Caserta e la sua estate infernale: stasera in marcia contro i roghi tossici

Stasera, ore venti Piazza della Chiesa. Sarà Lusciano, in provincia di Caserta, a scendere in piazza per marciare contro l’orrore, contro la devastazione, contro questo ergastolo cui la criminalità ci ha condannato. Fine pena mai.

Le nostre celle sono le nostre stesse case, le sbarre sono i balconi chiusi per non fare entrare l’aria irrespirabile dei rifiuti dati alle fiamme. Ma la paura non conosce barriere e filtra anche attraverso i muri più spessi: e la paura, qui da noi, ha il volto reale della malattia, ha gli occhi chiusi dei giovani che ci hanno lasciato. Colpevoli, come tutti noi, di abitare questa terra bella e maledetta.

E ad ogni funerale, davanti ad ogni bara, quel pensiero sottile e silenzioso che serpeggia tra i banchi delle chiese: domani potrebbe capitare a mio figlio, a mia madre, a mio padre. Domani potrebbe capitare a me.

Lusciano stasera apre porte, spalanca i balconi e scende in piazza. A testa alta: perché non siamo noi a doverci nascondere. Questa sera Lusciano griderà forte: “siamo stanchi di morire”. Sperando che seguendo il suo esempio, tutte le piazze da domani possano essere inondate da teste alzate e compatte, a marciare con un solo cuore verso un unico scopo.

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