La Diocesi di CAPUA chiede a CANCELLO ED ARNONE 250 MILA € per il suo terreno (edificabile) usato dal comune come parcheggio. Emerito cerca…

Sindaco ed assessori hanno dato mandato ad un avvocato per tentare una soluzione stragiudizionale con l'Istituto Diocesanto per il Sostentamento Clero

CANCELLO ED ARNONE – Cospicuo, imponente è il patrimonio della diocesi capuana: tanti, infatti, gli immobili di sua proprietà (case e terreni) sparsi nel Basso Volturno (e oltre), una vastità che, inevitabilmente, ha determinato, nel corso degli anni, relazioni tra le amministrazioni comunali ed il sopracitato ente ecclesiastico.

In alcuni casi, questi rapporti, hanno avuto un lieto fine: sono stati rispettati contratti, scadenze, norme prefissate, in altre circostanze, al contrario, si sono chiusi (‘sti rapporti) solamente a seguito del necessario e terzo intervento dei tribunali. Cose che capitano.

Qualche tempo fa per Grazzanise, proprio sul binomio Curia-Comune, scrivemmo una serie di articoli che ripercorrevano le tappe storiche di alcune compravendite (CLICCA QUI) riguardanti terreni sui quali, poi, sorsero l’attuale campo sportivo R.Massaro e la Stazione dei Carabinieri.

Oggi, leggendo la delibera di giunta n°4 (assente Massimilla) apprendiamo (non ne siamo sorpresi, in realtà, la consideriamo una conferma) che pure Cancello ed Arnone non è stata (non è) esente da storiche e fisiologiche relazioni con la Diocesi di Capua.

Raccontiamo i fatti: l’Istituto per il Sostentamento del Clero, lo scorso 17 dicembre, notificò una dichiarazione di inizio lavori su uno slargo (deduciamo edificabile o parzialmente edificabile) usato dal comune, amministrato dal sindaco Emerito, attraverso un contratto di comodato, riteniamo oggi scaduto, come parcheggio per gli utenti dell’ufficio Postale, dei servizi sanitari e veterinari dell’Asl e del complesso scolastico, il quale, riportando testualmente in contenuto dell’atto votato da primo cittadini e assessori, “è valso a decongestionare il traffico cittadino della principale via Roma”.

L’ente diocesano, però, prima della comunicazione di inizio lavori, ha diffidato, con un atto stragiudiziale (31 ottobre scorso), il comune al pagamento di “un’indennità per un’occupazione sine tituolo per 250 mila euro al fine dell’acquisizione della proprietà del terreno”.

Emerito, la diciamo in soldoni, tagliando corto, con la delibera votata il 7 gennaio di quest’anno, vuole sostanzialmente evitare controversie giudiziarie dando mandato ad un legale per accordarsi con la Diocesi senza rincorrere sentenze di tribunali.

Riusciranno ad accordarsi? Vedremo. Ed in caso di accordo che fine farà quel terreno? Resterà un parcheggio?

Giuseppe Tallino

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