Buon Mercoledì

Buona giornata con AMALFI (CAMPANIA) – Perla della Costiera Amalfitana, eletta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Come visitare Amalfi in un giorno

Amalfi è senza dubbio una delle perle della costiera amalfitana, una piccola città che attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo, proprio per il suo incanto, la sua mondanità e le sue bellezze paesaggistiche e culturali. Arroccata nello splendido e suggestivo Golfo di Napoli, merita di essere vista anche solo per un giorno. Ecco, quindi, alcuni consigli su come visitare Amalfi.

La Costiera Amalfitana è una delle zone più belle da visitare di tutta l’Italia. Dichiarata Patrimonio Dell’UNESCO, è conosciuta nel mondo per essere una zona particolarmente pittoresca che regala panorami indimenticabili e forti emozioni. Nel vostro viaggio incontrerete tredici comuni, ognuno dei quali si distingue per una particolare caratteristica, ma ovunque andrete potrete gustare un’ottima cucina a base di pesce fresco così come i prodotti tipici della terra campana oltre a sorseggiare il vino prodotto alle pendici del Vesuvio, rilassarvi in spiaggia e scoprire tesori nascosti. Vediamo quindi insieme come visitare la Costiera Amalfitana.

La costiera amalfitana è sicuramente una delle mete turistiche più gettonate dai turisti di tutto il mondo. In questa zona, infatti, è possibile diversi borghi marinari (Amalfi, Positano, MaioriMinori, Atrani, etc.) e bellissime spiaggette raggiungibili soltanto via mare. Si tratta tuttavia di un territorio particolare, dove non è consigliato arrivarci con l’auto propria ma con i mezzi pubblici o con pullman organizzati a causa dei pochi e costosi parcheggi e per la particolare posizione geografica del territorio, caratterizzato da spazi ristretti e da forti pendenze. In altre parole, visitare la Costiera Amalfitana richiede un’organizzazione particolare. Vediamo allora come e cosa visitare nella Costiera Amalfitana.

Se tu volessi iniziare un tour in questa zona meravigliosa partendo da Sorrento, percorrendo la S. S. 145 in direzione del paese arriverai a un costone roccioso che ti mostrerà uno scenario spettacolare che ha fatto sognare da sempre scrittori, poeti e turisti provenienti da ogni parte del mondo. Da quassù si può ammirare la costa del mare, che percorre senza interruzioni il costone roccioso a strapiombo sull’acqua del Golfo di Sorrento.

La penisola sorrentina fa parte della costiera amalfitana, però si stacca da essa ed è ricca di scorci di natura incontaminata. Nella zona vi sono i caratteristici vicoli immersi nella natura e nei profumi tipici della macchia mediterranea, che si snodano nei paesini a strapiombo sul mare che è di un colore azzurro turchese intenso. La planimetria della città di Sorrento è caratteristica e ricalca ancora l’originario assetto urbano di epoca romana.

La costiera amalfitana viene anche chiamata la costiera degli dei e l’emblema di tutta la zona è Amalfi. Non c’è solo Amalfi, ma anche tantissimi paesi, frazioni e scorci stupendi. Uno di questi è Furore, diviso da una zona abitata a monte e una sulla costa, che viene anche detta semplicemente Fiordo. I due nuclei di Maiori e Minori sono vicini tra loro e sono caratterizzati da angoli molto pittoreschi. Maiori si trova nel cuore di un’insenatura, mentre Minori è molto più raccolto e artistico.

Ravello è un bellissimo borgo che si trova a oltre 350 metri sul livello del mare e proprio sul mare c’è Amalfi, che è stata una delle quattro repubbliche marinare. Amalfi è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco e ha origini molto antiche come si possono vedere passeggiando nel centro storico del paese.

 da https://it.wikipedia.org/wiki/Amalfi – UN PO’ DI STORIA:

Amalfi è un comune italiano di 5 102 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Dal 1997, la Costiera amalfitana, che prende nome da Amalfi, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Antica repubblica marinara, dà il nome all’omonimo tratto della penisola su cui sorge, la costiera amalfitana.

Il toponimo è di sicura origine romana ma con due ipotesi: a) derivazione da Melfi, città lucana, i cui transfughi giunsero sulla costiera fondando la città; b) derivazione dalla gens romana Amarfia (I secolo d.C.

La sua fondazione viene fatta risalire ai Romani (il suo stemma reca la scritta Descendit ex patribus romanorum). A partire dal IX secolo, prima (in ordine cronologico) fra le repubbliche marinare, rivaleggiò con PisaVenezia e Genova per il controllo del Mar Mediterraneo.

Il Codice Marittimo di Amalfi, meglio noto col nome di Tavole amalfitane, ebbe una grande influenza fino al XVII secolo.

Amalfi raggiunse il proprio massimo splendore nell’XI secolo, dopodiché iniziò una rapida decadenza: nel 1131 fu conquistata dai Normanni e nel 1135 e 1137 saccheggiata dai pisani. Nel 1343, poi, una tempesta con conseguente maremoto distrusse gran parte della città.

Per tradizione, ogni anno un equipaggio di vogatori amalfitani partecipa alla Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando gli armi delle città di Genova, Pisa e Venezia.

Per un errore di interpretazione di un testo latino, che riferiva invece che l’invenzione della bussola era attribuita dallo storico Flavio Biondo agli Amalfitani, il filologo Giambattista Pio sostenne che la bussola fosse stata inventata dall’amalfitano Flavio Gioia. Nel testo in questione (Amalphi in Campania veteri magnetis usus inventus a Flavio traditur), tuttavia, non bisogna intendere Flavio come l’inventore della bussola, ma solo come colui che ha riportato la notizia: appunto Flavio Biondo. Tuttavia i navigatori amalfitani potrebbero essere stati tra i primi ad usare quello strumento. “Un’antica tradizione amalfitana si riferisce, invece, ad un certo Giovanni Gioia quale inventore dello strumento marinaro”.

Particolarmente fiorente nella storia della città e viva in due cartiere residue sulle molte presenti ed ormai in rovina, è l’industria cartaria, legata alla produzione della pregiata carta di Amalfi. In città infatti è possibile visitare il Museo della Carta di Amalfi.

Monumenti religiosi
  • Duomo di Amalfi. Il più celebre monumento di Amalfi è certamente il Duomo in stile arabo-siciliano e dedicato a Sant’Andrea, patrono della città. Infatti più che di duomo si dovrebbe parlare di complesso, poiché l’edificio risulta composto da sovrapposizioni ed affiancamenti di varie chiese di varie epoche.
  •  FONTANE

 

  • Fontana di Sant’Andrea, con le sculture marmoree del santo patrono e di divinità marine, scolpite nel Settecento. Originariamente si trovava all’inizio della scalea del duomo, ma all’inizio del Novecento fu spostata dove la si può vedere. L’acqua della fontana, proveniente dal fiume Sele, sbocca dalle statue marmoree di quattro putti, da quella di Pulicano e da quella di un uccello, sottostanti la più grande statua di Sant’Andrea in croce;
  • Fontana di Cap ‘e Ciuccio, sita poco prima della distrutta Porta dell’Ospedale, limite a nord del paesino. Due mascheroni marmorei gettano acqua nella fontana adornata da un presepe, tradizione sviluppatasi da alcuni decenni. Gli asini provenienti dalla Valle delle Ferriere, da dove proveniva e proviene l’acqua, vi si abbeveravano.

Bellezze paesaggistiche

  • Valle dei Mulini, col Museo della Carta, dove sorgevano appunto i mulini per macinare il grano.
  • Valle delle Ferriere, continuazione della Valle dei Mulini, solcata dal fiume Canneto, dove sorgevano moltissime ferriere per la produzione della carta, delle quali oggi ne è attiva solamente una. Vi cresce una felce rarissima, la Woodwardia radicans.

 

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