CLASSICO CONTEMPORANEO: Ernesto Lama ed Antonio Speranza tra Diderot e Moliere

lunedì 13 agosto 2018 ore 21:30

GEMELLI SI, FRATELLI NO

di Raffaele Speranza

liberamente tratto da “Il Paradosso sull’attore” di Diderot e “Don Giovanni” di Molière

con Ernesto Lama e Antonio Speranza

regia Ernesto Lama

aiuto regia Mariano Di Palo

assistente alla regia Francesco Rivieccio

assistente organizzativo Diletta Acanfora

costumi Nunzia Russo

collaborazione musicale Salvatore Cardone

musiche Senza Neo

 

Un paradosso è una proposizione che per il suo contenuto o per la forma in cui è espressa, appare contraria all’opinione comune e risulta perciò sorprendente o incredibile. Lo spettacolo è liberamente ispirato al “Paradosso sull’attore”, un trattato sull’arte drammatica scritto dal filosofo francese Denis Diderot negli anni compresi tra il 1770 ed il 1780. Contraddicendo il pensiero del suo tempo, nel suo testo Diderot opera una sintesi tra il pensiero illuministico e quello romantico: c’è bisogno che l’attore non solo abbia coscienza dei sentimenti umani, ma si affidi, nella loro interpretazione, alla razionalità, che gli potrà permettere di ottenere risultati sempre eccellenti. Diderot afferma dunque che un attore, con la tecnica giusta, può apparire agli altri diverso da com’è. Una capacità affascinante per certi versi, inquietante per altri: cosa accadrebbe se un attore, usasse la sua tecnica giù dal palco? Cosa accadrebbe se ad esempio mio fratello usasse la sua tecnica con me, nel quotidiano? Ecco… il mio testo racconta di come sono cambiati i nostri rapporti con l’altro dal momento in cui non so più l’altro chi è, ma so come appare!

 

Note di regia

Un paradosso è, genericamente, la descrizione di un fatto che contraddice l’opinione comune e l’esperienza quotidiana riuscendo perciò sorprendente, straordinaria e bizzarra: piu’ precisamente, in senso logico-linguistico, indica sia un ragionamento che appare invalido, ma che deve essere accettato, sia un ragionamento che appare corretto ma che porta una contraddizione. Tutto questo tradotto in teatro prende forma nella ricerca di una verità che si può realizzare solo attraverso l’artificio, la tecnica e lo studio meticoloso. Piu’ provi, piu’ sudi, piu’ il personaggio diventa tuo e sei nella condizione di condividerlo col pubblico, mentre nella vita vivi la banalità di quell’attimo ma senza possibilità di ripetizioni. Gemelli si, fratelli no, è una messa in scena che attraversa formule e regole diverse di comunicazione tra i due personaggi, figli dello stesso padre, concepiti nello stesso giorno da madri diverse. Fratelli quindi, e “gemellastri”. Tra di loro, anch’essi attori, le dinamiche sono diverse tra vita reale e lo stare in scena. Dinamiche che paradossalmente vivono tutti gli uomini studiando una vita per trovare il modo per stare sul palco, non necessariamente quello teatrale…Nello spettacolo del tempo che passa.

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