Giovedì 4 dicembre 2014, Teatro Elicantropo di Napoli Sigmund & Carlo di Niko Mucci

In scena una divertente metafora sulla crisi delle ideologie, in cui due icone del pensiero del novecento si confrontano e si bacchettano in un dialogo vorticoso

E’ il dialogo surreale tra il padre della psicanalisi Sigmund Freud e il padre del materialismo Karl Marx a caratterizzare lo spettacolo Sigmund & Carlo di Niko Mucci, in scena da giovedì 4 dicembre 2014 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 7) al Teatro Elicantropo di Napoli.
L’originale allestimento, presentato da Libera Scena Ensemble, vedrà quali interpreti in scena Roberto Cardone e Niko Mucci, rispettivamente nei panni di Freud e Marx, per la regia di Niko Mucci. Le musiche originali sono a cura di Luca Toller, le scene e i costumi di Barbara Veloce.
La commedia è una grottesca ed esilarante disputa tra i due grandi personaggi del passato, che, seduti su una panchina di fronte ad un istituto superiore femminile, alternano litigi e tentativi di allearsi per portare a termine una loro misteriosa e impudica missione.
«Avevo in mente questo progetto – chiarisce Niko Mucci – da oltre dieci anni e aspettavo di esserne convinto e che vi fossero le condizioni adatte. Avevo bisogno di mettermi alla prova in un testo come coprotagonista, per quanto spaventato dalla difficoltà di esserne, anche, regista e drammaturgo. Il risultato è uno spettacolo che, nonostante il suo allestimento minimale, ha una visione epica e politica, ed ha richiesto un severo approfondimento del lavoro attoriale e registico».
Lo spettatore si troverà, così, di fronte un Freud magro e nevrotico, assalito dalla paura di germi e batteri, che tenta di evitare grazie a degli evidenti guanti in lattice. Ma anche un Marx grosso e sicuro di sé, che guida la conversazione, facendo domande intime al timido Sigmund, in un continuo battibecco su un dilemma che lo inquieta da sempre e che verte sul dubbio se abbia più peso la storia biografica di ogni singolo uomo o la storia collettiva delle masse.
I due, sopravvissuti al loro tempo e alla degenerazione del loro pensiero, sviluppano un dialogo a fisarmonica, in cui si alternano i litigi e i tentativi di allearsi nel portare a termine la loro misteriosa e, forse, impudica missione, mentre i frequenti passaggi di auto li inducono a mimetizzarsi, assumendo di volta in volta ruoli di improbabili pagliacci, religiosi, venditori, sino al colpo di scena finale.
Sigmund & Carlo è uno spettacolo basato sulla riflessione relativa all’abuso interpretativo delle idee e delle ideologie, e, soprattutto, un accorato appello al senso della responsabilità collettiva. Un testo che fa sorridere e ridere spesso, ma che lascia un senso di amarezza, nel suo rifiutare possibili letture positive e di speranza.
Alla fine i due personaggi, quando il dialogo tra i due personaggi si trasforma in relazione con la platea, lanceranno all’unisono un unico grido di allarme contro quell’anestesia di massa che continua a tenere bloccate e assopite le vittime di una società narcotizzata.

Sigmund & Carlo di Niko Mucci
Napoli, Teatro Elicantropo – dal 4 al 7 dicembre 2014
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica)
Info al 3491925942 (mattina), 081296640 (pomeriggio) email promozionelicantropo@libero.it
Da giovedì 4 a domenica 7 dicembre 2014
Napoli, Teatro Elicantropo
(repliche dal giovedì alla domenica)

Libera Scena Ensemble
presenta

Sigmund & Carlo
di Niko Mucci

con
Roberto Cardone e Niko Mucci

musiche originali Luca Toller
scene e costumi Barbara Veloce
foto Giuliano Longone
assistente alla regia Marina Cavaliere

regia Niko Mucci

Durata della rappresentazione 90’ circa, senza intervallo

Sinossi

Due vecchi esibizionisti in competizione per una panchina , un lampione. Una partenza grottesca, , che ben presto svela altri sapori. I due sono forse Freud e Marx, sopravvissuti al loro tempo, ed alla degenerazione del loro pensiero. Fra loro si sviluppa un dialogo a fisarmonica in cui si alternano i litigi ed i tentativi di allearsi nel portare a termine la loro misteriosa e, forse impudica ,missione, mentre i frequenti passaggi di auto , li inducono a mimetizzarsi, assumendo di volta in volta ruoli di improbabili , pagliacci, religiosi, venditori, sino al colpo di scena finale. Uno spettacolo basato sulla riflessione relativa all’abuso interpretativo delle idee e delle ideologie, e soprattutto un accorato appello al senso della responsabilità collettiva. Un testo che fa sorridere e ridere spesso, ma che lascio un ché di amaro , nel suo rifiutare possibili letture positive e di speranza.
Un viaggio grottesco nello sgretolamento delle ideologie, una sorridente accusa sulla responsabilità collettiva, un delirio di attori ormai fuori forma, pronti a piangere e ridere pur di tirare il pubblico dalla propria parte.

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