Cittadinanza e diritti – Qualità della vita.

 

La nuova classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita e del benessere in Italia registra anche per il 2017-18 un notevole divario tra le province del Centro Nord rispetto a quelle del Sud. Infatti per trovare una provincia meridionale bisogna scendere al 73 posto della graduatoria, realizzata in base a 6 gruppi tematici, articolati in 42 indicatori socio-economici.                                                                                                       Se osserviamo le province campane si nota un dato positivo per Napoli, che rispetto all’anno precedente recupera ben 13 posizioni, anche se rimane ancora inchiodata al 94 posto. Anche per Caserta si registra un piccolo avanzamento, in quanto non occupa più l’ultimo posto ma si colloca al 101 su 107 realtà esaminate. Se analizziamo i dati, colpisce quello più significativo relativo a “demografia e società”, che ci vede balzare al 18 posto tra le comunità più giovani dal punto di visto anagrafico (su questo dato probabilmente incide in modo positivo la forte presenza di immigrati di seconda generazione). Mentre rimangono stazionari o negativi i dati degli altri indicatori: a partire da “affari e lavoro” che ci vede collocati al 94 posto, insieme con “ricchezza e consumi” nella posizione 95.

Le più forti criticità permangono nel settore “giustizia e sicurezza”, insieme a quello della “cultura e tempo libero”. Non a caso siamo la comunità che compra e legge meno libri e giornali nell’arco dell’anno, dove scarseggiano edicole e librerie, con una debole diffusione sul territorio di biblioteche e musei. Tanto per non smentirci sprofondiamo al penultimo posto il 107 in materia di “ambiente e servizi”, dove ci supera solo Vibo Valenzia (che stavolta fa da fanalino di coda nella classifica generale). Questi dati confermano che in Terra di Lavoro c’è ancora tanto da fare per ribaltare definizioni e luoghi comuni come quelle di “terra dei fuochi e dei veleni”. C’è una grande sfida da affrontare per risalire la china, per un riscatto civile e sociale, su cui le istituzioni e le classi dirigenti devono riqualificare la loro capacità di proposte, di progettazione e programmazione. Come pure è necessario innovare la capacità di iniziative da parte delle mondo del sapere (a partire dall’Università) e dello stesso terzo settore.

Non a caso come rete delle Piazze del Sapere/Aislo ci piace sottolineare che bisogna ripartire con la cultura per creare coesione sociale e per diffondere la conoscenza a tutti i livelli.

Pasquale Iorio                                                Caserta, 17 dicembre 2018

                                                          

 

 

 

 

 

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