INTERVISTA ALL’ARTISTA ANNA MARIA ZOPPI IN OCCASIONE DELLA SUA PERSONALE DAL TITOLO “DIRITTO ALLA VITA”

(Matilde Maisto) – Come da programma sabato 27 Ottobre u.s., presso “Casa don Diana”, bene liberato alla camorra, in Via Urano n. 18, Casal di Principe (CE), è stata inaugurata con grande successo la personale di pittura dell’Artista Anna Maria Zoppi, dal titolo “Diritto alla Vita”, delicato tema dedicato all’aborto.

Ebbene a margine di detto evento la pittrice Zoppi ci ha concesso una particolare intervista che è risultata una bella chiacchierata a “cuore aperto”:

1.)“Diritto alla vita”, partiamo dal titolo. Dicci tutto…

La prima cosa che desidero dire è che oggi 27 Ottobre, dovrebbe essere un giorno triste per me, tuttavia ho voluto renderlo speciale; in effetti oggi ricade l’anniversario della morte di mio padre, sono sei anni che non c’è più, ma sono appunto sei anni che non è mai stato così vivo! Lui amava la vita e l’ha amata sino al suo ultimo istante, trasmettendomi la spinta necessaria ad andare avanti nel mio percorso artistico. E’ da lui che ho imparato la “Resilienza”, ossia l’abilità di superare le avversità, di affrontare i fattori di rischio, di rialzarsi dopo una crisi, più forti e più ingegnosi di prima, nonché l’abilità di superare le ingiustizie della vita senza soccombere.

Il mio “Diritto alla vita” è un grido contro l’aborto, so che esiste una legge che lo ammette, ma per quanto legittimo, non potrà mai garantire la tutela di madre e figlio dal momento che in realtà si commette un omicidio.

2.) “Diritto alla vita” si può definire l’incipit della tua mostra: ma cosa raccontano realmente le tue opere?

Parlare di aborto attraverso le mie opere è stata un’ esigenza. Sono anni che ci pensavo, ma non riuscivo a trovare una tecnica adatta che mettesse in risalto questo mio ‘grido’. Poi, dopo svariate prove, sono riuscita a creare qualcosa di straordinariamente adatto, a mio avviso. Ho solcato più tele creando pieghe profonde che si intrecciano tra di loro e così è nato il mio discorso che parla di vita e morte insieme. Ho dovuto mettermi nei panni di feto e mi sono sentita sola, prigioniera, senza via di uscita, non è stato bello ma ci sono riuscita ed ho lavorato ininterrottamente con rabbia, ma anche con amore. Il seme non si butta! Ogni bambino ha il diritto di vedere la luce. Forse ho dipinto più con le mani di mamma che di artista. Sono mamma di tre figli tutti voluti, tutti cercati, ogni figlio è unico, ogni figlio da emozioni diverse. Penso che la vita sia sacra e vada rispettata.

3.) Questa tua personale è una naturale evoluzione nella tua arte oppure ci sono elementi nuovi che magari hanno sorpreso anche te?

Direi che è una naturale evoluzione delle mie capacità artistiche. Come ho detto in precedenza ho dovuto molto lavorare per mettere a punto una “tecnica” che mi permettesse di esternare i miei sentimenti, mettendo a nudo le mie emozioni e la mia stessa anima.

4.) Ogni artista ha il suo modus operandi , la sua ispirazione, il suo orizzonte: le tue opere hanno una matrice comune oppure ognuno ha una storia a sé?

Certo anch’io ho il mio modus operandi e la mia personale ispirazione, ma in questa precisa mostra le mie opere, anche se assolutamente diverse l’una dall’altra, hanno una matrice comune, dal quale si evince il mio “NO” all’aborto.

5.) Tu sei una moglie, una mamma, una fotografa, una pittrice: come vivono tutte queste anime in te?

E’ vero, in me vivono più persone contemporaneamente e vado d’accordo con tutte! Insomma mi piaccio e mi voglio bene, mi piace la mia compagnia! Quelle rare volte che sono da sola, sto da Dio, come si suol dire!

6.) Anna Maria Zoppi si esprime meglio come moglie e madre oppure come artista?

Be credo che questo sarebbe meglio chiederlo a mio marito ed ai miei figli, ma personalmente posso dire, rubando le parole di un celebre film “Io speriamo che me la cavo”

7.) Di solito cosa leggi, cosa ascolti, cosa guardi e cosa mangi? Questa domanda ti può sembrare superflua, ma in realtà non lo è perché la personalità di una persona è intuibile da tanti particolari nel loro insieme.

Mangio solo ciò che mi piace. Non ho mai fatto diete e non perché non ne abbia bisogno, ma perché non ne sarei capace. Non amo troppo i dolci e neanche i primi piatti. Insomma non sono una buona forchetta. Leggo molto, amo i romanzi d’amore, ma anche quelli gialli, adoro le storie vere. Di solito non ascolto musica, ma se capita preferisco musica anni 70… E mi piace ballare.

Ma questo lo devi scrivere? Mi chiede Anna Maria. Direi proprio di si, perché vedi carissima Anna Maria, da queste risposte si evince che sei una persona solare, briosa, brillante, ami la vita, la musica anni 70, ossia il periodo dei ‘figli dei fiori’ con i loro abiti colorati, sgargianti, che sono prevalentemente anche i tuoi colori. Ti piace ballare, sorridere, scherzare, sei una persona veramente speciale!

8.) “Non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo”. Tu ti reputi una buona oppure no?

Non sono né troppo buona e né riesco ad essere cattiva, non porto mai rancore nei confronti di chi mi fa del male, credo molto nell’amicizia, ma a dir la verità, senza alcuna modestia, ti dico credo in me stessa.

9.) Cosa pensi del territorio in cui viviamo? I nostri figli possono sperare in qualche cosa di meglio oppure dobbiamo spingerli verso altri lidi?

Il mio territorio? Penso che ci vivono persone straordinarie. I giovani non dovrebbero andare via, ma a volte è necessario. Amo farmi chiamare “l’artista casalese”, adoro le mie radici.

10.) Quando lavori per preparare una tua personale il tuo obiettivo è quello di un risultato economico (che comunque non guasta) oppure la voglia di farti conoscere, di esternare le tue emozioni e trasmettere a tutti i tuoi sentimenti, i sogni, la voglia di imprimere su una tela tutta la tua anima?

Non lavoro mai pensando di vendere, anzi spesso non ho voluto vendere, ogni opera è un po’ come un figlio. Dipingo perché non riesco a farne a meno, senza i miei colori non so stare, mi sentirei muta visto che io parlo attraverso le mie tele, e parlo anche tanto!

A proposito, conclude l’intervista Anna Maria Zoppi, alcune valenti persone che hanno visitato la mia mostra mi hanno detto: cosa ci fa un’artista come te in questo paese? Le tue opere dovrebbero essere esposte nelle gallerie di grandi città come New York, Londra, Pechino.

Sono stata, ovviamente lusingata, per i complimenti, ma diciamolo pure  i miei dipinti hanno già avuto l’onore ed il piacere di essere stati esposti in grandi città come Parigi, Zillicheim, ed anche in Germania.

Ed allora tantissimi complimenti Anna Maria,

Ad maiora semper!

 

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