Buon Lunedì

Buon inizio settimana a tutti i lettori con il fiore del Narciso

Il narciso è un fiore dalla potente simbologia. Esistono, infatti, in diverse culture, miti e leggende che lo vedono protagonista e metafora di caratteristiche umane, ma anche simbolo di buoni e cattivi auspici.

I diversi significati del narciso

 Troviamo associati al narciso diversi significati e simbologie, legati a culture anche molto lontane tra di loro.
Gli antichi romani pensavano che il narciso fosse un fiore che cresceva nei campi Elisi, simbolo dell’aldilà nella religione romana, e quindi avevano l’usanza di piantarli sulle tombe dei propri cari defunti.

I Druidi, i sacerdoti degli antichi Celti, associavano ai narcisi il simbolo della purezza. A un certo punto però, si diffuse la leggenda che questi fiori avessero il potere di assorbire i pensieri negativi e malvagi degli esseri umani e per questo fossero diventati velenosi (in effetti sono fiori con una certa tossicità).

Nell’antica cultura ebraica, invece, il narciso è associato alla bellezza e fertilità della donna, mentre nell’iconografia cristiana divenne simbolo della rinascita dopo la morte e associato, quindi, alla Pasqua. In alcune opere di pittori olandesi, troviamo anche il narciso come simbolo dell’amore eterno di Dio contro l’amore egoistico degli uomini.

In Cina il fiore è simbolo di fortuna e prosperità per l’anno nuovo, poiché la sua fioritura corrisponde proprio al periodo del Capodanno cinese. Nell’arte del tatuaggio cinese il narciso rappresenta l’augurio di far emergere il proprio potenziale interiore e di ottenere riconoscimenti per il proprio lavoro. Ecco perché regalare narcisi è molto gradito nel caso di un nuovo lavoro o se si sta cercando di avere più fortuna nella vita.

Nel Galles il narciso viene chiamato “giglio di quaresima”, poiché lì fiorisce proprio in questo periodo. E’ usanza indossarlo appuntato alla giacca il 1 marzo, giorno di San Davide e si crede che una sua fioritura precoce porti un’annata piena di prosperità.

La superstizione intorno a questo fiore ha portato anche a credere che. se in un campo ci sia solo un bocciolo a fiorire per primo, questo è segno di sfortuna. Nel Maine, negli Stati Uniti d’America, si credeva poi che se questo bocciolo fosse rivolto verso l’osservatore, gli avrebbe portato sfortuna per il resto dell’anno.

Il mito greco

Il poeta e drammaturgo greco Ovidio, ci narra il mito del giovane Narciso, frutto dell’amore tra una ninfa e il dio fluviale Cefiso. Ne nasce un bambino bellissimo, il cui destino però, profetizzato alla madre dall’ndovino Tiresia, sarà quello di morire non appena guarderà se stesso. Narciso cresce e la sua bellezza non fa che aumentare, come del resto la sua vanità e un incondizionato amore di sé che lo porta a rifiutare i sentimenti di chiunque si innamori di lui.
Di lui si innamora anche Eco, una ninfa dei boschi condannata da Era a restare muta a causa della sua precedente parlantina. Eco era colpevole, secondo Era, del fatto di distrarla con le sue eccessive chiacchiere mentre il marito Zeus si intratteneva con le sue amanti. La condanna così a restare muta e ad avere la facoltà di ripetere soltanto le ultime parole ascoltate da qualcun altro.

Eco incontra Narciso mentre questi era a caccia di cervi nel bosco. Se ne innamora all’istante e lo abbraccia. Narciso è disgustato, la scaccia e fugge verso uno specchio d’acqua. Si siede sulla sponda e nel gesto di raccogliere l’acqua tra le mani per berla e lavare il viso, vede il suo volto riflesso nella fonte. Se ne innamora, cerca di baciarlo, ma non vi riesce. Resta così a contemplare se stesso e a quel punto si realizza l’antica profezia: Narciso ha visto se stesso e nell’impossibilità di realizzare l’estremo desiderio d’amore verso di sè, si trafigge con una spada e muore. Là dove cadde il suo sangue nacque un fiore, che da allora porterà il suo nome.

Il significato simbolico del mito greco

Dal mito greco ci giunge quindi la simbologia che lega il narciso alla bellezza e, soprattutto, all’amore di sé. L’amore che non permette di guardare all’esterno, che non lascia sentimenti per gli altri e che, nell’idea di conoscere, nutrire e ammirare solo il proprio io, è destinato a morire. Da qui il termine, appunto, di “narcisista”. Narciso rappresenta dunque colui che sa amare solo se stesso tenedo al di fuori il resto del mondo, incapace di vedere e di aprirsi all’altro.
Guardare fuori, per il narcisista, può diventare un rischio. Il rischio di mettersi in discussione, di sentirsi fragili, di dipendere dall’altro, il quale potrebbe deluderci o, ancora peggio, tradirci.

I narcisisti possiedono, dunque, un’idea molto alta di sé: si sentono perfetti e amano cibarsi di fantasie di fama, successo, denaro, riconoscimenti. Con estrema presunzione sentono di essere esperti in tutto e di saper fare bene tutto.

Le critiche che arrivano dall’esterno sono vissute come frutto di invidie e gelosie. Amano circondarsi, naturalmente, da chi non fa altro che confermare la loro bellezza e, se ciò non arriva, si sentono offesi e frustrati.

 

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