“La Resurrezione” di Piero della Francesca, il dipinto della salvezza

L’affresco “La Resurrezione di Cristo” di Piero della Francesca, pittore del primo rinascimento, è da molti considerato il dipinto della salvezza più bello del mondo, scopriamo il perché.

“La Resurrezione” di Piero della Francesca

L’affresco “La Resurrezione di Cristo” di Piero della Francesca, pittore del primo rinascimento, risale a metà del XV° secolo è da molti considerato il dipinto più bello del mondo. L’affresco di trova al museo civico di Sansepolcro, borgo in provincia di Arezzo, luogo di nascita di Piero della Francesca.

Piero della Francesca, pittore del primo rinascimento, è famoso per la sua pittura composta da rapporti armonici e proporzioni precise, che dona alle sue opere un perfetto equilibrio delle forme.

La Resurrezione di Cristo: lettura dell’opera

Al centro del dipinto c’è Cristo risorto che si alza solenne e imperioso dal sepolcro. Sotto di lui quattro soldati dell’esercito romano stanno dormendo.

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Affresco Resurrezione Piero della Francesca Photo credits sito web Museo civico SansepolcroIl dipinto di può leggere facilmente dividendo in modo geometrico la scena. La figura del Cristo risorto divide verticalmente in due parti il paesaggio. Sulla sinistra c’è un paesaggio spoglio tipico dell’inverno, a destra invece la vitale rinascita primaverile.  Il sarcofago invece divide il dipinto orizzontalmente: nella parte inferiore il sonno degli uomini, mentre nella parte superiore domina il Cristo risorto.Tra gli uomini che stanno dormendo ai piedi del sarcofago di Cristo, proprio dove cade l’asta del vessillo trattenuto dal Salvatore, si trova un uomo vestito con un abito verde: è l’autoritratto di Piero della Francesca. Il fatto che l’asta del vessillo cada dove si trova lui non è casuale: indica forse che è Dio a guidare l’artista, è il sostegno dato all’artista dalla fede.

Di Piero della Francesca - Piero della Francesca, Pubblico dominio da wikipedia
Resurrezione di Piero della Francesca, particolare photo credits wikipedia

Il ritmo e l’alternanza dei colori utilizzati per le vesti dei soldati esalta la plastica purezza del colore tipico dello stile di Piero. Tutta la scena è solennemente incorniciata dalla presenza di due colonne antiche, un basamento ed un’architrave: una inquadratura perfetta.

Perfetta Geometria

La perfezione prospettica e la precisione matematica del pennello di Piero della Francesca danno una forza superiore alle figure del dipinto. In particolare la forte e fiera figura del Cristo rappresentano la certezza della vita eterna che il messaggio cristiano vuole diffondere. Ancora una volta la religione utilizza l’arte per diffondere il proprio messaggio. Ed il linguaggio di Piero realizza questa aspirazione: il linguaggio solido della geometria e della matematica.

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La resurrezione, particolare photo credits sito web Museo civico san Sepolcro

Il dipinto della salvezza

Il dipinto fu realizzato da Piero della Francesca nel 1458 circa per il Palazzo dei Conservatori, ed era destinato ad essere il simbolo e stendardo della città. Doveva quindi assolvere ad un doppio compito religioso e civile di protezione della città. Compito a cui il dipinto non venne meno nella seconda guerra mondiale.

Era il 1944 ed il capitano inglese Anthony Clarke era con il proprio carro armato in prossimità del Borgo Sansepolcro. Aveva l’ordine di bombardare il paese per far ritirare le truppe tedesche. Ma il nome di quel Borgo gli ricorda qualcosa di importante relativo ai suoi studi da ragazzo. Ecco cosa racconterà il capitano in merito a quel decisivo momento:

“Dovevo avere diciotto anni quando lessi un saggio di Aldous Huxley. Ricordavo con chiarezza il racconto del suo faticoso viaggio da Arezzo a Sansepolcro e, tuttavia, quanto meritasse fare quel viaggio, dato che a Sansepolcro c’era la ‘Resurrezione’ di Piero della Francesca, ‘la più bella pittura del mondo’. Feci un calcolo dei bossoli sparati e fui sicuro che se non l’avessi già distrutta, avrei potuto, proseguendo il bombardamento, danneggiarla gravemente. E feci cessare il fuoco”.

Anthony Clarke non rispettando quell’ordine rischiò la corte marziale. Ma la fortuna volle che i tedeschi avevano già abbandonato il Borgo.

La bellezza salverà il mondo?

La perfezione prospettica e la precisione matematica del pennello di Piero della Francesca danno una forza superiore alle figure del dipinto. Il linguaggio che Piero utilizza nei suoi dipinti, il linguaggio solido della geometria e della matematica, ebbe fortune alterne nel tempo.

Fu molto apprezzata dai suoi contemporanei, ma poi dimenticata. Solo nel XIX° secolo ci fu un crescente interesse per l’arte dei prerafaeliti del Quattrocento proprio da parte degli storici inglesi. In quel lontano 1944 il rispetto per l’arte ha risparmiato l’intero borgo dal bombardamento Inglese. Forse questo episodio è una delle prove che è effettivamente possibile che la bellezza che salverà il nostro mondo.

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