Giovanni Izzo matrimonialista per lavoro, fotoreporter per senso civico: così dicono di lui

E’ un periodo ricchissimo di appuntamenti di grande rilievo, per Giovanni Izzo, ma per parlare di lui e delle sue fotografie si cede la parola a quanti in questo momento lo hanno avvicinato, alle persone con cui ha collaborato e lavorato.

Lo avevamo lasciato a dialogare con gli studenti della ‘John Cabot University’ di Roma, dove gli è stato chiesto di tornare per parlare ancora di Castel Volturno, e si era letto il suo nome su alcune fotografie a corredo di un reportage trasmesso da PiazzaPulita e per il quale lo stesso Nello Trocchia, in un dialogo con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha affermato che per il suo reportage sulla mafia nigeriana: ‘A Castel Volturno ho trovato lì un grandissimo fotografo, Giovanni Izzo, che è cronista di razza; mi ha portato in giro, lui è tra le persone che sono linfa vitale, ma non per noi che facciamo i pezzi, per la democrazia, perché la rendono democrazia piena e allora vanno difesi nella quotidianità e normalità,  quando i riflettori si spengono’.

Edoardo de Angelis, il regista de ‘Il vizio della speranza’, che lo ha voluto come fotografo di scena, di lui dice: ‘C’è un fotografo, una persona che opera sulla Domiziana, si chiama Gianni Izzo, spesso le sue fotografie hanno raccontato quella Terra; i suoi reportage mi hanno aperto uno squarcio su luoghi che mi pareva d i conoscere ma in realtà è commovente scoprire che in casa propria c’è un angolino che non avevi ancora visto’.

Del film e di Izzo ha scritto Fiammetta Cupellaro, che mette in rilievo gli scatti del fotografo di matrimoni e ‘fototessere’ che dona il suo tempo, la sua esperienza, le sue conoscenze, la sua arte ad un impegno civile che lo assorbe tantissimo perché in tanti possano scuotersi dal torpore del ‘non vedere’ e si rimbocchino le maniche per ridare vita alla ‘Campania Felix’ di un tempo, sottraendo il territorio alla violenza ed al degrado.

Ancora si parlerà de ‘Il vizio della speranza’: il 17 dicembre presso il Dipartimento di Giurisprudenza a Palazzo Melzi, Aula Franciosi,dove la speranza sarà guardata ‘attraverso’ Giovanni Izzo.

Alcune foto sono state in mostra alla Rocca dei Priori a Benevento, in occasione del ‘Festival Fantasiologico’, dove è stato proiettato il suo documentario ‘The Domitiana’, che tantissimo interesse ha suscitato all’Università di Bath. Il documentario sarà riproposto al Dipartimento di Scienze Sociali di Napoli il 18.12.2018 alle ore 15.00, insieme ad un altro progetto, ‘Sguardi di Periferia’,  progetto ideato ed organizzato da Felia Allum, della citata Università di Bath.

Guido Parisi, a proposito di quanto esposto al Festival, ha detto: ‘La nostra grande attrice Eleonora Duse non risparmiava occasione per sostenere che l’artista vive al di sopra delle regole,(…), tuttavia aggiungerei un altro tratto che distingue il vero artista dai suoi simili: il sentire e il vedere cose che non sentono e non vedono gli altri. (…) Giovanni fa parte di questa categoria di individui privilegiata per certi versi, ma scomoda per altri. (…) Ho letto il CV di questo artista e vedo che è ricco e pieno di esperienze internazionali. Sono ‘le sensazioni che le sue foto mi trasmettono. Non posso immaginare che nel cogliere alcuni attimi di persone, di situazioni, di paesaggi, egli non abbia partecipato con dolore e grande sensibilità. La sua terra è anche la mia terra e, per quanto io viva alla periferia dell’inferno da lui immortalato, io, quelle cose le ho viste e le vedo, le sento, le tocco. Le soffro. Questo inferno si trova in Campania, sul litorale domitio, il cui centro più importante è la città di Castelvolturno. Il territorio, ormai sfuggito ad ogni controllo dello Stato, è il fulcro di una corruzione e di un degrado senza eguali al mondo’.

A lui si ricollega Carmine Benincasa, videoreporter presso Fanpage.it, affermando che ‘Giovanni Izzo, conosciuto per caso a Castel Volturno, dai modi affabili ed umiltà, è un MAESTRO, di quelli veri, di quelli che se li chiami così non si riconoscono in questa parola, di quelli che vivono di una passione del raccontare che va oltre ogni aspettativa immaginabile e ricorda come Sergio Nazzaro, in un suo libro, “Castel Volturno” (la copertina è di Giovanni), parla della grandezza di questo uomo.

Sarà ancora Benevento ad ospitare suoi scatti presso lo Show Room Pedicini, dal 14 dicembre 2018 al 19 gennaio2019.

 

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