Buon Venerdì

Buon Venerdì a tutti i miei carissimi lettori con grande affetto. Questa mattina vi parlerò ancora di Impressionismo con la grande artista Berthe Morisot.

Berthe Marie Pauline Morisot (Bourges, 14 gennaio 1841 – Parigi, 2 marzo 1895) è stata una pittrice impressionista francese.

La formazione

Berthe Morisot nacque a Bourges (Cher), pronipote di Jean-Honoré Fragonard. Suo padre, che era Prefetto del Dipartimento dello Cher, nel 1852 si trasferì stabilmente con tutta la famiglia a Parigi. Berthe, che aveva allora 16 anni, seguì dei corsi di disegno assieme alle due sorelle, Yves e Edma. I genitori, notando le sue capacità, la incoraggiarono a proseguire gli studi artistici e accolsero volentieri i suoi amici pittori, tra cui Edgar Degas. Ben presto Berthe iniziò a dipingere, copiando all’inizio i capolavori del Museo del Louvre. Qui incontrò il pittore Henri Fantin-Latour che, alcuni anni dopo, le presenterà Édouard Manet. Berthe dimostrò subito un notevole talento, ma non potendo essere accettata all’École des Beaux-Arts in quanto donna, studiò privatamente con il pittore accademico Joseph Guichard. Questi nel 1861 la presentò a Corot nel suo atelier di Ville-d’Avray, che le diede la prima formazione e le insegnò a dipingere all’aperto.

Berthe fece quindi la sua prima esposizione al Salon Nadar, in boulevard des Capucines n. 35, al quale fu ammessa nel 1864, e l’anno dopo la sua seconda, nella quale presentò alcuni paesaggi. Espose al Salon tutti gli anni, sino al 1873. Nel 1868 conobbe Manet, che le chiese di posare per lui. Berthe accettò e nel corso degli anni Manet la ritrasse in 11 opere (Il balcone, Il riposo, Ritratto di Berthe con un mazzetto di viole, etc.).

La maturità

Conquistata dal movimento impressionista, anche grazie alle sue amicizie, lasciò il Salon ufficiale e nel 1874 aderì al gruppo degli “indipendenti” (i futuri impressionisti), seguendo Monet, Sisley e Renoir con i quali partecipò, unica donna, alla prima mostra che essi allestirono sotto il nome di “Artisti Anonimi Associati”. L’inaugurazione di questa esposizione avvenne il 15 aprile del ’74, quindici giorni prima dell’apertura del Salon ufficiale, nei locali dello studio del fotografo Nadar. Trenta artisti, fra cui Berthe, appesero le loro 200 opere su due file, ma lasciarono un certo spazio fra un quadro e l’altro, diversamente da quanto veniva fatto tradizionalmente al Salon, dove i quadri erano appesi a contatto, cornice contro cornice. In quell’occasione Berthe presentò nove opere, tra acquarelli, pastelli e oli. Ottenne apprezzamenti per la delicata vena poetica, ma anche derisione e giudizi negativi.

Sempre nel 1874 Berthe sposò il fratello di Manet, Eugène[1], dal quale, nel 1879, all’età di 38 anni, ebbe una figlia, Julie. Continuò a partecipare a tutte le mostre impressioniste, salvo l’anno della maternità, e fu la sola donna a farlo. Berthe, inoltre, finanziò con il marito l’ultima edizione, quella del 1886, in cui prese anche parte attiva alla selezione degli artisti. Alla fine del 1892 Berthe rimase vedova; eppure, dopo qualche mese, riuscì ad allestire la sua prima mostra personale alla galleria “Boussod et Valadon”. Successivamente espose con successo dai galleristi Georges Petit e Paul Durand-Ruel, sia in Francia che negli Stati Uniti d’America.

Col tempo Berthe divenne una delle personalità di spicco del gruppo impressionista e la sua casa si trasformò in un luogo di ritrovo per musicisti, pittori e letterati, tra cui Stéphane Mallarmé, Émile Zola e Pierre-Auguste Renoir.

La fine prematura

Nel febbraio del 1895 Berthe si ammalò. Non era in condizioni gravi, ma il sopravvenire di una polmonite fece precipitare gli eventi. Ebbe il tempo di affidare sua figlia Julie a Mallarmé[2] e a regalare gran parte dei suoi lavori agli amici più cari. Il 2 marzo la pittrice morì. Fu sepolta nella tomba della famiglia Manet, nel cimitero di Passy. La sua lapide porta solo la scritta: “Berthe Morisot, vedova di Eugène Manet”. Non un accenno alla sua carriera di artista; del resto, anche il suo certificato di morte reca la dicitura “senza professione”. Nel primo anniversario della sua scomparsa la galleria Durand-Ruel organizzò una retrospettiva con 394 tele, disegni e acquarelli.

L’arte di Berthe Morisot

Come la sua contemporanea Mary Cassatt, Berthe Morisot dipinse più che altro figure femminili, bambini e scene familiari. Inizialmente la sua pittura risentì dell’influenza di Corot, ma l’amicizia con Manet la avvicinò progressivamente allo stile impressionista. Il suo tratto divenne più sciolto, dando un’impressione di immediatezza e di spontaneità. Nella sua tavolozza prevalse il bianco, talvolta arricchito da decise pennellate di colore intenso e vivace, che risaltava sul fondo scuro e le permetteva di realizzare delicate opalescenze; per aumentare questi effetti di luminosa trasparenza, Berthe univa spesso i colori ad olio con gli acquarelli.

Nella sua vita, Berthe Morisot, come le altre artiste del periodo, dovette lottare contro chi trovava disdicevole per una donna la professione di pittrice. I pregiudizi del tempo, oltre a darle difficoltà a dipingere all’aperto o in luoghi pubblici, la resero indifferente ed estranea alle questioni sociali che agitavano la vita parigina in quei decenni; Berthe fu quindi portata a dipingere interni e scene domestiche, con donne eleganti della media e alta borghesia ritratte in casa o in giardino, in varie ore della giornata.

Non fu mai però un’artista superficiale: un dato costante della sua arte è infatti l’analisi interiore dei personaggi, probabilmente influenzata in questo dall’amicizia con molti letterati, in particolare Stéphane Mallarmé.

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