Confagricoltura Campania “Bene De Luca su Gioia del Colle, ma contrasta con si a Mozzarella di Bufala Campana Dop congelata”

Bene l’opposizione alla Dop Mozzarella di Gioia del Colle,

ma contrasta con il si alla Mozzarella di Bufala Campana Dop congelata

 

La Giunta regionale della Campania ha fatto bene ieri a prendere una posizione chiara e netta contro la denominazione di origine protetta “Mozzarella di Gioia del Colle Dop” proposta dalla Puglia, volendo così sposare in pieno la difesa della Mozzarella di Bufala Campana Dop, ma sulle modifiche al disciplinare di produzione, proposte dal Consorzio di tutela del latticino campano, Confagricoltura non cambia idea e resta contraria, nonostante il parere parzialmente favorevole espresso dalla Regione Campania e inviato al Dipartimento delle politiche per la Qualità del Ministero per le Politiche agricole lo scorso 13 settembre”.

 

Così oggi Rosario Rago, presidente di Confagricoltura Campania e responsabile Filiere nella Giunta nazionale di Confagricoltura, prende posizione sull’atto di opposizione formale votato ieri in Giunta regionale della Campania contro la richiesta di registrazione della Dop “Mozzarella di Gioia del Colle”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 28 agosto 2017 e al tempo stesso sul parere sostanzialmente positivo espresso dall’assessorato agricoltura sulle modifiche proposte al disciplinare di produzione dal Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop.

 

Rago rimarca: “Siamo colpiti favorevolmente dalla sensibilità dimostrata dal Presidente Vincenzo De Luca e dal consigliere all’agricoltura Franco Alfieri nel sottolineare un’omonimia solo parziale tra i due formaggi freschi a pasta filata, che risiede comunque nel nome Mozzarella e nel fatto di potersi eventualmente fregiare entrambi del marchio europeo Dop”. “Ma – conclude Rago –  stride con tale finezza l’invio a Roma del parere positivo sulla possibilità  di produrre Mozzarella di Bufala Campana Dop congelata, pur se limitata nella commercializzazione ai mercati esterni al territorio amministrativo delle quattro regioni (Campania, Puglia, Lazio, Molise) dove si effettua la produzione a denominazione di origine”.

 

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