CONOSCERE PADRE PIO OLTRE OGNI FETICISMO

Eviterei di affidare alla venerazione e al culto pezzi di stoffa, fazzoletti e quant’altro in qualche modo appartenuti alla vita e al quotidiano di Padre Pio, figura di santo del Sud che ha elevato al rango di miracoli le punte più alte della caritá, della solidarietá e dell’amore verso il prossimo, soprattutto verso chi soffre. Verso i poveri e gli emarginati. Verso gli ultimi che nel suo pensiero acquistano quella dignitá forse mai riconosciuta.
La vita terrena e quella soprannaturale del Frate si manifestano infatti attraverso gesti inequivocabili che consistono nella traduzione in atti del messaggio evangelico e nel tentativo, quanto mai opportuno e perfettamente riuscito, di coniugare la fede con la scienza e di dare un forte impulso alla preghiera, la vera linfa della cristianitá. L’asse portante dell’essere credenti.
Ma c’è di più: in tante circostanze Padre Pio ha mostrato disprezzo per le cose materiali, per il suo stesso corpo. Figuriamoci per gli oggetti che gli sono appartenuti.
Conoscere e far conoscere Padre Pio vuol dire riflettere sulla vastitá del suo pensiero, sulle caratteristiche della sua opera e sul rigore morale del suo modo di essere vero mediatore tra il Cristo Risorto e questa umanitá logorata dalle guerre, afflitta dai mali del corpo e dello spirito, in perenne contrasto al suo interno e con l’unico risultato di spargere morte e distruzione in ogni angolo del pianeta. “L’anima umana è il campo di lotta tra Dio e satana.”
Per questo e per tanti altri motivi Casa Sollievo della Sofferenza è il vero miracolo di San Pio che corrisponde (lo vediamo soprattutto oggi) al disegno dell’umile frate: “Cittá ospedaliera tecnicamente adeguata alle più ardite edigenze cliniche e insieme ordine ascetico di francescanesimo militante.” Ecco cosa era nel pensiero del Frate l’ospedale di San Giovanni Rotondo, oggi a maggior ragione “tecnicamente adeguato alle più ardite esigenze cliniche.”
Al di lá del miracolismo – sostiene a ragione Stefano Campanella direttore di Teleradio Padre Pio, in una intervista pubblicata su questo blog – c’è l’autenticitá dell’essere cristiano dell’umile sacerdote che giunse a scrivere: “Ogni cristiano è un secondo Cristo”. Frase che pesa quanto un macigno e che ha un valore profondamente etico, religioso, metafisico. Terreno e ultraterreno.
I 130 anni dalla nascita di San Pio rappresentano, dunque, un momento significativo in cui si sintetizzano fede e ragione, umanitá e spiritualitá.
Il feticismo, che rappresenta purtroppo un approccio frequente alla figura del santo di Pietrelcina, va considerato per questo un elemento deteriore che allontana da una conoscenza approfondita e razionale della personalitá di una tra le figure più luminose del nostro tempo.
Troppi ostacoli e molte banalitá limitano purtroppo una conoscenza reale del suo percorso terreno e della santitá del sacerdote, allontanando per primi i credenti da una visione completa e giusta della sua vita. Il feticismo è una costante del nostro tempo, ma non può in alcun caso sostituirsi alla fede.

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