Considerazioni su: “Chiedi la luna” di Giovanna Paolino

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“Chiedi la luna” è il racconto fantastico di un mondo reale con cui ci intrecciamo quotidianamente con la consapevolezza che molte volte il reale riesce a superare la fantasia.
L’autrice racconta diversi spaccati sociali, cucendoli ed intrecciandoli con un filo resistente, capace di legare personaggi diversi ed antagonisti fra di loro facendoli vivere in un’immaginaria città che vuole soffocarci continuamente.
Nel leggere il romanzo della Paolino, mi sono resa conto che esso si avvale di una duplice chiave di lettura: da un lato si presenta come un susseguirsi di fatti ben intrecciati tra di loro, ma di pura fantasia, solo un racconto scorrevole e piacevole che si legge tutto d’un fiato, ma ben presto si scopre che il libro vuole dire “molto di più” infatti,  rappresenta una vera e propria “denuncia sociale”.
Un documento capace di dimostrare la falsità ed il malcostume di una fantomatica città “Belvedere” riconducibile ad un qualsiasi luogo.
L’autrice nel suo romanzo esalta alcune figure positive ed in particolare quella di Claudio Versanti, direttore del suo giornale “Il Quotidiano Indipendente”; egli nonostante la sua concretezza e lo sprezzo del pericolo a cui spesso si sottopone, per raggiungere squarci di verità e legalità, appare come un sognatore, convinto che i sogni sono come la luna: illuminano la nostra vita e a volte si realizzano.
Personaggio di spicco esaltato dall’autrice è quello della giornalista Flora De Bellis che, insieme con i colleghi della sua redazione e con estrema caparbietà, riesce a scoprire tanti misfatti per dare una speranza di onestà e di libertà alla città di “Belvedere”.
Principalmente la De Bellis muove i suoi passi da giornalista occupandosi di varie problematiche importantissime, come: l’ambiente, il lavoro, la politica. Con intelligenza, perspicacia, vivacità, intuizione ed anche astuzia ella riesce ad ottenere scoop da prima pagina, che orgogliosamente la esaltano, ma che la pongono in una posizione d’ombra a causa di alcune maldicenze di persone invidiose che la indicano come una raccomandata del direttore.
Tuttavia Flora De Bellis non è una persona che si possa arrendere dinanzi a simili problematiche e caparbiamente riesce a diventare una brava giornalista, capace di ottenere confidenze di notizie che metteranno in discussione tutto l’ apparato politico della città. Le notizie acquisite occuperanno ancora una volta la prima pagina del giornale, e a questo punto la De Bellis si troverà a combattere una battaglia, purtroppo, persa in partenza, sarà querelata e le verrà ritirato il tesserino di pubblicista. Di fronte a questa disfatta, lei deciderà di gettare la spugna, convinta che non ci siano strade percorribili per cambiare lo stato delle cose.
Le sue dimissioni verranno accolte in malo modo dal suo direttore che l’accuserà di essere una “fifona” e che deciderà di non rivederla mai più.
La storia che rimane fondamentalmente “una denuncia” sociale, ha comunque un lieto fine ed infatti, dopo molti anni di silenzio, una bella sera Flora fu sorpresa di trovare Claudio sotto casa sua che le diceva “De Bellis, pensi che dal terrazzo di casa tua la luna si veda nel modo giusto? O comunque in un modo che tu ed io potremmo condividere?” – Flora ascoltava, e lui continuò – “Sei troppo abituata a fuggire, De Bellis, è per questo che la luna ti sembra così lontana. Se ti fermi un po’ puoi comprendere meglio il significato del suo silenzio”.
Flora lo ascoltava con attenzione e non poté fare a meno di pensare che forse, Claudio avesse ragione e che in fondo la guerriera fosse solo una gran fifona. Poi si girò ad osservarlo, ridendo felice. “vuoi salire – gli chiese -.
Matilde Maisto

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