GRAZZANISE: L’EX SINDACO GRAVANTE S’ERA PREOCCUPATO E OCCUPATO GIA’ NEL 2018

Continua il grave disagio dei cittadini per la chiusura del ponte sul Volturno. Il “putiferio costruttivo” del politico D’Elena e la necessità di riaprire la struttura

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – A due settimane dal “sequestro giudiziario” del ponte Unità d’Italia, che collega il centro urbano di Grazzanise alla più antica frazione Brezza, continua il grave disagio dei cittadini. Il politico locale Domenico D’Elena contribuì, a metà luglio, ad alimentare un putiferio costruttivo: ce n’era bisogno. Adesso però si aspettano concrete soluzioni.

In attesa di conoscere aggiornamenti intorno alla dichiarazione del presidente della Provincia, Magliocca, il quale vénti giorni assicurava determinazioni assunte (“…abbiamo già stanziato ben 4 milioni di euro per i lavori urgenti e indifferibili sui tre ponti chiusi di CelloleCancello-Arnone e Grazzanise per i quali stanno per partire le procedure per l’affidamento degli appalti di lavori e abbiamo già recuperato risorse per circa 20 milioni di euro da destinare alla rimozione di tutte le criticità evidenziate dal Comitato Tecnico Scientifico sugli altri viadotti e ponti in cui è necessario intervenire”– cfr Gazzetta di Caserta online, 16.07.2020), è doveroso riportare quanto l’ex sindaco di Grazzanise, dr. Vito Gravante, alcuni giorni or sono, sfoderando gli atti, ha inteso precisare: “Anche il problema della sicurezza, conservazione e manutenzione del ponte “Unità d’Italia” sul Volturno è stato oggetto del mio impegno amministrativo”.

Infatti, con nota 7162 del 30 agosto 2018, il Comune di Grazzanise ebbe a trasmettere al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’elenco degli “interventi di messa in sicurezza di competenza dell’Ente sul territorio, indifferibili e improcrastinabili, ai fini della sicurezza delle persone e delle cose e del territorio stesso”. Le priorità riguardavano il “Ponte sul Volturno”, il “Ponte sulla Fiumarella” e  l’ “Argine del fiume Volturno”.

Le tre relazioni tecniche, comprensive del quadro economico di spesa, evidenziavano rispettivamente “la necessità di realizzare un intervento di restauro completo del ponte” Unità d’Italia alla luce del “deterioramento avvenuto negli ultimi tempi in modo repentino, naturale conseguenza di una insufficiente manutenzione della struttura e di tutte le sue parti” (per un importo totale di euro 3.105.981,89); per l’opera infrastrutturale denominata “Ponte Fiumarella” emergeva il bisogno di “programmare una serie di prove e campionature onde poter intervenire nel modo più significativo e concreto, consentendo l’approfondimento della conoscenza del degrado di tutti i materiali, propedeutico alla redazione di un progetto di intervento generale” (somma prevista di euro 2.629.397,60); a seguito del sopralluogo circa lo stato di conservazione e manutenzione dell’ “Argine fiume Volturno” nel tenimento di Grazzanise si segnalavano “problematiche di tipo idraulico” a causa del deterioramento, prevedendo fra l’altro “la realizzazione di una nuova arginatura per una lunghezza pari a 750 metri e la sistemazione della sponda” (spesa ipotizzata di euro 2.561.314,13). Tali accenni sono sufficienti a confermare che l’Amministrazione Gravante (scioltasi agl’inizi di luglio del 2019) sulla complessiva questione-fiume non è stata affatto inerte, ma fino all’anticipata conclusione del suo mandato non ha avuto notizia dei finanziamenti che aveva chiesto. Si tratta di sapere se essi siano stati assegnati nel corso degli ultimi 12 mesi, cioè durante la gestione affidata al commissario prefettizio dr. Aldo Aldi.

Secondo l’ex primo cittadino – in considerazione dell’urgenza di garantire spostamenti per visite mediche, acquisti di farmaci e disbrigo di altre incombenze di carattere economico – si potrebbe riaprire il ponte Unità d’Italia almeno per questo periodo precedente le piene autunnali (che potrebbero mettere a dura prova i piloni). Naturalmente con le misure prudenziali del caso e in attesa dell’inizio degli indispensabili lavori.

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