“Dopo” Canapa in Mostra. 31 – 1 e 2 Novembre 2014

A fine ottobre la città di Napoli sarà lieta di ospitare la prima edizione di CANAPAinMOSTRA, Fiera Internazionale della Canapa Industriale e Medica.

La fiera si svolgerà presso la Mostra d’Oltremare e nel suo “DopoMostra” al centro antico, lungo il Decumano del Mare. Parteciperanno espositori internazionali e nazionali, il tutto seguito da incontri, dibattiti, concerti, mostre e tanto altro.
L’evento sarà interamente autoprodotto con il Patrocinio morale del Comune di Napoli e della Regione Campania.
Ad organizzare il “dopo mostra”, oltre all’associazione “Canapa in Mostra” saranno l’associazione Terra Nova, Artèteka ed il Kestè che da anni si occupano della rivalutazione degli spazi andati perduti del Centro Antico.
L’intento é di riqualificare e rilanciare il territorio attraverso l’utilizzo di contenuti culturali e artistici.
Canapa in Mostra è un’ottima occasione per perseguire tale obiettivo rendendo partecipe il grande pubblico e le istituzioni dell’operato delle associazioni.
Il Decumano del Mare, nella parte compresa tra largo S. Giovanni Maggiore Pignatelli e Largo Banchi Nuovi, sarà protagonista di una tre giorni di eventi, dibattiti, mostre itineranti e musica dal vivo, attirando un vasto bacino d’utenza, sia locale che internazionale.
PROGRAMMA DEL DOPO MOSTRA 31 ottobre 1 e 2 novembre
Venerdì 31 ottobre dalle 19:00 alle 23:00 Presso Largo San Giovanni Maggiore, Largo Giusso e Largo Banchi Nuovi si terrà
una festa in maschera per la ricorrenza di Halloween.
Dalle 19:00 alle 23:00 musica con i Djs Marco Shamano + Dj Paco + Spike con
swing reggea e Dub. Ci saranno 3 truccatori che “trasformeanno” tutti gli
avventori. A Largo Banchi Nuovi si terranno giochi pazzerelli come “un due tre
mostro” e “ruba bandiera” dei mostri. Con Vico Pazzariello e Santa Chiaracafe.
Esporranno presso il Kestè Lab Maurizio Cascella, Gennaro Rapa con una mostra
sulla psichedelia. Presso il Kestè esposizione di Fabrutto Finamore.
Comunicato a cura di Kestè Lab
Ufficio Stampa Fabrizio Caliendo
+393392069868
fabriziocaliendo@keste.it
Sabato 1 novembre
Dalle 19:00 elle 24:00 si terrà uno spettacolo di musica dal vivo e capoeira.
Alle 19:00 lezione aperta di Capoeira Angola e a seguire roda aperta a tutti i capoeristi. Il “Mestre” Flavio Cabral del gruppo del gruppo Semente do Jogo de Angola aprirà così il primo corso di capoeira del Decumano del Mare.
Si esibiranno su palco con uno spettacolo di musica dal vivo:
alle 20:00 Tartaglia & Aneuro
alle ore 21:00 Aldolà Chivalà
alle ore 22:00 Bata’ Ngoma
alle ore 23:00 chiudono i Mundu Rua che presentano il loro nuovo disco:
TransUmanZen
Tutte le band regaleranno la loro performance per sostenere il progetto di rivalutazione promosso dalle associazioni.
Domenica 2 novembre – dalle 19:00 alle 23:00
L’intento è di trasformare da questa domenica per tutte le domeniche di novembre e dicembre il decumano del mare in una piccola Montmatre del Centro Antico. L’invito è rivolto a tutti gli artisti di Napoli. Dai giocolieri ai writers ai musicisti di strada. Per poter aderire a questo primo evento e ai futuri si invitano gli artisti a scrivere alla mail lab@keste.it
Si possono portare tele, pennelli, spray e stancil palline per giocoliare, fuoco per illuminare e strumenti per rallegrare.
Dalle 19:00 alle 21:00 stage di origami a cura di Francesco Cirillo.
Il Circo dei Tatuatori, associazione di artisti, writers e tatuatori parteciperà all’organizzazione di questa tre giorni e all’allestimento delle mostre.

 

Mundu Rua
Recensione su “Trans.Uman.Zen”

Recensione a cura di Evangelos Voutos

Mundu Rua è il progetto di Dario Perroni, Mario Di Bonito, prodotto dalla Nut Label, casa di produzione di Napoli, in florida attività, registrato daRosario Acunto. Trans, Uman, Zen è il titolo del secondo lavoro del trio di San Giorgio a Cremano che arriva con grande stile dopo il debutto del 2012 diKaleidophonia.
Il suono è senza tempo né spazio, pregno d’energia di storie di genti appartenute al passato, di immagini di guerra e di pace, condannate al presente e che per questo s’addolorano, al contempo tornano giovani e s’innamorano; sono alcune delle immagini che evocano un viaggio nelle tempeste del Mediterraneo, fra Itaca e Partenope, popoli celtici ed indù, suoni erranti che legano oriente ed occidente.
I testi lamentati, cantati in latino e greco, in lingua napoletana ed inglese. Un intreccio di preghiere sacre e profane, angeli e demoni che convivono nel bene e nel male. Flauti e bouzouki, sitar e marranzano accompagnati da basso, batteria e percussioni. Le contaminazioni etniche si legano con naturalezza al blues ed al rock progressive, tensioni
mistiche che risvegliano chakra addormentati. La potenza di Mamazadi che fuoriesce da un ipotetico racconto Yogi o da un racconto di Herman Hesse si scatena danzando su
ritmiche prog rock che ricordano i più lontani Family di Enterteinment.
Mantra blues antico, pregresso e contemporaneo al tempo stesso: la musica di Atlantide.
Aliena all’essere di oggi, quello prevedibile e controllato, vivo nell’essere, cosciente e reale.
Perroni è la voce di stomaco, il flauto che avvolge, le corde vibranti di un bouzouki distorto ed un sitar onirico; Di Bonito è la mano che balla, che dona forma alla ritmica, che batte i
suoi cocci e si danna; Caniello la pazienza, l’ascolto e la pace, le pause, i silenzi, la fiamma portante.
L’uomo così piccolo di fronte all’universo immenso dimenticato nel tempo, si consola nella preghiera per un dio che è se stesso. Petra l’etnico blues lisergico che piange alla presa di
coscienza dell’essere infimi davanti all’immensità di Cosmos; il canto in inglese che dipinge il disco di venature psichedeliche. Tarantelle e danze magrebine, danze ancestrali,
funeree e di natività, una grande festa dionisiaca e liberatoria. Una ballata in omaggio all’amore eterno per la donna moglie amante sorella e madre terra in A Resata ‘e Na
Femmena ci riporta alle radici di Partenope. Canti simil gregoriani che indicano un suggestivo omaggio a In a gadda da vida degli Iron Butterfly, un finale goliardico sulla carnascialesca strada del mondo percorsa con grande maestria dai Mundu Rua. Un disco che conferma le aspettativa e che ci sorprende ancora nella sua musica antica ed innovativa, che si ci fa pensare e soprattutto sognare, immaginare, ispirare.

 

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