Grazzanise: La “Biblioteca Benedetto Petrella” è ormai patrimonio della cittadinanza

Dopo vari fondi librari andati dispersi, una giovane ragazza ha “salvato” un “bene” diventato “comune”. L’assessora Angela Simone ha firmato l’atto di donazione approntato dal cardiologo Enzo Petrella

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GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – «Il sottoscritto Vincenzo Petrella, nato il 3 settembre 1948, in qualità di coerede del Prof. Benedetto Petrella, nato il 4 agosto 1933 e deceduto il 17 aprile 2014, a nome di tutti gli altri Eredi, col presente Atto dona al Comune di Grazzanise, a titolo del tutto gratuito, n. 425 libri della Biblioteca del suddetto Prof. Benedetto Petrella di cui all’allegato Catalogo che fa parte integrante dell’Atto medesimo.

3Si chiede, nel contempo, che la dotazione in parola sia messa a disposizione dei cittadini e di chiunque abbia interesse alla consultazione. Si ringraziano, per il contributo alla stesura del Catalogo, il Sig. Giovanni Petrella e la Dott.ssa Maddalena Petrella»: sono le testuali parole del documento di donazione della biblioteca personale del latinista-poeta Benedetto –

deceduto il Giovedì Santo del 2014 – firmate il 19 gennaio ultimo scorso dal fratello Enzo, insigne cardiologo, e dall’assessore comunale alla Cultura, Angela Simone, alla presenza attiva dell’omologa alle Politiche sociali, Gabriella Parente.

E’ venuta a chiudersi così, positivamente, un’operazione di trasferimento di un bene privato a “bene comune”: e ciò grazie alla generosità della famiglia Petrella, al profuso impegno di catalogazione concretizzato dall’educatrice Maddalena e alla sensibilità dimostrata dalle due

avvenenti componenti della Giunta-Gravante. In realtà, una dotazione di 425 volumi non è proprio una gigantesca riserva culturale, ma l’averla acquisita, a cura del nostro Municipio, costituisce evento altamente simbolico perlomeno alla luce di tre ordini di ragioni.4

La prima è riconducibile allo sparpagliamento delle biblioteche del brillante parroco don Carlo Raimondo (morto nel 1958), del geniale don Ciccio Montesano (geniale prete antifascista scomparso nel 1980), del buon don Angelo Florio (l’unico ad averci lasciato un libro organico di storia locale da lui pubblicato nel 1954), di mons. Modesto Petrella (illustre canonico-musicista-oratore grazzanisano perìto, nel 1974, in un grave incidente stradale): dei sudati libri di questi autori, tutti ecclesiastici – a conferma che nel lontano passato gran parte degli studi (storici soprattutto) si muoveva con larga prevalenza in contesti religiosi –, quasi niente è andato nella disponibilità pubblica. Glissiamo, per il momento, sulle cause del triste fenomeno.

La seconda ragione induce a ribadire il valore emblematico della donazione in parola, specialmente se, con enorme rammarico, ricordiamo al lettore che moltissimi volumi della vecchia struttura che, negli anni Sessanta, vide don Florio “bibliotecario comunale” sono via via finiti in case private, determinandosi in tal modo il paio coi libri, parimenti spariti, del Centro di Lettura (una volta ubicato in Via San Giovanni).

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La terza ed ultima ragione attiene all’abbandono in cui da anni versa l’attuale biblioteca municipale. Sorta per volontà dell’amministrazione guidata dal sindaco Enrico Parente (al suo primo mandato: 2000-2005) e per certosino carico operativo del prof. Franco Tessitore, cui poi subentrò l’insegnante Marta Raimondo, la biblioteca è stata chiusa nel più recente e travagliato periodo della gestione svoltista (2005-2012) e lo è tuttora, senza che si levi alcun grido di sdegno, eccezion fatta per la petizione promossa in questo mese dagli attivisti di Senso Civico capitanàti dal dott. Enrico Petrella.

In definitiva, ferma restando l’opportunità di far altra luce sui “perché” e sui “come” di tanto scempio culturale,  s’individua l’urgente necessità di riaprire, in tempi brevi, la struttura. E questo è dovere che va anzitutto in capo al sindaco in carica, dott. Vito Gravante, e a tutta la maggioranza consiliare di stampo unionista. In quali termini e con quali fondi provvedére poi al potenziamento organizzativo e digitale del “Centro” (coesistente, in Piazza Roma, nello stesso palazzo che ospita il Circolo polivalente per anziani e pensionati) sarà problema da affrontare poi con la dovuta solerzia.

 

 

 

 

 

 

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