Giornata mondiale della gentilezza, basta poco per migliorare la quotidianità

Il 13 novembre si celebra il World kindness day nato a Tokyo, in Giappone, nel 1998 per ricordare quanto sia importante il rispetto verso il prossimo.

Una parola, un gesto, un sorriso o solo ascoltare chi ci sta vicino. A volte basta davvero poco per “alleggerirsi” le giornate. E per evitare di dimenticarsi di avere premura verso qualsiasi individuo, ventun anni fa è stata istituita a Tokyo la Giornata mondiale della gentilezza

L’imperativo è diffondere cortesia, buone maniere, sorrisi e abbracci per uscire da quella routine quotidiana che spesso ci assorbe e ci fa scagliare contro gli altri per futili motivi. E magari proprio verso chi ha per la testa problemi più seri dei nostri. Colpevole lo stress, il “corri, corri” frenetico quotidiano, i troppi impegni: ci fanno dimenticare di scrivere un messaggio a un amico anche solo per chiedergli un “come stai?”.  Perché non si può negare che sentire la vicinanza di qualcuno ci fa sentire più al sicuro. Ecco, se l’attenzione verso gli altri esistesse nella nostra quotidianità non soffriremmo di questi frequenti sbalzi d’umore e vivremmo una vita più serena e tranquilla.

Lo dice la psicologia, in uno studio pubblicato nel 2015 su Clinical Psychological Science, che la gentilezza “fa bene al cuore e alla mente”.  I “modi carini” sono di supporto alla propria rete sociale e regalano più autostima a chi ne beneficia, evita la depressione e migliora la pressione sanguigna. I ricercatori della Harvard Business School hanno scoperto anche che comprare qualcosa agli altri puo’ farci stare bene molto di più che spendere per noi stessi.

“Le parole gentili sono brevi e facili da dire, ma la loro eco è eterna”, diceva Madre Teresa di Calcutta. Per spargere gentilezza basta davvero poco: portare il caffè a un amico, sorridere a uno sconosciuto oppure contattare una persona con la quale non si parlava da tempo.

In Italia la giornata si celebra dal 2000 e sono tante le iniziative in corso da nord a sud: dalle scuole con attività pensate dai bambini fino ai medici che scelgono di aderire offrendo visite gratuite.

 

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