Cancello ed Arnone: BENEDIZIONE DEGLI ANIMALETTI AMICI DELL’UOMO

Oggi 19 gennaio 2020, in mattinata, sul sagrato della chiesa dedicata a Maria SS. delle Grazie, don Sabatino Sciorio ha fatto rivivere la tradizione di Sant’Antonio Abate (Ricorrenza 17 gennaio) con la benedizione di tanti animaletti. In maggioranza cagnolini, ma anche gattini ed uccellini. E’ stata una celebrazione molto importante, ma anche simpatica ed allegra.

Don Sabatino ha invocato su di loro la benedizione con la seguente preghiera: nel disegno di Dio Creatore, anche gli animali che popolano il cielo, la terra e il mare, partecipano alla vicenda umana. La provvidenza che abbraccia tutti gli esseri viventi, si avvale di questi preziosi e fedeli amici dell’uomo e della loro immagine per significare i doni della salvezza. Salvati dalle acque del diluvio per mezzo dell’arca, anche gli animali partecipano in qualche modo al patto di alleanza con Noè; l’agnello richiama l’immolazione pasquale e la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto;  un grande pesce salva Giona dal naufragio; i corvi nutrono il profeta Elia; un cane è compagno di Tobia, gli animali con tutto il creato rientrano nel piano della salvezza universale del Signore Gesù.
Invochiamo, dunque la, benedizione di Dio per intercessione di S. Antonio Abate sopra questi animali domestici posti dal Creatore come nostra compagnia e al nostro servizio.

 Ma, a tal proposito, ricordiamo chi è Sant’Antuono? Meglio noto come Sant’Antonio Abate. Sant’Antuono nel meridione per distinguerlo da Sant’Antonio da Padova, chiamato anche Sant’Antonio il Grande, Sant’Antonio d’Egitto, Sant’Antonio del Fuoco, Sant’Antonio del Deserto, eremita egiziano considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati. Sant’Antuono d’Egitto perché è lì che è nato, Sant’Antuono il grande perché lottatore contro gli inferi, Sant’Antuono del fuoco perché scese fino all’inferno accompagnato da un maialino per rubare il fuoco a Satana e donarlo agli uomini, Sant’Antuono del deserto perché e lì che morì seppellito con il grugno da un maialino che lo accompagna nelle figurine e nelle icone cristiane.
La tradizione cristiana cancella Prometeo, che secondo la mitologia ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, mettendo al suo posto Sant’Antuono che diventa subito famoso come lottatore e avversario del diavolo. Il racconto popolare del viaggio di Sant’Antuono nel mondo degli inferi si inquadra nei riti di iniziazione che si facevano all’inizio del ciclo riproduttivo della natura, a simboleggiare il fuoco purificatore della rinascita della vita. Sant’Antuono diventa il santo custode del focolare, il protettore degli animali a cui, come per il fuoco, è legata l’esistenza degli uomini.
Il legame fra il Santo ed il fuoco era stretto non a caso il 17 gennaio, una data importante per la società contadina perché coincideva con il rito dell’uccisione del maiale, simbolo dell’alimentazione grassa e saporita del periodo carnevalesco. Il 17 di gennaio davanti alle chiese si raccoglievano gli animali che il prete sin dalle prime ore del mattino iniziava a benedire nella piazza antistante al sagrato, secondo un’antica e consolidata tradizione proteggeva tutti gli animali da morie e malanni e continuava fino al tramonto quando si accendevano grandi falò intorno ai quali si chiacchierava e mangiava.

Una bellissima iniziativa di Don Sabatino Sciorio che ha movimentato il centro cittadino, ponendo tutti gli animaletti sotto la protezione del Santo.

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