Caserta. Rinnovata la memoria di Teresa Musco

39° ANNIVERSARIO DEL RITORNO ALLA CASA DEL PADRE. IL VESCOVO, S. ECC. MONS. GIOVANNI D’ALISE, HA PRESIEDUTO, NELLA CATTEDRALE, LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA.

di Paolo Pozzuoli

Ebbene, sì! Davvero un raggio di luce si sta dirigendo e si appresta ad illuminare il sempre articolato e complesso ‘iter’ processuale, proposto ex novo, che ha per fine la pronuncia – subito dopo la lettura dei rituali cenni biografici – della formula ufficiale di Beatificazione della pia Teresa Musco. È la prima volta – in trentotto anniversari che, fra la ricorrenza (mercoledì 19 agosto u.s., 39° di ritorno alla casa del Padre) e la celebrazione (sabato 29, stesso mese), sia intercorso un lasso di tempo così lungo. Invero, nei trascorsi trentotto anni, il ritardo fra ricorrenza e celebrazione è stato nell’ordine di uno o due giorni: soltanto e solamente però se la prima (ricorrenza) coincideva con un giorno festivo. Perché dieci giorni? la domanda che, balenando nella mente, stimolava una riflessione ardita – è vero – ma così felice da spingerci ad interpretare e quindi a scrivere “ritardo=buona novella”. E sabato, sia durante la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo della Diocesi di Caserta, S. Ecc.za Mons. Giovanni D’Alise e concelebrata da Mons. Francesco Maria Tasciotti, don Enzo Carnevale, don Primo Poggi, don Luigi Moretti, don Leonardo Wafula, don Angelo Delli Paoli, don Franco Amico, e Antonio Grasso, diacono, presso la Cattedrale, ancora una volta gremita da fedeli giunti dalle località più impensate, vicine e lontane, <si è avvertita l’assenza – prima volta – per precedenti impegni nelle rispettive parrocchie, Roccaravindola (IS) e Omignano Scalo (SA), di don Giuliano Lilli e del diacono Emilio Cioffi, autore del testo e musica “SEMPLICEMENTE”, composto per Teresa Musco, e di don Luigi Maria Marone e dei componenti la corale ‘Figli della Divina Passione, degnamente sostituiti dalla corale “Associazione Famiglia di Preghiera ‘Regina delle Vittorie’ – S. Maria al Castello”> che prima e dopo, abbiamo colto i segni non di ‘una sola buona novella’, sintetizzati nel dare il via ai lavori al palazzo Daniele in S. Clemente, destinato ad ospitare persone anziane, sacerdoti, diseredati, nell’omelia di S. Ecc., Mons. Giovanni D’Alise, nel ricordo di don Franco Amico, nel DVD realizzato dalla Fondazione, nella nuova edizione del libro ‘Teresa Musco’ (biografia), scritto da Padre Gabriele Maria Roschini, dalla presenza discreta (concelebrante) di Mons. Francesco Maria Tasciotti (consultore, ufficiale vicario del Tribunale Ordinario del Vicariato di Roma, giudice aggiunto della Congregazione delle Cause dei Santi; presente lui, tante cause sono state definite positivamente). Sua Eccellenza, ha testimoniato che è il giorno in cui “facciamo memoria di S. Giovanni Battista, un gigante che in tutta la sua vita ha amato Dio, messo prima e al di sopra di ogni cosa, ed ha perseguito la verità – che va detta – e la giustizia – che va attualizzata per tutti; Giovanni Battista è diventato un esempio forte per tutti noi; non ha avuto paura nel dire ad Erode ‘non è giusto’ e gli è stata tagliata la testa perché volevano fermare quella lingua; la sua è una voce profetica che si fa sentire! oggi, invece, si sta in silenzio e ognuno si fa i fatti propri”. È seguita una “riflessione su questa sorella, Teresa, nel 39° anniversario della sua morte; segni prodigiosi o no, non è compito mio o vostro di poter esprimere; ma il giorno in cui si è consacrata a Dio significa che la sua anima ha sposato il Signore, ha scelto Dio come proprio sposo; e, scegliendo di dedicarsi a Dio l’ha messo prima di ogni cosa; ma quanto le è costato l’aver seguito l’Onnipotente? quei segni nelle mani, nei piedi, la sanguinazione, mi dicono che sono il bacio dato da Cristo alla sua sposa; quelle piaghe che piangono e testimoniano sono l’accettazione di Cristo Gesù che ha voluto fondersi con lei; che Giovanni Battista ci aiuti a vivere questa scelta e ad essere consequenziali e, per Teresa, chiedere il significato di questa vita con Dio”. Prima di recitare la preghiera di Teresa (a cura della Fondazione è stato realizzato un primo DVD, titolato ‘Vox Sanguinis Clamat’), don Franco Amico, fratello spirituale e, attualmente, unico testimone, dopo aver ricordato che la chiesa celebra dopo 72 anni la prima lacrimazione della Madonna di Siracusa (… è stato detto che sono lacrime della Misericordia), augurandosi che, con l’intervento anche del Vescovo D’Alise, possa riprendere il processo di beatificazione di Teresa, ha attestato – quasi un giuramento – di “poter documentare ora per ora, 30 giorni al mese, 365 giorni all’anno tutto ciò che si manifestava in Teresa; la quale, per Padre Gabriele Maria Roschini (… è stato autore della biografia di Teresa Musco, conosciuta e seguita personalmente negli ultimi tre anni di vita, ha prestato la sua opera alla Congregazione per le Cause dei Santi), faceva scoppiare la bomba atomica dell’amore prima dello scoppio della bomba atomica della guerra)”.

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