FESTA DEI SANTI PATRONI,PROCESSIONE DELLE STATUE DI ARGENTO.

DI DINO MANZO

I busti argentei, esposti al pubblico Saranno portati in processione Sabato  4 maggio 2019. Un sabato da trascorrere nella città di Capua, che rinnova una tradizione antichissima e che per l’occasione metterà in esposizione un vero e proprio patrimonio, oltre che religioso anche di rilevante importanza culturale. La notizia dell’evento trova conferma nelle parole di don Gianni Branco, rettore delle Parrocchie di Capua centro. Gli argenti sono frutto delle “limosine dei  fedeli”, quei credenti che non hanno mai privato la Chiesa di Capua del supporto per opere  caritatevoli ed a testimonianza di una fervente professione di fede. È il caso dei busti in argento, custoditi all’interno della Cattedrale, dedicata alla Beata Vergine Assunta in Cielo. La collezione risulta unica e di pregevole fattura, opera degli artigiani “artisti” del settecento napoletano. Occasione unica, inoltre, per ammirarli, la toccante Processione, fermamente voluta dall’Arcivescovo Salvatore Visco, sollecitato ed informato di tutto il programma, proprio dal rettore della Cattedrale, don Gianni Branco. Le statue sono conservate negli armadi murali della Cappella del Santissimo Sacramento e raffigurano Santo Stefano protomartire (sec. XVIII);Sant’Agata, vergine e martire (sec. XVIII); Sant’Irene(sec. XVII); l’Addolorata  (sec.XVIII); San Sebastiano(sec.XVI);Sant’Andrea Avellino (sec.XVIII); San Gaetano Tiene fondatore dei  Chirici Regolari (sec. XVIII); l’urna argentea di San Prisco, vescovo e martire (sec.XI), il cui busto  argenteo fu distrutto durante l’ultima guerra. Ma nel Tesoro ve ne erano altre, anch’esse d’argento. Sono quelle di San Michele Arcangelo, di San Francesco Saverio e di San Tommaso D’Aquino, commissionate dal Cardinale  Arcivescovo Caracciolo, e quella di Santa Maria  Maddalena dei Pazzi che fu distrutta durante il conflitto bellico nel1943.Fonti testimoniali scritte, sicuramente tramandate anche verbalmente, riconoscono di maggiore intensità artistica una statua raffigurante San Tommaso D’Aquino, che, forse, sarebbe stata liquefatta per ordine del Borbone. La processione dei busti, nel corso della storia, rispettava un cerimoniale ben definito. Le fonti storiche, farebbero risalire il rito già al Seicento, in occasione
della festa di San Marco, il 25 aprile .Ad aprire il corteo, come tradizione, ci saranno le
congreghe cittadine, ognuna con la propria veste; una delegazione dei Carabinieri in alta uniforme,
la Croce Rossa, la Protezione Civile e le autorità civili della città. Quando, nel 1700, il Tesoro della Cattedrale si arricchì di molte statue d’argento, opere dei maestri argentieri napoletani, si arricchì anche la processione.I busti dei Santi Patroni e Compatroni della Citta’ di Capua entrarono di diritto a far parte del solenne rito. Nel prosieguo delle celebrazioni, il percorso dei busti venne modificato, in particolarenel centro storico, sicché dalla Cattedrale si procedeva verso la parrocchia di San Marcello o di San Michele a Corte. Il Capitolo, i Seminaristi, cantando le litanie dei Santi  invocavano per il popolo il buon  raccolto dei contadini. Le “Rogazioni” terminavano in Cattedrale con l’oremus finale cantato dal Decano. Per quanto riguarda i periodi per così dire più recenti, la Processione si tenne nel 1941, epoca  del Secondo conflitto mondiale e poi nel 1967.Interessante sapere che nel novembre del 1966, in occasione del millenario della Sede episcopale elevata a dignit Metropolit da Papa Giovanni XXIII furono portate in processione solo tre statue argentee. Finalmente dopo tanto tempo ,già da alcuni anni ,la cerimonia religiosa si svolge con una partecipazione incredibile di fedeli proveniente da ogni parte della provincia e regione.

 

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