Comunicato Stampa Codacons

 STUDIO LEGALE GALLICOLA

Ricostituzione pensione e pagamento arretrati maturati e non riscossi per gli anni 2012/2013/2014/2015, Gallicola: ecco come ottenere tra 500 e 3000 €

Sono centinaia i pensionati venuti dal giugno 2015 al Codacons Caserta per ottenere la ricostituzione della pensione ed il pagamento degli arretrati maturati e non riscossi per gli anni dal 2012 al 2015.

«I casertani, cosi come tanti in altre situazioni, sembra che vivano in un rassegnato torpore e questo atteggiamento lo hanno ormai in tutte le vicende della vita. Considerazione che ribadisco e ricordo a tutti i pensionati che questa problematica risulta penalizzante nel tempo in quanto il mancato ricalcolo e ricostituzione delle pensioni comporta una grave ripercussione sugli anni successivi – ha dichiarato Maurizio Gallicola, responsabile del Codacons Caserta – Pertanto, oltre al danno di non aver ricevuto gli arretrati maturati e non riscossi quale differenza tra l’importo della pensione corrisposta a quello che si sarebbe dovuto corrispondere per l’effetto della perequazione automatica illegittimamente non applicata (trattiamo di importi che possono variare da € 500,00 ad arrivare oltre € 3.000 annuali) il vero danno è costituito dalle ripercussioni economiche per gli anni successivi. Credo che sia davvero difficile che lo Stato possa riuscire a farla franca in questa vicenda».

Infatti la Corte Costituzionale con la Sentenza ablativa n. 70/2015 ha giudicato incostituzionale il blocco della perequazione delle pensioni operato, in riferimento agli anni 2012-2013, dell’art. 24 comma 25 del D.L. 201/2011 che conseguentemente è da ritenersi abrogato. In particolare la norma aveva disposto la rivalutazione piena (100% indice FOI) delle pensioni non superiori a 3 volte il trattamento minimo INPS dell’anno precedente l’anno di competenza della rivalutazione, per cui tutti i trattamenti pensionistici di importo superiore a 1.443,00 euro non venivano rivalutati all’indice inflattivo di riferimento per la totalità del loro importo. Il giudice delle leggi ha riscontrato in tale norma una lesione degli artt. 36 e 38 della Costituzione, in  particolare il blocco della rivalutazione dei trattamenti pensionistici è stato giudicato in contrasto con i principi di proporzionalità e adeguatezza cui deve necessariamente ispirarsi la legislazione in materia dei trattamenti pensionistici segnatamente riferita agli aspetti legati alla perequazione ovvero alla conservazione del potere di acquisto delle pensioni nel tempo. Il contrasto deriva dal fatto che l’art. 24 comma 4 ha bloccato l’aggancio delle pensioni alle dinamiche inflattive per ben due anni e soprattutto per tutti i trattamenti pensionistici che superavano tre volte il trattamento minimo INPS. In questa generalizzata e prolungata paralisi dei trattamenti pensionistici e nel relativo impoverimento reale che ne derivava è stato rinvenuto un disegno irragionevole e conseguentemente lesivo dei principi di adeguatezza di cui all’art. 36 e di proporzionalità di cui all’art. 38 della Costituzione, quest’ultimo applicabile alla materia pensionistica in considerazione della pacifica qualificazione della pensione come forma di retribuzione differita.

«Alla luce di tutto ciò si avvisa che i pensionati che non interromperanno la prescrizione con apposita richiesta inviata all’Inps, perderanno sia l’indennità dovuta per l’anno 2012 ma soprattutto il mancato ricalcolo della sua pensione e saranno danneggiati per sempre – spiega ancora Gallicola – Su questo appunto si basa la politica del Governo, che ben sa di avere torto, e quindi cerca di  perdere tempo per far decadere i pensionati dal loro diritto e pagare quindi molto di meno. Invito tutti pensionati a venire subito al Codacons Caserta – Studio Legale Gallicola, portando i CUD per gli anni dal 2012 al 2015, ci vorrà un po’ di tempo ma statene certi che a costo di arrivare alla Corte Europea di Strasburgo recupereremo la somma illegittimamente sottratta. Ultima riflessione personale, considerazione naturale per me che non mi rassegno all’apatia ed al torpore nel quale giacciono i casertani (sarà che al 50% ho il sangue veneto di mia madre) e approfitto di ogni occasione per cercare di svegliarli dal torpore; è mai possibile che oltre il 50% dei pensionati che patrocinio in questa vicenda giudiziaria provengono da Napoli, Aversa, Benevento, Avellino etc.. ed i Casertani? Forza svegliamoci e guardiamo la vita con maggiore ottimismo sia in questa che in tante altre vicende».

 

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