Caserta: venerdì si presenta ‘Prigioniero del Sogno’ di Lino Lavorgna

Mentre finisce la campagna per le Regionali, all’Episcopio torna il Parsifal del nostro tempo. Interventi di Iannotta, Ferillo, Fiore, Cervo e Di Costanzo. In biblioteca anche l’Autore

CASERTA (Raffaele Raimondo) – Tante le presentazioni di libri, poche quelle che veramente attraggono. Sembra proprio che rientri in questa seconda coorte l’adunata annunciata per le ore 17 del prossimo venerdì, 29 maggio, con l’obiettivo di analizzare un lavoro narrativo di particolare fascino: il “Prigioniero del sogno” del “vulcanico e indocile” Lino Lavorgna. Porte aperte, dunque, al palazzo dell’Episcopio di Piazza Duomo, pronte ad accogliere intellettuali e semplici lettori curiosi di sentir parlare da vicino di un “Parsifal contemporaneo” che la fantasia dell’autore ha incardinato in un romanzo scritto con folgorante scioltezza e che si fa leggere tutto d’un fiato, anche grazie ad una trama costruita su solide basi culturali che rapidamente si snoda lungo impostazioni addirittura oscillanti fra “giallo d’azione”, storia d’amore, romanzo psicologico ed altro ancòra. Dalla paradisiaca Amalfi, a Napoli, al largo di Capri i luoghi, naturalmente splendidi, delle vicende finemente raccontate da Lavorgna, peraltro “maestro di suspense”. I personaggi? In ultima di copertina, quelli di secondo piano son chiamati “figure e figuri” a corollario della storia di cui sono invece protagonisti un potente funzionario dei Servizi Segreti (Ingrassia), il modesto capo della Squadra Mobile (Amato), l’avvenente giornalista Flavia e lui, il protagonista, un “puro folle” Parsifal (lo chiameremo Renato Federico?). Del racconto in sé non anticipiamo altro, preferendo piuttosto dire che, ad ulteriore pregio dell’opera e quasi ad accattivante promozione turistica, sfilano i luoghi più incantevoli della metropoli partenopea (che evidentemente l’Autore conosce “scorcio per scorcio” perché …“vissuti”) e alcuni cognomi-spia (Gizzi, Pacelli…) denudano di Lavorgna la fiera origine sannita. Più precisamente, telesina. Autobiografia a tutto tondo allora? Eh, sì, senza dubbio alcuno! Così fanno poeti e scrittori: prospettano l’universo-mondo, eppure infilano dentro le elaborazioni gl’imponenti macigni e le autostrade della loro vita, con immancabili ansie e tormenti, furori e godimenti, prosaici adattamenti e resistenti sogni-secondini. Rimanendo essi a lungo catturati, irresistibilmente pensano poi di liberarsi, lanciando ai quattro venti le croci e le delizie della cattività. Un gioco non perfido, ma bello nel caso di questo volume uscito da un paio di mesi presso Albatros Edizioni, altro luogo di diretto impegno per l’…inarrestabile Lavorgna.
Intorno al mito del redivivo “Parsifal” – che galleggia fra mille simboli accreditando se stesso, per sua natura, come altissimo se non proprio supremo emblema umano cui, da autentico eroe del ciclo arturiano, è concesso di vedere il Santo Graal per antica leggenda individuato come il calice in cui Gesù bevve nell’Ultima Cena –, intorno alla versione, godibilmente attualizzata, che ne dà l’Autore, parleranno nell’ordine Luigi De Rosa (presidente Lions Club Caserta Reggia), Michele Falcone (presidente onorario di Nuovo Umanesimo Casertano), Gaetano Iannotta (cioè il vertice dell’Unione Giuristi Cattolici della Diocesi di Caserta), Lucia Ferillo (attrice), Adriano Fiore (punta di diamante delle Edizioni), Aldo Cervo (critico letterario) e, dulcis in fundo, per rinnovare tutti insieme l’indomabile amore per il “quinto potere”, Nello Di Costanzo (giornalista Rai). Consulenza audio-video di Peppino Casapulla.
Il suggerimento? E’ quello di andare, specialmente per chi è un po’ stanco della politica politicante, diciamo un “peccatore” astensionista nella serata della massima esplosione della campagna elettorale per le Regionali del 31. Oltretutto, nel corso del convegno, si potrebbe perfino dar lettura del “messaggio con cui il novello Parsifal si rivelò al mondo, dopo essere rimasto sconvolto, lui che aveva cavalcato spazio e tempo”, stigmatizzando noi “terrestri” maltrattatori del pianeta e dei nostri simili. In gustosa aggiunta, qualcuno potrebbe pure bussare garbatamente sulle spalle degli ospiti, magari per formulare un gentile invito sul quale, accidenti!, non si riesce affatto a sapere di più.

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