GRAZZANISE: NEL SILENZIO GENERALE, GIUNTA ED AREA TECNICA ADOTTANO IL PUC

Dopo anni di ritardi la “grande partita” giocata fra Santo Stefano e San Silvestro. E gli onesti cittadini si domandano dove sia finita la politica locale

 GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – Chi è assente nel momento della battaglia non potrà poi venire a spiegarci come si fa la guerra: questa l’amara considerazione di alcuni cittadini sul big botto di fine anno 2018 corrispondente nientedimeno che all’adozione del Piano Urbanistico Comunale (PUC). La Giunta municipale ha, infatti, deliberato in merito il 27 dicembre e il 31 il responsabile dell’Area tecnica (At), arch. Maurizio Malena, ne ha dato notizia con un avviso apparso sul sito ufficiale  dell’Ente. Per indicare la rapidità o la durata effimera d’un fatto, una volta si diceva a Grazzanise “Fra Natale e Santo Stefano”. La “grande partita” dello strumento urbanistico che fa da base ad ogni ulteriore riordino delle sregolatezze consumatesi nei decenni passati e a tutte le pianificazioni orientate allo sviluppo è stata invece giocata fra Santo Stefano e San Silvestro.

Comunque, d’ora in avanti, occhio al Bollettino Ufficiale della Regione Campania (BURC), giacché, come recita il predetto atto comunicativo dell’At, “Entro 60 (sessanta) giorni dalla pubblicazione del presente avviso sul BURC, è consentito, a soggetti pubblici e privati, anche costituiti in Associazioni e Comitati, proporre osservazioni contenenti modifiche e integrazioni alla proposta di Piano  mediante consegna all’Ufficio Protocollo del Comune di Grazzanise, su supporto cartaceo in duplice copia ”. Intanto l’adottato Piano Urbanistico Comunale “comprensivo del Rapporto Ambientale e Valutazione di Incidenza” restano “depositati in libera visione al pubblico per 60 (sessanta) giorni naturali e consecutivi, presso l’Ufficio tecnico e la Segreteria comunale e sono scaricabili dal sito www.comunedigrazzanise.it – Sezione Amministrazione trasparente-Pianificazione e Governo del Territorio“.

In aggiunta alle perplessità derivanti dallo stretto periodo scelto dall’Amministrazione comunale – cioè dai giorni natalizi in cui la gente è felicemente assorta sul mistero della Nascita di Gesù o travolta dalle più diffuse esuberanze enograstronomiche – si collocano tristemente l’abbottonamento della maggioranza e dell’opposizione consiliare, il silenzio sostanzialmente corresponsabile delle forze politiche e il paradosso dell’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale convocata, il 28 dicembre, per il prossimo 9 gennaio, essendo formato da appena tre punti e nel quale nessuna discussione è prevista sul PUC. Più esplicitamente, anche dopo lo “stretto periodo”, dunque nei primi quattro giorni di questo nuovo anno 2019, bocche chiuse, al microfono e sulla stampa, dei vertici istituzionali di Giunta e Consiglio, come se il PUC equivalesse alle scorze di “castagne del prete” stramangiate durante le festività che soltanto con l’Epifania avranno termine. Ma perché tanta “riservatezza”? Ed ancora più esplicitamente, sorprendente e stranissimo, parimenti, il silenzio de L’Unione maggioritaria (scossa recentemente dalle dimissioni del consigliere Giovanni Parente aggiuntesi a quelle che firmò, circa due anni fa, Teresa Cerchiello passando poi ai banchi della minoranza), il silenzio delle tre entità dell’opposizione (Nuovi Orizzonti, Senso Civico, Pd) e, da ultimo (ma sarebbe primo, in teoria) il silenzio delle sezioni locali di partiti (o liste civiche che siano) fra cui sì e no qualche sede a serrande ora chiuse ed ora aperte. Quanto basta insomma per far sbottare gli onesti cittadini di cui sopra: “Ma dov’è finita la politica a Grazzanise?”. Un picco di sdegno che non risparmia nemmeno le forze culturali e sociali del paese che, sulla gestione municipale del “bene comune”, di solito non si espongono pubblicamente. Stando così le cose, la delibera giuntale 143/2018 di adozione del PUC (approvata coi 3 voti favorevoli sui 5 potenziali, avendola votata gli assessori Marcello Vaio, Giuseppe Raimondo e Gabriella Parente, perché il sindaco Vito Gravante si è astenuto ”evidenziando l’esistenza di una condizione di conflitto di interessi” e l’assessore esterno Giuseppina Petrella risultava assente come inesistente risulta nella sezione del sito ufficiale del Comune che elenca i membri della Giunta, benché quella mancanza sia stata non una volta segnalata a chi di competenza) finora, tale delibera, appare come la filosofia che, secondo un antico saggio, “povera e nuda va”.

Tuttavia, non è da escludere che, malgrado il freddo polare di questi giorni, stia per aprirsi una fase rovente intorno ai problemi che qui a malapena abbiamo accennato. Già, perché a scrutare fra le righe di questa delibera (che sembra un capolavoro di equilibrismo, pur non bastando a mascherare i ritardi, e non solo, accumulatisi negli ultimi anni in materia di pianificazione urbanistica) vi sarebbe molto da discutere in tante sedi, in qualunque modo rimpiangendo i tempi del Co.re.co. che entrava nei dettagli degli atti chiedendo lumi, modificazioni e integrazioni allorché i testi presentavano sfasature, contraddizioni o palesi violazioni delle leggi vigenti.

E, minimamente storicizzando, restano in piedi almeno alcune domande (ne riportiamo soltanto tre)  che andiamo infine a scrivere per buona memoria nostra ed altrui, magari facendo voti che qualche esponente pubblico voglia dare qualche utile risposta su queste colonne o altrove.

1) Per quali ragioni la Giunta comunale non ha provveduto entro 90 giorni, a partire dal 12 giugno 2015, a valutare e recepire le 129 osservazioni al Piano Urbanistico Comunale (PUC) approvato con delibera della Commissione Straordinaria Migliorelli-Auricchio-Quaranta. Giacché per responsabilità certamente non riconducibili ai soggetti che, nei termini previsti, di fatto le hanno presentate, attualmente a chi spetta sopperire agli oneri versati ai tecnici dai cittadini proponenti per la redazione delle stesse?

2)La delibera di Giunta comunale n. 143 del 27/12/2018 miseramente confermando che la fondamentale fase di ascolto-partecipazione precedente la delibera di approvazione del PUC coincise con lo zero di fatto, mettendo fortemente in dubbio la validità sostanziale dell’Atto, si chiede:

2/a Quali furono le “individuate organizzazioni sociali, culturali, economico professionali, sindacali ed ambientaliste (soggetti portatori del “pubblico interesse”) alle quali si diede diretta comunicazione per l’avvio della fase di “ascolto-partecipazione”?

2/b Mediante quali canali dette comunicazioni furono formalmente recapitate e nel contempo rese alla popolazione?

2/c Con quali mezzi e iniziative la Commissione Straordinaria provò a compensare l’eloquente assenza di pubblica consultazione venutasi a determinare in mancanza di qualsiasi corale atto partecipativo, sinistro segnale di preoccupante silenzio democratico?

3) Chi, per dovere istituzionale, deve rendere conto alla comunità cittadina di Grazzanise dei motivi che hanno determinato dal 23/07/2015 (data dell’istanza di avvio delle procedure di valutazione di Incidenza Appropriata presentata alla Regione Campania) all’8/08/2018 (data in cui la Giunta “prendeva atto della decadenza del PUC adottato con delibera della C.S. n. 35 del 01/04/2015”) e fino al 27/12/2018 (data della predetta delibera di Giunta da cui peraltro si desume che “il termine per l’adozione del Puc scade inderogabilmente il 31/12/2018”, cioè appena 4 giorni dopo) un vuoto cronologico così enorme da suscitare pesanti perplessità sui tempi decisionali e operativi di amministratori e tecnici nonché sui margini ristrettissimi in pratica imposti ai cittadini per avere essenziali ed ampie cognizioni in ordine alla documentazione da consultare e a quella conseguentemente ed eventualmente da produrre? E, inoltre, in che modo sanare i danni individuali e collettivi che, nel contempo, si sarebbero concretizzati? Pensiamo, ad esempio, ai notevoli scompensi, nei pagamenti dell’Imu, per suoli classificati “edificatòri” e nelle dichiarazioni dei contribuenti calcolati come “agricoli”.

Sarà pure “rovente” la fase che adesso si apre, ma ogni cittadino dotato di buon senso auspica che sia corretta, leale ed esaustiva, nell’attuale superiore interesse della comunità e a vantaggio dei destini futuri!

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