Don Sabatino Sciorio presenta il suo libro “Squarci di vita ecclesiale a Cancello ed Arnone”, alla comunità della parrocchia di Arnone.

Cancello ed Arnone (Matilde Maisto) – Domenica 8 Mggio u.s. Don Sabatino Sciorio, ospitato da Don Rocco Noviello nella parrocchia Maria SS. Assunta in cielo, ha illustrato alla comunità arnonese il suo recente saggio “Squarci di vita ecclesiale a Cancello ed Arnone”.

Già nella presentazione del volume Don Sabatino ha tenuto a precisare che ,in occasione della riapertura al culto della  chiesa parrocchiale Maria Regina di tutti i Santi, ha ritenuto utile ed opportuno, per solennizzare ancor più l’avvenimento e lasciarne duratura memoria, ampliare ed approfondire maggiormente il dialogo non solo con la comunità ecclesiale Maria Regina di tutti i Santi, al cui servizio egli svolge il   ministero di parroco, ma anche con quella d’origine Maria SS. Assunta in Cielo, proponendo notizie storiche ed agiografiche riguardanti entrambe le comunità, che nel corso dei secoli, pur nella loro diversa identità, hanno coabitato in sintonia di linguaggio, costumi e tradizioni. Inoltre, con questo piccolo saggio – egli dice –  vorrei contribuire anche a consolidare nella coscienza dei lettori il ricordo di pagine che meritano di essere tramandate, perché costituiscono stimolo ed incoraggiamento ad essere sempre più degni di un patrimonio così prezioso di cui siamo fortunati eredi.

 Precisiamo che della Chiesa parrocchiale Maria Regina di tutti i Santi, abbiamo già parlato a ridosso dell’incontro del 17 Aprile u.s., avvenuto con i fedeli cancellesi, ora, invece, ci preme dare qualche notizia in merito alla parrocchia Maria SS. Assunta in Cielo.

A tal proposito è d’uopo iniziare a parlare della statua lignea dell’Assunta che è citata per la prima volta nell’Inventario dei beni mobili del 1773 dove si afferma che in una nicchia è “riposta la statua della santissima Vergine Assunta con i vetri davanti”La nostra sacra rappresentazione non ha bisogno di commento illustrativo – continua Don Sabatino – dal momento che l’armonica sinfonia dei suoi colori (rosa, azzurro e oro), il volto e lo sguardo alzati verso il cielo, la presenza degli angeli e della nube, tutto dice di questa elevazione verso il cielo in unione con il suo cuore proteso verso il suo Figlio divino. Sicché a giusta  ragione, si può definire l’Assunzione della Vergine, così ben raffigurata in questa statua, un vero trionfo e quasi un riverbero della mirabile visione che di Lei ebbe Giovanni a Patmos allorché la vide coronata di dodici stelle.

Per quanto riguarda i cenni storici , già nel XII secolo, nel territorio di Arnone, fu eretta una chiesa in onore di Sancta Maria. Il papa Alessandro III ne fa cenno nella bolla del 1173. Si menziona la chiesa Sancta Maria anche in documenti successivi e nella tassa decimarum antiqua del 1375. Distrutta dai continui straripamenti del fiume Volturno, la chiesa fu poi riedificata a spese dei fedeli intorno al 1587. Parrochia già dal XVI secolo col titolo di San(c)ta Maria. Dal saggio in questione si leggono con entusiasmo ed interesse le varie trasformazioni nel tempo sino al 1996 allorché la chiesa parrocchiale assume l’attuale titolo: Maria SS. Assunta in Cielo, come è attestato nel Libro VI dei battezzati.

Per quanto riguarda il Patrono di Arnone, le notizie storiche su San Biagio sono molto scarse. Si racconta che sarebbe vissuto a Sebaste, in Armenia, tra il III e il IV secolo d.C. e che fu decapitato durante la persecuzione di Licinio. Sottoposto a duro processo, non volle rinnegare la sua fede e perciò gli furono inflitte atroci torture. La chiesa Maria SS. Assunta in Cielo conserva una statua lignea del Santo che risplende di un doppio onore: il prestigio pontificale e la veste di colore rossa, segno del sangue versato per la fedeltà a Cristo e al Suo Vangelo. A parte il valore religioso, è opportuno sottolineare anche la sua preziosità estetica e storica, infatti quest’opera risale al XVIII secolo come viene annotato nell’Inventario dei beni di Arnone del 1773: in una delle quali… (=  nicchie) si conserva la statua di San Biagio martire secondo protettore… La statua contiene anche una reliquia ex ossibus come attesta il Vescovo Tommaso d’Aquino in un documento  che  dichiara l’autenticità della reliquia.

Di particolare rilievo nella parrocchia di Arnone è il dipinto murale di San Biagio che guarisce un bimbo che sta morendo soffocato da una lisca di pesce. Nella vita del vescovo di Sebaste si narra che, mentre il Santo veniva condotto al martirio,una donna gli si avvicinò e pose ai suoi piedi il proprio figlioletto che stava morendo soffocato da una lisca di pesce, Biagio, commosso, stese le mani sul bimbo,si raccolse in preghiera e, dopo alcuni minuti, il piccolo si calmò e sorrise. Era salvo. Da qui sorse la tradizione di benedire con due ceri incrociati la gola dei fedeli nel giorno della sua festa.

Un altro meraviglioso dipinto è quello della Sacra Unzione della Vergine. Il dipinto su tavola presenta la scena della Sacra Unzione amministrata alla Vergine morente. L’opera è sicuramente una delle più interessanti non solo per le qualità pittoriche e stilistiche, ma anche per essere fra le rare rappresentazioni della scena della sacra unzione della Madonna. Certamente il nostro ignoto si è rifatto all’opera della Dormitio Virginis, attribuita a Silvestro Buono (+ 1480), un artista napoletano.

Naturalmente, altre e più dettagliate notizie si possono apprendere leggendo direttamente il libro.

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