CANCELLO ED ARNONE. Dopo l’incredibile bacchettata della Corte dei conti, ancora problemi con la tesoreria. Il sindaco non risponde, l’assessore si scusa e la minoranza ritorna a parlare

Il consigliere di opposizione: "Presenterò un'interrogazione per conoscere l'entità dei 20 milioni di residui passivi"

CANCELLO ED ARNONE – Abbiamo cercato di contattare, ieri mattina, mercoledì, il primo cittadino, Pasqualino Emerito, per chiedere il perché dei problemi che l’amministrazione sta avendo con il servizio tesoreria. In questi giorni, infatti, si sono registrati ritardi nei pagamenti degli stipendi ai dipendenti comunali e neppure è stata risolta la questione cedole  , relativa all’anno scorso (“Ci scusiamo con i genitori, – ci ha fatto sapere l’assessore Agostino Frattasio, proprio sull’argomento cedole, – ma il rimando è determinato dal problema che stiamo avendo con la tesoreria”).

Per comprendere la situazione economica del comune guidato, dal 2006, da Emerito basta leggere, con attenzione le criticità esternate dalla Corte dei conti, da noi già evidenziate in un precedente articolo.

La tesoreria, come è noto, è affidata alla Ge.Te.T, se non erriamo, dalla firma della convenzione n° 3 del 18 marzo 2011. Successivamente alla stessa società con la determina ° 101 del 14/03/2012, fu affidato pure il servizio di riscossione delle entrate comunali.

La stessa Ge.Te.T. (azienda dei Santarpia, storica famiglia dell’agro aversano con decennale esperienza lavorativa nel settore delle pubbliche amministrazione), ha presentato, inoltre, lo scorso 14 aprile, offerta relativa all’attività di gestione di Tasi e Tari . Un giorno dopo in comune (il 15 aprile) “si è provveduto a comunicare alla stessa l’accettazione delle offerte economiche”, accettazione scaturita da “un attento e scrupoloso esame che ha dimostrato congruità nelle cifre esposte e convenienza per l’Ente in quanto detta società, risulta affidataria di ulteriori servizi di notevole importanza…” .

L’operato della Ge.Te.T. è stata oggetto anche dell’analisi fatta dalla magistratura contabile, la quale per la società dei Santarpia non ha avuto parole troppo positive.

La situazione finanziaria tracciata dai togati è leggermente allarmante. L’amministrazione dovrà fornire delle misure correttive entro 60 giorni (per farlo ha affidato anche un incarico ad professionista). Emerito ci aveva detto: “Procederemo alla nuova gara per il servizio di riscossione tributi”. Ma con la Ge.Te.t c’è una convenzione. Quando scade? Ci piacerebbe saperlo.

Si ridesta, e ci vien da dire… menomale (ma solo per la buona dialettica democratica), anche la minoranza. Ritorna a parlare Clemente Manzo: “Presenterò un’interrogazione per conoscere l’entità dei 20 milioni di residui passivi, evidenziati dalla Corte dei conti. Tutti quei soldi, che tipo di debiti rappresentano? Siamo curiosi pure di capire il perché l’ente, nel corso dell’istruttoria della magistratura contabile è stata evasiva. Si legge, inoltre, – ha dichiarato il giovane consigliere, – nel corposo documento dei togati, che non è stata accettata la motivazione fornita dal comune, tesa a spiegare questa, chiamiamola così, evasività nelle risposte, incentrata sui problemi di salute che aveva il responsabile dell’epoca del settore finanziario . Questo mio appunto, sia chiaro, non è motivato dalla mia posizione politica (contraria a quella della maggioranza), ma è suscitato dal bene che ho verso i miei cittadini. I possibili effetti negativi della gestione finanziaria saranno patiti dalla future generazioni. Inoltre, Emerito, – ha concluso Manzo, – già sapeva, all’inizio della sua esperienza amministrativa, quale era lo stato, non roseo, delle casse. Cosa ha fatto per migliorare la condizione economica? Quali miglioramenti apporterà per evitare il tracollo?”

Giuseppe Tallino

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