La famiglia Cairoli e l’Unità d’Italia

DENTRO LA STORIA 

Carlo Cairoli,nel 1824, erede di agiati proprietari terrieri lomellini, medico, professore di chirurgia all’Università di Pavia, sposa Adelaide Bono (1806-1871), figlia di un antico prefetto napoleonico milanese, poi conte dell’Impero. La formazione di entrambi e l’impegno politico di Carlo che, nel 1848, è podestà durante il Governo Provvisorio di Pavia sono la base culturale dell’eduducazione dei figli, che indirizzerà le loro vite, che Adelaide continuerà ad alimentare anche dopo la morte del marito. Finanziò anche giornali patriottici, ospitò un salotto politico letterario e intrattiene una fitta corrispondenza con gli intellettuali dell’epoca. Perse il marito nel 1849 e si trovò costretta ad affrontare la difficile situazione economica della famiglia. Riuscì a sostenere la famiglia con la vendita di alcuni terreni di proprietà del marito. Si spense il 27 marzo 1871 dopo una lunga malattia e venne sepolta nella tomba di famiglia a Gropello Cairoli.

Benedetto (1825), il primogenito, iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, nel 1844, fin da studente manifestò la sua posizione antiaustriaca, entrando in una cerchia di amici destinati a un ruolo importante nella storia degli anni successivi. La sua partecipazione alle Cinque Giornate segnò l’ingresso dei Cairoli nelle vicende risorgimentali e nella costruzione dell’Italia. Attivo combattente delle campagne risorgimentali, spesso a fianco dei fratelli, a lui toccherà in sorte di raccogliere l’eredità ideale della famiglia nella nuova nazione. Eletto deputato nel 1861 entrò nelle file della sinistra, nel 1876 succedette a Depretis per la sua prima Presidenza del Consiglio, cui seguirà quella dal 1879 al 1881.
Ritiratosi poi a vita privata, morì nel 1889 nella villa reale di Capodimonte, ospite di Umberto I.

Ernesto (1833-1859), Luigi (1838-1860), Enrico (1840-1867) e Giovanni (1841-1868), i fratelli più giovani, influenzati dal suo esempio, aderiranno all’ideale di patria con impegno attivo e totalizzante. Volontari nelle file garibaldine, daranno le loro giovani vite, lasciando a Benedetto l’eredità e il compito di dare forma all’Italia che avevano contribuito a creare. Accanto a loro anche due sorelle, Rachele (1826-1856) ed Emilia (1827-1856), alle quali pure la sorte riserva una vita breve. Solo Rachele avrà una famiglia.

 

Nella foto: Da sinistra: Ernesto, Enrico, Benedetto, Luigi,
Giovanni e seduta madre Adelaide Cairoli-Bono.

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