Buon Martedì

Buona Giornata con Montesarchio

Il nome
Sull’etimologia del nome ci sono diverse teorie. Le più accreditate sono:
MONS ARCIS – MONTE FORTE, monte munito di difese;
MONS ARCOLO – MONTE DI ARCOLO, il primo condottiero longobardo che fortificò il paese con un castello;
MONS HERCULIS – MONTE DI ERCOLE, ma non è attendibile in quanto nata in epoca risorgimentale e caldeggiata dai patrioti anti clericali che volevano creare una icona pagana.

La storia

Montesarchio non è altro che l’antica Caudium sannita che ebbe parte nella lotta contro Roma e che partecipò all’evento famoso delle “forche caudine”.
In seguito diviene città romana e con l’avvento dei longobardi sposta il suo sito dalla pianura, dove era in origine, alla collina. Il suo territorio è attraversato dalla Via Francigena del Sud che segue il tracciato dell’antica Via Appia, prima strada consolare costruita dai Romani nel 312 a.C., per questo detta “regina viarum”.
Nel territorio di Montesarchio avvenne anche la battaglia che sancì il passaggio del potere dai longobardi ai normanni con il combattimento e la morte dell’ultimo duca longobardo, Pandolfo IV.
Il castello di Montesarchio di forte valenza strategica ha rivestito nei secoli il ruolo di castello reale passando dal potere longobardo, ai normanni, agli svevi, agli angioini e agli aragonesi. Detto castello è stato sempre gestito da un fedelissimo della corona in quel momento imperante, avendo diritto anche alle esazioni doganali su frumento, vino e olio provenienti dalla Puglia verso il Regno di Napoli.
Borgo significativamente fortificato ha visto nei secoli diversi aggiornamenti del suo castello e della sua torre. L’ultimo importante rifacimento risale al fine del XV sec. ed è attribuibile all’architetto Francesco di Giorgio Martini.
I personaggi più storicamente rilevanti sono i Principi di casa d’Avalos, illustre famiglia proveniente dalla Castiglia (Spagna) trasferita nel Napoletano nel XV secolo al seguito di Re Alfonso I° d’Aragona.
I d’Avalos dettero al paese una forte connotazione commerciale (tuttora sussistente), istituendo due fiere settimanali che in passato erano le più importanti del circondario.
Tra gli altri personaggi storici del paese si ricorda fra Gerolamo da Montesarchio, al secolo Giannantonio Cioffi, nato a Montesarchio nel 1615, diviene frate cappuccino, partì missionario ed è stato per certo il primo europeo ad oltrepassare i confini settentrionali del Congo.
Tra i vari personaggi di passaggio lungo la via Francigena si annovera San Francesco che è passato per Montesarchio ben due volte. Difatti fu costruito un convento francescano che oggi è sede del comune.
Montesarchio ospita l’unico palazzo in Italia fuori delle proprietà papali ove sia stata effettuata una “benedizione urbi et orbi” da un Papa. Nella fattispecie Benedetto XIII (Orsini) nel maggio 1727 in occasione della sua visita pastorale a Benevento. L’Orsini, da vescovo, era stato per alcuni mesi ospite del Principe di Montesarchio in quanto convalescente a causa dell’infermità riportate in occasione del terremoto che aveva colpito Benevento nel 1688. Tale soggiorno legò affettivamente il Pontefice alla città di Montesarchio.
Nello stesso palazzo, proprietà del principe D’Avalos, sito in piazza Umberto I°, nel 1792 fu ospitato Gustav Mauritz barone di Armfelt (Svezia) che fu generale diplomatico e politico svedese considerato uno dei padri rifondatori della sua patria. L’ospitalità fu data al barone in quel momento diplomatico presso la Corte di Napoli per ripararlo da un mandato di cattura emesso dalla stessa Svezia al barone momentaneamente in disgrazia.
Genius loci di Montesarchio che appare anche nello stemma comunale è Ercole.
Tale personaggio fu scelto a simbolo dei patrioti per l’Unità d’Italia che a Montesarchio avevano una forte rappresentanza e che facevano capo a tre grandi “vendite carbonare”: la Erennio, la Deucalione e la San Teobaldo. Dopo l’Unità, tale simbolo dilaga come mito paesano tanto da costruire una fontana monumentale sita in Piazza Umberto I°, detta comunemente “Munt Ercole”. La cosa fu tanto più avvalorata dal fatto che nella fonetica popolare Mons Arcolo era deformata appunto in “Munt Ercole”, pertanto si è prestato molto a questo mito risorgimentale che nasceva nelle “Accademie del libero pensiero”.

La peculiarità più interessante di Montesarchio è che i suoi borghi sono ben distinti per epoche storiche:
• LATOVETERE, periodo Longobardo
• LATONUOVO, periodo Normanno
• CAPPELLA, periodo Aragonese
• BORGO SAN FRANCESCO, periodo Angioino
• SANTO SPIRITO e parte bassa, dal 1600 ai nostri giorni
Questi quartieri sono arricchiti da palazzi nobiliari con fattura d’epoca e chiese pubbliche e private.
Il paese, nella parte bassa, sorge a circa 300 metri sul livello del mare per estendersi alla sua altezza apicale “torre” a circa 420 metri.
Lo slogan del borgo è HERCULES ALEXICACOS inteso come nume tutelare e custode delle proprietà ed inoltre allontanatore dei mali dalla comunità.
Questo motto appare nello stemma stesso del comune con l’immagine dell’eroe mi

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