Il tempo dei linguaggi. Parole, immagini e suoni: tra le lingue di ieri e le lingue di oggi.

Nell’Aula magna del Liceo “Manzoni” di Caserta, mercoledì 14 dicembre alle ore 18.00, si terrà “ Il tempo dei linguaggi”, una sinfonia di voci, quelle dei nostri ragazzi, che del Tempo annoderanno, in quadro policromo, riflessi e magie, emozioni, sussurri e pensieri.

Sarà una serata ricercata e gradevole, perché non sempre la cultura è noiosa: parole, musiche, immagini, si intrecceranno seguendo un unico filo conduttore:  “il dolce inganno” del tempo.

In un susseguirsi di letture che spaziano tra passato e presente,  tra autori noti e meno noti, gli studenti dei cinque indirizzi del Liceo “Manzoni” (classico, scientifico, linguistico, scienze umane, socioeconomico), con la guida attenta dei loro insegnanti, presenteranno brani in prosa ed in versi nelle rispettive lingue originali: italiano, latino, greco, inglese, francese, tedesco, spagnolo, cinese.

La parola sarà accompagnata da musica dal vivo, immagini e video.

L’idea progettuale, della prof. Arianna Quarantotto, è stata portata a compimento grazie alla collaborazione di un vasto gruppo di Docenti, al supporto di tutti i Dipartimenti del Liceo e della Dirigente Adele Vairo.

La Dirigente ha inteso fare della serata un incontro aperto a tutti, in una scuola che è aperta a tutti e che aiuta a scoprire la bellezza della creatività, diventando così attraente per gli studenti e, per il territorio, un punto di riferimento.

Il prof. Massimo Santoro annoderà sapientemente tra loro i fili di un discorso complesso, capace di far emergere l’unitarietà del sapere che traluce al di là delle sfaccettature disciplinari.

Il tempo dei linguaggi  è  allora rievocazione di storia e memoria, riflessione sul presente e sul  passato, meditazione sul futuro, in un continuum di voci appartenenti a modi di sentire diversi, distanti, eppure singolarmente vicini, moderni e cari alla nostra sensibilità attuale.

 È forse questo il modo migliore per fare scuola, per trasmettere  un sapere che altrimenti resterebbe confinato dentro le pagine belle, ma a volte  inaccessibili, dei libri.

 

 

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