Don Franco Galeone e Maria Rosaria hanno presentato a Capua i libro “Uomini e donne della bibbia”- ieri per oggi tra miseria e grandezza”

(L’EVENTO PRESSO L’AULA MAGNA “CARDINALE ALFONSO CAPECELATRO” DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE “SAN ROBERTO BELLARMINO” DI CUI È DIRETTORE IL PROF. ANTONIO TUBIELLO. RELATORE IL REV. PROF. PASQUALE VIOLANTE)

di Paolo Pozzuoli
Per un noto paroliere, un altrettanto noto compositore e un famoso cantante ‘il pomeriggio era troppo azzurro e lungo’. Per chi ha sentito di partecipare alla presentazione del libro “UOMINI E DONNE DELLA BIBBIA – ieri per oggi tra miseria e grandezza” a Capua presso l’aula magna “Cardinale Alfonso Capecelatro” dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Roberto Bellarmino” il pomeriggio ha dato la sensazione di essere molto, ma molto breve. Ed è sembrato colorato di azzurro, il nostro colore per eccellenza, il colore dell’immortalità per i cinesi. Mai definizione può dirsi più appropriata per un libro. Un qualsiasi libro, infatti, a prescindere dalla sua storia e/o da quanto vi è impresso, inventato o meno, esaltante o avvilente, lieto o doloroso, emozionante o commovente, passionale o distaccato, rosa o giallo, che tratti di grammatica, letteratura, filosofia, mitologia, ecc., vive nel tempo con il suo fascino particolarissimo. Ne sa qualcosa la maggior parte degli over sessanta, vissuti nei tempi in cui il libro in una casa era merce rara, una cosa preziosa, cara come una reliquia, da preservare e tramandare. Ricordiamo taluni libri che presentavano pagine legate sia nella parte alta, a due a due, che lateralmente. E, per essere sfogliati, necessitava ricorrere ad un tagliacarte. Tagliarle e poi sfogliarle era come un rito. Ricordiamo anche il caro zio Giovanni, alto funzionario della Polizia di Stato, commendatore, studioso, bibliofilo speciale, filatelico appassionato e competente il quale, pur di non ‘maltrattare’ siffatti libri, si ingegnava – bontà sua – a leggere le pagine senza ricorrere al tagliacarte. Oggi il libro è diventato un oggetto commerciale, soggetto esclusivamente ad interessi di mercato, al centro di sondaggi e statistiche. Non si contano autori e libri. Non si fa in tempo a completare la lettura di un libro che già ne sono pronti altri, brillantemente sponsorizzati e con il favore della critica. E qui non possiamo non ricordare l’impertinente frase pronunciata dal compianto Troisi in un suo famoso film ‘Io non leggo mai, non leggo libri, che i libri so’ milioni, milioni, non li raggiungo mai, capito? pecché io so’ uno a leggere, là so’ milioni a scrivere, cioè un milione di persone e io uno mentre ne leggo uno…’. Quando però sono noti autore(i), relatore(i), località, sede, giorno ed ora, la presentazione di un libro rappresenta un evento dal fascino straordinario. Ha la sua centralità, rapisce gli sguardi dei presenti, ne polarizza l’attenzione, attira gli sguardi, suscita un certo non so che, difficile da spiegare a parole. Il bello della presentazione di un libro vuol dire anche fare nuove esperienze, confrontarsi e relazionarsi con altre persone, ampliare l’orizzonte cognitivo. Ed il bello della presentazione del 4° libro (“UOMINI E DONNE DELLA BIBBIA – ieri per oggi tra miseria e grandezza”, edito da ‘Edizioni Saletta dell’Uva’, pagg.260, €19/00) dei proff. Maria Rosaria Fazio e don Franco Galeone sdb, va ascritto al direttore dell’ ISSR “San Roberto Bellarmino” di Capua, prof. Antonio Tubiello, che, da perfetto anfitrione, ha fatto gli onori di casa accogliendo gli ospiti, messi tutti a proprio agio nella meravigliosa aula magna dedicata “Cardinale Alfonso Capecelatro”, a don Pasquale Violante, docente di Esegesi dell’Antico Testamento presso il sullodato ISSR, relatore d’eccezione, alla presenza degli autori. E il direttore Tubiello, poco prima dell’ora del vespro, dopo aver presentato gli autori del libro riferendone l’antica conoscenza e sottolineando una chiara e sentita riconoscenza, ha letto la prefazione – un momento di grande attenzione e riflessione – che Papa Francesco ha scritto per una edizione della Bibbia – importanza della Bibbia – destinata a giovani tedeschi. Di grande impatto la relazione di don Pasquale. Sono stati rivoltati e messi a nudo tutti i personaggi trattati nel libro. E così è venuta fuori una relazione accurata, minuziosa, particolareggiata cui tacitamente annuiva, compiaciuto, il direttore Tubiello. Una relazione che non ha minimamente distratto e/o annoiato gli astanti. I quali, attenti, partecipativi e interessati hanno, alla fine, tributato un prolungato e caloroso applauso al relatore. Non ha mancato di evidenziare don Pasquale ogni piccola sfumatura e sottolineare ciò che altri potrebbero intendere come una quisquilia. “Le storie dei personaggi” – ha detto don Pasquale – “noti e meno noti e soprattutto le figure femminili, sia le più eminenti come le Matriarche che altre figure poco conosciute, pur avendo svolto un ruolo fondamentale nella storia della salvezza, o sono proposte come modelli da imitare o da evitare; ne rivelano la grandezza ma sovente anche la miseria che resta un denominatore comune ad ogni uomo; sono Parola di Dio e storia della salvezza, d’Israele e, per mezzo d’Israele, per tutta l’umanità”. Ancora, “i personaggi” – ha continuato don Pasquale – “rivisitati come «vecchi amici che non si rivedono dagli anni del liceo, come individui strani del tempo passato», non sempre noti come il menzionato Socrate; sono presentati così come appaiono nella loro verità, attualissimi, ‘alberi vivi e sempreverdi’, che possono donarci tanto per affrontare in modo nuovo le difficoltà della vita; ogni personaggio è presentato con il suo nome originale in ebraico perché mai come nell’ebraico biblico è vera l’affermazione nomen omen, ogni nome designa l’identità e/o la funzione/missione di ciascun individuo; e, frequentemente, è lo stesso testo biblico che giustifica la scelta di uno specifico nome”. Don Pasquale, concludendo, ha inteso affermare “che il contributo di questa pubblicazione sarà grande dal momento in quanto permette di contrastare la diffusa ignoranza delle Scritture che, nonostante il Vaticano II, ancora dilaga tra i cattolici; il testo, infatti, si presta alla divulgazione, alla comprensione – anche ai non addetti ai lavori – e soprattutto all’accostamento alla vita quotidiana del lettore; c’è l’accesso a quello sfondo culturale ebraico, biblico e postumo, visibile perfino nello stile grafico della pubblicazione, da poter affascinare tanti cristiani, perché esso costituisce anche la chiave indispensabile per comprendere Gesù e la sua Parola; ci aiuta a non sentire lontani da noi quegli uomini e quelle donne, a non scoraggiarci di fronte alle miserie che fanno parte anche delle nostre vite, e che, nonostante ciò, Dio continua a sceglierci e far sentire su di noi il suo amore di predilezione; ancor di più esso ci consente, attraverso la conoscenza delle vicende di quegli individui, di contemplare la grandezza del progetto personale e universale di Dio e di affermare ‘Grandi cose ha fatto il Signore per tutta l’estensione della terra’”. È poi intervenuto don Franco Galeone. La sua, una lectio magistralis sulla vita straordinaria di Moshè, secondo le testimonianze della Scrittura, e delle Matriarche Saràh, Rivqàh, Leàh e Rachèl: personaggi dalle storie incredibili che, in quanto tali, hanno avuto un ruolo fondamentale nel compimento della promessa di Dio. Che resta Unico. Maria Rosaria Fazio, nel completare la serie degli interventi, dopo aver ringraziato il direttore Tubiello e il ‘nuovo amico’ don Pasquale, ha declamato alcune Tefillah (preghiera) e riferito che “il nostro servizio è quello di diffondere la cultura ebraica attraverso la conoscenza affinchè si possa spezzare il filo spinato e superare la diffidenza”.
Paolo Pozzuoli

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