Esercito, trasferimento Centro Addestramento, NO alla delocalizzazione a Cassino, depauperazione del territorio

CAPUA – Preoccupa vivamente tutta la città di Capua il paventato trasferimento del Centro Addestramento Volontari (CAV) dell’ESERCITO allocato presso la Caserma Oreste Salomone, che, secondo i “rumors”, verrebbe ad essere dislocata in provincia di Frosinone, in quel di Cassino. È, infatti, da tempo che una simile voce circola nella Città del condottiero Ettore Fieramosca, considerato che il passaparola fra le centinaia di militari in servizio presso la Caserma “Ettore Salomone” è già partito da mesi. Tuttavia, allo stato attuale notizie DEFINITIVE non ce ne sono, si tratta solo di ipotesi e, stando sempre nel campo delle possibilità, almeno il 17^ Reggimento “Acqui” potrebbe ancora restare a Capua, considerato che anche lo storico 47° Reggimento “Ferrara”, già anch’esso a Capua, è stato disciolto stante il sempre minore arruolamento dei VFP1 (Volontari in Ferma Prefissata di un anno). La situazione ” IPOTESI” al momento è la seguente: subito dopo Pasqua, dovrebbe arrivare alla Caserma Salomone di Capua un’aliquota di personale proveniente dalla Caserma “Antonio Cavalleri” di San Giorgio a Cremano sede della “Divisione Acqui” per effettuare un attento sopralluogo che verrà inoltrato ai vertici del Comando delle Forze di Difesa Interregionale Sud (COMFODIS) di stanza presso la sede di Palazzo Salerno in Piazza del Plebiscito a Napoli e guidato dal Generale di Corpo d’Armata Luigi Francesco De Leverano. Nell’ambito della Legge delega nr. 244 del 2012 per la riorganizzazione dello Strumento Militare, l’Esercito ha avviato un processo di revisione e razionalizzazione dell’intera Forza Armata. In tale ambito, il COMFODIS sarà multifunzionale continuando a garantire l’addestramento del personale (circa 30.000 militari), così da renderlo pienamente operativo (competenza già assicurata dal vecchio 2° FOD di San Giorgio a Cremano), e assumendo la responsabilità anche degli aspetti infrastrutturali e territoriali, curando, nello specifico, le attività promozionali e di presenza sul territorio. La Road Map prefigurata dall’Esercito dovrebbe vedere il trasferimento a Capua entro la fine dell’anno della Divisione “Acqui” ed il contestuale trasferimento del CAV (Centro Addestramento Volontari) di Capua, e relativo assorbimento di quest’ultima presso la Scuola Sottufficiali di Viterbo, mentre, sempre per la fine dell’anno, il 17° RAV “Acqui” dovrebbe essere trasferito a Cassino. Le resistenze a questi cambiamenti sono molti, soprattutto dai quadri inferiori (graduati, sottufficiali e ufficiali inferiori) perché la distanza da San Giorgio a Cremano a Capua è piuttosto elevata e non è assolutamente facile far muovere centinaia di famiglie che nel corso di anni hanno comprato casa nelle immediate vicinanze di San Giorgio a Cremano (ad esempio Portici, Ercolano) ed i figli, nel frattempo divenuti quasi adulti, e che hanno la loro fitta rete di amicizie. I vertici romani della Forza Armata potrebbero obiettare, anche giustamente secondo la loro visione del mondo militare, che tutti i membri dell’Esercito, di ogni grado ed anzianità, sapevano, sin da quando sono entrati a far parte della grande famiglia dell’Esercito, che in quanto tali (cioè militari) sono soggetti a trasferimenti lungo tutto lo “Stivale”. Ma è difficile, molto difficile comprendere le motivazioni poste alla base della cosiddetta Legge delega fata solo ed esclusivamente dai politici. Alla luce di questo ragionamento, è ovvio che da San Giorgio a Cremano non gradiscono Capua bensì Napoli e più esattamente la caserma “Calò”. Attualmente a Cassino c’è una disponibilità max 500 posti letto mentre ne occorrono almeno il doppio e quindi Capua andrebbe bene per adesso, visto che potrebbe ospitare 3.000 persone e, per quanto riguarda l’energia elettrica è autosufficiente essendosi dotata alcuni ano orsono di impianti fotovoltaici. Il CAV di Capua coordina l’addestramento di base dei Militari di Truppa. A questo Comando fanno riferimento tre unità di livello reggimentale (17° RAV “Acqui”, 85° RAV “Verona” e 235° RAV “Piceno”). Presso la sede di Capua, intitolata al Magg. MOVM Oreste Salomone, sono dislocati il Comando, un reggimento addestrativo (17° Reggimento “Acqui”) ed il reparto supporti. Dipende dal Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito. L’eventualità di un depauperamento del CAV, è assolutamente da evitare. Se ciò avvenisse, la economia locale dell’intero comprensorio capuano – già fortemente ridotta causa la chiusura di numerosi ed importanti stabilimenti – riceverebbe danni notevoli se non mortali. L’intera Capua ne sarebbe fortemente danneggiata. In modo particolare, le varie attività commerciali, come Bar, Ristoranti, Pizzerie ed Alberghi, che sarebbero costretti a chiudere. Sull’argomento è intervenuto recentemente anche il Dirigente zonale di Capua della Cisas, Claudio CARUSO, già dirigente del locale Ufficio Collocamento, interpretando sensibilmente le istanze e le preoccupazioni di parecchi lavoratori, che si troverebbero anch’essi senza posto di lavoro. Infatti, la città e l’aria industriale di Capua, che una volta dava lavoro a migliaia di persone, diventerebbe il primo Comune della provincia di Caserta per numero di disoccupati. L’argomento è stato esaminato anche col Segretario regionale della Cisas, Mario DE FLORIO, che interverrà presso gli Organi competenti al fine di evitare il trasferimento, dannoso per l’intera zona capuana. Una volta, molti anni orsono, i reggimenti addestrativi erano addirittura dieci, ma già a maggio 2007, giusto 10 anni orsono, l’allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il Generale di Corpo d’Armata Filiberto Cecchi parlando a Trieste con i giornalisti disse: “È presumibile che il numero di reggimenti addestrativi in Italia venga ridotto da dieci a due”. “Conseguentemente al processo di assottigliamento del contingente di volontari” – continuò Cecchi – “che diminuiranno tra le quattromila e le cinquemila unità nei prossimi anni, portandoci così a regime, non possiamo pensare di mantenere attivi tutti e dieci i reggimenti addestrativi (RAV). In relazione a ciò” – concluse – “deve essere adeguata anche la struttura addestrativa”. Nel corso del mese di marzo 2008 venne sciolto prima il 78° Reggimento “Lupi di Toscana”, nato nel 1862 come VIII^ Reggimento Granatieri di Sardegna e dal 31 marzo 2008 anche lo storico 1° Reggimento “San Giusto”, il più antico d’Italia essendo diretta dipendenza del 1° Reggimento Re del 1624, del quale il reggimento nel 1975 assunse storia e tradizioni, tra cui la famosa “Cravatta rossa”, segno distintivo dell’Unità. Le altre unità addestrative a livello reggimento, deputate alla formazione di base dei volontari in ferma prefissata e degli Allievi Sergenti della Forza Armata trovavano ubicazione nelle sedi di Verona, Ascoli Piceno, Chieti, Sulmona, Cassino, Capua (2) e Potenza. Ora ne sono rimasti solo tre: 17° RAV “Acqui”, 85° RAV “Verona” e 235° RAV “Piceno”.

Nunzio De Pinto

 

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