Cancello ed Arnone: Festività della Madonna del Rosario

Oggi, domenica 22 Ottobre, nella comunità di Cancello ed Arnone, si è festeggiata con una Messa Solenne la Madonna del Rosario.

In particolare nella giornata odierna i fedeli hanno potuto ascoltare una brillante e commovente omelia di don Giuseppe Centore.

Mons. Giuseppe Centore e’ nato a Capua il 16 Aprile 1932. E’ sacerdote. Ha studiato Teologia presso la Pontificia Facolta’ Teologica “S.Luigi” di Napoli e Filosofia presso l’Universita’ degli Studi della stessa citta’. E’ docente di Filosofia e Teologia nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Capua di cui e’ Direttore. E’ pure Direttore del Museo Campano di Capua .Un poeta Giuseppe Centore , il cui intelletto e’ libero da dogmi e pregiudizi, di cui il genio creativo possiede la capacita’ di penetrare gli arcani del soprannaturale tramite la meditazione strappando la ragnatela di quotidianita’, unendo il passato e il futuro. La sua voce e’ cosi’ potente, da entrare come un getto vigoroso nel nuovo millennio, dove la poesia di gran valore dovrebbe diventare un tesoro universale, appreso e riconosciuto in tutto il mondo. Giuseppe Centore e’ infatti poeta – sacerdote – teologo. Nelle sue poesie egli ci apre il cuore ispirato, che vive dei rapporti con Dio, della affidante intima conversazione che riflette tutto lo spettro delle emozioni umane: dalla disperazione e perplessita’ dell’individuo davanti alla sterminata Eternita’, alla felicita’senza confronti di sentirsi una parte della creazione divina, cui il Creatore ha donato il dono sacro del Verbo. Fenomeno straordinario della letteratura italiana, la poesia di Giuseppe Centore, nel libro LUX VERBI AETERNI LE PIU’ BELLE POESIE  vengono tradotte per la prima volta in lingua russa.

Nel corso dell’omelia don Centore ha precisato che questa memoria Mariana di origine devozionale si collega con la vittoria di Lepanto (1571), che arrestò la grande espansione dell’impero ottomano. San Pio V  attribuì quello storico evento alla preghiera che il popolo cristiano aveva indirizzato alla Vergine nella forma del Rosario.

Culto molto sentito a Cancello ed Arnone. Sin dal 1606 la parrocchia Maria Regina di tutti i Santi possedeva un altare sotto il titolo del Santissimo Rosario con una confraternita; pure la comunità parrocchiale Maria SS. Assunta in Cielo dal 1621 in poi ebbe un altare in onore della Vergine del Rosario.

Nel 1735 nella parrocchia di Arnone non solo esisteva una confraternita del Santo Rosario, ma nel mezzo  dell’altare del Rosario vi era il quadro con la figura della Santissima Vergine del Rosario… e intorno alla cornice del quadro vi erano i misteri del Rosario.

A partire dal 1773 la parrocchia Maria SS. Assunta in Cielo aveva una statua della Madonna del Rosario. Dal 1852 sia a Cancello che ad Arnone si svolgeva una processione in Suo onore. La Visita Pastorale effettuata nel 1931 da Baccarini conferma che la comunità di Cancello solennizzava una festa pubblica in segno d’amore per la Vergine del Rosario; attualmente, come è ben noto, in una domenica di ottobre, si celebra una Messa solenne con panegirico in Suo onore, con l’esposizione della statua.

Al riguardo, don Centore, ha spiegato che la memoria della beata Maria Vergine del Rosario: in questo giorno con la preghiera del Rosario o corona mariana si invoca la protezione della santa Madre di Dio per meditare sui misteri di Cristo, sotto la guida di lei, che fu associata in modo tutto speciale all’incarnazione, passione e risurrezione del Figlio di Dio.

Il Rosario è nato dall’amore dei cristiani per Maria in epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in Terrasanta. Una leggenda narra che la Madonna stessa apparendo a S. Domenico, gli indicò nella recita del Rosario un’arma efficace per debellare qualsiasi eresia.Nacque così la devozione alla corona del rosario, che ha il significato di una ghirlanda di rose offerta alla Madonna. Promotori di questa devozione sono stati infatti i domenicani, ai quali va anche la paternità delle confraternita del Rosario.

Fu un papa domenicano, S. Pio V, il primo a incoraggiare e a raccomandare ufficialmente la recita del Rosario, che in breve tempo divenne la preghiera popolare per eccellenza, una specie di “breviario del popolo”, da recitarsi la sera, in famiglia, poiché si presta benissimo a dare un orientamento spirituale alla liturgia familiare.
Quelle “Ave Maria” recitate in famiglia sono animate da un autentico spirito di preghiera: “E mentre si propaga la dolce e monotona cadenza delle “Ave Maria”, il padre o la madre di famiglia pensano alle preoccupazioni familiari, al bambino che attendono o ai problemi che già pongono i figli più grandi. Questo insieme di aspetti della vita familiare subisce allora l’illuminazione del mistero salvifico del Cristo, e viene spontaneo affidarlo con semplicità alla madre del miracolo di Cana e di tutta quanta la redenzione”
La celebrazione della festività istituita da S. Pio V per commemorare la vittoria riportata nel 1571 a Lepanto contro la flotta turca (inizialmente si diceva “S. Maria della Vittoria “) venne estesa nel 1716 alla Chiesa universale. La “festa del santissimo Rosario”, com’era chiamata prima della riforma del calendario del 1960, compendia in un certo senso tutte le feste della Madonna e insieme i misteri di Gesù, ai quali Maria fu associata, con la meditazione di quindici momenti della vita di Maria e di Gesù.

A cura di Matilde Maisto

 

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