CANCELLO ED ARNONE – Pellegrinaggio in “Umbria verde, Umbria terra di santi”

PER NON DIMENTICARE MAI!!! RIPORTO QUESTO ARTICOLO CHE RICORDA UN MOMENTO BELLISSIMO ED ALTRI CATASTROFICI. (22 Maggio 2020)

 CANCELLO ED ARNONE (Matilde Maisto) – In occasione della festività di Santa Rita la cittadina di Cancello ed Arnone ha organizzato, qualche anno fa, un pellegrinaggio a Cascia, nella terra della Santa delle rose.
Ogni uomo è figlio del suo tempo e della sua terra e santa Rita non fa eccezione a questa regola. Parlare di questa terra, l’Umbria, che ha dato i natali alla nostra Santa, significa mettere in evidenza caratteristiche che, in qualche maniera, hanno contribuito alla formazione di questa donna piccola di statura, ma grande nella santità.
Nella considerazione comune, quando si nomina l’Umbria, si ripete: “Umbria verde, Umbria terra di santi”. L’accostamento non è casuale, ma realtà tipica di questa regione, che unisce in armonia la natura e la religione. E’ sempre la luce di Dio che investe del suo splendore il creato, gli dona bellezza, lo trasfigura, portando così l’animo umano ad innalzarsi a lui.
L’Umbria, geograficamente, è una regione chiusa dalle Marche, dalla Toscana e dal Lazio. Una regione che non si affaccia sul mare, ma aperta al cielo che la illumina per dare al suo verde tonalità ora intense, ora tenui, ora scure, ora chiare, ma sempre splendenti.
L’Umbria è bellissima: il continuo rincorrersi di colline che digradano in vallate ampie, offre alla vista un paesaggio tipico. Esso vede creare da piccole città, raggruppamenti di case, poste sui pendii dei colli, suggestioni da presepio. Suggestive sono anche le montagne, come il Subasio sopra Assisi e i monti Sibillini, alle cui falde si trova la stretta valle di Norcia. Insomma l’incanto di un panorama di incomparabile dolcezza, diffuso di una religiosità piena di nostalgia.
L’Umbria è terra di armonie e nulla è “esclusivamente materiale”: è terra di santi; difatti, costoro sono coloro che sono riusciti ad armonizzare l’umano con il divino. Nella loro persona si coglie non solo l’aspetto fisico, ma anche la santità, il divino, che da esso traspare. Ma c’è di più, anche ciò che essi toccano viene trasfigurato. Nel paesaggio umbro, questo lo si può leggere bene in san Francesco, che si rivolgeva agli elementi naturali (l’acqua, il fuoco e persino la morte) chiamandoli coi nomi di sorella e fratello. Molti i mistici e i santi figli di questa terra; sono una schiera e tutti diffondono il loro profumo di santità che riempie l’intera regione. Ricordiamo san Benedetto di Norcia che ci fa subito ricordare il motto della sua Regola: “ora et labora” (prega e lavora). San Francesco di Bernardone d’Assisi che abbandonò ogni ricchezza e lasciò cadere a terra tutti i suoi vestiti, perché da povero voleva seguire Gesù. Santa Chiara che condivide il sogno dell’assoluta povertà di Francesco. Ricordiamo anche santa Veronica Giuliani di Città di Castello e molti altri santi ancora.
Ma come non parlare di Santa Rita, segno evidente dell’amore di Dio, della santità che può fiorire in ogni condizione sociale, della conformità totale alla volontà di Dio, anche nell’ora del dolore.
Come madre e moglie prima e come monaca agostiniana poi, seppe ritrovare nella preghiera il respiro della speranza e nell’abbandono nelle mani di Dio il segreto della serenità in ogni prova. Di fronte all’uccisione del marito e alla tragedia della peste che la privò dei suoi due figli, non perse mai la fiducia in Dio e aderì totalmente alla sua volontà.
E anche oggi, continua a essere amata ed invocata in tutto il mondo come la santa delle cause impossibili e l’avvocata dei casi disperati.
Un viaggio assolutamente emozionante in terra umbra, quindi, visitata da milioni di devoti pellegrini desiderosi di conoscere santa Rita nei suoi molteplici aspetti coi segni che le appartengono: rose, luce, spina e uva. Segni resi significativi dalla umile esistenza di una piccola e grande donna che si rispecchiò, fin da bambina, sul volto sereno del Crocifisso. Santa Rita fu promotrice di quei valori della vita che ancora oggi cerchiamo di conquistare: serenità nelle difficoltà, pace nelle divisioni, consolazione nei mali che ci colpiscono.

Le foto si riferiscono al pellegrinaggio di allora.

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Solo in nel mese di Maggio scrivevo l’articolo anzidetto, dopo aver vissuto giornate di intensa fede  in Umbria verde, Umbria terra di Santi. Successivamente quelle giornate mi sono sembrate lontanissime e tutto ciò che è cultura, santità, bellezza è stato distrutto dal terremoto che dal 26 Agosto del 2016 ad oggi non ha mai più abbandonato questi territori del centro Italia, portando morte e distruzione ovunque.

Vite spezzate o sconvolte tra le macerie e, sullo sfondo della tragedia, i resti di chiese, palazzi storici e monumenti di valore inestimabile. Sono 293 gli edifici storici danneggiati, secondo le prime informazioni diffuse dal Ministero della Cultura sui danni al patrimonio storico-artistico dei paesi del centro Italia colpiti dal terremoto nella notte tra il 23 e il 24 agosto. Ad Amatrice, quasi completamente distrutta, il sisma non ha risparmiato i monumenti romani, barocchi e rinascimentali presenti in uno dei 244 “borghi più belli d’Italia“. Danni importanti ad opere di valore storico-artistico si registrano anche a Urbino, Norcia, Camerino, Macerata, Tolentino e San Ginesio. Timore anche per le condizioni del Colosseo, dove in mattinata è stato effettuato un sopralluogo dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica centrale di Roma che ha escluso la presenza di danni. Il Mibact ha comunicato di avere aperto un’unità di crisi.

Amatrice, crolli nelle chiese di San Francesco e Sant’Agostino – La splendida facciata della Chiesa di San Francesco ad Amatrice, risalente al Trecento, è stata spezzata ed ha perso il suo oculo. L’interno, a navata unica, è pieno di dipinti e nell’abside ci sono affreschi del XIV secolo, le cui condizioni non sono ancora chiare. Lo confermano fonti vicine al Ministero dei Beni culturali. Crolli anche nella Chiesa di Sant’Agostino, eretta nel 1428 a ridosso delle mura antiche di Amatrice, che esibiva un portale tardo gotico. E anche il Museo Civico della cittadina reatina sarebbe collassato.

Accumoli e Arquata del Tronto, devastate antiche porteAccumoli ha una storia che risale ai primi decenni dell’anno Mille e vantava mura, porte medievali, resti di bastioni, chiese e palazzi medievali, su cui si erano innestate testimonianze barocche. Il quadro di questi monumenti è “grave” secondo quanto ha reso noto il ministero della cultura, anche perché riguarda un territorio “molto vasto, ricchissimo di beni culturali diffusi”. Ad Arquata del Tronto, uno dei paesi più colpiti, è stata danneggiata gravemente una delle rare porte ad arco acuto datate al ‘600.

Danni a chiese e monasteri a Macerata e provincia – È Camerino la città più colpita in provincia di Macerata. Qui il sisma ha fatto crollare un muro del monastero di Santa Chiarae ha riportato danni anche l’orologio del Duomo, il cui accesso è stato vietato. A Tolentino è crollata la volta della Chiesa del Santissimo Crocifisso ai Cappuccini, l’ex Chiesa della Pace, attualmente occupata da una azienda di Apicoltura che è andata distrutta. Lesionata anche la facciata della chiesa di San Francesco e chiusa piazza Maurizi. A Cingoli ha subito danni la chiesa di San Francesco. A San Ginesio risultano inagibili il convento di San Francesco e il convento delle Suore Benedettine. Danni anche alla Chiesa Collegiata. Nella stessa Macerata sono stati fatti controlli alla Galleria delle Fonti. E’ stata transennata la chiesa di San Giovanni per il pericolo di crollo di un fregio ornamentale della facciata. Chiuse per precauzione le chiese di Santa Maria della Porta e del Sacro Cuore. Crepe sono apparse anche all’interno del palazzo che ospita la Biblioteca Mozzi Borgetti.

Norcia, “ingenti danni” alla basilica di San Benedetto Danni importanti sono stati segnalati a diversi beni monumentali di Norcia, in provincia di Perugia, tra cui la Chiesa di San Benedetto e le mura benedettine. I monaci di Norcia hanno usato i social network  per chiedere un sostegno dopo gli “ingenti danni” che il violento sisma di stanotte ha provocato alla loro basilica. “Cari amici, – scrivono su Facebook i monaci – come molti a Norcia e nelle aree circostanti, abbiamo subìto ingenti danni agli edifici, specialmente alla nostra basilica. Ci vorrà del tempo per valutarne l’entità, ma è già molto triste vedere tutti i meravigliosi restauri fatti alla casa natale di San Benedetto trasformarsi in pochi secondi in rovine“. “Avremo bisogno del vostro aiuto come sempre, ma ora più che mai, per iniziare il progetto di ricostruzione. Per favore valutate la possibilità di fare un’offerta che ci aiuti ad iniziare”, scrivono i monaci.

Urbino, piccole crepe al Duomo. Nessun danno al Palazzo Ducale  Piccole crepe sono state rilevate nella struttura esterna di mattoncini del Duomo di Urbino, che è stato completamente transennato. La cattedrale era stata sottoposta ad un intervento di restauro dopo il sisma del 1997, che aveva fatto crollare anche parte delle statue della facciata. Nessun danno invece al Palazzo Ducale, in cui sono conservate opere di Piero della Francesca e Raffaello. I sopralluoghi tecnici disposti dalla Soprintendenza hanno accertato che l’edificio, già sottoposto a interventi di consolidamento dopo il terremoto del 1997, non presenta lesioni. Anche oggi l’afflusso dei visitatori non si è mai interrotto.

Intanto la terra ha continuato a tremare e le strutture già ampiamente provate hanno ricevuto nuovi scossoni ed infatti il terremoto di domenica 30 ottobre ha fatto registrare nuovi danni a Norcia nelle chiese di S. Maria delle Grazie e S. Benedetto

  
La chiesa di San Benedetto a Norcia (foto Ansa)

 La chiesa di San Benedetto a Norcia (foto Ansa)

Norcia (Perugia), 26 ottobre 2016 – La scossa di terremoto che ha colpito il Centro Italia ha danneggiato la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Norcia.  La Chiesa, chiamata anche Chiesa della Madonna della Neve, è situata sulla sommità del monte di Campi. Si tratta di un edificio di piccole dimensioni. Sulla facciata un architrave riporta la data 1630, ma la sua costruzione risalirebbe ad un periodo anteriore.

Il crocifisso sulla sommità della chiesa di San Benedetto a Norcia è caduto, come si vede in questa foto:

LA SERIE – Dopo la scossa di magnitudo 5,4 registrata alle 19,10, l’area tra Macerata e Perugia è stata interessata da numerose altre scosse, che continuano tuttora con varia intensità. Le più forti sono state registrate dall’Ingv a Norcia (Perugia) alle 19,55 e a Preci (Perugia) alle 20,39, con magnitudo rispettivamente 3.0 e 3.4, e a Castelsantangelo sul Nera (Macerata), alle 20,34, dove in precedenza si era verificata la scossa principale.

LA TESTIMONIANZA – “Siamo una decina e stiamo tutti bene, non sappiamo pero’ se ci siano danni agli edifici. Dopo la scossa e’ scoppiato un forte temporale e non abbiamo potuto mettere il naso fuori di casa per colpa della pioggia fortissima. Comunque, anche se stiamo bene fisicamente siamo davvero molto spaventati e provati psicologicamente, anche perche’ non sappiamo cosa fare ne’ dove andare”. Questa la testimonianza raccolta al telefono dall’Agi di Augusto Coccia, uno dei pochi abitanti rimasti a vivere nella frazione montana (sopra i 1.400 metri di quota) di Castelluccio di Norcia, a soli 4 chilometri dall’epicentro della scossa di magnitudo 5.4 verificatasi stasera a Castelsantangelo sul Nera. “Non sappiamo dove andare – ha aggiunto – vorremmo avere indicazioni, i vigili del fuoco hanno a settembre hanno lasciato qua un container nel quale ci potremmo rifugiare in sicurezza. Comunque e’ meglio della macchina. Purtroppo e’ chiuso”, ha raccontato il testimone che insieme alla moglie e ad un altro residente di Castelluccio si trova ora all’agriturismo Tardioli.

Una veduta esterna della chiesa di Santa Maria delle Grazie

Una veduta esterna della chiesa di Santa Maria delle Grazie

Danneggiata anche la bellissima cupola della Basilica di Santa Rita a Cascia

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Danni al cupolino della basilica di Santa Rita sarebbero stati riscontrati a Cascia e anche per questo motivo l’edificio, meta di pellegrinaggio, e’ stato chiuso. Lo riferisce il Rettore, l’agostiniano padre Bernardo Pinciaroli spiegando che “sono caduti dei calcinacci, probabilmente il danno non e’ gravissimo ma e’ opportuno attivare subito un’ispezione per verificarlo, anche perche’ altrimenti la basilica rimane chiusa. E se la basilica di Santa Rita, anche Cascia si ferma tutta”. L’edificio della chiesa e il vicino monastero sembrano aver retto abbastanza bene alle scosse ma ha scopo precauzionale le suore di clausura che vivono nel convento sono state accompagnate in un altro luogo. “Piu’ per la loro sicurezza psicologica – ha precisato il Rettore – che per motivi di grave pericolo vista la tenuta del monastero”. Il Rettore ha riferito dei danni anche al presidente della Camera Laura Boldrini nell’incontro  con le autorita’ locali e con gli sfollati.

 Per me che il 22 Maggio, festività di Santa Rita, ho avuto il privilegio di visitare la città ed in particolare la Chiesa, che ho potuto ammirare la bellezza dei luoghi ed impressionarmi per la quantità di persone presenti alla sfilata in onore della Santa, nonché le rose che sono state donate a Santa Rita, mentre ora vedere in televisione  le strade vuote, la solitudine del luogo, sono stata assalita da una profonda tristezza e non ho saputo fare altro che pregare  affinché questo terrore abbia fine!

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