CASERTA: “STRADA SENZA RITORNO” PRESENTATA ALLA LIBRERIA PACIFICO

All’attenzione d’un folto pubblico l’horror dolce di Paolo De Chirico, autore emergente. Saluto introduttivo di Pasquale Iorio, coordinatore Piazze del Sapere. Intervento critico di Anna Parente

 CASERTA (Raffaele Raimondo) – “Strada senza ritorno”, opera prima di Paolo De Chirico, è stata degnamente presentata, giovedì 2 marzo, nella centralissima libreria Pacifico di Via Alois. L’iniziativa tenuta a battesimo dalle Piazze del Sapere, coordinate da Pasquale Iorio, grazie alla buona spinta propulsiva ed organizzativa di Maria Grazia Branco.  Folto, eccezionalmente, il pubblico in sala.

Al tavolo dei relatori, accanto all’autore del volume il coordinatore Iorio – che ha “sapientemente” introdotto i lavori, non solo rimarcando l’urgenza di “ripartire dalla cultura” per il riscatto della Terra di Lavoro (oggi purtroppo plaga di disoccupazione-ndr), ma anche riproponendo l’attraente trend ormai consolidatosi del connubio saperi-sapori – e Anna Parente dell’Auser casertano – la quale, esaltando la limpidezza di De Chirico, d’altronde specchiantesi nei personaggi del suo romanzo, ha voluto evidenziare che la storia narrata nel volume “comincia con una partenza e termina con una strada percorsa. Come spesso accade nella vita, percorriamo una strada singolare e senza ritorno, e ogni scelta che compiamo porta delle conseguenze che avranno ripercussioni sul resto della nostra esistenza”. La Parente, rivelando con grande garbo emozioni e riflessioni scaturite dalla sua personale lettura, ha condiviso nel complesso l’idea che l’opera possa collocarsi nell’ambito di una sorta di horror on the road, cioè di una sequenza di fatti e fenomeni spaventosi e destabilizzanti che si materializzano durante un viaggio. Ella ha poi attentamente sviluppato alcuni spunti di notevole interesse, peraltro cari all’autore, a partire dal motto di Bob MarleyEmancipate la vostra mente” e dal conseguente monito “Smettila di seguire il marcio, torna a cavalcare i tuoi sogni. Soltanto tu puoi liberare la tua mente” in cui si riconosce il principale protagonista, Raffaele. Questa dunque, a parere della relatrice, l’aspirazione del personaggio che perfettamente coincide con quella dell’autore.

Eppure, nel corso dell’incontro, v’è stato chi, a seguire, si è lanciato a coniare un’aggiuntiva formula: l’horror dolce di Paolo De Chirico. Un evidente ossimoro discendente dall’amore che lega il primattore alla sua Lucia: dimensione affettiva profonda che stempera il susseguirsi di vicende paurose raccontate con registri linguistici medi e tipici delle interlocuzioni oggi correnti.

Questa la trama essenziale del romanzo ambientato in Puglia: “Raffaele Doria è un giovane uomo con un lavoro, una fidanzata e una famiglia: una vita come tante. Le vacanze da tempo programmate alle grotte di Castellana si tramuteranno in un’esperienza traumatica quando una notte, nell’albergo dove alloggia, sventerà il sacrificio di un neonato. Da quel momento, il mondo di Raffaele cambierà trasformandosi in un viaggio delirante e senza sosta, durante il quale crollerà ogni confine tra realtà e follia”. Di più, naturalmente, non possiamo aggiungere. Diciamo invece che, nella fase conclusiva dell’evento, allorché l’autore è direttamente intervenuto ringraziando i presenti, e prima dell’…approccio ad un ricco buffet, si è ampliato un dibattito utile a sfiorare temi e questioni non meno interessanti. In quell’ondata finale è giunta oltretutto la rivelazione relativa a una seconda opera di De Chirico già in cantiere, fermo restando che ora …si va all’accattivante lettura di “Strada senza ritorno”.

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