Grazzanise: Viabilità? Ripartire dal “Basso Volturno”, per esempio

Le comunità del comprensorio pronte a scendere in campo sulla pessima viabilità provinciale. All’inizio di questo nuovo Anno, una sfida ai Palazzi della Provincia e della Regione

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – Trapela un fermento, nell’area del Basso Volturno al cui centro sorge Grazzanise. Un fermento che, all’inizio di questo nuovo Anno, sembra venire da un crogiolo in cui si saggiano inquietudine e voglia di riscatto. La prima è degli anziani, sempre più preoccupati dai disservizi e dallo spopolamento che li lascia indietro e li rende più sóli; la seconda prorompe nelle fasce giovanili che, per necessità o virtù, vivono ancòra nella terra natìa e rivendica il sacrosanto diritto ad una crescita infrastrutturale, economica e civile finora mai vista.

Di questa tensione, positiva nella sostanza, non paiono tendenzialmente interpreti i sindaci o i dirigenti di partiti politici-fantasma: gli amministratori, infatti, stanno alle prese con funzionamenti delle macchine comunali già ardui sull’ordinario; quel che resta dello spappolamento ideologico ed organizzativo dei tradizionali partiti di destra-centro-sinistra è impegnato a leccarsi le profonde ferite e fa fatica, nelle ipotesi migliori, a riconoscere le proprie identità o a difendere residue posizioni di potere ormai ridotte a “tre soldi” perfino maledetti se vi mettono il naso i Carabinieri.

Dove si intravede, allora, questo fermento? In gruppi, comitati, formazioni nascenti e sparse a macchie di leopardo e con tutti i limiti della mancanza di know-how. Sono gruppi sdegnati quanto fragili, ondeggianti, a basso respiro, come tutte le aggregazioni senza profonde e radici, con le gambe corte ed obiettivi sganciati da visioni a 360°. Dunque niente di simile, ad esempio, al Circolo delle Imprese che si riconosce nell’associazione culturale CIVITAS e che sinora comprende “oltre 2000 imprese in Lombardia, Piemonte, Liguria e tutto il nord Italia”: là sono partiti da un’altra cultura, da un diverso tessuto economico-sociale. Che fanno? Organizzano “cene e incontri per creare business network. Tavoli tematici di approfondimento: energia, edilizia, trasporti, digital data, Europa, sostegno a start-up di qualità. E in HORIZON 2020 (non 2200! –ndr) aggiornamento e supporto su opportunità europee, promozione di visite istituzionali nelle imprese, elaborazione di proposte per la politica, momenti di scambio internazionale, attività di team building”. E dicono  a quanti sono ancora fuori del circuito: “Che aspetti? Unisciti a noi! Vuoi trovarci? Ecco il nostro sito: www.circolodelleimprese.it. Contattaci: circolodelleimprese@associazionecivitas.it”. Viceversa, nel Basso Volturno siamo alla preistoria, bisogna ancora dotarsi del fuoco e della ruota e, comunque, il fenomeno di cui stiamo parlando, al pari di ogni avventura antesignana, stimola interesse, vorrebbe intercettare supporti, promette sbocchi. I Palazzi del Potere sgranino gli occhi!

Le fibrillazioni che si registrano e intersecano varie municipalità della pianura che va da Capua al mare (dalla città federiciana a Santa Maria la Fossa, da Grazzanise a Cancello ed Arnone a Castelvolturno), fanno tuttavia i conti con la desolante realtà già miseramente osservabile nel pietoso stato in cui giacciono strade, ponti, ferrovie, edilizia rurale, impianti di irrigazione e, pertanto, si appalesa anzitutto la “priorità delle priorità”: dichiarare aperta la grande battaglia per una ricostruzione  infrastrutturale degna di questo nome, atteso che nessuna nuova struttura potrà nascere e vegetare se prima non si pone mano alle infrastrutture. E, in questa direzione, si preannuncia un’iniziativa clamorosa che potrebbe aver luogo prima della fine di quest’inverno: un contatto-protesta che decine di persone provenienti dal Basso Volturno cercheranno con l’Amministrazione provinciale , la Prefettura di Caserta, la Presidenza della Regione. Si tratterà, se abbiamo ben capito, della “giornata di apertura” di una “unità di crisi” in rappresentanza della base popolare, non di una manifestazione pubblica “una tantum” senza seguito. E l’obiettivo di partenza coincide con la ferma richiesta di progettare interventi che trasformino seriamente la pessima viabilità provinciale: triste e oggi pericolosissimo retaggio di una stagione politico-istituzionale che ha lasciato nel più vergognoso abbandono la zona del Basso Volturno. Fra il 2004 e il 2008 gli amministratori locali scesero in piazza a tamponare l’emergenza-rifiuti che da tempo oltraggiava e avvelenava il territorio. Ora i sindaci in carica sanno quale sterilizzante acqua nuova sta bollendo.

1da sx Abbate, Sciorio, Ambrosca

2Marcia ai tempi dell’emergenza rifiuti

3Il sindaco di Capua Eduardo Centore

4Il sindaco di Santa Maria La Fossa, Antonio Papa

5Il sindaco di Grazzanise Vito Gravante

6Il sindaco di Cancello ed Arnone, Pasqualino Emerito

7Il sindaco di Castel Volturno, Dimitri Russo

 

 

 

 

 

 

 

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