La porta del sapere. Cultura alla Federico II di Svevia. Autore Fulvio Delle Donne, Carocci Editore

A Capua nella prestigiosa sala della chiesa di S. Salvatore a Corte si è tenuta in data 12 maggio 2019 la presentazione del nuovo libro su Federico II, scritto dal prof. F. delle Donne dell’Università della Basilicata. Un volume molto importante e approfondito sulla figura del grande imperatore normanno, la cui lettura consiglio a  tutti gli amanti e studiosi di storia, in primo luogo di quella medioevale. Insieme con l’autore sono intervenuti i rappresentanti del TCI (Pompeo Pelagalli) e delle Piazze del Sapere (Pasquale Iorio – che hanno organizzato l‘evento), con esponenti del mondo dell’università (il prof. Nicola Busino del Dilbec di Unicampania), con appassionati e studiosi com don Peppino Centore.

A conclusione dell’incontro è stata accolta con molto interesse la proposta di costituire un comitato promotore – composto da esponenti del mondo delle associazioni, delle istituzioni e del sapere – che si dedicherà a promuovere eventi ed incontri dedicati alla figura dell’imperatore svevo, in vista di un apposito convegno internazionale che sarà dedicato all’anniversario degli ottocento anni dalle assise di capua – che scade nel mese di dicembre 2020. In merito verrà elaborato un progetto con il coinvolgimento di enti ed istituzioni (a partire dal Mibac, Regione Campania, Provincia di Caserta e CdA Museo Campano)

Come è stato rilevato nel dibattito, nella città millenaria di Capua sono ben visibili e tangibili i segni della presenza lasciati dal grande imperatore Federico II di Svevia, uno dei sovrani più potenti ed illuminati dell’epoca medioevale, con le torri sul fiume Volturno e la ricca esposizione di reperti nella sala del Museo Campano (una delle più significative e documentate testimonianze di quell’epoca storica).

Fu proprio nella nostra città che ancora giovanissimo nell’età di 26 anni gettò le basi di un processo di profonda riforma dell’ordinamento e del governo nel Regno delle due Sicilie, che lasciò il segno, con quelle che vengono ricordaste come le “Assise Capuane”, varate tra il 17 ed il 22 del mese di dicembre 1220. Infatti, in quel periodo si avviò la sua attività legislativa vera e propria, dopo un lungo periodo di otto anni trascorsi in Germania, con la riconquista dello stato tedesco e l’incoronazione ad imperatore, avvenuta un mese prima a Roma.

Grazie all’apporto di studiosi del diritto, tra cui spiccava la figura del capuano Pier delle Vigne, nel capoluogo della prosperosa Terra di Lavoro (l’attuale Campania), egli convocò i più eminenti giuristi del suo tempo con i quali, ricalcando le orme di suo nonno Ruggero II, tracciò le linee fondamentali della sua riforma dell’organizzazione dello Stato. Infatti, l’ordinamento di Capua venne redatto in venti capitoli e gettava le fondamenta su cui doveva basarsi la riorganizzazione

del Regno di Sicilia per i successivi trent’anni. Alcuni studiosi sono arrivati a dire che quei venti capitoli avrebbero costituito l’ossatura del primo stato moderno europeo. In seguito a Messina, a Catania ed in altre città emanò tutte una serie di leggi che servirono a definire l’assetto normativo ed amministrativo. Questo processo arrivò a maturazione nel 1231 a Melfi, dove venne promulgato il celebre Liber Augustalis, conosciuto anche come le Costitutiones Melphitane. Tra i suoi compilatori più rinomati vanno ricordati Roffredo di Benevento, Andrea Bonello, insieme con i capuani come l’Arcivescovo Giacomo e Pier delle Vigne – che per le sue opere venne definito “Il Triboniano del Giustiniano di Sicilia”.

Anche se manca ancora poco più di un anno all’ 800° anniversario di questo evento storico, è opportuno cominciare a rimetterlo al centro dell’attenzione per la sua valenza. A tal fine, come rete di associazioni – in collaborazione con le università campane – si può cominciare a pensare di programmare un primo evento di rievocazione studio già a partire dalle scadenze del prossimo autunno, con un convegno di livello internazionale che si può organizzare a Capua nella sala Liani del Museo Campano.

Per questo evento nei prossimi giorni  insedieremo – d’intesa con il Comune e la Provincia di Caserta – un Comitato Promotore con storici ed esperti di diritto che possono cominciare a lavorare e progettare delle iniziative di ricerche scientifiche e di studio dedicate alla figura di Federico II, con particolare riferimento alle opere ed all’impronta che ha lasciato non solo a Capua ma anche in altre città della nostra regione e di Terra di Lavoro (si pensi a Casertavecchia ed al castello Il Matinale di Cancello). In questo modo potremo contribuire a far conoscere alle nuove generazioni le nostre radici, ma trasmettere anche il valore della memoria e della identità di quella che un tempo si definiva Terra Laboris, o Campania Felix.

Ufficio Stampa                                                           Caserta, 11 maggio 2019

www.lepiazzedelsapere.it

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