Ex ACMS. A chi giova trovare nei dipendenti indagati la causa del fallimento?

by Giovanna PAOLINO

Fallimento ex Acms o vicenda Clp spa Sviluppo Industriale. Nella giornata di ieri si sono rincorse due notizie che hanno suscitato varie polemiche. La prima e’ stata quella secondo la quale la Procura della Repubblica di Santa Maria C.V. , durante l’udienza del 17 febbraio, avrebbe rinviato a giudizio 20 dipendenti della ex Acms, azienda del Tpl di Caserta , dichiarata fallita nel 2012, per avere falsificato i cartellini marcatempo e per danneggiato sistematicamente alcuni automezzi di proprieta’ dell’Ente Pubblico al fine di favorire le ditte concorrenti. La seconda notizia, sempre a proposito della ex Acms, sempre rimbalzata ieri sui social network e’ quella secondo la quale il fallimento della ex Acms sarebbe stato determinato proprio da questi 20 dipendenti.

Se cosi’ fosse , avremmo trovato una risposta al fallimento del sistema dei Tpl in provincia di Caserta. O, forse, avremmo trovato solo dei capri espiatori. Ma , al di la’ di sterili parole, chiediamoci : queste notizie corrispondono al vero ?

Innanzi tutto l’udienza dI mercoledi’ 17 febbraio, nella quale i 20 dipendenti della ex Acms sarebbero stati rinviati a giudizio, non si e’ svolta a causa dello sciopero degli Avvocati. L’udienza e’ stata rinviata al prossimo 8 aprile.

Per una parte degli impiegati coinvolti , inoltre, con la imputazione di falsificazione dei cartellini marcatempo il reato contestato, risalente al 2007 , è anche prescritto. Si attende soltanto l’udienza che ne determini la prescrizione. Anche se, non si comprende per quale ragione, questa Assise non si riesce mai a svolgere.

Ma non e’ tutto. Addebitare a questi dipendenti , la cui colpevolezza , va ricordato , deve essere dimostrata, all’interno di un regolare processo, che a tutt’oggi non si e’ ancora svolto – sempre che lo Stato di Diritto non sia piu’ un parto della nostra fantasia- , la responsabilita’ del fallimento della ex Acms significa o volere strumentalizzare questa situazione per altri fini o non sapere leggere gli atti fallimentari.

Il fallimento della ex Acms e’ stato dichiarato dalla Terza Sezione Civile del Tribunale di Santa Maria C.V. – composta dal Presidente Gian Piero Scoppa e dai Giudici Enrico Caria e Andrea Ferraiuolo- in data 21 marzo 2012.

Nelle motivazioni del decreto si parla delle cause che determinarono la conversione in fallimento della procedura di amministrazione straordinaria di A.C.M.S. s.p.a. in liquidazione ai sensi dell’art. 69 D.Lgs. 8.7.99 n. 270,
introdotto con ricorso del Commissario Straordinario dott.ssa Carmen Silvestri depositato in data 21.2.2012.

La criticità finanziaria di AC.M.S. s.p.a. in liquidazione il cui esercizio al 31.12.10 si era concluso in positivo per €595.606,00 nell’ambito dell’intrapreso piano di risanamento economico viene prospettata
dal Commissario Straordinario come ascrivibile al concorso di diversi fattori, i quali hanno
compromesso in maniera ormai irreversibile il raggiungimento del risanamento aziendale
entro il termine del 8.8.12. Sono questi i dati che la Terza Sezione Civile del Tribunale di Santa Maria C.V. prende in considerazione per dichiarare il fallimento della ex Acms: mancato incasso di crediti da parte della ex Acms nei confronti del Comune di Caserta, della Provincia di Caserta e della Regione Campania.

1) Mancato incasso di crediti nei confronti del Comune di Caserta pari a euro 5.141.230,10 . ” In particolare, delle evidenziarsi il mancato pagamento da parte del Comune di Caserta di
debiti per circa € 5.141.230,10 quale corrispettivo per servizi resi dalla apertura della
procedura di amministrazione straordinaria fino al 2.2.12 (cfr ricorso pag. 7; all.4; nonché
attestazione Commissario Straordinario dep. 21.3.12)”.

2) Mancato incasso di crediti nei confronti della Provincia di Caserta pari a euro 7.206.679,23. “Nei confronti della Provincia di Caserta il Commissario Straordinario ha quantificato,invece, il credito maturato per il servizio espletato dall’azienda nel corso della procedura di amministrazione straordinaria in complessivi € 7.206.679,23 (c.f.r. all.4; nonché attestazione Commissario Straordinario dep. 21.3.12)”.

3) Mancato incasso di crediti nei confronti della Regione Campania pari a euro 4,475.098,50. “Secondo la allegazione del Commissario Straordinario, inoltre, l’azienda vanterebbe nei confronti della Regione Campania crediti per mancati incassi per le prestazione erogate nel corso della procedura in atto per complessivi € 4.475.098,50 ( c.f.r. ricorso pag. 4; all. A;nonché attestazione Commissario Straordinario dep. 21.3.12)”.

“In sintesi, il Commissario Straordinario deduce come i crediti maturati dall’azienda nei
confronti degli enti fruitori del servizio svolto nel corso della procedura di
amministrazione straordinaria ammontano a importo non inferiore a 14,5 milioni di euro
(c.f.r. memoria dep. 7,3.12 pag.3)”.

” Nonostante ripetuti solleciti, gli enti in questione – in conseguenza di proprie difficoltà
economiche non hanno effettuato i pagamenti, imponendo cosi l’avvio di procedimenti
esecutivi e lodi arbitrali volti all’accertamento del diritto al corrispettivo da parte di
A.C.M.S. s.p.a. in liquidazione ( c.f.r. ricorso pag. 3).
A tal riguardo, può evidenziarsi come nel mese dì dicembre 2011 il Comune di Caserta è
stato dichiarato in dissesto ai sensi art. 244 e segg TUEL”.

Queste le motivazioni alla base del decreto di fallimento della ex Acms da parte della Terza Sezione Civile del Tribunale di Santa Maria C.V. . A quanto pare non si fa in alcun modo riferimento ai dipendenti attualmente indagati.

A questo punto si tratta di capire chi e perche’ intende strumentalizzare questa vicenda , che rimane una brutta pagina della storia sindacale della ex Terra di Lavoro . Si ha la sensazione che si voglia diffamare questi lavoratori e ” sottoporli a continui ricatti ” in un momento in cui l’azienda Clp spa Sviluppo Industriale, che gestisce la ex Acms in via provvisoria – e nemmeno in questo caso si comprende quando finira’ la cosiddetta gestione provvisoria – sta operando alla luce del recente accordo sindacale per la riqualificazione dei dipendenti e il licenziamento di altri.

A questo punto ci chiediamo : a chi giova trovare dei capri espiatori in una vicenda economia, sociale e politica che condanna gia’ le Istituzioni del nostro territorio ?

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