Il Ministro Alfano su Agrorinasce: “Il riuso sociale dei beni confiscati è una forma di giustizia sostanziale”

In un messaggio a Imma Fedele e a Giovanni Allucci, il capo del Viminale scrive, «Si è realizzato il sogno di Pio La Torre»

CASAL DI PRINCIPE [Caserta]. «Desidero ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento; testimonianza che quando lo Stato e la società civile si muovono con lo stesso passo diventa possibile liberarsi dall’opprimente presenza della criminalità; diventa possibile sviluppare una sana occupazione e contribuire alla crescita del territorio». Dopo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, riserva parole di plauso per l’attività svolta da Agrorinasce e per l’iniziativa, dal titolo “L’Agro che Rinasce”, che il consorzio (costituito dai Comuni di Casal di Principe, Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Santa Maria La Fossa e Villa Literno) ha animato il 29 e 30 giugno. In due giorni, l’agenzia per l’innovazione, lo sviluppo e la sicurezza del territorio, di cui è presidente Imma Fedele e amministratore delegato Giovanni Allucci, ha organizzato quattro eventi per festeggiare, insieme ai cittadini, altrettanti progetti di recupero, di riqualificazione e di riconversione di beni confiscati al clan di Casal di Principe e di Casapesenna. Gli interventi sono stati finanziati dal Ministero dell’Interno, attraverso i fondi del PON “Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno”. «La strategia di aggressione dei patrimoni criminali – prosegue il ministro – risulta sortire un duplice effetto: sottrarre il bene alla disponibilità dei mafiosi e rispondere a una domanda di giustizia, di giustizia sostanziale. La riacquisizione di tali beni assolve, in altri termini, a una funzione risarcitoria collettiva che trova nella riconduzione del bene all’uso pubblico la sua manifestazione più esplicita. Oggi, si realizza il sogno di Pio La Torre, si realizza il desiderio di quanti con coraggio cercano di vivere la loro “normalità” e la loro sana quotidianità». Per Alfano la confisca dei beni è, dunque, la riaffermazione dei principi di legalità e di riscatto civile e proprio nell’Agro Aversano, come in tutto il Paese, è stata sperimentata in molte occasioni, seguendo con costanza e senza sosta l’intento di costruire una nuova economia scevra da condizionamenti e libera di autodeterminarsi. «Rischio di ripetermi – commenta Allucci -: il messaggio del ministro ci emoziona e ci inorgoglisce. Dietro a questi progetti c’è passione, pazienza e tenacia; ci sono i valori profondi di tantissimi cittadini onesti di questa terra, desiderosi, come ha scritto il presidente Mattarella, di riscatto e cambiamento».
Casal di Principe, 02 luglio 2015

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