CAPUA: AL MUSEO CAMPANO HA BRILLATO LA STELLA-VIGGIANO

Un importante convegno con Agnisola e Melone ha accolto l’esordio della poetessa-pittrice sammaritana. Il “senso dell’Arte” e la “bellezza della Matematica”: migliori fondamenti per apprezzare poesie e dipinti

CAPUA (Raffaele Raimondo) – Giorgio Agnisola e Nicola Melone gli eccellenti relatori del Convegno che, con folta partecipazione di pubblico, si è svolto domenica 1° dicembre al Museo Campano. “Il Senso dell’Arte” e “La Bellezza della Matematica” gli affascinanti temi rispettivamente argomentati dai ben noti studiosi. Due piste preziosissime, dunque, ad introdurre la presentazione dell’opera prima, fresca di stampa per le edizioni Eracle, della poetessa-pittrice sammaritana Floriana Viggiano che ha così intitolato l’elegante volume: “Le parole che vado cercando”. In sala, a mo’ di dorata cornice, alcuni selezionati dipinti dell’autrice che hanno attratto ulteriormente lo sguardo degli ospiti. A condurre la sequenza degli interventi la brava giornalista Lidia Luberto. Entusiasti i saluti introduttivi del sindaco Luca Branco – che con vibrante passione ha illustrato la vocazione di Capua Città Madre/Città d’Arte – e dello scrittore e direttore del Museo, Gianni  Solino – il quale ha evidenziato il valore formativo della struttura storico-culturale affidata alla sua guida –.

Le forbite relazioni di Agnisola e Melone si sono rivelate, come abbiamo accennato, i migliori fondamenti teorici per meglio apprezzare i messaggi delle poesie e delle tele sui quali ha trovato il suo accattivante sviluppo la seconda parte del Convegno. Per un versante, l’approfondimento sui più diversi ma autentici significati ed obiettivi dell’Arte, in tutte le sue espressioni, ha contribuito a tratteggiare le forme e gli ambiti sovente convergenti della sublimazione umana; per l’altro, ad onta di un pur comprensibile sebben fuorviante luogo comune che la concepisce arida e astrusa, la sorprendente rassegna della bellezza che la matematica oggettivamente esplora e manifesta, con un particolare riguardo alla Spirale di Fibonacci al cui archetipo risale, in realtà, la “sezione aurea” che piacevolmente ricorre nella poetica della Viggiano.

Densa di riferimenti affettivi e di delicate suggestioni ed emozioni la fase conclusiva in cui la stessa autrice ha recitato i pacati versi dei suoi componimenti: spettatori attoniti e scroscianti applausi.

E’ fuor d’ogni dubbio che l’Arte incarna l’umana ascesi e in prima fila brillano Poesia e Pittura. In tale binomio s’inquadra la matura produzione creativa di Floriana Viggiano. Tanto “pensiero razionale” per oltre quattro decenni della sua vita professionale, tanto rigore scientifico alternato ai doveri che la famiglia implica, altrettanta esplosione artistica si sprigiona oggi, ritrovando il tempo pensoso e giocondo per un ritorno, fertilissimo, alle sue passioni giovanili: poesia e pittura, appunto. Questo, in estrema sintesi, il background su cui sono sgorgate “Le parole che vado cercando” di Floriana Viggiano.

Doverosa e, come sempre, meravigliosa, prima del congedo, la visita alle sale delle Matres Matutae uniche al mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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