Buon Mercoledì

Buongiorno a tutti. Questa mattina facciamo qualche accenno al Pinturicchio e alla sua famosa opera “Il Bambin Gesù delle mani”

Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio (Perugia 1454-1460, Siena 1513), ebbe una carriera artistica coronata da gran successo, come dimostra l’ininterrotta attività sotto ben cinque papi: da Sisto IV a Giulio II, passando per Innocenzo VIII, Alessandro VI, di cui fu l’artista favorito, e il brevissimo pontificato di Pio III, già suo committente a Siena per la Libreria Piccolomini. Giudizi negativi, o quanto meno limitativi, a breve distanza dal suo passaggio nel mondo, lo confinarono a lungo ingiustamente in una posizione secondaria nel panorama artistico, da cui è uscito solo alla fine dell’Ottocento, soprattutto grazie alla critica d’arte straniera.

A un esame oggettivo si rivela un pittore molto originale, padrone d’un linguaggio figurativo composito, che fonde, in una sintesi personale, microscopia fiamminga ed eleganze tardo-gotiche, geometrie rinascimentali e paesaggi fortemente innovativi.

La sua sfortuna critica è strettamente legata al suo successo. Dotato di non comuni capacità manageriali e impegnato in numerosi e vasti cicli d’affreschi, fu costretto a servirsi d’una numerosa e variegata bottega, responsabile dei salti di qualità riscontrabili in alcuni dipinti. Diversamente, nella pittura da cavalletto la totale autografia sorretta da una perfetta tecnica pittorica, appresa nell’ambito della miniatura, gli permise di raggiungere livelli d’eccezionale qualità, apprezzati dal collezionismo internazionale, che ha diffuso le opere a sua firma nei principali musei dalla Russia alle Hawaii.

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *