GUIDE OPERATIVE PER IL RENDICONTO FINANZIARIO E IL BILANCIO CONSOLIDATO

La stagione dei bilanci ha ormai avuto inizio e, in concomitanza con questa fondamentale scadenza per le imprese, si è tenuto a Milano il “9° FORUM BILANCIO” presso la sede di Assolombarda.

Tra le novità editoriali, che hanno reso oltremodo interessante e utile il citato Forum, si segnalano i libri di Francesco Lenoci e Enzo Rocca “Rendiconto Finanziario”, Wolters Kluwer, 2018 e “Bilancio Consolidato”, Wolters Kluwer, 2017.

RENDICONTO FINANZIARIO

Con l’approvazione del D.Lgs. n. 139/2015 di attuazione della Direttiva 2013/34/UE, il rendiconto finanziario è diventato obbligatorio a partire dai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio dal 1° gennaio 2016. Oltre allo stato patrimoniale, al conto economico e alla nota integrativa, il bilancio di esercizio accoglie quindi il prospetto che rappresenta la situazione finanziaria della società (art. 2423, comma 1, c.c.).

Sono, peraltro, escluse dalla redazione del rendiconto le piccole imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata, ossia quelle che, nel primo esercizio o successivamente per due esercizi consecutivi, non superano due dei seguenti limiti: 50 dipendenti occupati in media durante l’esercizio, 4,4 milioni di euro di totale dell’attivo e 8,8 milioni di euro di ricavi da vendite e prestazioni. Tra queste è inclusa la nuova categoria delle “micro-imprese”, esonerate anche dalla redazione della nota integrativa e della relazione sulla gestione qualora nello stato patrimoniale siano già presenti determinate informazioni.

Dal rendiconto devono risultare, come prescritto dal nuovo art. 2425-ter, “Per l’esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente, l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio, ed i flussi finanziari dell’esercizio, derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese le operazioni con i soci”.

L’obiettivo è quello di evidenziare le variazioni delle disponibilità liquide di un’impresa durante un determinato periodo, consentendo di valutare la sua capacità di generare flussi finanziari positivi, di far fronte alle obbligazioni e di distribuire dividendi. Il documento permette, inoltre, di comprendere i motivi della differenza tra risultato dell’esercizio (utile o perdita) e variazioni della liquidità evidenziando gli effetti sulla posizione finanziaria dell’impresa della gestione operativa, dell’attività di investimento e di quella di finanziamento effettuate nel periodo di riferimento.

Il rendiconto finanziario include tutti i flussi finanziari delle disponibilità liquide rilevati nell’esercizio, classificati in relazione alla tipologia o alla natura dell’operazione che li ha generati, ossia tra gestione reddituale, attività di investimento e attività di finanziamento, e presentati in questa sequenza.

La variazione positiva o negativa delle disponibilità liquide avvenuta nel corso dell’esercizio si determina dalla somma algebrica dei flussi finanziari delle tre categorie. Non è consentita la compensazione tra flussi finanziari, sia nell’ambito della stessa categoria sia tra categorie differenti, in quanto nettare i flussi finanziari di segno opposto può mutare significativamente la rappresentazione. Questo significa, ad esempio, che gli incassi e i pagamenti connessi alla compravendita di immobilizzazioni materiali sono esposti separatamente, rispettivamente, come investimenti e disinvestimenti.

L’aggregato relativo alla gestione reddituale include i flussi dalle principali attività generatrici di ricavi e dalle altre attività che non siano né di investimento né di finanziamento. Si tratta di incassi e pagamenti relativi alla produzione e distribuzione di beni e alla fornitura di servizi. La variazione di liquidità generata dalla gestione reddituale può essere determinata o con il metodo diretto, evidenziando direttamente i flussi finanziari, o con il metodo indiretto, rettificando l’utile o la perdita d’esercizio riportata nel conto economico, con l’obiettivo in quest’ultimo caso di trasformare le componenti economiche in variazioni di liquidità.

I flussi inclusi nell’attività di investimento derivano dalle attività di acquisizione e di dismissione di immobilizzazioni materiali (ad esempio, fabbricati, impianti e attrezzature) e immateriali (brevetti, marchi, ecc.), nonché dalle attività finanziarie immobilizzate e non immobilizzate (partecipazioni e altri titoli, inclusi quelli di Stato e le obbligazioni).

Sono rappresentate tra le attività di finanziamento le operazioni sul capitale di rischio e sul capitale di debito. Si tratta, quindi, di rilevare i flussi da cui derivano variazioni nell’entità e nella composizione del patrimonio netto e nell’indebitamento dell’impresa. Ad esempio, l’emissione di azioni o di quote rappresentative del capitale di rischio, il pagamento dei dividendi e l’emissione o il rimborso di prestiti obbligazionari.

Il libro è idealmente diviso in quattro parti:

  • la prima parte illustra la disciplina e le tecniche di redazione del rendiconto finanziario vigenti a livello internazionale (US GAAP e IAS/IFRS) adottate dalle imprese del nostro Paese (non quotate in Borsa e quotate) sulla base di principi contabili nazionali elaborati da Assonime, Consigli Nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, Organismo Italiano di Contabilità (OIC 12), nonché delle Autorità di vigilanza;
  • la seconda parte fornisce una metodologia ragionata per la predisposizione del rendiconto finanziario individuale e consolidato ai sensi dell’OIC 10, emesso nel mese di giugno 2014 ed aggiornato nel mese di dicembre 2016;
  • la terza parte concerne l’utilizzo del rendiconto finanziario a fini gestionali. Il rendiconto finanziario è uno strumento assolutamente necessario per il controllo finanziario e, quindi, al fine di conoscere: come si è finanziata l’impresa; se le risorse finanziarie sono investite ed utilizzate in modo ottimale; qual è il fabbisogno finanziario in relazione all’attività presente e futura dell’impresa; quali sono le fonti di finanziamento più convenienti;
  • la quarta parte mostra, con riguardo a 5 casi reali, come le informazioni finanziarie vengono utilizzate dalle banche ai fini della valutazione del merito creditizio. Per i primi due casi reali è documentato dai numeri il percorso di crescita reddituale, patrimoniale e finanziario avvenuto nel corso degli ultimi due anni.

Arricchiscono il libro di Lenoci e Rocca:

  • 6 tecniche di redazione del rendiconto finanziario;
  • 7 casi, formulati in maniera tale da risultare dei validi practice aid, sia per chi deve redigere, sia per chi deve interpretare il rendiconto finanziario;
  • 8 esempi di analisi per flussi e per indici, selezionati tra la prassi più recente e proposti quali model solution.

Completa il libro l’allegato CD che, con riferimento all’OIC 10, consente di: predisporre lo stato patrimoniale riclassificato; predisporre il conto economico riclassificato; inserire e raccordare le rettifiche patrimoniali, reddituali e finanziarie; ottenere il rendiconto finanziario.

 


BILANCIO CONSOLIDATO

Il gruppo di imprese trasmette e riceve informazioni al proprio interno e con l’esterno. Col termine “informazioni” si intendono sia quelle accumulate all’interno, come il know-how di marketing tecnologico, produttivo, finanziario, manageriale, sia i canali tramite i quali le informazioni sono veicolate all’esterno per contribuire a creare risorse immateriali quali la stima, la credibilità, la reputazione e la fiducia ovvero, in altri termini, l’immagine aziendale.

Per ottenere un duraturo successo, il gruppo di imprese deve saper fare e farlo sapere. Il saper fare di un gruppo di imprese deriva dall’efficacia e dall’efficienza del suo sistema di governo, ossia dalla coerenza esistente tra i vari elementi che compongono il suo sistema manageriale e gestionale. Il farlo sapere implica un’attività di comunicazione che si esplica nell’implementazione delle attività operative e strategiche d’impresa e, quindi, sia in comportamenti che nell’attivazione di messaggi intenzionali.

L’applicazione operativa del saper fare (il fare), ossia l’agire integrato del gruppo di imprese dà concretezza al saper fare: le attività operative e strategiche d’impresa rappresentano, quindi, il fare e l’efficacia del fare dipende dalla consonanza esistente non più solo fra le variabili del sistema di gestione, ma anche fra queste e l’ambiente in cui l’impresa opera.

Tale efficacia va incrementata mediante la gestione dell’immagine, ossia il farlo sapere tramite lo strumento di un bilancio consolidato “ben fatto”.

Così il gruppo di imprese realizza un contatto migliore con i suoi interlocutori, interni ed esterni, rispondendo alle attese dei molteplici soggetti interessati alle performance aziendali, che richiedono maggior trasparenza e chiarezza nelle loro relazioni con il gruppo. In altri termini, il bilancio consolidato non va più considerato uno dei tanti documenti contabili predisposto ai sensi di legge, bensì la fotografia della bontà o meno del lavoro svolto da quanti operano nel e per il gruppo di imprese.

L’esigenza di un’informativa tempestiva delle performance e qualitativa dei dati di bilancio consolidato coinvolge una serie differente di attori all’interno di un quadro normativo di riferimento: diverse figure professionali sono coinvolte nella predisposizione, supervisione, approvazione, revisione, analisi ed utilizzo di report che comunicano informazioni e dati aziendali.

Le principali figure coinvolte nella catena dell’informazione societaria sono le seguenti:

  • management. Predispone il bilancio consolidato in conformità al D.Lgs.n. 127/1991 oppure agli IAS/IFRS;
  • investor relator. Rappresenta l’impresa presso la comunità finanziaria comunicando il suo valore, i suoi dati, le sue performance, le sue strategie. Contribuisce alla catena dell’informazione economica-finanziaria, alimentando la fiducia degli investitori e rendendo intelligibile il valore del Gruppo;
  • auditor e altri organi di controllo. Interagiscono con il management e gli organi di governance e contribuiscono alla trasparenza della comunicazione finanziaria;
  • media. Contribuiscono alla distribuzione delle informazioni;
  • analisti finanziari. Valutano i dati diffusi e sono interpreti nell’utilizzo delle informazioni a favore degli investitori e degli stakeholder.

In questo contesto interagiscono anche altre figure: i regolatori e gli standard setter, che forniscono il quadro normativo di riferimento agli altri attori.

Il ciclo termina con gli investitori e gli altri stakeholder che usufruiscono delle informazioni diffuse per valutare il proprio investimento e che, quindi, fanno pressione sugli altri soggetti per ottenere dati e informazioni il più possibile attendibili, trasparenti, comprensibili e affidabili.

Comunicare significa condividere, mettere qualcosa in comune con gli altri: nel mercato finanziario la comunicazione è l’insieme delle strategie e degli strumenti utilizzati per rendere fruibili informazioni di carattere economico-finanziario ad investitori e parti terze. Il processo di trasformazione del puro dato numerico in informazione inizia da una fase di interpretazione dei risultati aziendali che vengono analizzati e valutati.

Tale processo consente di comprendere:

  • l’identità finanziaria-patrimoniale dell’impresa e l’insieme dei risultati che sostengono la validità del modello imprenditoriale prescelto;
  • il posizionamento aziendale nel settore di riferimento, declinato nella logica di differenziale competitivo, ossia definendo la sostenibilità finanziaria del modello imprenditoriale nel medio-lungo termine;
  • l’orientamento strategico volto a mantenere o ad ampliare il differenziale competitivo;
  • la stima dei risultati attesi, intesi come obiettivi economici-patrimoniali-finanziari raggiungibili grazie alla strategia.

Obiettivo del libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca è offrire un supporto concreto e innovativo per la realizzazione di un bilancio consolidato “ben fatto” e per la sua comunicazione “efficace” a tutte le figure coinvolte nella catena dell’informazione societaria.

Il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca è diviso in tre parti:

  • la prima parte illustra la logica di gruppo e il salto di qualità che il bilancio consolidato consente di fare nell’informativa patrimoniale, economica e finanziaria. Contiene, peraltro, un dettagliato confronto tra due bilanci consolidati dell’esercizio 2015 redatti con normativa differente (norme di legge e principi contabili italiani versus principi contabili IAS/IFRS) volto a denunciare l’assurdità di bilanci consolidati ugualmente corretti quantunque profondamente diversi;
  • la seconda parte, relativa ai gruppi non quotati, fornisce una metodologia ragionata per la predisposizione dello stato patrimoniale consolidato, del conto economico consolidato, del rendiconto finanziario consolidato, del prospetto di movimentazione del patrimonio netto consolidato e del prospetto di raccordo fra bilancio della capogruppo e bilancio consolidato;
  • la terza parte, concernente i gruppi quotati, fornisce una metodologia ragionata per la predisposizione degli schemi contabili richiesti dagli IAS/IFRS, in sede di bilanci annuali e infrannuali.

Arricchiscono il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca:

  • oltre 110 esempi, selezionati tra la prassi più recente e proposti quali model solution. Si segnala, in particolare, un bilancio consolidato 2016, completo di nota integrativa consolidata e di relazione sulla gestione del gruppo, già conforme alle significative novità che il D.Lgs. n. 139/2015 e i nuovi OIC pubblicati a fine 2016 hanno apportato al D.Lgs. n. 127/1991;
  • la soluzione di oltre 50 casi, formulati in maniera tale da risultare dei validi practice aid, sia per chi deve redigere, sia per chi deve controllare i bilanci consolidati.

Completa il libro di Francesco Lenoci e Enzo Rocca l’allegato CD che, con riferimento ai gruppi industriali, consente di: redigere il bilancio aggregato; effettuare il consolidamento; predisporre lo stato patrimoniale ed il conto economico consolidati; predisporre la movimentazione del patrimonio netto di gruppo; ottenere il raccordo tra il patrimonio netto e il risultato d’esercizio della capogruppo e del gruppo.

 

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