorella Morte», come l’ha venerata il poverello di Assisi, S. Francesco, per porre la croce che si conviene su ogni uomo, l’evangelico «peso soave»  a detta di Gesù.
Il sapere è una bella cosa ma porta a far scegliere all’uomo che se ne nutre a sazietà, quasi sempre la strada del benessere, che non è quella del giusto bene. Ecco che ora si capisce il mistero riposto nella mosca che è, molto spesso, portatrice di infezioni a volte inguaribili!
E il rombicubottaedro, del quale ho tenuto sospeso anche il parlarne, dopo aver detto che la verità è come riposta nel tenue filo che lo tiene sospeso ad un cielo che nemmeno si vede?
Certo però fra’ Luca Pacioli è come assorto, assorbito da quella figura stranamente come se fosse vivente. La guarda con mestizia ed amore e sembra che l’agogni perdutamente. In realtà il rombicubottaedro non esiste, è presente solo nell’immaginazione del solerte “geometra” in lui che lo dispone alla sua specifica geometria, ed è questo che sembra indicare il suo daffare con la mano destra ed anche la sinistra.
Ma allora la verità che gioverebbe all’uomo, così come la suggerirebbe fra’ Luca Pacioli, e non l’altro accanto che è sempre Pacioli (ma come uomo disposto alle assolute certezze, se pur con i rovesci indicati dal cartiglio e la mosca peregrina), è nella fede in Cristo e nella sua Chiesa, che può essere paragonata al “velo” della mente che custodisce l’anima immortale dell’uomo.
Ecco la verità del potere cristallino e dell’antica armonia delle possibili sfere in essa che ruotano, un tutto all’insegna di una ferrea matematica!
Dunque la verità del rombicubottaedro sta nel mantenimento della fede attraverso un imprecisato velo dogmatico che non andrebbe mai eluso. Di qui il dogma Mariano che ha dovuto subire nell’arco della storia assalti che non si contano. Tuttavia la vita impone necessariamente che l’uomo, quello del dodecaedro, cerchi anche da sé la verità attraverso la «scienza del  bene e del male», senza però propendervi al punto da mortificare l’altro, l’uomo del rombicubottaedro, il «Figlio di Dio», mentre il primo è il «figlio dell’Uomo». Il passo è breve per immaginare che si sta parlando di un emblema chiaramente cristico la qual cosa non esclude altre parvenze di espressioni culturali del mondo dell’arte e non solo.

Gaetano Barbella

RISPOSTA
da: ritrattopacioli [info@ritrattopacioli.it
«Il suo messaggio coglie la problematica della ricerca del vero. Forse va considerato, secondo il pensiero vichiano, che “verum est ipsum factum”. In ogni caso dal fatto si può riconoscere l’autore, essendone la sua espressione o intenzione. I livelli dei fatti sono diversi e può individuarsi autore e Autore.»

DOPO L’ARTE LA CITTA’ ATTENDE IL GEMELLAGGIO CON PIANA DI SORRENTO

domenica
Lug 27,2008

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COMUNICATO STAMPA (Dal Corriere di Caserta del 27 luglio 2008)

CANCELLO ED ARNONE – Successo strepitoso della mostra d’arte “Arthemisia” la cui prima edizione si è svolta in via Settembrini, dove si è provveduto a chiudere la strada e ad allestire la mostra che cittadini e visitatori hanno dimostrato di gradire.

Diana Assunta, Jessica Fichele, Barbara Zito, Lucia Marano Prezioso Rosanna hanno avuto modo di esprimersi in questa cornice, dove c’è stato anche l’intervento musicale del gruppo itinerante “Spaccapaese”.

Ad inaugurare l’evento il sindaco Pasqualino Emerito e l’assessore alla cultura Rosa Maria Paolella: “L’arte diventa puro intrattenimento quando se ne individuano i codici per volgarizzarla cioè per renderla masticabile al più ampio numero di persone. Scelgo perciò codici di comunicazione e non stili espressivi che abbasserebbero l’apprezzamento dell’evento. Il dovere dell’organizzatore di eventi è quello di conoscere e far conoscere correttamente senza avvilire la fatica e gli sforzi dell’artista”. ha affermato l’assessore.

Dopo l’evento artistico la città si prepara adesso al gemellaggio dell’1 e 2 agosto con il comune di Piana di Sorrento.

NEL COMPLESSO DELL’ANNUNZIATA MOSTRA PERSONALE DELL’ARTISTA MARIO RONCA

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sabato
Lug 26,2008

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(Ronca Mario)
di Nunzio De Pinto

TEANO – Non sempre si è profeta nella propria terra, ma nel caso del professore Mario RONCA ciò non corrisponde al vero. Infatti, Ronca, titolare della cattedra di disegno artistico presso l’istituto “Garibaldi” di Teano, é un noto artista molto apprezzato in città ma da tempo è un affermato pittore con opere presenti in tante gallerie d’arte d’Europa e degli Stati Uniti. Dal 3 al 10 agosto prossimo esporrà la sua “personale” presso il complesso monumentale dell’Annunziata di Teano con una mostra che, con i suoi paesaggi neo-impressionisti, da oltre quarant’anni è presente sulla scena artistica nazionale. Il Vernissage è fissato il 3 agosto alle ore 19.00. Sarà presente l’ingegnere Raffaele PICIERNO, sindaco della città sidicina, il dottor Piergiorgio BAROLDI, presidente di “Art&fortE e Giuseppe GAETA, docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Mario Ronca, nato a Capua nel 1939, vive ed opera a Teano. È diplomato presso l’istituto di Belle Arti di Napoli ed ha insegnato disegno e storia dell’arte in quasi tutti gli istituti superiori della Ciociaria. Della sua numerosa produzione, diverse opere figurano nella galleria d’arte “La Boheme” di Aversa e presso collezioni private di tante città italiane ed estere (Svizzera, Russia, Stati Uniti d’America. Anche i figli Roberto ed Emma hanno seguito le orme paterne e sono affermati artisti. Quest’ultima, oltre che pittrice, è anche una affermata scultrice che è approdata anche negli Stati Uniti. A Mario Ronca piace molto ritrarre la natura che rappresenta il luogo della memoria, storica ed individuale. Egli dipinge con pennellate delicate e forti allo stesso tempo, con il suo tocco pittorico prende tela e colori e li trasforma in una immagine magica e poetica. È il dono di un uomo che della sua arte ha fatto la sua vita.

I VINCITORI DELLA IX^ EDIZIONE DELLA RASSEGNA DI POESIA E PITTURA

sabato
Lug 12,2008

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA – Si è tenuta venerdi pomeriggio, con inizio alle ore 18.30, nel Salone delle Conferenze del Real Convitto Borbonico “Madonna delle Grazie” la cerimonia di premiazione dei vincitori della IX Edizione della Rassegna di Poesia e Pittura “Premio Internazionale Città di San Nicola la Strada”. Instancabile il lavoro svolto dalle giurie delle due sezioni in gara entrambe presiedute dal sindaco Angelo Pascariello, vice presidente l’assessore alla Cultura Lorenzo Magnifico, segretaria Anna Massa, responsabile del settore Cultura diretto da Anna Pasquariello. Per la sezione poesia ha vinto Margherita NERI di Cefalù (Palermo) che si aggiudica il premio di 500 euro con “Vuci ‘nta lu silenziu”, una lirica in vernacolo siciliano che ha avuto il riconoscimento unanime della commissione giudicatrice coordinata da Nadia Verdile, docente di Lettere e giornalista, e composta da Antonio Malori, dirigente CNR, e Pasquino Corbelli, giornalista e responsabile dell’Ufficio Stampa e Comunicazione del Comune di San Nicola la Strada. Podio anche per Maria Rosaria STANCAPIANO di San Nicola la Strada che, con “Libertà è partecipare”, si è classificata al secondo posto ricevendo il premio di 300 euro. Terzo posto e 200 euro di premio per Dante IAGROSSI di Caiazzo con la poesia “I ragazzi di Tienammen”. Al quarto, quinto e sesto posto si sono classificate rispettivamente “Quando ti rivedrò amico?” di Michele VIGLIOTTI da Cervino, “Libero” di Bartolomeo MARSEGLIA da San Nicola la Strada e “Ti ho incontrato più volte” del casertano Salvatore BASILE, per ciascuno di loro targa ricordo. Per la sezione pittura, giuria coordinata da Vincenzo Toscano, docente di restauro, con commissari Nicola Badìa, artista, e Giuseppe Pascariello, esperto e collezionista d’arte, la vittoria è andata ad Antonio ALTIERI da San Tammaro con “Sensazioni” premiato con 1000 euro, secondo posto, con premio di 600 euro, per “Verso La libertà” di Francesco BASILE da Caserta, terzo classificato con 300 euro di premio “Verso la luce” di Iryna PALYHA da Minsk in Bielorussia. Quarto posto per “Mondo Nuovo” di Rosana Maria AMATO KURT (San Paolo del Brasile), quinto posto per “Senza Titolo” di Giovanni ARIANO di Sant’Anastasia (Napoli), sesto posto per “Parole Incondizionate” di Paolo PUDDU di Caiazzo, per loro targa ricordo. Menzione speciale e pergamena per “Maschere” di Marcello URSUMANDO di Milano, per “Libera Espressione” di Dino NARDIELLO di Buccino (SA) e per “Proiezione astrale” di Daniela COLONNA di Caserta. Dopo la premiazione, durante la quale il sindaco Angelo Pascariello ha preannunciato novità sostanziali in vista del decennale del premio in programma il prossimo anno, i solisti dell’orchestra “Johann Strauss” diretti dal M° Franco Damiano hanno presentato brani tratti dallo scenario musicale Nazionale e Internazionale.

MOSTRA DELLA PITTRICE SPAGNOLA RAQUEL GONZALES HERNANDEZ

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martedì
Set 9,2008

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Ti invito Sabato 13 settembre 2008 alle 19.00 all’ inaugurazione della mostra della pittrice Spagnola Raquel González Hernández. per la prima volta in Italia.


La mostra si terrà nelle sale del Comune di San Mango Piemonte (Sa)

L’esposizione è stata voluta fortemente, dal sindaco di San Mango Piemonte, avvocato Alessandro Rizzo, nell’ambito delle iniziative culturali , che faranno del comune, un punto di incontro tra culture e forme d’arte, che spazieranno, dalla pittura alla scultura, alla letteratura e alla musica.

La mostra è stata curata dal critico d’arte Giada Caliendo, patrocinata dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno, dall’Associazione culturale Golconda e dal Consolato di Spagna a Napoli.

– “ Il Comune di San Mango Piemonte (Salerno) sta investendo molto sulla rinascita culturale del suo territorio”- dice il sindaco Alessandro Rizzo.
– “ Si è voluto iniziare con un’artista estera,, per testimoniare, la concretezza di un impegno, atto a creare nuovi ed importanti scambi culturali che coinvolgano, territori, sempre più ampi che permettano, la creazione di opportunità di crescita e di sviluppo.” -aggiunge l’assessore alla cultura dott. Marco Landi.

La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13,00 e il martedì e giovedì dalle 17,00 alle 19,00.

All’inaugurazione della mostra sarà proiettato il video sulla città di Salamanca elemento essenziale per la comprensione del lavoro di Raquel González Hernández

Durante la manifestazione ci terrà , anche l’esibizione del chitarrista Pierpaolo Molinari che eseguirà brani, di chitarra classica, ispirati alla terra d’origine della pittrice.

Approfondimenti ai Link

http://notizieinrete.blogspot.com/2008/09/sotto-il-falso-segno-della-linearit.html

http://notizieinrete.blogspot.com/2008/09/raquel-gonzales-hernandez-si-racconta-e.html

http://notizieinrete.blogspot.com/2008/09/gioco-di-forme-pure-con-un-linguaggio.html

Gradito cenno d’adesione al 3200956483


Contatti con la stampa : CSD – ( Roma ) www.centrostudidiapason.it
3200956483 Giuseppe Maria Galliano

 

PERSONALE DI RAQUEL GONZALEZ HERNANDEZ

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venerdì
Set 5,2008

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“Sotto il falso segno della linearità” personale di Raquel González Hernández

Sabato 13 settembre 2008 alle 19.00 verrà inaugurata nelle sale del Comune di San Mango Piemonte (Sa) la mostra della pittrice Spagnola di Raquel González Hernández per la prima volta in Italia.

L’esposizione è stata voluta fortemente, dal sindaco di San Mango Piemonte, avvocato Alessandro Rizzo, nell’ambito delle iniziative culturali , che faranno del comune, un punto di incontro tra culture e forme d’arte, che spazieranno, dalla pittura alla scultura, alla letteratura e alla musica.
La mostra è stata curata dal critico d’arte Giada Caliendo, patrocinata dalla Regione Campania, dalla Provincia di Salerno, dall’Associazione culturale Golconda e dal Consolato di Spagna a Napoli.
“Il lavoro di Raquel González Hernández “- scrive Giada Caliendo – “ nasce dall’osservazione e dalla trasposizione, in chiave minimalista , dei paesaggi urbani di Salamanca, la città in cui l’artista vive e lavora. Le opere, per lo più monocromatiche, nei toni dell’ocra e del marrone, sono rinforzate da linee nervose e profonde. Graffi, nelle raffigurazioni di tracciati topografici, labirinti di ricorrenze immaginative che si susseguono, in un’analisi meticolosa e profonda del suo creare. Cuciture grinzose ed evidenti di un contatto tra realtà ed illusione”

“Il Comune di San Mango Piemonte (Sa) sta investendo molto sulla rinascita culturale del suo territorio” Dice il sindaco , Alessandro Rizzo.
“ Si è voluto iniziare con un’artista estera, per testimoniare la concretezza di un impegno, atto a creare nuovi ed importanti scambi culturali che coinvolgano, territori, sempre più ampi che permettano, la creazione di opportunità di crescita e di sviluppo.” aggiunge l’assessore alla cultura dott. Mario Landi.

La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13,00 e il martedì e giovedì dalle 17,00 alle 19,00.

All’inaugurazione della mostra sarà proiettato il video sulla città di Salamanca elemento essenziale per la comprensione del lavoro di Raquel González Hernández
Durante la manifestazione ci terrà , anche l’esibizione del chitarrista Paolo Molinari che eseguirà brani, di chitarra classica, ispirati alla terra d’origine della pittrice.

Note Critiche

Sotto il falso segno della linearità

Racconto di una sacralità per i luoghi, disegno di un’interiorità tutta giocata sulle linee rette e sulla semplicità delle figure geometriche, questi i passi della ricerca di Raquel González Hernández.
Il suo lavoro nasce dall’osservazione e dalla trasposizione in chiave minimalista dei paesaggi urbani di Salamanca, la sua città.
Le opere, per lo più monocromatiche nei toni dell’ocra e del marrone, sono rinforzate da linee nervose e profonde.
Graffi nelle raffigurazioni di tracciati topografici, labirinti di ricorrenze immaginative che si susseguono in un’analisi meticolosa e profonda del suo creare. Cuciture grinzose ed evidenti di un contatto tra realtà ed illusione.
Il suo è un giocare con le forme pure per sviluppare i tre sensi per lei fondamentali per l’osservazione di un’opera d’arte: vista tatto e udito. Dopo il primo contatto visuale – del senso della vista – richiama l’attenzione alla rugosità delle sue opere, raggiunta grazie a una mescolanza di vari materiali: carta, tela, legno, vernici, colori acrilici – senso del tatto. L’acustica – senso dell’udito – si può solo percepire durante l’elaborazione di ciascun quadro, momento riservato all’ispirazione dell’artista. Questo particolare effetto è quello a cui si riferisce Raquel nel titolo che ha voluto dare ad alcune opere Bajo tres sentidos , e a cui si arriva con il crearsi di una camera d’aria che produce un suono peculiare e sensibile.
“Solo quella spontaneità dell’azione” – scrive Gillo Dorfles – “quella conoscenza soggettiva non trasmettibile, che porta l’uomo a rendersi padrone d’una determinata tecnica, per cui soltanto con l’impadronirsi…di un particolare procedimento si entra in possesso d’una vera conoscenza del mondo e delle cose. “

Giada Caliendo

Note sull’autrice

Raquel GONZÁLEZ HERNÁNDEZ
Salamanca, 1976
Teléfonos: 616 70 9444 – 923 24 36 80
Licenciada en Bellas Artes por la Universidad de Salamanca, 2000
Laureata in belle arti

EXPOSICIONES REALIZADAS
Fiera arte contemporanea
1999 VIII Feria Arte Contemporáneo “Crearte 1999”. Alba de Tormes, Salamanca.
Exposición “III Supermercado de Arte”. Centro Internacional de Arte. Salamanca.
2000 Exposición Colectiva en el Palacio de Congresos y Exposiciones de Salamanca. Centro Internacional de Arte.
IX Feria de Arte Contemporáneo “Crearte 2000”. Alba de Tormes, Salamanca.
Exposición de artistas salmantinos “Arte Paz” organizada por Manos Unidas. Sala de Exposiciones del Palacio de Garci-Grande, Salamanca.
2001 X Feria de Arte Contemporáneo “Crearte 2001”. Alba de Tormes, Salamanca.
Exposición de obras premiadas 1991-2000. Concurso Regional de Pintura Jóvenes Artistas. Centro de Cultura Casa del Cordón. Burgos.
XVII Concurso Regional de Pintura “Jóvenes Artistas”, convocado por Caja Burgos. Exposición itinerante en Sala de los Infantes, Burgos, Espinosa de los Monteros, Aranda de Duero, Briviesca, Medina de Pomar y Miranda de Ebro.
2002 Exposición de artistas salmantinos “ARTE/2002SA” organizada por Manos Unidas. Iglesia de Santa María de los Caballeros, Salamanca.
XI Feria de Arte Contemporáneo “Crearte 2002”. Alba de Tormes, Salamanca.
2003 Exposición individual “Bajo 3 Sentidos”. Centro cultural Arlanzón Sala de Arte. Caja de Burgos, Burgos.
XII Feria de Arte Contemporáneo “Crearte 2003”. Alba de Tormes, Salamanca.
2004 Exposición de artistas salmantinos “ARTE/2004SA” organizada por Manos Unidas. Iglesia de Santa María de los Caballeros, Salamanca.
XIII Feria Arte Contemporáneo “Crearte 2004”. Alba de Tormes, Salamanca.
Exposición individual “Bajo 3 Sentidos”. Espacio La Pared, Museo de Salamanca. Junta de Castilla y León.
Exposición de artistas salmantinos “ArteSa” organizada por Manos Unidas. Iglesia de Santa María de los Caballeros, Salamanca.
2005 Exposición X Certamen de Pintura 2005. Organizada por Excmo. Ayuntamiento de Cabrerizos con la colaboración de Caja Duero.
Exposición de artistas salmantinos “NecesitARTE” organizada por Manos Unidas. Palacio Episcopal, Salamanca.
2006 Exposición de artistas salmantinos “NecesitARTE” organizada por Manos Unidas. Palacio Episcopal, Salamanca.
2007 Exposición de artistas salmantinos “DarARTE” organizada por Manos Unidas. Palacio Episcopal, Salamanca.
2008 Exposición de artistas salmantinos “DarARTE” organizada por Manos Unidas. Palacio Episcopal, Salamanca.

PREMIOS
1986 Seleccionada obra de dibujo para los actos de inauguración del Parque Würzburg en la actividad de “Investigación Escolar sobre Europa y España: Würzburg y Salamanca”, organizado por el Excmo. Ayuntamiento de Salamanca.
1990 Seleccionada obra de pintura para exposición en el Centro Municipal de Cultura San Francisco de Bejar, organizado por el Instituto Mateo Hernández.
1999 Selección de fotografías en el VII Concurso Regional de Fotografía Caja Burgos. Sala del Cordón. Burgos.
Selección obra de pintura en el I Certamen de Pintura “Veranillo de San Martín”. Centro de Turismo Rural El Linar. Salamanca.
2000 Selección de grabado en el IV Premio San Marcos de la Facultad de Bellas Artes. Sala de Exposiciones Casa de las Conchas. Salamanca.
Tercer premio en el XVI Concurso Regional de Pintura “Jóvenes Artistas”, convocado por Caja Burgos. Exposición itinerante en Sala de los Infantes, Burgos, Espinosa de los Monteros, Aranda de Duero, Briviesca, Medina de Pomar y Miranda de Ebro.
2001 Selección obra de pintura en el I Certamen de Jóvenes Creadores. Espacio Joven de Salamanca. Junta de Castilla y León.
Selección de obra en el XVII Concurso Regional de Pintura “Jóvenes Artistas”, exposición itinerante en Sala de los Infantes, Burgos, Espinosa de los Monteros, Aranda de Duero, Briviesca, Medina de Pomar y Miranda de Ebro, organizado por Caja Burgos.

http://notizieinrete.blogspot.com/2008/09/sotto-il-falso-segno-della-linearit.html

http://notizieinrete.blogspot.com/2008/09/raquel-gonzales-hernandez-si-racconta-e.html

http://notizieinrete.blogspot.com/2008/09/gioco-di-forme-pure-con-un-linguaggio.html

Contatti con la stampa : CSD – ( Roma ) www.centrostudidiapason.it
3200956483 Giuseppe Maria Galliano

ARTE E CULTURA SOTTO LE STELLE

venerdì
Ago 29,2008

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SAN NICOLA LA STRADA – Ecco «Baraumba» Serata in musica a San Nicola per «Arte e Cultura sotto le stelle». Per la rassegna estiva di spettacoli all’aperto organizzata dall’amministrazione comunale che proseguirà fino al 13 settembre, è previsto questa sera il Baraumba Acoustic Project Tour. San Nicola la Strada, Arena Comunale, stasera alle 21. Ingresso 2,50 euro. Teano Ethnic Arriva a Teano la terza edizione del festival musicale multietnico. Saliranno sul palco questa sera Dioniso Folk Band, Uk Medley & Vassilj che si esibiranno in uno spettacolo di musica popolare ucraina, e gli Alma Populi in concerto con tammurriate e pizziche nostrane. Teano, centro storico, questa sera a partire dalle 21. Show a San Potito Proseguirà per tutta la settimana, in concomitanza con il campionato mondiale di parapendio, la rassegna «Divertiamoci sotto le stelle». Questa sera salirà sul palco S-Funk che si esibirà in alcune cover di James Brown, mentre domani sera spazio al revival anni ’70 e ’80 per una discoteca sotto le stelle. San Potito Sannitico, Via Porta Agricola, tutte le sere fino a domenica a partire dalle 21.

PROSEGUE ANCHE AD AGOSTO LA RASSEGNA ESTIVA

mercoledì
Ago 27,2008

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA
 – Continua l’ottava edizione della rassegna estiva “Arte e cultura sotto le stelle”, organizzata dal Comune con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Caserta. Per la rassegna collaterale “Cinema sotto le stelle” il mese di agosto si concluderà con il film “Batman – Il cavaliere oscuro”, diretto da Christopher Nolan, in pratica il seguito di Batman Begins uscito nel 2005, che sarà in programmazione nei giorni 26/27/28 e 29 agosto. Queste, infine, le date di settembre: il 3 e il 4 è in programmazione “Amore, Bugie & Calcetto – L’Abc della vita moderna” un film di Luca Lucini con Claudio Bisio, Filippo Nigro, Claudia Pandolfi, Andrea De Rosa, il 10 e l’11 settembre “Speed Racer” un film di azione diretto da Andy e Larry Wachowski.

L’ASSOCIAZIONE ARTE X, PROMUOVE PROGETTO ARTISTICO/CULTURALE

mercoledì
Ago 27,2008

GRAN PREMIO DI MINI ARTE 2009

(Termine iscrizioni 18 ottobre 2008)

Nasce un grande progetto artistico/culturale, promosso dall’Associazione Arte X, un progetto unico nel suo genere che vuole fondere insieme le peculiarità dei comuni concorsi d’arte (in questo caso un gran premio internazionale), la costituzione di una collezione d’arte tra le più grandi in Europa e quella di rendere un Hotel, quindi una struttura dedita all’accoglienza, un vero e proprio Museo di Arte Contemporanea, aperto al pubblico 365 giorni l’anno. Attraverso una serie di concorsi annuali che prenderanno il nome di “Gran Premio di Mini Arte” ogni artista parteciperà attivamente inviando una o più opere, formato A4 (21×29,7) e utilizzando qualsiasi tecnica possibile pittura (olio, tempera, acquerello, acrilico, tecnica mista), grafica (disegno, pastello, collage, pennarello) fotografia, scultura (assemblaggio di materiali vari). L’opera unica dovrà essere concepita attraverso la fusione delle 4 differenti tecniche sopra elencate, realizzata con fantasia e creatività liberamente. Tutte le opere inviate (sia vincitori e vinti) non verranno restituite, ma diverranno patrimonio artistico e culturale dell’Associazione Arte X, un acquisizione che non avrà alcuno scopo commerciale ma puramente culturale, dato che ogni opera inviata, sarà esposta permanentemente al pubblico in quella che diventerà a tutti gli effetti una “Collezione di Mini Arte Contemporanea” e che sarà fruibile ai visitatori per sempre.

Ogni opera verrà incorniciata, esposta negli spazi adibiti alla creazione di questo vero e proprio museo all’interno dell’Hotel ospitante, ogni autore avrà una targa di riconoscimento con nominativi e informazioni, nonché saranno creati successivamente materiale cartaceo, cataloghi, pubblicazioni, ma anche siti/blog che parleranno dell’iniziativa e della collezione. Importanti premi e riconoscimenti saranno riservati ai vincitori, che ovviamente avranno una posizione privilegiata all’interno della collezione e nella promozione del proprio lavoro. Forse per la prima volta un concorso d’arte esce fuori dai suoi soliti canoni e diventa un luogo di incontro e di scambio, non più una fredda e anonima selezione, ma l’opportunità di far parte di un progetto molto più grande e che oltre a durare per sempre, potrà contribuire alla promozione dell’artista, all’interno di spazi dedicati all’Arte e visitati da migliaia di persone l’anno da ogni parte del mondo. Associazione Arte X ha un sogno ambizioso, quello di creare attraverso questo Gran Premio, la Collezione di Mini Arte più grande d’Europa, e siamo convinti che con impegno e con tutti gli artisti che vi parteciperanno, raggiungeremo questo straordinario obbiettivo. Di seguito troverete pubblicato il bando di partecipazione, per ulteriori informazioni contattare la direzione dell’Associazione Arte X.

L’edizione 2009 si svolgerà al Crystal Palace Hotel di Montecatini Terme (pt) www.crystalpalace.it Richiedi il bando di partecipazione (scadenza 18 ottobre 2008 – esposizione permanente dal febbraio 2009) visita il sito www.associazioneartex.blogspot.com e scrivi un email a: fedebellini@virgilio.it

Fonte: Notizie in rete

MATILDE DI CANOSSA, IL PAPATO, L’IMPERO, STORIA, ARTE, CULTURA ALLE ORIGINI DEL ROMANICO

lunedì
Ago 18,2008

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Mostra

I due poteri universali che hanno dominato l’Europa nel Medioevo, l’Impero e il Papato, i vescovi, le città, i nobili, i contadini…
La società dei primi due secoli dopo il Mille viene riletta attraverso la vita diMatilde di Canossa, la comitissa che ha detenuto il controllo dei territori chiave tra Roma e le Alpi, nel cuore della pianura del Po e lungo l’Appennino.
Tutto questo in una ampia esposizione promossa dalla Provincia di Mantova, con la collaborazione di istituzioni italiane e internazionali, in Casa del Mantegna dal 31 agosto 2008 all’11 gennaio 2009. Una mostra che, per ricchezza e preziosità dei reperti, per l’importanza dei prestiti ottenuti da una ottantina di istituzioni di tutta Europa, per l’ampio apparato didattico e informativo affidato alle più innovative tecnologie, si configura come l’evento imperdibile delle Celebrazioni internazionali Matildiane.
La forza e la solitudine di una donna eccezionale eppure emblematica del suo tempo sono il filo conduttore di che guida alla scoperta di un mondo in profonda trasformazione, in un viaggio per immagini e per suggestioni scandito da croci gemmate, sigilli, arazzi, avori, gioielli, sculture, altari, spade e strumenti di lavoro, provenienti da musei italiani ed europei.
Reperti archeologici mai esposti prima, raffigurazioni del mondo, attrezzi agricoli, presentano il paesaggio e lo spazio vissuto dall’uomo, con ciò che restava dei tracciati delle strade romane, la via del Po e la rete navigabile dei suoi affluenti, i passi alpini e appenninici.
La concezione del potere e i suoi simboli rivivono grazie a troni, scettri, pallii e tessuti preziosi, gioiellerie create per la corte imperiale ottoniana e sassone, opere di committenza papale, trattati, codici normativi e liturgici.
Le dispute, i luoghi, i protagonisti delle riforme della Chiesa e della questione delle investiture si sviluppano in proiezioni e multimediali, in quadrando in uno scenario dinamico la storia della dinastia dei marchesi di Toscana e l’episodio chiave dell’epoca: l’incontro fra l’imperatore Enrico IV e papa Gregorio VII, nell’inverno del 1077 nel castello di Canossa, avvenuto grazie alla mediazione di Matilde e di Ugo, abate di Cluny.
Le scelte politiche della comitissa, gli eventi drammatici della sua esistenza, il potenziamento dei castelli, le donazioni a monasteri e pievi, gli scontri armati con l’imperatore e con i suoi sostenitori, fino alla devoluzione dei beni al patrimonio di San Pietro dopo la sua morte sono documentati da pergamene, oggetti carichi di valore simbolico, opere d’arte. L’eco di quei fatti, la fama di Matilde e l’esigenza di farne un emblema del sostegno politico al papato hanno alimentato un mito che arriva fino a noi e che ha ispirato anche Dante, Giulio Romano, Gian Lorenzo Bernini, dando vita a capolavori straordinari.
Una sezione è dedicata alla città dove è nata Matilde: Mantova, che poi è stata protagonista di duri scontri fra la contessa e i sostenitori dell’imperatore. Proprio nell’età dei Canossa si è definito il suo tessuto urbano rispetto al fiume Mincio e rispetto alle paludi circostanti, si sono evidenziati i nuclei delle cattedrali, dell’episcopio, del monastero di Sant’Andrea, le costruzioni dei marchesi di Toscana e quelle delle famiglie emergenti che di lì a poco avrebbero dato vita al comune.
La mostra è curata da Renata Salvarani e Liana Castelfranchi, in collaborazione con l’ ErzbischöflichenDiözesanmuseum di Paderborn, avvelendosi di un comitato scientifico internazionale che annovera docenti e ricercatori di storia medioevale delle maggiori università italiane, tedesche e francesi.
Affiancano la Provincia, nel promuovere “Matilde da Canossa, il Papato, l’Impero” il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, la Regione Lombardia, la Fondazione Cariverona e la Fondazione Banca Agricola Mantovana. Il coordinamento organizzativo è affidato a Civita e la pubblicazione del catalogo a Silvana Editoriale.
In concomitanza con “Matilde da Canossa, il Papato, l’Impero”, a San Benedetto Po è in programma la mostra “L’abbazia di Matilde. Arte e storia in un grande monastero dell’Europa Benedettina (1007 – 2007)”. La mostra, curata da Paolo Golinelli, è programmata nell’ambito delle celebrazioni per il Millenario del Monastero di San Benedetto in Polirone.


Data Inizio: 31/08/2008
Data Fine: 11/01/2009
Prenotazione: Facoltativa

Città: Mantova
Luogo: Casa del Mantegna

Indirizzo: Via G. Acerbi, 47
Provincia: Mantova
Regione: Lombardia
Telefono: 0376 360506

LE COLLANE D’ARTE DI MISS UNIVERSE ITALY IL 18 AGOSTO A PRIGNANO CILENTO

  • Author: Tilde Maisto

sabato
Ago 16,2008

Il maestro Biagio Landi presenta la sua collezione di collane d’arte ispirate delle partecipanti del famoso concorso di bellezza.

Le opere di Biagio Landi (opere e non monili), dai nomi ispirati alle dee e alle ninfe di un Olimpo perduto, godono di una capacità evocativa assolutamente particolare: le forme, quasi di creature vive, richiamano riti antichi, ricordi di ancestrali talismani, profumo di mare, archetipi di un’ inconscio collettivo che appartiene a tutta l’umanità.
Al di là di ogni considerazione estetica, in questi lavori di forte impatto , le pietre si legano in rosari laici, che raccontano, emozioni, sentimenti, sottili malìe.
Come oggetti votivi dedicati a un’unica, potentissima Dea: quella della Bellezza e del Fascino Femminile.”
Il maestro Landi ha tenuto anche una esposizione dal 12 al 14 agisti dei suoi lavori a Teggiano, nell’atrio di Casa Galliani appositamente aperta per l’occasione.
Tutte le tappe del concorso di Miss Universe Italy organizzate in Campania da Silvia Bianculli hanno visto, sfilare, le bellissime partecipanti, indossando le collane d’are del maestro.
Anche Barbara Chiappini, madrina di tutte le serate ha indossato una collana della collezione.
Tutte le vincitrici ,delle varie tappe, hanno ricevuto come premio una magnifica collana creata appositamente dal maestro.
La prossima tappa di Miss Universe Italy dove sarà possibile vedere dal vivo la collezione è a Prignano Cilento Il 18 Agosto 2008.

http://notizieinrete.blogspot.com/2008/08/le-collane-darte-di-miss-universe-italy.html

PREMIO LETTERARIO E PITTORICO NAZIONALE

lunedì
Ott 20,2008

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MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA 
NELL’AREA DEL FORTORE – MONTEFALCONE VALFORTORE (BN)
PRESIDENTE: Prof. Cosimo NARDI Via del Sole, 24 – 82025 Montefalcone Valfortore (BN) – Tel 0824 – 96.93.15

DELEGATO DEL PRESIDENTE: Prof. Raffaele RAIMONDO Via Diaz , 33 – 81046 Grazzanise (Caserta)

Telefax e Segreteria: 0823 – 96.42.12 Mobile: 340 – 500. 67. 64

E-mail: raffaeleraimondo1@virgilio.it

COMUNICATO-STAMPA del 20 ottobre 2008

OGGETTO: PREMIO LETTERARIO E PITTORICO nazionale
“ Grato Ianzito e Nicola Ciletti ” patrocinato dal Ministero P.I.
dalla Regione Campania e dal Comune di S.Giorgio la Molara (Benevento) :

A SAN GIORGIO LA MOLARA , DOMENICA 26 OTTOBRE 2008,
CERIMONIA DI PREMIAZIONE .


SAN GIORGIO LA MOLARA
 (Raffaele Raimondo) – Il presidente Cosimo Nardi, d’intesa col sindaco di San Giorgio la Molara, Luigi Vella, comunica che domenica, 26 ottobre 2008 –con puntuale inizio alle ore 10-, nella Sala consiliare del Palazzo municipale di San Giorgio la Molara (BN) -che dista pochi chilometri da Montefalcone Valfortore- si svolgerà un’articolata cerimonia comprendente la consegna dei previsti riconoscimenti ai vincitori nonché ai letterati e pittori partecipanti al Premio nazionale “Ianzito-Ciletti” ed il conferimento della Cittadinanza onoraria allo scrittore Luigi Antonio Gambuti e al medesimo presidente Nardi. Sono invitati a prender parte alla manifestazione, accanto ai diretti protagonisti ed ai componenti delle due Commissioni giudicatrici, tante autorità nazionali, regionali, provinciali e locali, i rappresentanti del mondo giornalistico e radiotelevisivo, i cultori e gli appassionati di letteratura e d’arte. Il Premio, lanciato nel marzo 2007, e che – attraverso la celebrazione di Grato Ianzito (tenace e coraggioso combattente contro l’usura del grano) e Nicola Ciletti (“il sindaco-pittore, poeta degli umili”) – ha inteso rievocare il grande valore storico-culturale e socio-economico della civiltà contadina di ogni lembo d’Italia, giungerà così al suo felice compimento. Particolari onori saranno dunque riservati -(per la Sezione letteraria) al 1° classificato, Alessandro Petruccelli, e ai due classificatisi al 2° posto ex-aequo, Mario Pettoello e Paolo Chinca; -(per la Sezione pittorica) al vincitore Giorgio Micco e alla 2^ classificata Carolina Amorino. A rendere ancor più gradevole la cerimonia, vi saranno le esibizioni intervallate dei musicisti Antonella Izzo e Pasquale Carusone che saranno lieti di interpretare, davanti al pubblico presente in sala, canti popolari inscindibilmente legati alla migliore tradizione contadina campana. In programma, oltre ai saluti del sindaco e del presidente, gli interventi di Gilberto Marselli e Pasquale Del Vecchio, a nome di entrambe le Commissioni che hanno rispettivamente esaminato le 46 opere letterarie e le 21 pittoriche pervenute da ogni parte dello Stivale ed una perfino dall’Egitto. Il Museo della Civiltà Contadina nell’Area del Fortore ed il Comune di San Giorgio la Molara ringraziano profondamente le Istituzioni che hanno accordato il prestigioso Patrocinio, gli scrittori e gli artisti che hanno aderito e quanti, in qualsiasi modo hanno collaborato per propiziare il successo dell’iniziativa >

Con cortese preghiera di pubblicazione. Grazie! Raffaele Raimondo

INVITO – TRENTENNALE 1978/2008

sabato
Ott 4,2008

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IL TONDO RINASCIMENTALE

  • Author: Tilde Maisto
  • Filed under: Arte

sabato
Ott 4,2008

Da SAUVAGE27:

Questo termine (all’abbreviazione di “rotondo”) indica i dipinti di forma circolare il cui uso ebbe grande fortuna in età rinascimentale. Molti artisti hanno realizzato opere con questo formato, tra di essi si ricorda: Domenico Veneziano (ADORAZIONE DEI MAGI), Filippo Lippi (ADORAZIONE DEI MAGI), Botticelli (MADONNA DEL MAGNIFICAT), Michelangelo (SACRA FAMIGLIA), Hieronymus Bosch (IL FIGLIOL PRODIGO). Se anche Ingres sceglie la raffigurazione in “tondo” (il BAGNO TURCO) è ultimato nel 1859,
ma solo l’anno successivo il pittore decide di iscrivere quest’opera in una orma circolare) ciò p dovuto con molta probabilità ad una sorta di omaggio a Raffaello, di cui Ingres aveva avuto modo di ammirare i dipinti durante il suo primo soggiorno a Roma. Raffaello è stato infatti uno degli artisti che riuscirono a dare al “tondo” la sua disposizione più completa e più perfetta: ne sono esempi indiscutibili laMADONNA DELLA SEGGIOLA) Palazzo Pitti, Firenze) e la MADONNA D’ALBA (Washington). Tuttavia la forma circolare scelta da Ingres per il BAGNO TURCO non esprime soltanto la sua ammirazione per Raffaello; ma viene utilizzata anche per sottolineare, come per risonanza, il modellato flessuoso, la ricerca incessante dell’arabesco e della sinuosità.

…”Bisogna modellare in forma rotonda”… egli affermava, e questo modellato sarà ammirato da grandi artisti di epoche successive, come Gauguin, Picasso e Matisse

MADONNA DELLA SEGGIOLA (1514)

Raffaello Sanzio (1483-1520)

Galleria Palatina – Palazzo Pitti – FirenzeXVI secolo

Tela diametro cm. 71

SACRA FAMIGLIA – TONDO DONI (1507)

Michelangelo (1475 – 1564)

Galleria degli Uffizi – Firenze

XVI secolo

Tavola Ø cm. 120

 

 

MADONNA DEL MAGNIFICAT (1482 circa)

Sandro Botticelli (1445-1510)

Galleria degli Uffizi – Firenze

Tempera su tavola
diametro cm. 118

XV secolo

ADORAZIONE DEI MAGI (1430-1435 ca)

Domenico Veneziano (1405 ca – 1461 ca)

Staatliche Museum – Berlino

Tavola diametro cm. 84

XV secolo

BAGNO TURCO (1859-1863)

Jean Auguste Dominique Ingres

Pittore francese

Museo Del Louvre – Parigi

XIX secolo

Tela applicata su tavola

diametro cm. 108

L’ARTE RINASCIMENTALE IN ITALIA

  • Filed under: Arte

venerdì
Ott 3,2008

(Da Italica – Storia dell’Arte)

Pittura 
Architettura
Scultura

La pittura nel Rinascimento rappresenta ciò che la scultura rappresentò per l’antica Grecia. Malgrado l’indubbio sviluppo di tutte le arti e l’unitarietà delle diverse discipline artistiche, è certo che la pittura abbia un ruolo preminente nella cultura rinascimentale.
La rivoluzione degli stilemi artistici nasce proprio dalla pittura con l’opera di Masaccio, che trasforma radicalmente la materia pittorica.
Un tratto che distingue profondamente la pittura dalle altre arti nel Rinascimento è la mancanza del modello classico. Nel clima d’ispirazione ai modelli classici, la pittura non ha alcun riferimento oggettivo. La pittura classica viene scoperta molti secoli più tardi, con gli scavi di Pompei nel XVIII secolo. Manca, dunque, un vero modello di riferimento, fatta eccezione per i motivi decorativi del Quarto Stile, chiamati “grottesche” ed usati in ambito ornamentale.
Pure la pittura è improntata alla fede per la ragione e al dominio della realtà da parte dell’uomo. L’osservazione diretta della realtà rappresentata è frutto della certezza da parte dell’artista, della sua consapevole fiducia nei propri mezzi di ricerca e nelle proprie capacità espressive. Sono numerose anche le innovazioni tecniche nel campo della pittura. Già Domenico Veneziano, Piero della Francesca, Andrea del Castagno non usano più riportare la sinopia – cioè il disegno preparatorio realizzato in piccolo – sull’intonaco mediante una quadrettatura che permetta di mantenere le proporzioni originali. Si realizzano, invece, cartoni a grandezza naturale, poi incisi sull’intonaco. Il sistema facilita il lavoro ed agevola la cura dei particolari. Nel Cinquecento si diffondono nuove tecniche che riguardano la pittura su tavola, prediligenti l’olio alla tempera. Geniali artisti, fra i quali Leonardo, sperimentano nuove tecniche a volte con esiti disastrosi.
I soggetti nella pittura Rinascimentale mutano anch’essi. La committenza religiosa non gode piùd’esclusività. Sono molti i ricchi signori che commissionano opere profane, spesso ritratti (la ritrattistica ha un ruolo privilegiato, in questo periodo).
Dalle innovazioni di Masaccio la pittura si avvia verso nuovi stilemi, passando attraverso le opere di Domenico Veneziano, Beato Angelico, Filippo Lippi, Paolo Uccello, Piero della Francesca.
Tutto il Quattrocento è un fiorire di personalità artistiche d’alto livello. Lo stesso Leonardo è l’artista che si pone come cardine tra Quattrocento e Cinquecento, in contatto con l’arte dei più giovani Raffaello e Michelangelo, esponenti del pieno Rinascimento.

OPERE DEL MASACCIO dal vero nome di “Tommaso di Ser Giovanni” pittore medico speziale 1401 – 1428

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(Trittico di San Giovenale (Opera di Masaccio – 1422 -)

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Lato sinistro degli affreschi della Cappella Brancacci. Nei vari riquadri sono rappresentati (dall’alto verso destra): Cacciata dal Paradiso Terrestre (Masaccio), Pagamento del tributo (Masaccio), Predica di San Pietro (Masaccio), San Pietro visitato da San Paolo (Filippino Lippi), Resurrezione del figlio di Teofilo e San Pietro in cattedra (Masaccio e Filippino Lippi), San Pietro guarisce gli infermi (Masaccio).

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(Sant’Anna)

OPERE DI DOMENICO VENEZIANO

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(Pala di Santa Lucia dei Magnoli)

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(Madonna del latte)

OPERE DEL BEATO ANGELICO

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(Annunciazione)

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(Crocifisso)

OPERE DI LEONARDO DA VINCI

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(Il Cenacolo)

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(La Gioconda)

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(La donna con l’ermellino)

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(La vergine delle rocce)

OPERE DEL RAFFAELLO

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(Madonna del cardellino)

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(La Trasfigurazione)

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(Muse Parnaso)

OPERE DEL MICHELANGELO

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(La pietà)

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(Il Giudizio Universale)

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(La creazione)

MORESCHI. L’ANGELO DI ROMA

lunedì
Nov 24,2008

Il 30 Novembre 2008 presso la “Domus Talenti” in via delle Quattro Fontane 113, a poca distanza dal Quirinale, si svolgerà la presentazione  del libro di Nicholas Clapton Moreschi. L’Angelo di Roma la cui traduzione in italiano, eseguita da Giuliana Gentili, è stata promossa dall’Associazione Alessandro Moreschi e pubblicata dalle Edizioni Controluce.

Nell’ambito della Presentazione, condotta dalla giornalista Silvia Coletti, l’autore del libro si esibirà in una conferenza-concerto alla quale seguirà un concerto del Coro polifonico Moreschi accompagnato da un’orchestra d’archi.

Interverranno anche:

Claudina Robbiati – Presidente dell’Associazione Moreschi

Marco De Carolis – Sindaco di Monte Compatri

Luciano Luciani – musicologo e cantore pontificio

In allegato, il comunicato stampa, la locandina dell’evento e la copertina del libro.

Un cordiale saluto da armando guidoni

LOCANDINA

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 COPERTINA

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COMUNICATO STAMPA

“Alessandro Moreschi: 150 anni dalla nascita di un monticiano”

Per aggiungere un ulteriore tassello alla ricostruzione della memoria di un concittadino che, con la sua arte, ha contribuito ad illustrare Monte Compatri e il territorio dei Castelli Romani e del quale molti non conoscono i trascorsi oppure l’hanno dimenticato, l’Associazione Culturale “Alessandro Moreschi” intende commemorare il 150° anniversario della nascita dell’eccelso musicista monticiano al quale si è titolata.
A tale scopo sta organizzando una manifestazione all’interno della quale sono previsti i seguenti eventi:

–    una “Cerimonia celebrativa” della ricorrenza nella piazzetta di Monte Compatri dove una targa posta dalla nostra Associazione nel 2006 ricorda la casa nella quale Moreschi nacque:
–    la richiesta al Comune di Monte Compatri di titolare una strada al grande sopranista monticiano:
–    la presentazione del libro di Nicholas Clapton “Moreschi the last castrato” la cui traduzione in italiano, eseguita da Giuliana Gentili, è stata promossa dall’Associazione Moreschi e pubblicata dalle Edizioni Controluce con gentile concessione dell’autore che si esibirà in una conferenza-concerto alla quale seguirà un concerto del Coro polifonico Moreschi accompagnato da un’orchestra d’archi.

La Presentazione, condotta dalla giornalista Silvia Coletti, si svolgerà il 30 Novembre 2008 presso la “Domus Talenti” che ha sede nel centro di Roma, in un ex convento, oggi trasformato in un elegante albergo che fa da perimetro alla sala. La Domus Talenti è situata in Via delle Quattro Fontane 113 a poca distanza dal Quirinale.

Note su Alessandro Moreschi
Una delle espressioni più note, a livello mondiale, della cultura musicale è rappresentata sicuramente da Alessandro Moreschi, detto “L’Angelo di Roma”.
Alessandro Moreschi è l’ultima persona al mondo ad essere stata evirata in giovane età con la finalità di preservarne la voce di fanciullo e di introdurlo quindi al canto (…). Nacque a Monte Compatri l’11 novembre 1858 e  (…) iniziò la scuola di canto nel 1871, presso la scuola di San Salvatore in Lauro, a Roma e dopo 12 anni di severi studi, nel 1883, entrò a far parte del Coro della Cappella Sistina. Cantò anche, in seguito, nel Coro della Cappella Giulia e in quello della Cappella Lateranense, oltre che in università, sale da concerto e nei salotti della “Roma bene”, dove poté sfoggiare tutta la sua classe in repertorio anche non sacro. Dunque fu amato e apprezzato, e lo fu a tal punto che venne prescelto per cantare alla Messa funebre del re Umberto I al Pantheon nel 1900; fu solista del Coro della Cappella Sistina e si esibì anche all’estero. Nel 1902 gli fu affidata la direzione del Coro in occasione di due registrazioni, evento per cui necessitava la professionalità massima, anche se tale compito non spettava a lui e in barba al pontefice Pio X e al titolare della carica di direttore, don Lorenzo Perosi, che assolutamente non potevano vedere i castrati. Si ritirò dal Coro della Cappella Sistina nel 1913, all’età di 55 anni, ma continuò a cantare in quello della Cappella Giulia e ad insegnare canto.
Morì il 21 aprile 1922, all’età di 64 anni, mantenendo per tutta la vita un singolare aspetto giovanile.
Di lui rimangono purtroppo solo poche, sbiadite, registrazioni e non è perciò più possibile ascoltare tutta la sua bravura, ma fa comunque parte di quella nutrita schiera di artisti che umilmente hanno fatto la storia di Monte Compatri.

Note su Nicholas Clapton
Il fortunato incontro fra questo prestigioso artista e il Coro Moreschi è avvenuto in circostanze del tutto fortuite. Nicholas è il più grande conoscitore della vita del nostro illustre concittadino ed uno dei massimi esperti della storia dei sopranisti in generale, nonché cultore della musica che da secoli li rappresenta ancora nel mondo. Egli stava conducendo le sue ricerche necessarie alla stesura del libro che stava scrivendo, Moreschi, the last castrato, e fu indirizzato verso il nostro coro. Ne è nata una gratificante e amichevole collaborazione che ha poi condotto Nicholas a concederci i diritti per la pubblicazione in italiano del suo libro.
Nicholas Clapton è nato a Worcester e ha studiato musica presso il “Magdalen College” di Oxford. È uno dei principali controtenori in Gran Bretagna. Egli ha fatto il suo debutto professionale presso la “Wigmore Hall” nel 1984 e, nel 1987, vinse l’English Song Award. Da allora ha consolidato un’ampia carriera con concerti in tutta la Gran Bretagna e in Europa, in Estremo Oriente e negli Stati Uniti. Particolarmente noto per le sue prestazioni di musica contemporanea (ha dato più di venti premières mondiali) e anche nel repertorio dei castrati del XVIII secolo. Ha interpretato, infatti, il grande Farinelli in diverse occasioni. Come spesso ripete, Nicholas ha avuto il grande privilegio di lavorare con Jennifer Partridge per circa due decenni.
Nicholas Clapton svolge anche una eccellente attività di insegnamento. È professore di canto presso la “Royal Academy of Music” di Londra e cura regolarmente master-classes presso la “Dartington International Summer School”. Il suo libro sulla biografia di Moreschi Moreschi, the last castrato è stato pubblicato nel novembre 2004. Nel giugno 2005 è stato insignito del grado di “Doctor of Liberal Arts summa cum laude” presso la “Liszt Ferenc Music University” di Budapest. È membro di un Comitato governativo in Ungheria per l’accreditamento dei conservatorii musicali.
Nel 2006 ha presentato il documentario Castrato per la televisione BBC4 e ha curato la mostra di enorme successo Handel e i Castrati svolta presso l’Handel House Museum di Londra.
Nel 2007 è tornato alla Budapest Zeneakadémia, dove ora è un Visiting Professor, per dare due serie di master-classes. Inoltre, ha eseguito, a Firenze, due concerti presso il Palazzo Pitti. Nel mese di ottobre 2008 una nuova edizione, notevolmente ampliata, di Moreschi, l’Angelo di Roma verrà pubblicata insieme al suo secondo libro Budapest, a Musical Journey.

Ringraziamenti
L’Associazione Moreschi intende ringraziare:
–    Nicholas Clapton per l’autorizzazione alla stampa del libro;
–    Giuliana Gentili per il suo preziosissimo lavoro di traduzione nonché, insieme ad Armando Guidoni, per il lavoro di editing e grafica del libro;
–    il Photo Club Controluce per il lavoro di pubblicazione;
–    il Comune di Monte Compatri per il sostegno dato all’iniziativa.

ALCUNI LAVORI DI FILIPPO CRUDELE “CANTORE DEL GRAN SASSO”

  • Author: Tilde Maisto

venerdì
Nov 7,2008

Ciao Matilde,
sono Filippo Crudele, “Cantore del Gran Sasso” (così mi chiamano), mi ha
fatto piacere veder pubblicata sul tuo sito la mia poesia “Edelweiss”, però 
non ricordo dove ci siamo conosciuti. Puoi ricordarmelo? Oppure dirmi come sei arrivata a quella poesia? Ho molto, molto materiale…..sia poesie, che sculture e immagini.
T’invio qualche curiosità…
Con simpatia
Filippo

ALCUNE BELLISIME POESIE DI FILIPPO CRUDELE

Arcobaleno

( Sorriso Divino )

 

 

D’improvviso

 

si colora variopinto

 

sospeso nel cielo

 

e sparisce nel grigio.

 

E’ così bello, delicato,

 

trasparente e suggestivo,

 

che mi piace saperlo

 

uno sorriso

 

regalato da Dio.

 

Filippo Crudele

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

Autunno

 

Un pastello carota,

 

colora con arte

 

ogni caduca foglia.

 

Prima timido,

 

pallido, giallo;

 

poi arancio, rosato,

 

infuocato e spavaldo.

 

Brucia e infiamma

 

quel verde mantello,

 

che presto imbrunisce

 

e danzando col vento,

 

si disperde e svanisce.

 

Filippo Crudele

 

.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

 

Le mie sculture

 

Le “sculture”

 

più nobili e belle,

 

che rendo visibili

 

dall’invisibile

 

sono quelle alle quali

 

non reco violenze.

 

Ad altre,

 

soltanto lievi carezze.

 

21.ott.2008

Crudele Filippo

MOSTRA D’ARTE “I TRATTI DELL’ANIMA”

  • Filed under: Arte

mercoledì
Ott 29,2008

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EVENTI D’AUTUNNO A PALAZZO VENEZIA

sabato
Ott 25,2008

Il Museo di Palazzo Venezia, dopo il successo dello scorso anno con I giorni delle Metamorfosi, anche nel 2008 propone una serie di eventi che uniscono arte, musica, letteratura e teatro.
Le iniziative nascono da un complesso restauro durato due anni di una brigantina, un vestito da guerra, armato all’interno con piastre in acciaio e foderato all’esterno, prodotto in area lombarda nel XVI secolo e appartenente alla collezione d’armi Odescalchi, conservata nel Museo:

  • Un vestito da battaglia. Mostra di una brigantina del ‘500 (22 ottobre – 21 dicembre 2008).Per celebrare il recupero di questa preziosa armatura (catalogo Campisano Editore, Roma), la Direzione del Museo ha organizzato una messa in scena sonora di due poemi cavallereschi, una mostra foto-pittorica, un archivio sonoro e delle visite guidate.
  • O gran bontà dei cavalieri antichi. Letture dall’Ariosto e dal Tasso. Messa in scena sonora di brani interpretati da attori, tratti da due capolavori della letteratura italiana: l’Orlando Furioso e La Gerusalemme Liberata. Non una semplice lettura con musica, ma un vero concerto a più voci con attori, conduttore, strumenti ellettronici ed acustici insieme.
    L’Orlando, che racconta di come il valoroso paladino impazzì d’amore per la bella Angelica,  vede protagonisti Massimo Foschi e Sergio Nicolai, rispettivamente Orlando e Rinaldo nello spettacolo cult di Luca Ronconi del 1969. Composte da Paolo Rotili, le musiche sono eseguite dall’autore e dalla marimba del  jazzista Antonio Caggiano.
    La Gerusalemme, storia della riconquista del Santo Sepolcro al tempo della prima crociata, è affidata alla voce di Luca Della Bianca, al compositore Giorgio Nottoli di Nuova Consonanza ed al liutista Luca Marconato.
    Conduttore, in entrambi i casi, il regista Idalberto Fei.
  • Materia Brigantina. Sei interpretazioni di pittura materica. Allestita nella Sala Altoviti e realizzata dall’artista e fotografo Gianni Cortellessa, la mostra vuole essere un’ interpretazione foto-pittorica moderna in chiave ‘materica’ di alcuni particolari della brigantina.RAI Radioscrigno  offrirà inoltre la possibilità di ascoltare, attraverso dei totem audiovisivi allestiti all’interno del percorso museale, preziosi documenti sonori dell’archivio Radio RAI, sempre intorno al mondo della cavalleria.
    Letture non solo da Ariosto e Tasso, ma anche dall’Orlando Innamorato di Matteo M. Boiardo, dal Don Chisciotte di Miguel de Cervantes, dal Cavaliere Inesistente di Italo Calvino.
    Musiche dall’Orlando Furioso di Antonio Vivaldi all’Orlando di Handel, dalle danze per Alcina di Jean Baptiste Lully al Don Chisciotte di Richard Strauss ed a quello di Goffredo Petrassi.
    Interviste a Dacia Maraini, Luca Ronconi, Alfredo Giuliani, Roberto Mussapi, Franco Fortini.
    Variazioni sul tema come le canzoni di Fabrizio De Andrè e Lucio Dalla dedicate a Carlo Martello ed Orlando o The Man of la Mancha cantata da Sophia Loren nel musical omonimo.
    Si potranno ascoltare non solo le voci mitiche di Giorgio Albertazzi e Giancarlo Sbragia, Alberto Lupo e Arnoldo Foà, Maria Callas e Marylin Horne, ma anche una serie di moderne versioni: dai pupi siciliani Cuticchio al gruppo teatrale d’avanguardia degli Armamaxadalla Sinforosa scritta da Vito Palumbo ispirandosi a Italo Calvino al Barone Rampante con  Michele Placido portato ai microfoni della Radio da Andrea Camilleri.Il servizio didattico del Museo del Palazzo di Venezia offrirà alle ore 10 o 16, prima delle letture, delle visite guidate gratuite tenute dai suoi storici dell’arte al Museo e alle sue collezioni.
    Quattro appuntamenti saranno esclusivamente riservati agli allievi delle scuole superiori che ne faranno richiesta: il 4 e 5 novembre per l’Orlando Furioso e 18 e 21 per La Gerusalemme Liberata.Il programma di questi eventi è stato completamente finanziato dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma

    Museo Nazionale del Palazzo di Venezia
    Roma, via del Plebiscito, 118

    Info:
    Costo del biglietto del Museo: € 4
    Visita guidata: ore 10,00 o 16,00 – un’ora prima delle letture

    Date degli appuntamenti:
     
    Ariosto “Orlando Furioso”
    22 ottobre, anteprima ore 11
    1 – 8 novembre ore 17
    2 – 9 novembre ore 11

    Tasso “La Gerusalemme Liberata”
    12 novembre, anteprima ore 11
    15 novembre ore 17
    16 – 22 – 23 novembre ore 11

    Giornate dedicate alle scuole (biglietto gratuito)

    Ariosto           4 – 5 novembre          ore 11
    Tasso             18 – 21 novembre      ore 11

    La visita guidata e le letture  sono compresi nel biglietto del Museo 
    Prenotazione obbligatoria dal lunedì al venerdì.  tel. 06 69 994 284 – 5(ore 9 – 14), fino ad esaurimento dei 60 posti a sedere.

    Ufficio Stampa
    Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma
    Tel 06.69994219-8
    artim.uffstampa@arti.beniculturali.it

 

“I COCCI” IL NUOCO ROMANZO DI CLARA NICESE PRESENTAZIONE VENERDI’ 19 DICEMBRE 0RE 17,00 MASCHIO ANGIOINO

lunedì
Dic 15,2008

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CLARA NICESE

Presenta

“I COCCI”

Enrico Folci Editore

Venerdì 19 dicembre ore 17,00 Maschio Angioino

A seguire inaugurazione della mostra pittorica “Luce e colori” di Clara Nicese.

“I cocci” è un romanzo delicato e profondamente intimo che ci guida attraverso i pensieri, i dolori, le delusioni amare di una donna. Carla è costretta ad affrontare la fine di un amore durato una vita, ed a scoprire di non conoscere chi pensava di amare, sola a dover asciugare le lacrime di un figlio, e spaventata perché sola non è mai stata. Eppure Carla riesce a ritrovarsi, proprio negli occhi dei suoi figli, nel vuoto lasciato da uno sconosciuto che andandosene ha portato via certezze e sicurezze, nelle passioni che aveva dimenticato ma che ora riaffiorano in lei.

Clara Nicese è nata a Napoli nel 1959, è pianista, scrittrice e pittrice.

Si è diplomata in pianoforte e Laureata in Prassi Esecutiva e Repertorio al Conservatorio “S. Pietro a  Majella”di Napoli. Dal 1978 per circa dieci anni si è dedicata soprattutto alla musica, vincendo alcuni concorsi pianistici ed esibendosi in diverse città italiane, sia come solista che in duo con altri validi strumentisti.

Dal 2000 ha vinto numerosi premi come scrittrice. Nel 2008 é arrivata finalista per la sezione romanzo al premio Giovane Holden.

Come pittrice Clara appartiene alla corrente dei “nuovi figurativi”. Le tele diventano specchi di realtà che imprigionano l’attimo ed esprimono una sensibilità ed una mentalità pienamente contemporanea. A sottolineare la sua modernità l’uso di colori caldi e particolarmente intensi, a tratti vivaci ed istintivi sia negli oli che nei pastelli acquerellati. Utilizza la luce per sottolineare con eleganza lo spazio prospettico. I fondi bianchi, invasi di luminosità, si colorano di tinte vivaci, sembrano scenografie che sottolineano l’interiorità dei personaggi. Le figure, sempre in primo piano, raccontano la propria storia.

Durante l’incontro al quale parteciperanno il prof. Pasquale Sabbatino dell’Università Federico II, la giornalista Armida Parisi “Il Roma”, si leggeranno dei brani del libro e ci sarà un intervento musicale del quintetto di fiati Nova Polis. L’evento è patrocinato dal Comune di Napoli.

Info Silvia Pepe 348.4778292

“DALLA PITTURA DI PAESAGGIO ALL’IMPRESSIONE: IMPRESSIONISTI E POST-IMPRESSIONISTI”

  • Filed under: Arte

venerdì
Dic 12,2008

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(Auguste Renoir “Bal au Moulin de la Galette”)

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 (Paul Cézanne “The Card Players”)

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(Claude Monet ” I papaveri di Argenteuil”)

6 Dicembre 2008 – 10 Marzo 2009
Reggia di Caserta – Belvedere di San Leucio

L’evento si apre con un convegno di approfondimento sulla relazione tra la pittura di paesaggio e l’impressione in Europa e con l’allestimento di una mostra, che ospita circa 100 opere tra dipinti e disegni, negli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta e nel Belvedere di San Leucio. Le sezioni ospitate a Palazzo Reale sono: I primordi – l’Accademia de Suisse; I temi dell’Impressione – l’acqua, la città, il viaggio; Contaminazione e relazione nella mostra del ’74 ; Memorie Italiane e la Scuola di Posillipo . Il Belvedere di San Leucio, invece, ospita la sezione dedicata alla Pittura post impressionista .

“NAPUL E’ MILLE CULURE – NOTE DI INVERNO A NAPOLI”

venerdì
Dic 12,2008

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 NAPOLI – DICEMBRE 2008
I luoghi urbani ritrovano quell’antica vocazione che li rendeva palcoscenici privilegiati fin dal XVI secolo. Diverse le location coinvolte come il Teatro di Corte di Palazzo Reale, il Teatro San Carlo, il Castel Sant’Elmo, il Castel dell’Ovo, il Maschio Angioino e la Chiesa di Santa Caterina da Siena. Gli eventi si sono aperti il 20 Novembre con Louis Sclavis Quintet con “Naples walls” . Nel teatrino di corte di Palazzo Reale è andato in scena “Le donne del buon umore” e, dalla Reggia di Capodimonte, “Musicalmente Theleton” con Salvatore Accardo e Niccolò Parente . Il 25 Novembre al Teatro San Carlo, ha avuto luogo il concerto dell ‘Associazione Alessandro Scarlatti. Molteplici eventi durante l’intero mese di Dicembre tra cui il tradizionale concerto di Natale che si tiene presso la Cattedrale di Napoli.

A PUCCIANIELLO MOSTRA PRESEPIALE DEL MAESTRO CINCIMINO, LA MOSTRA RESTA APERTA DAL 14 AL 18 DICEMBRE

  • Filed under: Arte

giovedì
Dic 11,2008

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(Generale Salvatore Cincimino)

di Nunzio De Pinto

CASERTA – Promossa da un gruppo di cultori ed appassionati della antica arte presepiale, tra cui il notissimo generale in congedo Salvatore Cincimino, si è costituita a Caserta, nell’ambito delle attività sociali perseguite dalla Parrocchia di Puccianiello, la “Sezione Presepistica”, che si fregia della partecipazione di grandi maestri dell’arte presepiale. Il sodalizio, che naturalmente non persegue fini di lucro, annovera quale scopo fondamentale la divulgazione a livello locale del presepio in tutti i suoi molteplici aspetti, sottolineando l’evento salvifico legato ad una delle più significative tradizioni della cristianità, veicolo di pace e d’amore. Inoltre è particolarmente sentita, proprio in virtù di una continuità da assicurare alle future generazioni, l’esigenza di insegnare le tecniche, gli strumenti ed i materiali per la realizzazione delle opere. La sezione presepistica terrà, dal 14 al 28 dicembre 2008, una mostra in cui saranno presenti numerosi artisti. Nell’occasione dell’inaugurazione (14 dicembre), ci sarà anche la benedizione della Bandiera della sezione napoletana dell’Associazione Nazionale “Autieri d’Italia”, che annovera in qualità di Presidente Onorario l’ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. A seguire, presso il Circolo Unificato Esercito  in via Cesare Battisti, ci sarà il pranzo sociale e dalle ore 16030 “Babbo Natale dell’Autiere” per i figli (da uno  a  dieci anni) dei soci. L’occasione è propizia per un invito a tutti coloro che hanno prestato servizio nel Corpo Automobilistico dell’Esercito ( attuale Arma dei Trasporti e Materiali   dell’Esercito  ) di  iscriversi all’Associazione  per tenere vive le glorie e le tradizioni  del Corpo Automobilistico dell’Esercito e per custodire ed onorare il ricordo degli autieri  caduti nell’adempimento del proprio dovere, cementandone i vincoli della solidarietà. Gli orari della mostra dei presepi sono i seguenti: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 18.00 alle 21.00 nei giorni 14 – 20 – 21 – 27 e 28 dicembre; dalle ore 18.00 alle ore 21.00 per tutti gli altri giorni.

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DI PRESEPISTICA CON DE FRANCISCIS

venerdì
Dic 5,2008

di Nunzio De Pinto 

TEANO
 – Sarà inaugurata questo pomeriggio, con inizio alle ore 17.00, presso il Museo Archeologico “Teanum Sidicinum”, la mostra di presepistica dal titolo: “Dal Presepe al Teatro Romano”. Alla cerimonia di inaugurazione prenderanno parte l’On. Sandro De Franciscis, il sindaco di Teano, Raffaele Picierno, il giornalista casertano, Nando Santonastaso, Francesco Sirano, Giuseppe Gaeta, Rita Ullucci, Silvana La Rocca. L’iniziativa, che resterà aperta al pubblico sino al 10 gennaio 2009, è stata resa possibile grazie al fattivo intervento dell’Associazione Cultura e Tradizioni Sidicine, l’Associazione turistica Pro Loco di Teano e Borghi, unitamente a De Negri&ZA.MA, Maisto Vivai, Melese fiorista, Roberto De Biasio, l’Ufficio Archeologico di Teano ed il Gruppo Sicurezza Diocesi di Teano-Calvi. Si consolida la rassegna di arte presepiale giunta alla sua 8^ edizione. La proposta di quest’anno è una versione più allargata e particolare. Non solo l’esposizione di opere di artisti artigiani del presepe, provenienti da più parti, ma anche la presentazione di un “Presepe” per Teano che l’Associazione Cultura e Tradizioni Sidicine realizza su progetto e direzione artistica dei proff. Laura Valentini e Giuseppe Gaeta. Alla mostra presepiale non mancheranno le ceramiche delle “Botteghe” dei maestri del territorio cittadino. ma l’atmosfera e lo scenario sono garantiti anche dalle sete di San Leucio di Gustavo De Negri, già coinvolto nella passata edizione, che offre il meglio della sua produzione. La Direzione artistica è stata affidata a: Francesco Sirano, Giuseppe Gaeta, Laura Valentini e Ivana Rocca, figlia d’arte.

DOMENICA 7 DICEMBRE ALLE ORE 19 A CAPUA SI INAUGURA “LUCE D’ARTISTA”

mercoledì
Dic 3,2008

Con gentile richiesta di pubblicazione

Grazie

Paolo Russo
347 8437262

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A Natale Palazzo Lanza si illumina di Luce d’Artista


C.so Gran Priorato di Malta 25, Cortile Palazzo Lanza Capua CE

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Domenica 7 dicembre dalle ore 19.00, i riflettori si accenderanno su Palazzo Lanza, è non è un modo di dire.

Dodici artisti, tutti riuniti in una mostra collettiva, sul tema della luce.
Infatti la luce, quella elettrica, sarà il filo conduttore delle opere degli artisti invitati alla mostra curata da Giuseppe Bellone e Laura Elia per l’associazione Architempo, che “illuminerà” lo spazio espositivo dell’Ex Libris per tutto il periodo natalizio.
Paolo Ventriglia, Anna Pozzuoli, Marco Mattiello, Antonello Tagliafierro, Gerardo Del Prete, Paola Rossi, Anna Giordano, Mario Rossetti, Germaine Muller, Clara Menerella, Antonio Iorio e Livio Marino Atellano sono i dodici artisti che daranno vita a quest’evento, lo stesso cortile del palazzo, sarà avvolto da suggestivi bagliori.

L’idea ha preso spunto dalla decennale esperienza di Torino, dove ogni anno
le installazioni luminose di grandi artisti tra cui Pistoletto, Merz, Casorati, Buren, Vercruisse e De Maria, tracciano un percorso ideale tra musei e gallerie, illuminando piazze e vie del centro, offrendo a cittadini e turisti la possibilità di entrare in contatto diretto con l’arte contemporanea.

“Luci d’artista – ci dicono i curatori – è una manifestazione culturale avviata dal comune di Torino nel 1998. In occasione delle festività natalizie, alcune piazze e vie della città si vestono di luci, che vanno oltre le consuete luminarie di fine anno: sono opere concepite da artisti contemporanei, che si qualificano per l’alto valore scenografico e per valori fortemente simbolici e concettuali.
Dal 2006 all’iniziativa partecipa anche la città di Salerno proponendo nel periodo natalizio parte delle luci adottate l’anno precedente dal capoluogo piemontese.
Abbiamo pensato di prendere spunto da una città come Torino, immaginare che un’esperienza come questa potesse essere riproposta anche nelle nostre città, sarebbe auspicabile che nei prossimi anni, non sia solo Palazzo Lanza ad Illuminarsi d’arte, ma soprattutto le piazze e le vie del centro storico delle nostre città, un perfetto connubio tra arte contemporanea, beni culturali e spirito di festa”.

La mostra che sarà visitabile dal 7 dicembre al 7 gennaio 2009, è arricchita dai contributi critici, del filosofo Lucio Saviani, che al riguardo scrive:
“Ci sono cose visibili e cose invisibili. Se vediamo tutto quello che vediamo, lo dobbiamo alla luce. Ma la luce non è una cosa, tantomeno illuminata.
Vediamo grazie alla luce, ma non vediamo la luce. Allora ci è dato vedere solo le luci, e tante luci, sempre diverse, punti, linee, raggi, cerchi. Eppure sempre luce.
Inganni, abbagli, folgorazioni, ma anche lente sparizioni, brillìo, scoppi e intermittenza. Un po’ come è per l’arte, che vediamo solo attraverso le opere, cioè la sua ‘messa in opera’.
E’ fluido, calore e scheggia, freddo e colore, fuoco, gelo e festa.
Proprio come succede  a un gruppo di artisti che si riunisce e, sulle cose che volevano chiarire queste parole, provano a fare luce”.

Durante la serata, in collaborazione con Amnesty International sezione di Caserta, in occasione del 60° anniversario della Carta per i Diritti Umani, alcuni poeti campani, coordinati dal ludo- linguista Edgardo Bellini, leggeranno alcune loro opere sul tema.
Interverrà la vignettista Simona Bassano di Tufillo

info:
Libreria Guida Capua 0823622924
www.libreriaguidacapua.blogspot.com
Ex Libris 0823962790
Mariateresa Lanza 3383926797 mariateresalanza@virgilio.it
C.so Gran Priorato di Malta 25, Cortile Palazzo Lanza Capua CE

Associazione culturale Architempo
eventi e organizzazione Giuseppe Bellone 3389993220
ufficio stampa e comunicazione Silveria Conte 3470482981

SECONDA MOSTRA DI ARTE PRESEPIALE

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martedì
Dic 2,2008

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GALERIE DU TABLEAU – CLAIRE SANTZER

  • Filed under: Arte

martedì
Dic 2,2008

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ARTE E CULTURA, REGGIA DI CASERTA: MOSTRA SU IMPRESSIONISTI E POST-IMPRESSIONISTI

  • Filed under: Arte

domenica
Dic 21,2008

CASERTA – “Il monumento simbolo della provincia di Caserta ospita ancora una volta un evento di rilevanza nazionale. Una mostra che si inquadra in un progetto ampio e complesso per la valorizzazione del territorio di Caserta e la sua Provincia”. Lo ha detto Vincenzo Iodice presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta alla presentazione, nei saloni dell’Ept nel Palazzo Reale, della mostra: “Dal paesaggio all’impressione. Impressionisti e post-impressionisti. Dipinti dei musei civici di Pavia tra ottocento e novecento. La donna, il paessaggio e l’impressione”. L’esposizione aperta da domani 20 dicembre e fino al 29 marzo del 2009 presenta una ricca rassegna degli sviluppi della cultura figurativa italiana tra il XIX e il XX secolo. La mostra curata da Susanna Zatti direttore dei Musei Civici di Pavia e Giovanna Petrenga già direttrice della Reggia con il coordinamento di Ferdinando Creta è promossa dalla Regione Campania, Assessorato al Turismo e – con la partecipazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Caserta e Benevento, Provincia di Caserta ed Ente Provinciale del Turismo di Caserta, Comuni di Caserta e di Pavia, Confindustria e Camera di Commercio di Caserta. Accanto a Iodice anche il Sovrintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Caserta e Benevento Enrico Guglielmo, la curatrice Zanni, l’assessore alla Cultura del Comune di Pavia, il direttore dell’Ept Antonio Cardano e Ferdinando Creta. Per Guglielmo “la grande collaborazione sviluppatasi tra più Enti ha permesso la realizzazione di un evento particolarmente interessante e importante. La mostra – continua – illustra, infatti, due dei secoli più fecondi per la pittura italiana con particolare riferimento alle esperienze artistiche e al gusto collezionistico che fiorirono nel territorio lombardo, mediante una scelta espositiva che decide di privilegiare raggruppamenti tematici. I dipinti conservati presso i Musei Civici di Pavia costituiscono un repertorio ampio ed originale dell’arte ottocentesca e di quel percorso alternativo al classicismo e al romanticismo storico e romanzesco che la scuola pavese propose e sviluppò nel variegato panorama italiano pre e post unitario. L’orientamento alternativo si andò enucleando intorno all’Accademia attiva a Pavia dal 1842, a seguito del legato testamentario di Defendente Sacchi, noto poligrafo e conoscitore d’arte, che con la sua donazione diede il primo impulso a quella che fu una feconda fucina di talenti: dai fratelli Trécourt a Federico Faruffini, da Pasquale Massacra a Tranquillo Cremona, fino a Giorgio Kienerk, ultimo direttore della Civica Scuola di Pittura di Pavia dal 1905 al 1934. Accanto ai pregevoli prodotti della scuola artistica locale, si affiancano le raffinate scelte collezionistiche dei coniugi Morone – confluite nel 2001, grazie a una esemplare donazione, nelle raccolte civiche del Castello Visconteo di Pavia – che consentono una puntuale documentazione della pittura italiana tra Otto e Novcento prediligendo soprattutto i pittori legati alla scuola francese: da Boldini a De Nittis, a Zandomeneghi. Temi conduttori scelti per la mostra casertana sono il paesaggio e la donna: due soggetti in grado di offrire, come pochi altri, chiavi di lettura e lenti d’ingrandimento attraverso cui indagare le tante novità di quella stagione artistica. Sul finire dell’Ottocento il paesaggio si trasforma in “teatro di emozioni” e dall’osservazione en plain air – che scalzerà la tradizionale trascrizione mimetica della realtà per cogliere la fuggente impressione di una visione, attenta alle mutevoli suggestioni della luce e del colore – si giunge alla forza evocativa della pittura simbolista, in cui realtà ed immaginazione concorrono all’espressività pittorica dei sentimenti. Dai paesaggi cittadini di Angelo Inganni e Francesco Trécourt la mostra dunque ci conduce alle prime prove d’impronta macchiaiola di Vincenzo Cabianca, alla sperimentazioni divisioniste di Vittore Grubiey de Dragon, alla pittura – attenta ai passaggi cromatici e alla resa dell’atmosfera – di Serafino Macchiai, il terzo “italiano di Parigi” accanto a De Nittis e Zandomeneghi, fino ai paesaggi di montagna innevati di Oreste Alberini. Nello stesso lasso di tempo il diversificato repertorio del ritratto femminile ratificherà, nella innovativa trattazione del soggetto, una rivoluzione del tessuto sociale in cui la borghesia e l’ideologia progressista giocano un ruolo dominante. La signora con bincolo di De Nittis e le numerose donne in lettura (nelle opere di Luigi Trécourt o di Leonardo Bazzaro o nel Ritratto di Carla Morone in lettura di Mario Acerbi) mostrano la partecipazione della donna alla vita salottiera e mondana ma anche la sua emancipazione culturale. In mostra, i volti, i sentimenti, i gesti delle donne si succedono, proponendo un catalogo di figure femminili di grande fascino secondo un percorso creativo che, passando attraverso l’iconografia intimista di Federico Zandomeneghi – capace pur nel contesto della rivoluzione impressionista di mantenere una forte individualità che ripropone con vigore l’ipotesi di un impressionismo italiano dotato di una propria fisionomia – giunge all’alternativa divisionista e poi simbolista di Plinio Nomellini e Giorgo Kienerk. Ecco allora esposte a Caserta le donne còlte nelle fatiche quotidiane di Angelo Tommasi e di Dall’Oca Bianca, che in Donna che che cuce mostra ormai matura una nuova esperienza pittorica attraverso la pratica della fotografia; e ancora gli olii e i pastelli – come Donna nuda coricata, La toilette, il Busto di ragazza nuda o la singolare e affascinante Roussott – in cui Zandomeneghi si sofferma sulla figura femminile con un’intonazione carezzevole ed affettuosa, senza nulla concedere al voyerismo. Ecco l’impressione temporanea, pallida e tremolante delle pitture scapigliate di Daniele Ranzoni – che traccia volti di giovani donne minute dagli atteggiamenti naturali e colloquiali – affiancate alla bellissima Lucilla di Nomellini, dallo sguardo intenso e fuggente (opera che venne esposta nella sala personale dedicata al pittore nella Biennale di Venezia del 1920) in cui l’artista livornese, avviluppando il corpo e il volto della donna in una vegetazione rigogliosa, sembra volerla cogliere in un momento di metamorfosi con l’elemento naturale, sorta di trasfigurazione dal sapore simbolista; mentre, infine, saranno sempre tre figure femminili enigmatiche quanto affascinanti, nel trittico dedicato all’Enigma umano, a rappresentare nell’opera di Kienerk il Dolore, Il Silenzio e il Piacere.

VOLUME PREMIO INTERNAZIONALE POESIA E PITTURA PRESENTATO QUESTA SERA

martedì
Dic 16,2008

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA – Sarà presentato questa, con inizio alle ore 18.00, nel Salone delle Conferenze del Real Sito Borbonico “Madonna delle Grazie”, in PiazzaMunicipio, il volume relativo alla IX^ Edizione della Rassegna di Poesia e Pittura “Premio Internazionale Città di San Nicola la Strada” che quest’anno aveva per tema “Libertà è partecipazione”. Oltre al sindaco e all’assessore alla Cultura, interverranno i curatori del catalogo Nadia Verdile e Vincenzo Toscano, che hanno presieduto le commissioni esaminatrici del premio. Nel corso della serata i solisti dell’orchestra “Johann Strauss”, diretti dal Franco Damiano, presenteranno brani tratti dallo scenario musicale Nazionale e Internazionale, mentre gli allievi dell’Accademia Sperimentale dello Spettacolo, diretta dall’attore – regista Alessandro Mistichelli, leggeranno alcune poesie inserite nel catalogo.

LUCI D’ARTISTA

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sabato
Feb 14,2009

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Caserta – (Di Salvatore Candalino) – Giovedì 19 febbraio dalle ore 20,30 presso il Caffè del Centro in Via San Carlo a Caserta sarà inaugurata la mostra Luci d’Artista che sarà visitabile fino a domenica 15 marzo.

Dieci artisti, tutti riuniti in una mostra collettiva, sul tema della luce:
Paolo Ventriglia, Anna Pozzuoli, Marco Mattiello, Antonello Tagliafierro, Gerardo Del Prete, Paola Rossi, Germaine Muller, Irene Petrella, Antonio Iorio e Livio Marino Atellano.

In occasione dell’inaugurazione, interverrà il filosofo Lucio Saviani con un Suo contributo che sarà distribuito ai presenti.

Inoltre, la serata di inaugurazione sarà arricchita da un intervento musicale del gruppo Menta Fresca composto da:

Andrea Russo – Fisarmonica
Francesca Masciandaro – Flauto
Ciro Imperato – Basso
Felice Imperato – Chitarra
Akanio Trivisano – Violino

La mostra sarà visitabile dal 19 febbraio al 15 marzo 2009, al riguardo il filosofo Lucio Saviani scrive nella breve presentazione sull’invito:

“Ci sono cose visibili e cose invisibili. Se vediamo tutto quello che vediamo, lo dobbiamo alla luce. Ma la luce non è una cosa, tantomeno illuminata.
Vediamo grazie alla luce, ma non vediamo la luce. Allora ci è dato vedere solo le luci, e tante luci, sempre diverse, punti, linee, raggi, cerchi. Eppure sempre luce.
Inganni, abbagli, folgorazioni, ma anche lente sparizioni, brillìo, scoppi e intermittenza. Un po’ come è per l’arte, che vediamo solo attraverso le opere, cioè la sua ‘messa in opera’.
E’ fluido, calore e scheggia, freddo e colore, fuoco, gelo e festa.
Proprio come succede a un gruppo di artisti che si riunisce e, sulle cose che volevano chiarire queste parole, provano a fare luce”.

La mostra è stata realizzata in collaborazione e con il contributo del Caffé del Centro e dell’Associazione Macchina da Presa.

COMUNICATO STAMPA / INVITO MOSTRA LUCI D’ARTISTA

  • Author: Tilde Maisto
  • Filed under: Arte

venerdì
Feb 13,2009

Luci d’Artista

 

Inaugurazione giovedì 19 febbraio dalle ore 20,30

 

Caserta Via San Carlo 49, Caffé del Centro

 

Giovedì 19 febbraio dalle ore 20,30 presso il Caffè del Centro in Via San Carlo a Caserta sarà inaugurata la mostra Luci d’Artista che sarà visitabile fino a domenica 15 marzo.

 

Dieci artisti, tutti riuniti in una mostra collettiva, sul tema della luce:

Paolo Ventriglia, Anna Pozzuoli, Marco Mattiello,Antonello Tagliafierro, Gerardo Del Prete, PaolaRossi, Germaine Muller, Irene Petrella, AntonioIorio e Livio Marino Atellano.

 

In occasione dell’inaugurazione, interverrà il filosofo Lucio Saviani con un Suo contributo che sarà distribuito ai presenti.

 

Inoltre, la serata di inaugurazione sarà arricchita da un intervento musicale del gruppo Menta Frescacomposto da:

 

Andrea Russo – Fisarmonica

Francesca Masciandaro – Flauto

Ciro Imperato – Basso

Felice Imperato – Chitarra

Akanio Trivisano – Violino

 

La mostra sarà visitabile dal 19 febbraio al 15 marzo 2009, al riguardo il filosofo Lucio Saviani scrive nella breve presentazione sull’invito:

 

“Ci sono cose visibili e cose invisibili. Se vediamo tutto quello che vediamo, lo dobbiamo alla luce. Ma la luce non è una cosa, tantomeno illuminata.

Vediamo grazie alla luce, ma non vediamo la luce. Allora ci è dato vedere solo le luci, e tante luci, sempre diverse, punti, linee, raggi, cerchi. Eppure sempre luce.

Inganni, abbagli, folgorazioni, ma anche lente sparizioni, brillìo, scoppi e intermittenza. Un po’ come è per l’arte, che vediamo solo attraverso le opere, cioè la sua ‘messa in opera’.

E’ fluido, calore e scheggia, freddo e colore, fuoco, gelo e festa.

Proprio come succede a un gruppo di artisti che si riunisce e, sulle cose che volevano chiarire queste parole, provano a fare luce”.

La mostra è stata realizzata in collaborazione e con il contributo del Caffé del Centro e dell’Associazione Macchina da Presa.

 

ufficiostampa@paolorusso.biz

 

Paolo Russo   347.8437262

 

Nota: per gli addetti stampa, sono in preparazione contenuti aggiuntivi (foto delle opere ed altro), gli interessati a riceverli possono richiederli scrivendo all’indirizzo email di cui innanzi.

ARCHEOCLUB CALENO, RINNOVO CARICHE

  • Filed under: Arte

mercoledì
Feb 11,2009

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Calvi Risorta  – Venerdì 13 febbraio assemblea dei soci dell’Archeoclub caleno per procedere al rinnovo delle cariche. Una vera e propria rifondazione di quella che resta una delle associazioni più antiche nate per il recupero dell’Antica civiltà calena. Un recupero, si spera, non solo a parole ma anche nei fatti. Nei giorni scorsi infatti Clelia Arduini, Presidente nazionale dell’Archeoclub d’Italia, ha inviato le tessere associative per il nuovo anno all’attuale presidente prof. Paolo Mesolella che ha convocato per venerdì alle ore 18 un’assemblea degli iscritti presso la sede dell’associazione in Via Grazia Deledda, 41, già sede della redazione del giornale Caserta24ore. L’Archeoclub d’Italia, quindi, anche a Calvi Risorta da molti anni continua ad avere la sua sede con lo scopo di tutelare e valorizzare il patrimonio storico artistico ed ambientale. L’Archeoclub caleno è guidato da un comitato molto motivato. Ne fanno parte, tra gli altri, l’archeologa Antonella Perna, l’ingegnere Pasquale Ranucci, l’assistente universitario Giuseppe Gallina, il tecnico Erminio Zona, Francesco Bonacci ed altri ancora. Ma già sono in procinto di entrare nel sodalizio nuovi soci. Presto, nella rinnovata sezione dell’ “Archeoclub d’Italia di Calvi (cui fanno parte anche Pignataro Maggiore, Francolise, Giano Vetusto, Rocchetta e Sparanise), saranno definiti gli ambiti di interesse e di intervento di ciascuno. Sarà avviata anche una campagna promozionale con lo scopo di incrementare il numero dei soci, ma soprattutto per avvicinare all’arte ed all’archeologia tutti i caleni, non solo gli addetti ai lavori. Questo, del resto, è lo scopo precipuo dell’archeoclub d’Italia. L’ associazione rinnova le tessere sociali per il quindicesimo anno consecutivo e si accinge ad organizzare una serie di iniziative con lo scopo di valorizzare l’antica Cales: conferenze e corsi didattici, interventi nelle scuole, convegni, visite guidate ed esposizioni. L’associazione, oltre che di Archeologia, si interesserà anche di beni culturali, biblioteche e recupero delle tradizioni popolari calene. Per i nuovi soci ed i simpatizzanti, quindi, l’appuntamento è per venerdì alle ore 18 in Via Grazia Deledda 41 a Calvi. Per maggiori informazioni telefonare ai numeri 652639 – 339 2594842.

martedì
Feb 3,2009

di Nunzio De Pinto

SAN MARCO EVANGELISTA – Sono partiti lunedì i lavori di realizzazione di un’area verde attrezzata in via Giovanni XXIII che, nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale targata Gabriele Zitiello, sarà destinata ad ospitare anche un museo all’aperto dell’arte contadina. “Ci è piaciuta l’idea di una sorta di museo all’aperto, un “monumento” alla storia e alle radici della nostra cultura. La piazzetta di via Giovanni XXIII ospiterà perciò quegli strumenti e quegli attrezzi che sono tipici della trazione contadina del nostro paese, che hanno fatto la storia di ognuno di noi e dell’intera comunità. Ma questo è solo il punto di partenza di una serie di importanti opere pubbliche destinate in pochi mesi a rifare il look del nostro paese”, ha preannunciato il sindaco che ha seguito da vicino il cronoprogramma dei lavori pubblici preparato dall’ufficio tecnico e coordinato dall’assessore al ramo Giuseppe Di Maio. “Coltivavo da tempo il progetto di un museo della tradizione contadina del paese – aggiunge l’assessore – l’occasione della realizzazione di questo spazio mi è sembrata imperdibile. La creazione di uno spazio verde attrezzato, da destinare tra l’altro ad un museo, risponde anche all’intenzione di questa Amministrazione di ridare dignità ad ogni angolo del paese, rilanciando le periferie e tutte quelle zone che la passata amministrazione aveva lasciato nell’abbandono e nell’incuria. Accanto alla realizzazione dell’area verde, infatti – annuncia Di Maio – sarà anche risistemata la pavimentazione di via Giovanni XXIII e via Dante”. Il progetto complessivo, che ammonta a circa centomila euro ed è finanziato con i residui di fondi regionali, comprende anche la creazione di percorsi pedonali, staccionate in legno, panchine, piantumazione di alberi ad alto fusto e prato, fontana d’acqua potabile, portabiciclette. I lavori dovrebbero concludersi nell’arco di circa novanta giorni.

STASERA GINO RIVIECCIO INCONTRA LA CITTA’

venerdì
Gen 23,2009

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA – È in programma per questa sera, con inizio alle ore 18.30, presso il Salone delle Conferenze del Real Sito Borbonico “Madonna delle Grazie”, l’atteso incontro con l’artista partenopeo Gino Rivieccio, programmato nell’ambito della rassegna “Autori di Carta”, ed organizzato dall’Amministrazione comunale di San Nicola la Strada, in collaborazione con Uthòpia Librerie – Capua e l’Ufficio della Comunicazione. L’attore – cabarettista, Gino Rivieccio presenta il cofanetto (libro e dvd) “Gino Rivieccio Show” – Edizioni Graf. In occasione dei suoi 30 anni di carriera, per la prima volta, Gino Rivieccio offre al pubblico il meglio del suo repertorio televisivo e teatrale, rivelando curiosità e aneddoti della sua vita artistica e privata. La serata sarà introdotta e moderata da Pasquino Corbelli, responsabile dell’Ufficio Stampa e Comunicazione, con l’intervento del sindaco Angelo Pascariello, dell’assessore alla Cultura Lorenzo Magnifico, del giornalista Franco Tontoli, vice presidente dell’Assostampa Caserta e dell’editore Luciano Chirico.

LA PITTURA DI RENOIR

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mercoledì
Gen 21,2009

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Renoir, il pittore della gioia
(Limoges, 25 febbraio 1841 – Cagnes-sur-Mer, 3 dicembre 1919)

Forse Renoir aveva capito di possedere un dono… quello di saper catturare gli aspetti più dolci ed effimeri, più lieti e fuggenti della vita e quello di poter rendere in pittura, ciò che l’uomo stesso non è mai riuscito a possedere interamente: la felicità.
Osservando le sue opere si può infatti sempre percepire la presenza di questa sensazione: essa promana dai personaggi ritratti incuranti della presenza dell’artista, o addirittura si avverte essere insita nell’autore stesso, che ha sempre conservato la gioia di dipingere, anche quando sul finire della sua vita fu oppresso da difficili condizioni di salute.
La copiosa produzione di opere da parte di Renoir, del resto, ne è la dimostrazione: circa seimila sono i quadri dipinti durante tutto l’arco della sua lunga vita.
Pierre-Auguste Renoir nasce a Limoges nel 1841. Il padre e la madre, che esercitavano il mestiere di sarti, decidono di recarsi a Parigi quando ancora Auguste, era appena un fanciullo.
Alla attività di decoratore di porcellane, alla quale venne avviato da giovanissimo, si deve forse la straordinaria capacità di rendere la dolcezza dei visi dei bambini da lui ritratti, oltre naturalmente alla spiccata tendenza ornamentale che espresse nelle sue prime opere pittoriche.
Frequenta poi la scuola delle belle arti. La sua carriera artistica ha inizio nel 1864 quando una delle sue opere, viene scelta per essere inclusa al Salon di Parigi, importante mostra annuale organizzata dallo Stato. Il cafè Guerbois, e i dibattiti che spontaneamente vi si sostenevano, faranno di Renoir uno dei sostenitori della pittura en plein air che coltiverà insieme all’amico Monet. Decisivi saranno poi i contatti con i mercanti d’arte, che riconobbero in Renoir un indiscusso talento artistico.
La svolta decisiva ovviamente però è da ricondurre alla mostra del 1874, (data che segna la nascita dell’impressionismo), organizzata in contrapposizione alla ufficialità del Salon presso lo studio del fotografo Nadar.
La mostra, che vide riuniti alcuni tra i nomi più famosi dell’impressionismo, ebbe il merito di portare nel mondo dell’arte, assopito e stanco, una sferzata di novità anche se ebbe all’inizio critiche ferocissime. Addirittura il termine stesso “impressionismo” ebbe origine dalle affermazioni di un noto giornalista dell’epoca che voleva sarcasticamente disprezzare l’opera di Monet dal titolo, appunto, “Impression, soleil levant”. Le prime opere impressioniste di Renoir sono caratterizzate da una infinità di piccoli tocchi di colore che sembrano promanare luce, tanto da vibrare agli occhi dell’osservatore, come di moto proprio. Il suo soggetto preferito sarà da subito la bellezza in tutte le sue forme.
L’opera di Renoir, maggiormente concentrata sulla figura umana, è orientata a cogliere le sottili sfumature insite in uno sguardo e a sottolinearle con un guizzo di luce negli occhi o con il riprodurre il moto rapido di un gesto.
Se con il ritratto di Wagner, eseguito in pochissimo tempo a Palermo durante un breve incontro, seppe rapidamente cogliere la psicologia del grande genio della musica, dipingendo i volti dei bambini Renoir ne catturerà l’innocenza e insieme quel senso di incosciente serenità, tipica del fanciullo. Se nel riprodurre un paesaggio seppe intuirne le trasparenze della luce che filtra fugace tra gli alberi, nel ritrarre la vita parigina saprà dare il senso del suo muoversi caotico.
Renoir e Monet erano amici. L’interesse di ritrarre momenti di vita quotidiana li vide spesso recarsi insieme a dipingere. Renoir, il pittore della gioia di vivere, era attratto dall’allegria della gente, Monet dalla bellezza della natura. Quale migliore posto allora per dipingere all’aria aperta, della Grenouillere, una zona attrezzata sulle rive della Senna situata ad alcuni Kilometri da Parigi.
In questi luoghi, resi facilmente raggiungibili grazie alla ferrovia, i parigini solevano trascorrere momenti di serena spensieratezza, frequentando un ristorante tipico sistemato in uno zatterone ormeggiato alla riva. Osservando i due capolavori dell’impressionismo aventi come titolo “la Grenouillere”, di Renoir e di Monet, non possiamo non sentirci coinvolti dal senso di freschezza che si avverte dalla presenza del verde e dell’acqua, il movimento della gente e dei colori riflessi, in un turbinio che coinvolge i sensi fino alla viva partecipazione.
Le differenze dei due quadri mostrano i due diversi modi di intendere l’impressionismo da parte dei due autori. L’uno maggiormente preso dall’allegra presenza umana, l’altro dagli elementi naturali che tratta, pittoricamente, allo stesso modo delle persone raffigurate, ma entrambi con l’interesse per il colore. Il colore degli impressionisti, vivo, acceso, vibrante, cosciente della luce che si rifrange sulle cose.
“La natura”,- affermerà Renoir,- “conosce soltanto i colori. Il bianco e il nero, non sono colori”.
Il celebre “Moulin de la Galette”. Contrariamente ad altre produzioni richiese una lunga preparazione ed è pertanto un quadro che Renoir definì in studio. La composizione contemplò infatti una precedente fase che vide l’artista recarsi spesso al Moulin: un mulino abbandonato nel quartiere Montmartre di Parigi, dove i parigini erano soliti riunirsi per ballare e consumare le galette. Renoir studiava i movimenti, gli atteggiamenti dei presenti ricorrendo spesso a degli schizzi che poi metteva insieme in studio. Pervenne così ad una delle opere più belle e coinvolgenti dell’impressionismo, dove tutti i partecipanti sembrano confondersi con lo stesso ritmo del ballo e con il clamore delle voci e dei suoni, grazie all’uso della luce e del colore.
Nel 1881 Renoir sembra avere una crisi che lo porta lontano dalle sue scelte artistiche. Pensa di non sapere più dipingere e di avere preso dall’impressionismo ormai tutto ciò che poteva trarne. Decide di recarsi in Italia. Durante questo viaggio la sua arte conoscerà una svolta che lo porterà ad una ulteriore evoluzione e ad un recupero del contorno e delle forme. Di Palermo porterà con sé le squillanti luminosità di una città mediterranea, e di Roma la potente lezione appresa ammirando dal vero le opere di Raffaello. Ritroverà grazie a questo viaggio un rinnovato entusiasmo che gli restituirà la gioia di dipingere (se mai l’aveva persa….).
Le “Bagnanti”, che dipingerà successivamente al viaggio in Italia, presenteranno allora dei solidi contorni e saranno donne imponenti che conserveranno solo il ricordo della leggerezza delle donne parigine, nei dolci lineamenti dei visi, ma che nel corpo ricorderanno invece solenni e tornite dee pagane, in un paesaggio che non ha più riferimenti a luoghi esistenti.
Nel 1905 Renoir, si trasferisce con la famiglia a Cagnes –sur-Mer, in Costa Azzurra, per cercare di trovare giovamento alle sofferenze causategli da una progressiva malattia reumatica. Lavorerà fino al giorno della sua morte conservando pur nelle oggettive difficoltà (le gambe paralizzate e l’uso non più agevole delle mani), la voglia di trasmettere la gioia di vivere.
P.Campanella –

ALCUNE OPERE DI RENOIR:

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(La colazione dei cannottieri)

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(Le bagnanti)

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Le Chapeau épinglé (Il cappello appuntato)

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(Il ballo in campagna)

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(Femme in un Verger)

MOSTRA-EVENTO DELL’ARTISTA MIMMO VASTANO

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giovedì
Feb 26,2009

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(Mimmo Vastano)

di Ivan Noviello

COMUNICATO STAMPA

C’è grande attesta per il taglio del nastro della mostra evento dell’artista Mimmo Vastano. L’inaugurazione dell’evento avverrà il prossimo sabato 28 febbraio alle ore 21.

Trenta anni di attività di   Vastano (1979-2009), festeggiati con “Ordine e disordine” che si terrà nello spazio-mostre dell’OfCA Studio di Caserta in via Cesare Battisti 76 (ex officina meccanica). Alla kermesse si avvicenderanno Vanna Verazzo, Giovanna Calcagna, Stefano Signori, Nico Noviello, Dafne Maio e Maurizio Schiavo.

Un evento che segue al grande successo riscosso in occasione di ‘Sentieri’ dove l’artista mise in mostra alcuni lavori più significativi della sua produzione, come il grande monocromo circolare Sole e luna. Scrive lo stesso Vastano: “Non riuscivo a cancellare le tracce del mio passato, i ricordi vivevano il mio divenire – lento – silenzioso – progressivo – con lo sguardo verso le stelle la notte e verso il sole il giorno. I miei pensieri correvano fra l’immenso mare e paesaggi che mutavano velocemente – il tempo attraversava il mio corpo – dentro e fuori di me e il volto segnato da emozioni che mai più vivrò. Il mio cuore mai privo d’amore – scandiva la danza del nuovo giorno – ogni mio movimento liberava nell’aria – colori – forme – segni – messaggeri di pace – oltrepassavano fini e confini, donando assoluta libertà. Mai più conflitti violenza sui deboli – inquinamento del cielo del mare e della terra. Mai più violenza su di noi”.

IN TAVOLA, UNA NUOVA SEDE DEDICATA ALL’ARTE

  • Filed under: Arte

giovedì
Feb 26,2009

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Caserta – In Tavola fine banqueting, una delle realtà più rappresentative nel settore della ristorazione di prestigio a livello nazionale ed internazionale, apre una nuova sede a Caserta in via don Bosco 56, con una forte caratterizzazione culturale, divenendo un vero e proprio spazio espositivo per mostre ed eventi. Non a caso si chiamerà In TavolArte.

Per annunciare l’evento In TavolArte ha organizzato per sabato 28 febbraio alle ore 21 una straordinaria serata per festeggiare l’inizio attività, in collaborazione con Napoli Club Arte, l’associazione di collezionisti d’arte contemporanea partenopea presieduta da Donato Rosa. Location eccezionale il Casale Fevi di Piana di Monte Verna, di recente ristrutturato ed entrato ad arricchire il novero di siti prestigiosi gestiti dal patron di In Tavola Emilio Trotta. L’organizzazione dell’evento è curata dalla Tenevents di Donatella Cagnazzo.

Protagonista della serata sarà l’artista napoletano Roberto di Bianco che esporrà nella lussuosa location alcune opere di grande formato. Di Bianco trae dal viaggio l’ispirazione per la sua arte e la sua vita vivendolo non come semplice spostamento geografico ma come complesso esperimento culturale, mentale e poetico alla costante ricerca di un’identità de-finita. Da qui nasce la tensione alla sperimentazione, su tecniche, materiali e superfici: all’olio su tela affianca acrilici, smalti, gesso, resina, materiali di recupero, mattonelle di ceramica, velluto, tessuti vari che combina con sapiente armonia creando mescolanze di linee e volumi.

Sempre nel corso dell’evento si terrà la performance art “Rite (Il rito del colore)” ideata da Giovanna D’Amico, Alfonso Borrelli, Ilaria Cecere e Valentina Ambrosino.

Il tutto si concluderà con una splendida cena curata nei minimi dettagli da In Tavola

In Tavola fine banqueting mira da oltre venti anni, riuscendo con ottimi risultati, all’eccellenza nel settore della ristorazione. L’alta qualità dei servizi offerti e l’estrema professionalità impiegata, permettono di soddisfare la clientela più esigente, promuovendo eventi di sicuro successo. La filosofia è progettare senza lasciare nulla al caso: scegliere la location, allestire l’ambiente, realizzare la scenografia adatta, selezionare il prodotto.

La ricerca di soluzioni innovative e all’avanguardia per gli allestimenti e gli accessori, la cura minuziosa dei particolari e dei dettagli, la scelta di prodotti alimentari tipici e di nicchia costituiscono il valore aggiunto di in tavola e ne fanno il partner ideale per eventi indimenticabili. Dal 2004 intavola è partner tecnico di Don Alfonso 1890.

LA CHIESA DI SAN RUFO MARTIRE

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mercoledì
Feb 25,2009

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Caserta – (Di Salvatore Candalino) – Sul sito www.casolla.net è disponibile l’aggiornamento relativo alla Chiesa di S. Rufo, opportunamente corredato di foto realizzate da Francesco Maria Gabriele Vozza, che riproducono il pregevole altare e l’esterno del monumento. Le immagini, protette da copyright, ci sono state gentilmente concesse dall’autore esclusivamente per corredare la nostra nota. Sulle origini del pregevole monumento, magicamente incastonato nel verde della frazione di Casolla di Caserta e sulle sue bellezze così scrive Luigi Fusco: “La prima documentazione relativa all’esistenza della chiesa di San Rufo Martire risale al 1113 nella “Bolla” di Sennete.

Una leggenda locale narra che il piccolo tempio sia stato innalzato dai fedeli di Piedimonte nel luogo in cui il santo, originario di Verona, subì il martirio da parte dei sacerdoti pagani del vicino Tempio di Giove Tifatino. L’impianto architettonico, databile intorno alla prima metà del secolo XI, è sobrio nella parte esterna, mentre l’interno è a navata unica con tre cappelle laterali sorte tra il XVII ed il XVIII secolo.

Alla chiesa si accede percorrendo una ripida scalinata con gradini in pietra e attraversando il sagrato da cui si sviluppa anche il modesto campanile. La decorazione interna è abbastanza scarna e non gode, purtroppo, di un buono stato di conservazione. Il dipinto più antico è il brano ad affresco, nell’abside, raffigurante la parte inferiore del corpo del Cristo Pantocratore, in quanto quella superiore è coperta da uno stucco realizzato nella seconda metà del Settecento. Della stessa epoca sono anche alcune pitture, con figure di Santi, inserite in cornici ovali stanti sulle pareti della navata principale. Del XVIII secolo è anche il pavimento con maioliche dipinte, messo in opera, su commissione del parroco Nicola Jannelli, dalla bottega dei Massa di Maddaloni. Si tratta di un vero e proprio capolavoro barocco di arte applicata, caratterizzato dalla presenza di elementi floreali, geometrici e mistilinei. Poco è rimasto dell’affresco raffigurante San Giorgio e il drago, risalente, verosimilmente, agli inizi del Quattrocento. L’altare principale è invece privo di buona parte dei suoi marmi commisti, trafugati da ignoti, una decina d’anni or sono. In gravi condizioni versa anche il seicentesco organo, in legno dorato e finto marmo, posto al di sopra dell’ingresso della chiesa. Visibili ed in discreto stato di conservazione sono le lapidi e gli stemmi della famiglia Alois”.

 OFCA STUDIO, SABATO 28 FEBBRAIO LA MOSTRA-EVENTO DI MIMMO VASTANO

  • Author: Tilde Maisto
  • Filed under: Arte

mercoledì
Feb 25,2009

Caserta – Di Salvatore Candalino Spazio espositivo: OfCA Studio – Via Cesare Battisti 76 (ex officina meccanica) – 81100 Caserta –0823442367
Titolo dell’evento: “1979-2009. Ordine e disordine”
Data di vernissage: sabato 28 febbraio 2009
Biglietti: ingresso libero
Orario del vernissage: ore 21
Ufficio stampa: UfficiStampaRiuniti – E-mail

ufficistampariuniti@virgilio.it
Artista: Mimmo Vastano
Genere: arte contemporanea, personale
Abstract di presentazione:
S’inaugurerà sabato 28 febbraio alle ore 21 la mostra-evento di Mimmo Vastano “1979-2009. Ordine e disordine” nello spazio-mostre dell’OfCA Studio di Caserta in via Cesare Battisti 76 (ex officina meccanica), telefono 0823442367.
All’evento parteciperanno Vanna Verazzo, Giovanna Calcagna, Stefano Signori, Nico Noviello, Dafne Maio e Maurizio Schiavo.
Scrive lo stesso Vastano: “Non riuscivo a cancellare le tracce del mio passato, i ricordi vivevano il mio divenire – lento – silenzioso – progressivo – con lo sguardo verso le stelle la notte e verso il sole il giorno. I miei pensieri correvano fra l’immenso mare e paesaggi che mutavano velocemente – il tempo attraversava il mio corpo – dentro e fuori di me e il volto segnato da emozioni che mai più vivrò. Il mio cuore mai privo d’amore – scandiva la danza del nuovo giorno – ogni mio movimento liberava nell’aria – colori – forme – segni – messaggeri di pace – oltrepassavano fini e confini, donando assoluta libertà. Mai più conflitti violenza sui deboli – inquinamento del cielo del mare e della terra. Mai più violenza su di noi”.
OfCA
OfCA Studio – Via Cesare Battisti 76 (ex officina meccanica) – 81100 Caserta
Phone (+39) 0823442367 – Web

www.ofca.net

ALLA BIT DI MILANO SI PUNTA SULL’ARTE

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giovedì
Feb 19,2009

La presenza casertana alla fiera confermata ieri dall’Ente Camerale

Il logo “Casertaè” sarà il fulcro intorno al quale ruoterà la partecipazione di Caserta alla ventinovesima edizione della Bit, la Borsa internazionale del Turismo di Milano in programma da domani al 21 febbraio prossimo. I particolari della presenza casertana alla prestigiosa manifestazione sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa presso l’Ente camerale. Si punta all’arte e all’enogastronomia come volano per lo sviluppo del turismo.

Maria Beatrice Crisci

“Anche quest’anno a rappresentare la nostra provincia alla Bit ci saranno Comune, Provincia, Ept, Camera di Commercio e Sovrintendenza e la Reggia sarà, comunque, il monumento simbolo della nostra terra”. A parlare è il presidente della Camera di Commercio di Caserta Mario Farina che ha fatto ieri gli onori di casa in occasione della partecipazione casertana alla kermesse. Accanto a Farina, il presidente della commissione turismo dell’Ente di via Roma Franco Candia. Quindi per la Provincia l’assessore Giuseppe Moretta, per l’Ept il direttore Nicola Cardano, per il Comune il dirigente Marcello Iovino e per la Sovrintendenza ai Beni Culturali Enzo Zuccaro. “La Bit – ha sottolineato Farina – rappresenta sicuramente una vetrina sulla nostra provincia. Il momento di difficoltà dell’economia italiana si ripercuote anche sulle imprese turistiche, ma da questo evento può nascere quella spinta giusta per trovare politiche di sistema a favore del turismo con interventi economici coordinati ed efficaci sia a livello nazionale che delle istituzioni locali”. Franco Candia, consigliere della Camera di Commercio e presidente della commissione turismo, ha evidenziato, poi, che “sono ormai diversi anni che alla Bit si presentano le eccellenze e il territorio casertano. Solo due anni fa la nascita del marchio Casertaè uno strumento di concertazione tra tutti gli enti, che, a vario titolo, sono istituzionalmente preposti alla pianificazione e, soprattutto, alla realizzazione della politica turistica in Terra di Lavoro. Un logo che ha inteso e intende affermare la tipologia del territorio nei comparti principali di interesse dal punto di vista dell’arte, della storia, della natura e della gastronomia. Caserta è Arte, Natura, Storia, enogastronomia. E anche in occasione della Bit di quest’anno si farà in modo di dimostrarlo”. Quindi, ha aggiunto: “La particolarità dell’allestimento all’interno dello stand assegnatoci quest’anno, consisterà nella presenza di numerose gigantografie, tutte raffiguranti la Reggia vanvitelliana”. “Testimonial d’eccezione per Caserta – ha ricordato, ancora, il presidente Farina – sarà l’attrice Claudia Koll e tra le eccellenze della nostra terra un occhio di riguardo sarà dato alla cultura del buon bere. Infatti, con il contributo dell’associazione Le strade del vino che rappresenta da un punto di vista storico vinicolo, la zona più interessante della provincia, porteremo alla Bit tre grandi vini doc ovvero il Falerno, il Galluccio e l’Asprinio d’Aversa”. Per il direttore dell’Ept Cardano “si tratta di un’esperienza che ha già dato risultati positivi. Uno strumento per attirare l’attenzione sulle risorse culturali e ambientali di Terra di Lavoro. Un sistema integrato che può dare un apporto positivo allo sviluppo turistico”. L’assessore provinciale Moretta ha puntato l’accento, invece, sulla presentazione “di iniziative che l’Ente di Corso Trieste ha messo in cantiere per lo sviluppo socio-economico del territorio casertano”. Quest’anno, poi, la partecipazione casertana alla Bit vedrà anche il coinvolgimento delle scuole. L’istituto superiore Michelangelo Buonarroti con un progetto di ricerca dal titolo “I longobardi” e l’Istituto comprensivo Ruggiero con un progetto di scrittura creativa intitolato “Un libro per volersi bene”.

NAPOLI – MOSTRA DI SILVIA REA

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giovedì
Feb 19,2009

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 Napoli – (Di Salvatore Candalino) – Venerdì 20 febbraio, alle ore 18.30, presso lo Studio Arti e Decorazioni “Le Muse” di Napoli, via Toledo n.272, si inaugurerà la mostra di Silvia Rea dal titolo “Volti e Risvolti”, presentata da Carlo Roberto Sciascia e curata da Joanna Wrobel.
L’artista, nativa di Grottaglie (TA), si è laureata in Biologia ed ha insegnato “Biologia e Chimica” presso vari licei della Liguria e di Napoli, dove attualmente vive ed opera; recentemente pensionata, si dedica alla pittura a tempo pieno.
Delle sue opere Carlo Roberto Sciascia, nel suo testo intitolato “Le architetture emotive di Silvia Rea nel tessuto spirituale ricco di ricordi”, ha
affermato: “Le figurazioni dell’artista si avvalgono di momenti lirici determinati da un semplice intreccio di elementi comuni e di seduzioni accattivanti, che determina un’atmosfera sospesa nel tempo e ammantata di tenere emozioni, mentre i rimandi del passato e tanta malinconia velano a volte l’idillio dell’insieme; nascono, così, forti risonanze dal sapore intimistico, ricco di sensazioni personali vissute in un tessuto spirituale fatto di ricordi e di proiezioni verso il sociale, laddove si coniugano nostalgia e sogno, meditazione e liricità nel fascino di visioni pregne di atmosfere mediterranee.
I frammenti di pensiero, percepibili nelle immagini sofferte, assurgono a singoli momenti spirituali, barlumi di verità; il <tormento dell’esistere>, che a volte dinamicamente attanaglia la scena, induce ad una catarsi finale nella quale, finalmente, l’intimo della psiche dell’artista possa trovare riposo”.
La mostra proseguirà fino al 6 marzo con apertura dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 20.00.

Info: 081/65 83 393 – 340/82 22 584 – associazionelemuse@libero.it

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Le architetture emotive di Silvia Rea
nel tessuto spirituale ricco di ricordi

di Carlo Roberto Sciascia

“Un luminoso e ventoso pomeriggio di settembre alzai gli occhi e li vidi, panni colorati che il vento impegnava in una danza forsennata, movimenti sinuosi come ritmi mediterranei contro un cielo di un azzurro così intenso da stordire. Cielo del Sud”
Così ha affermato Silvia Rea, un’artista che parla di un mondo affascinante, delineato dalle assolate e colorate terre di Puglia e ravvivato dal folclore di Napoli, sempre vivo e vivace ma anche tormentato ed inquieto. Le sue opere, infatti, riflettono tutte un gran senso di armonia in un’architettura materiale ma emotiva, nella quale sfilano visioni luminose che inseguono gli impulsi indecifrabili della memoria ed esplorano le passioni e gli slanci vitali indistinti tra presente e passato; il tempo, così, si proietta in una dimensione insondabile che include l’assoluto nella fugacità dell’attimo e intreccia le trame del quotidiano.
La contrapposizione tra individuo con le sue aspirazioni e realtà vissuta giornalmente invita Rea ad avviare una meditazione discreta, grazie alla quale ogni dinamismo evolutivo dell’infinito mentale tende a costruire una concretezza evidenziata da strutture spazio-ambientali ricche di affabili percezioni visive, nonché tattili e di vivide luminosità.
Le figurazioni dell’artista si avvalgono di momenti lirici determinati da un semplice intreccio di elementi comuni e di seduzioni accattivanti, che determina un’atmosfera sospesa nel tempo e ammantata di tenere emozioni, mentre i rimandi del passato e tanta malinconia velano a volte l’idillio dell’insieme; nascono, così, forti risonanze dal sapore intimistico, ricco di sensazioni personali vissute in un tessuto spirituale fatto di ricordi e di proiezioni verso il sociale, laddove si coniugano nostalgia e sogno, meditazione e liricità nel fascino di visioni pregne di atmosfere mediterranee.
I frammenti di pensiero, percepibili nelle immagini sofferte, assurgono a singoli momenti spirituali, barlumi di verità; il <tormento dell’esistere>, che a volte dinamicamente attanaglia la scena, induce ad una catarsi finale nella quale, finalmente, l’intimo della psiche dell’artista possa trovare riposo.
I suoi personaggi, presentati con una determinata espressione psicologica familiare alla pittrice e affettivamente a lei cara, hanno insiti gli stati d’
animo legati al territorio ed il richiamo del Mediterraneo, retaggio della memoria, inserito magistralmente in tratti tipici immersi nel sole e colmi di fragranze e di vibrazioni dell’animo vissute. Ogni soggetto finisce con il trascendere il finito per proiettarsi nella sfera spirituale grazie alla particolare caratura cromatica ben realizzata.
In una poetica delicata, che non prepondera la razionalità del pensiero ma in essa si fonde, la superficie pittorica accoglie cromatismi caldi di passione mediterranea mentre il vento dei ricordi agita i segni; quando, invece, il senso materico permane, appaiono figure dettate da slanci gestuali spontanei ed avvolgenti, che si sovrappongono su uno sfondo tenue e/o vivono in sé tra trasparenze leggere e sognanti quali vivide sensazioni che, se da un lato liberano l’animo da ogni affanno, dall’altro ne fanno intuire la continua inquietudine.
La compostezza del soggetto, riportato sulla tela, ha una freschezza nel risultato che non tradisce i particolari ma ne agevola il gioco d’insieme perché attentamente studiato nei suoi elementi. Lo spazio vive nella disposizione equilibrata dei colori ai quali Rea sa imprimere un significato nell’armonia dello sfondo.
Un ritratto dopo l’altro parlano di una umanità “quotidiana”, semplice ma dignitosa nella sua esistenzialità, che getta un ponte verso l’interiorità di ognuno di noi; l’incarnato, <pregno di umanità>, determina un pathos dalle terrigne tonalità cromatiche nei tratti del volto, di solito illuminato da luce solare che evidenzia la fisionomia del personaggio, il suo sguardo inquietante e la sua interiorità psichica per mezzo di linee purissime ed essenziali e di lineamenti fortemente marcati. È il suo un modo di indagare la personalità dei soggetti, siano essi uomini, donne o ragazzi, ora con tratti veloci e incisivi ma sempre essenziali, ora andando a cercare le testimonianze nascoste della personalità vive nel riflesso psicologico dello spazio interno, quello emotivo del loro essere uomini o donne o ragazzi, ora scrutando nei loro occhi, ora i solchi delle rughe e nelle pieghe della bocca.
Silvia Rea con la sua attenta percezione visiva riesce ad interpretare il mondo con appassionanti riverberi psicologici attraverso un filtro sensibile e poetico, che recupera liricamente il visibile con la sua forte spinta introspettiva e meditativa, scaturente da una riflessione compositiva e da una coerenza dell’architettura visiva; le sue opere rivelano una struttura funzionale al dettato emotivo, che permette all’artista di comunicare con sincerità e rivelare se stessa nella sua interezza e nei giusti termini ricettivi e spontanei.

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Biografia e curriculum di Silvia Rea

Nata a Grottaglie (TA), si è laureata in Biologia ed ha insegnato “Biologia e Chimica” presso vari licei della Liguria e di Napoli, dove attualmente vive (in vico San Geronimo n.29 – 081/55 19 063) ed opera; recentemente pensionata, si dedica alla pittura a tempo pieno.
Ha frequentato il corso libero di nudo presso l’Accademia di belle Arti di Napoli e un corso di pittura tenuto dal maestro Luigi Cerqua presso l’
associazione Le Muse di Napoli; ha lavorato presso la stessa associazione sotto la guida del pittore Umberto Legnetti. Ha affrontato lo studio dell’anatomia e del disegno del corpo umano dal vero frequentando il corso di disegno, anatomia e pittura tenuto dal giovane pittore Marco Chiuchiarelli nella scuola di pittura presso l’associazione In Form Of Art.

Mostre recenti significative: 2005 Picturae minimae Galleria Le Muse  Napoli; Mostra di Pittura  Galleria Le Muse Napoli; Atmosfere mediterranee Premio Elsa Morante  Procida; – 2006 Colori e passioni  Galleria Le Muse Napoli; Percorsi Galleria Le Muse  Napoli; Il Borgo  Borgo San Severino di Centola; 2007 Racconti magici  Galleria Le Muse  Napoli; Mondodivino. cantine aperte dalla Sibilla Baia/ Bacoli – Napoli; Aistè 2007 “Barocco” Chiostro del Borromini Roma; I volti del Borgo  Borgo San Severino di Centola; Premio  Musa Fedele Arte di gustare & Arte di guardare – Galleria Le Muse  Napoli; 2008 L’Arte in vetrina Borgo di S. Egidio Napoli – 2008 Memorie e Miti  Galleria Le Muse Napoli; – 2009 L’Arte in vetrina Borgo di S. Egidio Napoli

PREMI: 1° premio al Concorso di pittura, VI edizione, Premio Nazionale di Poesia, Narrativa e Arte, Sezione Arti Figurative, “Le passioni di Albatros”, organizzato dalla rivista Albatros anno 2008

ITALIA 150, MARRO CONTESTA LA MOSTRA CON I CAPOLAVORI DELLA GALLEIA SABAUDA

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martedì
Feb 17,2009

di Nunzio De Pinto 

SAN NICOLA LA STRADA 
–  “E’ incredibile che per festeggiare i 150 anni dell’annessione coatta del Regno delle Due Sicilie, si mettano in mostra solamente i “quadretti” di casa Savoia. Siamo disgustati ed amareggiati. Il Regno delle Due Sicilie, stato sovrano che è stato depredato con la forza, ha capolavori sia a Napoli che a Palermo più belli di quelli dei savoiardi”. Ad affermarlo è il segretario nazionale dell’Associazione “Comitato delle Due Sicilie”, il sannicolese Fiore Marro, appena è venuto a conoscenza che una grande mostra con i capolavori della Galleria Sabauda di Torino sarà messa in vetrina a Bruxelles. Si tratta di novantuno opere “Da Van Dyck a Bellotto” – questo il suo titolo – per offrire all’Europa intera un assaggio di Italia 150, manifestazione che servirà per rinverdire i fasti dell’Unità d’Italia dimenticando la verità storica. C’é anche questa importante iniziativa culturale tra gli eventi che dal 18 al 20 febbraio prossimo presenteranno al Parlamento europeo di Bruxelles le manifestazioni per il Centocinquantenario dell’Unità d’Italia in programma nel 2011. Si tratta di un’importante occasione di promozione internazionale del nostro territorio e dell’evento che ospiterà tra due anni, ma che, ancora una volta, mortificherà il Sud d’Italia e la sua Storia. La mostra sarà allestita al Bozar, il palazzo delle Belle Arti della capitale europea che per i suoi 80 anni ha deciso di ospitare l’Italia per la prima volta. Per le manifestazione del 150° anniversario si presenteranno all’Europa anche con la mostra fotografica “Piemonte in scena” e con “Torino, Italian Spring”, un vero e proprio festival della cultura torinese e italiana.

CASERTA – INCONTRI FRANCESISTI

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martedì
Feb 17,2009

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 Caserta – (Di Salvatore Candalino) – Nuovo incontro culturale nell’ambito delle attività promosse – per l’anno sociale 2008/2009 – dalla sezione casertana della Sidef, Società Italiana dei Francesisti, di cui è fiduciaria la prof.ssa Amalia Amabile Ferrajolo. Anche in quest’occasione la manifestazione si terrà nella sala conferenze dell’Istituto delle Suore Riparatrici di via Tanucci, istituzione benemerita di antica tradizione, validamente al passo con i tempi per la molteplice e qualificata offerta formativa, egregiamente coordinata dalla Superiora, Suor Cecilia Guida. Il laboratorio linguistico, teatrale e altri ancora, opportunamente utilizzati come supporto nell’insegnamento delle varie discipline, costituiscono uno dei tanti fiori all’occhiello del prestigioso Istituto casertano, che ha validamente formato più di una generazione della nostra città.
Venerdì, 20 Febbraio, alle ore 16,30, il Prof. Alvio Patierno, docente di Lingua e Letteratura francese presso l’Università degli Studi “SUOR ORSOLA BENINCASA DI NAPOLI E DOCENTE DELLA MEDESIMA DISCIPLINA PRESSO L’UNIVERSITÀ FEDERICO II DI NAPOLI, parlerà sul tema: “Alexandre Dumas et le brigandage dans L’Indipendente». Il prof. Patierno é  docteur es Lettres presso Università francese – Specialista in Letteratura teatrale e di Dumas. In tale veste recentemente è intervenuto ai colloqui internazionali di Lione su Dumas. Intanto sono in corso di organizzazione altri appuntamenti. Tra essi, due incontri di formazione e un récital di fine anno in lingua francese di alunni di scuole casertane.

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(Sidef assemblea)

martedì
Feb 17,2009

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Napoli – (Di Salvatore Candalino) – Spazio espositivo: Girulàrt – Via Vetriera a Chiaia 7/A – 80132 Napoli – tel 081425511
Titolo dell’evento: “Un mondo di gommapiuma”
Data di vernissage: venerdì 20 febbraio 2009
Data di chiusura: giovedì 5 marzo 2009
Orari di apertura: dal martedì al sabato dalle ore 12 alle 15 e dalle ore 20 alle 24
Ingresso: libero
Orario del vernissage: ore 19
Ufficio stampa: UfficiStampaRiuniti
Curatore: Enzo Battarra
Artista: Gerardo Di Fiore
Abstract di presentazione:
S’inaugurerà venerdì 20 febbraio alle ore 19 la mostra di sculture di Gerardo Di Fiore “Un mondo di gommapiuma” al Girulàrt di Napoli in via Vetriera a Chiaia 7/A, telefono 081425511. Curatore il critico d’arte Enzo Battarra.
Gerardo Di Fiore, un vero maestro dell’arte contemporanea, per anni titolare della cattedra di scultura all’Accademia di Belle Arti napoletana, ha curato personalmente l’allestimento di questa sua mostra personale al Girulàrt, tempio del gusto e della vita notturna partenopea.
Nel suo testo di presentazione “Prove di leggerezza, nuvole di libertà”, Enzo Battarra scrive: “La ricerca di Gerardo Di Fiore è tesa da decenni a indagare le potenzialità di una materia fatta soprattutto di aria, una materia immateriale. Eppure, la gommapiuma, da sostanza negletta, nascosta funzionalmente a fare da imbottitura, viscere per materassi, divani o altro, diviene corpo dell’arte, materia nobile, scultura.
È come scoprire una parte nascosta di sé, un qualcosa di impresentabile sfuggito al controllo, alle censure, ai veti. Ecco perché le soffici sculture in gommapiuma di Gerardo Di Fiore sono nuvole di libertà.
Queste prove di leggerezza si trovano a dover fare i conti con la pesantezza di una quotidianità fatta di utensili e di attrezzi, di paradossi e di rituali. È allora che la gommapiuma si riempie ancora di più dell’aria che porta dentro di sé e si appresta a volare in alto sottraendosi ai destini terreni.
Tanta tensione verso l’alto ma anche tanta voglia di contaminarsi con le cose della terra, di invadere gli spazi della vita, di trasformare il paesaggio. Un altro mondo è possibile, un mondo di pace, dove ognuno può lasciarsi cadere senza dolore, dove ogni oggetto è incapace di creare danno, dove i bambini possono giocare in libertà. Un mondo di gommapiuma è possibile. Gerardo Di Fiore ci sta lavorando da tempo!”.
La mostra, che sarà visitabile dal martedì al sabato dalle ore 12 alle 15 e dalle ore 20 alle 24, chiuderà giovedì 5 marzo.

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