Commemorato il Re Soldato nel 70° anniversario del suo richiamo a Dio

COMITATO “I SOVRANI D’ITALIA ESILIATI IN PATRIA”

 

Alle ore 8.30 di questa mattina, a Castellammare di Stabia nella Chiesa S. Maria dell’Arco, il parroco ha presieduto la Santa Messa in suffragio di Re Vittorio Emanuele III nel 70esimo anniversario della sua nascita al cielo. Organizzata dal Comitato “I Sovrani d’Italia esiliati in Patria” L’11 novembre 1869 nasceva a Napoli il Principe di Napoli, futuro Vittorio Emanuele III, Re d’Italia per 46 anni, dal 29 luglio 1900 al 9 maggio 1946, è stato il Capo di Stato che ha completato l’Unità della nostra Patria, durante la prima guerra mondiale visse costantemente al fronte come soldato tra i soldati, finita la guerra rinunciò allo stipendio annuo di 1.000 000 di lire per facilitare l’economia e la ripresa del Paese, oltre questo donò quasi tutti i beni immobiliari della Corona allo Stato. Dopo il 25 luglio 1943 e la sfiducia del Gran Consiglio fermò costituzionalmente colui che per oltre 20 anni e per volontà popolare era Capo del Governo. Trasferì il Governo e la Corona a Brindisi, unico lembo di terra italiana libera da alleati e da tedeschi, dando continuità allo Stato. Il 9 maggio 1946, a Napoli Villa Maria Pia, abdicò in favore del Principe Ereditario Umberto, alla partenza per l’esilio con la Regina Elena volontario, indirizzò una lettera al Presidente del Consiglio, donando la sua inestimabile collezione di monete al Popolo italiano. Il 28 dicembre 1947, alle ore 14,20 tonava alla Casa del Padre, accompagnato dalle preghiere di Padre Ludovico Foschi, della Regina Elena e le figlie. Nonastante l’esilio furono i Funerali di un Sovrano. Il Re Faruq I d’Egitto dispose che il Re avesse funerali di Stato scortato da un’adeguata rappresentanza delle forze armate egiziane; durante l’esequie fu salutato da 101 colpi di cannone – fu tumulato nella Cattedrale cattolica latina S. Caterina di Alessandria d’Egitto, per desiderio dell’estinto sulla bara solo la Bandiera del Regno, non furono deposti fiori: infatti, a chi volle onorarne la memoria, fu consigliato di seguire il suggerimento della Regina Elena, ovvero di beneficare la Comunità Italiana in Alessandria d’Egitto. La Tomba del Re Soldato è stata custodita con venerazione e devozione dai Francescani d’Egitto e da tutto il popolo egiziano fino il 17 dicembre 2017, quando la salma di Vittorio Emanuele III è stata rimpatriata a bordo di un aereo dell’Aeronautica Militare Italiana e tumulata nella Cappella di San Bernardo del Santuario di Vicoforte, a fianco della moglie la Regina Elena, arrivata da Montpellier due giorni prima. Uniti dopo 70 anni ma esiliati in Patria, chiediamo la sepoltura a Roma nel Pantheon, Tempio destinato dalla storia ai Reali d´Italia.

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